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Interviste

Pinto: “Non contano solo i soldi nel calcio. L’Europa è un nostro obiettivo”

Tiago Pinto ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima del match contro il Betis Siviglia:

Sulle parole di Mourinho tra poveri e ricchi di ieri in conferenza stampa.
“Non sarà molto comodo per me commentare le sue parole. Penso che nel calcio non conta solo la situazione economica perché altrimenti ogni anno Manchester City e Psg andrebbero in finale di Champions, ma se la memoria non mi inganna non l’hanno vinta. Ho capito quello che voleva dire. È chiaro che per noi è molto difficile, ne abbiamo già parlato, è difficile giocare l’Europa e il campionato, giovedì e domenica. È difficile fare anche il turnover, sentivo che prima parlavate della Lazio e di mister Sarri. Sappiamo che è difficile, ma allo stesso modo sappiamo che questo fa parte del nostro lavoro”.

Che valore ha per la società questa serata?
“Avete capito magari meglio di me il profilo della società: lavora di più e parla di meno. Per noi l’Europa è sempre un obiettivo, lo abbiamo dimostrato la stagione scorsa. La competizione è diversa ed è molto più competitiva, ma siamo qui con tutta la nostra forza, energia e motivazione per fare una buona partita e andare avanti. La storia della Roma in Europa non è di oggi, ha avuto tante semifinali negli ultimi 10-15 anni, questo ci deve responsabilizzare e dare la consapevolezza del club che rappresentiamo”.

Lei ha detto che fa il mercato e il campo deve dare le risposte, sul campo dove deve migliorare?
“Ho detto questo, ma anche di più. Secondo me, il lavoro che facciamo sul mercato rappresenta il 20-30% del successo sportivo, poi il 70-80% è il lavoro che facciamo ogni giorno e non mi escludo perché cerco di essere un ds che tutela le altre parti. Dobbiamo migliorare tanto, per fare una squadra vincente non è solo portare allenatore e giocatori, ma creare una famiglia, sviluppare i i dipartimenti e curare ogni dettaglio”.

Si aspettava qualcosa di più a livello di gol davanti?
“Sì, penso che chiaramente il momento di costruire le occasioni è di squadra, poi i giocatori davanti hanno sempre più opportunità di segnare. gli attaccanti quando perdono fiducia diventa più complicato, ma la verità è che con gli attaccanti funziona così. Lautaro ieri ha fatto una partita bellissima ed erano 6-7 partite che non segnava. Ma penso che la squadra sta costruendo tante opportunità e penso che qualcuno dovrà pagare questo, come ha detto Mourinho ieri, e spero possa accadere il più veloce possibile”.

Belotti?
“Per lui è una buona opportunità. Sappiamo che quando costruiamo la squadra dobbiamo prepararla quando ci sono infortuni, giocatori sospesi o abbassamento di forma. Andrea ha lavorato bene, non possiamo dimenticare la sua estate particolare e penso che stia meglio fisicamente. Oggi per lui è una buona opportunità per dimostrare la ragione per cui lo abbiamo preso, ma non è il momento di mettere troppa pressione sul singolo. Fare l’attaccante è sempre più particolare”

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Rassegna stampa

Dybala fuori 5-6 settimane ma spera nel Qatar. Tensioni con la Roma

E’ di ieri la notizia che tutta la città attendeva con ansia: Paulo Dybala dovrà fermarsi a lungo per una lesione alla coscia sinistra. Sono contrastanti le indicazioni di stampa sui tempi di recupero, dal momento che Roma ed entourage del giocatore hanno deciso di non dare una indicazione precisa.

Secondo la Gazzetta dello Sport, la Joya potrebbe guarire in tempo per mettersi a disposizione del c.t. Scaloni ci sarebbero. È uno sprint sul filo di lana, ma visto che la risonanza magnetica ha evidenziato una lesione fra il secondo e il terzo grado, le settimane di stop dall’infortunio potrebbero essere quantificabili in 5-6. Per questo si è già iniziata la fisioterapia. Per Dybala, infatti, saranno usati dei macchinari particolari, che consentano un recupero rapido, ma che non gli faccia correre rischi. Non è escluso, tra l’altro, neppure che la Joya ricorra ai fattori di crescita – come fanno in tanti – visto che questo potrebbe aiutarlo ad abbreviare l’assenza.

Nell’analisi invece de il Tempo si parla di tensioni con la Roma in queste ultime 48-72 ore.  E’ stata concordata una comunicazione stringata della diagnosi senza aggiungere troppi dettagli, anche per cercare di contenere l’eco della notizia in Argentina. «Abbiamo deciso internamente spiega Mourinho a Siviglia – di non dare tempi di recupero e di non comunicare il grado della lesione ma solo il tipo di infortunio, il resto sono speculazioni che non escono dalla Roma». Dybala ha tutto l’interesse affinché si pensi che possa recuperare per il Mondiale e in effetti ci proverà fino all’ultimo, puntando intanto a entrare nella lista dei pre-convocati (fino a un massimodi 55 giocatori) che il ct Scaloni dovrà comunicare entroil prossimo 21 ottobre.

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Rassegna stampa

Betis-Roma, le probabili formazioni dei giornali: Tammy + Gallo davanti

La Roma affronta il Betis questa sera a Siviglia, nella quarta giornata di Europa League. Ecco la probabile formazione giallorossa secondo i principali quotidiani:

IL TEMPO – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski, Cristante, Matic, Spinazzola; Pellegrini; Abraham, Belotti.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski, Cristante, Matic, Spinazzola; Pellegrini; Abraham, Belotti.

CORRIERE DELLO SPORT – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski, Cristante, Matic, Spinazzola; Pellegrini; Abraham, Belotti.

IL MESSAGGERO – Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski, Cristante, Matic, Spinazzola; Pellegrini; Abraham, Belotti.

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Rassegna stampa

Roma, l’asse del gol: Pellegrini torna in regia, Abraham cerca lo sprint. A Siviglia per l’impresa

Più di Dybala, più di Abraham, più di tutti, José Mourinho porta nel cuore Lorenzo Pellegrini. Non tanto, o non solo, per l’indubbio talento, ma per il modo in cui ha imparato a usarlo. Lorenzo è stata la guida tecnica imprescindibile della Roma nel momento in cui Mou si è insediato sulla panchina. Era lui che faceva girare i compagni, era lui che alzava il livello nelle occasioni più importanti. Poi ha saputo gestire bene l’arrivo di Dybala e la risalita di Zaniolo. E adesso deve nuovamente caricarsi la squadra sulle spalle, perché è impensabile che l’Europa della Roma finisca in autunno.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, il Betis gioca bene, nasconde il pallone, colpisce all’improvviso. All’Olimpico l’assenza di Lorenzo è stata pesante soprattutto dal punto di vista tecnico, perché troppo spesso i giallorossi faticavano a tenere il pallone e non c’era nessuno che aiutasse Dybala nella costruzione. Stasera non ci sarà Paulo, ma Pellegrini dovrà legare centrocampo e attacco trovando soprattutto i tempi giusti per infilare la difesa avversaria. Che Pellegrini sappia accendere la luce è cosa nota. Che Tammy Abraham adesso abbia bisogno che qualcuno lo illumini, anche.

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Il paradosso della Roma: più tiri in porta ma meno reti

Chi tira in porta di più in Europa? La Roma. Chi segna di meno, in proporzione? Sempre la Roma. Può sembrare paradossale parlando di una squadra che va in gol consecutivamente da 30 partite, striscia-record per un’italiana, ma il problema è lo stesso del campionato (dove Mourinho ha il peggior attacco delle prime 7) e praticamente con la stessa media. Perché in serie A la Roma ha segnato 12 volte con 146 tiri, in Europa i gol sono 5 con 60 tiri: sempre uno su 12.

Come scrive il Corriere della Sera, la classifica in EL vede i giallorossi largamente al comando con 60 conclusioni verso la porta avversaria (19 nello specchio, 24 fuori, 17 respinte) davanti a Manchester United 50, Betis 49, Rennes 48, Monaco e Trabzonspor 47, Friburgo 46. L’avversaria di stasera, il Betis, ha segnato 7 reti: una ogni 7 tiri. La Lazio ne ha fatte 5 su 37: una ogni 7,4. Il Feyenoord, che ha il miglior attacco con 10 reti, le ha realizzate con 40 tiri: una su 4. Mentre la Roma, nella classifica dei gol in Europa League, è solo al 10° posto. Abraham, Belotti & C. devono raddrizzare il mirino.

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Interviste

Ibanez: “Gli infortuni non ci spaventano. Mondiale? Lavoro per la Roma, poi il Brasile può essere un premio”

CONFERENZA STAMPA – Le parole del centrale giallorosso in sala stampa alla vigilia di Betis-Roma

Potrebbero pesare gli infortuni di Celik, Dybala e Matic?
“Quello che vedo è che la squadra sta bene, stiamo lavorando per essere sempre al massimo, sono sicuro che chi giocherà al posto di chi è infortunato è pronto per dare il massimo. Noi ci sentiamo bene e siamo pronti”

Sei stato convocato dal Brasile, si avvicina il Mondiale, come fa un giocatore a giocare tranquillo col pensiero della Nazionale?
“Io sono tranquillo perchè lavoro per la Roma, per arrivare poi in Nazionale. Il mio lavoro devo farlo qui, fare sempre il mio meglio come sto facendo, il resto viene da solo e come un premio per ciò che faccio qui”

Qual è la chiave per far bene domani e possibilmente vincere?
“Dobbiamo seguire la disciplina che dice il Mister, dobbiamo lavorare come dice lui, se lo facciamo arriviamo al punto giusto nella partita, dobbiamo lavorare come chiede il mister per vincere”

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Interviste

Mourinho: “Dobbiamo segnare di più, i gol arriveranno. Serve maggiore disciplina di gioco”

CONFERENZA STAMPA – Le parole del tecnico giallorosso in sala stampa alla vigilia di Betis-Roma

Ci sono stati tanti infortuni traumatici e muscolari, con la preparazione fatta quest’anno anomala perchè poi c’è il Mondiale, può essere che la preparazione studiata in questa stagione porti più rischi di infortuni?
“E’ una buona domanda, tutti noi possiamo avere tanti feeling, è una questione di cui si parla da tanto, ma adesso la stiamo vivendo. Quando si parlava del Mondiale a metà stagione 4-5 anni fa era un conto, adesso lo stiamo vivendo. Io ho imparato a vivere la realtà delle cose, dire che si gioca troppo, che i giocatori di oggi paragonati a quelli di ieri, hanno una carriera completamente diversa, che i club più ricchi sono privilegiati perchè hanno rose più ampie e quindi maggiori rotazioni e quelli meno ricchi sono più in difficoltà. Secondo me ci sono i poveri, i ricchi e i meno ricchi: i poveri giocano una partita a settimana, i ricchi con le rose che hanno possono giocare ogni giorno, i meno ricchi che sono quelli con ambizioni equilibrate e che devono giocare lo stesso numero di partite dei ricchi sono quei club che sono in difficoltà ed è questa l’esperienza che sto vivendo in questo momento”

Chi è in vantaggio tra Belotti ed El Shaarawy domani?
“Belotti o El Shaarawy, uno dei due o insieme, vedremo”

Abraham nelle ultime partite sta facendo fatica, sembra un po’ avulso dal gioco. E’ un problema fisico o mentale?
“E’ un problema nostro, di squadra, non mi piace fare queste analisi, capisco che voi le facciate, non leggo tanto, però troverete giocatori di alto livello in altre squadre che vivono momenti simili. Ci sono momenti, per voi è tutto un numero, stats, per noi la verità è che abbiamo bisogno dei gol per vincere le partite, senza è difficile. Siamo i primi in serie A nel creare occasioni da gol ma sbagliamo tanto. Sono momenti, qualche squadre pagherà per questa frustrazione, perchè faremo 4 palle gol e 4 gol, l’importante è che noi lo guardiamo come squadra, senza mettere pressione sul singolo, non come voi perchè facciamo lavori diversi. Noi lo analizziamo come squadra, per quello che produciamo segniamo poco, in questa direzione dobbiamo essere più efficaci, segnare di più e arriverà”

Subito dopo il Lecce ha detto che a volte i giocatori non recepiscono le sue indicazioni. A che cosa si riferiva? In questi due giorni ha visto segnali diversi?
“Un allenatore quando parla 10 minuti dopo la fine di una partita, non è facile. A volte si dicono cose che bisogna spiegare. Il piano di gioco di ogni allenatore del mondo è un conto, un’altra è se i giocatori sono capaci o meno di metterlo in pratica. Ho visto delle sensazioni dalla panchina vedendo la partita poi l’ho rivista e la prospettiva cambia. Dobbiamo avere più disciplina nel nostro gioco, quando uno o due la perdono in fase difensiva o offensiva ha un’implicazione sul resto della squadra, a questo livello dobbiamo migliorare, anche perchè le grandi partite che abbiamo fatto noi in questo anno e mezzo sono partite di grande concentrazione, rispetto del piano di gioco, di grande organizzazione nella dinamica della squadra. Sono pochissime le partite che abbiamo visto con situazioni individuali, o con gente che è uscita dalla linea di gioco che abbiamo preparato prima”

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De Rossi: “Inizio questo percorso con entusiasmo. Incrocio con la Roma? Non ci penso”

Daniele De Rossi, nuovo tecnico della SPAL, è stato presentato oggi in conferenza stampa. Queste le sue parole:

“Ringrazio tutte le persone che mi hanno accolto, ero un po’ spaventato, entrare in un altro spgliatioio con un’altra veste mi faceva venire dei pensieri. Ringrazio Joe, è tutto vero quello che ha detto. Mi ha parlato di lavorare insieme quando ancora giocavo, è sempre stato un suo pallino. Spero di ripagarlo, mi ha dato una grande fiducia insieme al direttore. C’è grande amiciza e stima, lo ritengo un uomo vincente, anche per come si pone con la gente. È l’unico presidente che ha avuto 3 promozioni di fila. Sono contento di iniziare il mio percorso con lui. Tanta gente parla di me come un futuro buon allenatore, ma quando c’era da darmi una panchina tanti hanno avuto dubbi. La Spal ha avuto il coraggio e la follia di chiamarmi e sono contento.”

Come ti senti in vista di sabato…
“Forse ho sbagliato a parlare di paura, diciamo che la sensazione è come quando scuola. Non ho paura di niente, mi sento pronto e forte perché mi presento con la mia famiglia aggiuntiva che è il mio staff, non potrei essere più felice delle persone che lavorano con me, anche di quelle che non conoscevo. Una piccola parentesi, quando parlo di staff ringrazio il presidente della federazione di liberarmi e permettermi di essere qui. Sabato c’è il Cittadella, stiamo cercando di dire il giusto quantitativo di cose ai giocatori, non è giusto dire loro tante cose subito. Il nostro lavoro è un’ora in campo e 6-7 ore tra noi dello staff. È complicato fare l’allenatore, lo so bene vedendo mio padre, è complicato fare l’allenatore in corsa ma sono qui”.

Il modulo?
“Ci stiamo pensando, poi dobbiamo analizzare partita dopo partita. Sappiamo benissimo qual è il lavoro che dobbiamo fare, Venturato ha fatto un bel lavoro e ha fatto molto bene con il Cittadella per tanti anni. Sicuramente cambieremo qualcosina, ci teniamo qualche piccolo segreto in tasca. Nulla di clamoroso, ma aspettiamo”.

Hai visto lo stadio?
“Sono venuto qui una volta con la Roma, ma sono rimasto in panchina perché avevamo un derby o una gara di Champions dopo. Negli ultimi tempi ho guardato spesso la Serie B, al di là della SPAL ho sempre visto la Serie B e notavo alcuni stadi caldi come quello di Ferrara. Giocare per qualcuno o per qualcosa o per una città che non ci dorme la notte è importante, è un po’ quello che mi è successo da calciatore. Ho sempre dato la mia disponibilità ad andare, mi interessava un progetto serio e gente seria alle spalle. Un Centro Sportivo così ti fa venir voglia di stare 6-7 ore a lavorare, tante squadre di Serie A non sono a questo livello”.

Quali sono i tuoi concetti base…
“Devo fare una sintesi perché un calciatore deve fare tantissime cose. Se dobbiamo fare una sintesi, dico serietà e intensità in cui si affronta l’allenamento, è imprescindibile. Colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi, ho dovuto frenarli un po’ perché quando si cambia allenatore si va a duemila all’ora. Serve rispetto per il nostro lavoro che ci dà gioia, fama, ricchezza, spensieratezza. Serve coraggio quando si è senza palla, quando si è con la palla, quando si deve aiutare il compagno in difficoltà, penso sia importante un po’ in tutti i campi”.

La Spal subisce tanti gol…
“Non è colpa di un singolo giocatore, ma del lavoro del reparto. Se difendiamo tutti insieme in una certa maniera, possiamo fare meglio. Dobbiamo leggere meglio alcune giocate, dobbiamo tirare fuori qualcosa di originale e fruttuoso”.

Ti vedi con uno schema fisso?
“Per me è fondamentale dal materiale che hai a disposizione, sarà fondamentale nella mia carriera essere entrato in corsa, penso che mi aiuterà tanto. Non amo gli allenatori che hanno determinati giocatori per giocare in uno schema, un allenatore bravo deve far viaggiare i giocatori come i cavalli”.

Panchina con tuta o giacca o cravatta?
“Sicuro con le scarpe da ginnastica perché ho giocato troppo tempo con gli scarpini. Comunque vorrei essere abbastanza comodo”.

Cosa promette ai tifosi?
“Mi ero promesso di non fare promesse che non ho la certezza di mantenere. Prometto che la mia squadra sarà testa e cuore, possiamo dire tante cose per i tifosi o per noi, ma dobbiamo dare il 100% in ogni partita e ogni giorno. Se i tifosi sono così innamorati della SPAL, questo ci dà una motivazione in più. In carriera ho incontrato tante squadre organizzate, troveremo uno stadio che ci spingerà”.

Il capitano della SPAL Salvatore Esposito si ispira a te.
“Tra i tanti giocatori che abbiamo seguito con l’Italia c’era proprio Salvatore Esposito, ho una sorta di predilezione per i mediani davanti alla difesa. È chiaro che poi da allenatore mi comporterò come tale, sto vedendo tanti giocatori che vanno a duemila. Non ho gerarchie, posso dire che Esposito è il nostro capitano e per questo è il giocatore più importante, ma sono stato colpito anche da altri giocatori”.

Che impatto ha avuto con Ferrara?
“Molto buono, ho sempre sentito parlare di quanto fosse civile questa città. Ho fatto due passi al centro e ho passato il 90% del tempo a guardare i video del Cittadella, le prime sensazioni sono che potrei stare molto bene. Il centro storico è fantastico, mi chiedono di farmi le foto e in maniera pacata. Ero abituato a vivere nel centro storico di Roma dove mi saltavano addosso (ride, ndr)”

Ti sono arrivati dei messaggi dal mondo del calcio?
“Ho tipo 400-500 messaggi che non ho letto. Ringrazio tutti le persone che hanno speso 30 secondi per ringraziarmi. Tanti messaggi inimmaginabili mi hanno fatto i complimenti, non ne posso citare uno solo perché sarebbe scorretto verso gli altri. Ho ricevuto tanto affetto, poi una piccola parentesi per i tifosi romanisti che mi hanno seguito tutta la vita e non smettono mai di mostrarmi amore, sanno che è reciproco”.

Roberto Mancini?
“Aveva il sogno che andassi a un’altra squadra, mi ha fatto un grande in bocca al lupo. Posso dire che siamo amici, mi ha insegnato tantissimo”.

Sei stato accostato a 15 squadre.
“In realtà di proposte più concrete ne ho ricevute 3-4, ma ho ringraziato tutti. Gli altri nomi che sono usciti non sono veri, è molto semplice. Ho fatto dei colloqui, capisci se sei andato bene o meno bene, sembrava sempre che fosse fatta poi erano restii perché non avevo mai allenato. Ringrazio la SPAL per il coraggio e la lungimiranza”

Sei stato accostato a tante squadre…
“In realtà di proposte più concrete ne ho ricevute 3-4, ma ho ringraziato tutti. Gli altri nomi che sono usciti non sono veri, è molto semplice. Ho fatto dei colloqui, capisci se sei andato bene o meno bene, sembrava sempre che fosse fatta poi erano restii perché non avevo mai allenato. Ringrazio la SPAL per il coraggio e la lungimiranza”

Hai già pensato al possibile incrocio con la Roma in Coppa Italia?
“Lo so perché mi hanno tartassato di messaggi, ma sinceramente non ci penso perché ci sono altre partite prima”.

Ti descrivono come un saggio..
“Non mi considero un luminare o un genio, ma nemmeno uno stupido. Diciamo che sono un combattente, sono stato un calciatore grintoso e se riuscissi a trasmettere ai giocatori la fase combattiva e battagliera sarei contento”.

Giuseppe Rossi potrebbe tornare?
“L’ho conosciuto ai tempi della Nazionale, umanamente lo riabbraccerei con grande gioia. Sono appena arrivato e tutto voglio fare tranne che parlare di mercato, Rossi ha avuto tantissimi infortuni ed era veramente forte prima di tutti questi stop. È un ragazzo che sa farsi volere bene”.

Ci sono tanti allenatori in Serie B che sono campioni del Mondo.
“Dobbiamo ringraziare Lippi che ci ha trasmesso questo amore. A livello di immagine, avere un campione del Mondo in B arricchisce l’immagine, è tutto bello però dobbiamo offrire qualcosa di concreto perché sarà facilissimo vedere quanto la gente si dimentica in fretta quello che hai fatto in base alle prestazioni. Non dobbiamo pensare al mio passato come calciatore, non sarebbe buono per nessuno”.

Lo staff?
“Siamo stati accolti bene, ho portato un po’ di persone dietro e altre le ho trovate qui, sono molto contento”

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Esclusive

Esclusiva Retesport – Tancredi: “Rui Patricio tornerà ai suoi livelli. Senza Dybala, gli altri saranno maggiormente responsabilizzati” – AUDIO

Franco Tancredi, ex portiere della Roma del secondo scudetto, è intervenuto ai microfoni di Retesport nel corso di 1927: Rui Patricio è un portiere d’esperienza, che lo scorso anno ha avuto un’ottima continuità, ha commesso qualche errore ma ricordo le grandi parate a Tirana. Quest’anno ho intravisto anche io qualche crepa, può succedere, speriamo ritrovi serenità e concentrazione, perchè un uomo di grande personalità. I motivi del calo? Penso sia più che altro una problematica di testa, ha 35 anni, può capitare ma si deve sbrigare a tornare ai suoi livelli, perchè la Roma ha bisogno di una certezza assoluta tra i pali. Deve trovare la grande partita, magari salvare il risultato e vedrete che tornerà al top”

Ho avuto la fortuna di avere Nils Liedholm – aggiunge Tancredi – mi ha insegnato dei movimenti che dovevo fare e non dovevo fare ad esempio su come poter parare i rigori. Mi ha spiegato la tecnica di tiro degli avversari per intuire dove andrà il tiro. Un bacio al Barone, ovunque sia”

I Friedkin mi entusiasmano: hanno preso la Roma con una marea di problemi, la stanno risanando, lavorano in silenzio, hanno fatto un grane mercato e preso Mourinho. E’ importante per la Roma rimanere attaccati al vertice, questo campionato lo può vincere chiunque. L’infortunio di Dybala è una brutta tegola – conclude Tancredi – ma ora gli altri calciatori, soprattutto gli attaccanti saranno maggiormente responsabilizzati. Mourinho è il più grande motivatore del calcio moderno, sono sicuro che avrà chiesto ai suoi qualcosa in più, sono convinto che Abraham tornerà a segnare, impazzisco per lui. Zaniolo? Ha delle qualità incredibili, fisiche e tecniche, al momento credo sia in una fase in cui corre un po’ troppo, spreca tantissime energie e quindi risulta poco lucido sotto porta”


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RETESPORT STADIO

Stadio della Roma a Pietralata: l’analisi dello studio di fattibilità nello Speciale di Retesport (VIDEO)

SPECIALE RETESPORT (a cura di Francesco Oddo Casano) – Obiettivo centenario del club, cioè la stagione 2027. E’ questo il riferimento temporale – nelle intenzioni del club giallorosso – per l’inaugurazione del nuovo stadio a Pietralata. Un’opera che i Friedkin vorrebbero regalare alla Roma e alla città, visto che non si tratterà solamente di un impianto isolato.

I numeri dell’impianto

Dall’analisi dello studio di fattibilità consegnato dal CEO Berardi una settimana fa in Comune si evincono infatti alcuni elementi interessanti sull’idea preliminare della Roma: l’area interessata sarà pari a 160 mila mq, con la richiesta di concessione del sito per 90 anni, stesso periodo del piano economico-finanziario predisposto dai Friedkin.

La proprietà avrà un fabbisogno finanziario complessivo pari a 582,1 milioni, di cui 537,2 (Iva compresa) andranno per l’impianto propriamente detto. A parte, altri 87,6 milioni saranno investiti su oneri aggiuntivi(sicurezza, urbanizzazione, costruzione e consulenze). Il 70% dell’investimento sarà coperto da prestiti bancari, il resto in equity.

Ascolta lo speciale con l’intervento di Fernando Magliaro (de il Messaggero)

Lo stadio avrà una capienza complessiva di 55.000 posti, estendibili a 62.000 per specifici eventi (come ad esempio una finale di Champions League) Di questi, 5.500 andranno ai tifosi vip ai vari livelli. Ci sarà una ripoposizione della Curva Sud in scala di 1 a 1 per favorire gli abbonati storici mentre saranno 3.062 i posti riservati ai tifosi ospiti.

Come ritorni economici, si stima un impatto di 4 miliardi in dieci anni per Roma, il Lazio e l’Italia, di cui 1,7 miliardi per le imprese, con la creazione di 2500 nuovi posti di lavoro. Per la Roma, invece, si punta a un aumento di ricavi dal terzo anno in poi, partendo da 51,7 milioni per arrivare a 69,8 milioni il decimo anno, la maggior parte dei quali provenienti da ticketing (13-18), sponsorizzazioni (10-13,8) e vendita dei “diritti sul nome” (10,1-13,7).