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Totti alimenta i sogni romanisti: “L’anno prossimo? Potrei esserci”

Mourinho fa il pieno dopo settimane di spia rossa accesa mentre Totti strizza l’occhio per un ritorno non più impossibile. Iniziamo da qui. Ieri lo storico capitano, presente agli Italian Padel Awards al Foro Italico, ha confermato le voci di un contatto con lo Special One: “Mou mi vuole? Penso di sì oppure avete scritto una c. Lui ha detto una cosa, aspettiamo e vediamo che succede”. Il tecnico (al quale ieri i tifosi hanno dedicato uno striscione) chiede da tempo un dirigente forte anche mediaticamente e avrebbe contattato proprio Francesco che non direbbe no al ritorno. La palla passa ai Friedkin.

Come scrive Leggo, intanto a far ritorno in campo sono ben 5 titolari per Mou: Renato Sanches, Lukaku, Dybala, Aouar e Zalewski. Tutti recuperati e pronti per la sfida all’Empoli di domenica sera all’Olimpico. Ancora in dubbio, invece, Pellegrini. L’attesa più grande ovviamente è per la coppia dei sogni con Dybala che promette: «Ho visto inizi peggiori, e ci siamo rialzati».

Totti ha parlato anche di loro: «Ci aspettiamo grandi cose, devono portare la Roma in Champions. La doppietta col Belgio di Lukaku? Conta quello che fa con la Roma. Rimpianto per Frattesi? È un buon giocatore». Intanto è pronto a prendersi il centrocampo Renato Sanches che aveva impressionato nella mezz’ora finale contro la Salernitana prima dello stop muscolare. Il portoghese ieri ha finalmente sorriso in campo ma andrà gestito bene in vista del mini tour de force che attende la Roma tra campionato ed Europa League fino alla prossima sosta.

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Mourinho cerca un aiuto: vuole Totti

Non ha cambiato idea. Vuole qualcuno vicino che lo affianchi nelle intemerate contro il mondo arbitrale ed esprima la linea politica del club nelle situazioni delicate. Una figura di riferimento anche per la piazza. Un Totti, per intenderci, che non sia per forza Francesco in persona. Di profili ce ne sarebbero diversi: da Boniek a Boban, al quale Mourinho aveva pensato prima che il croato diventasse direttore tecnico e Chief of Football della Uefa. Idee, però, nulla più.

Come quella rilanciata ieri in città legata alla figura dell’ex Capitano che regalerebbe a José un ombrello mediatico. Quello che è stato lui per il club nel primo biennio e che ora non vuole più essere. Il silenzio post Roma-Milan si spiega così. Basta combattere contro i mulini a vento. Basta fare la figura del tecnico che cerca solo alibi per mascherare quello che non va in campo. Meglio il silenzio. Fa più rumore e apre a mille interpretazioni. (…)

I Friedkin (a proposito: ieri è stata ufficializzata la nomina di Dan nel comitato esecutivo dell’Eca), non parlano. Non lo hanno fatto il 31 maggio, figuriamoci se potranno scagliarsi un domani per un rigore magari non fischiato contro l’Empoli o il Bologna. Anche il gm Pinto, incarnazione della proprietà americana, quando viene sollecitato sulla questione, come ad esempio ad inizio settimana, non incide. Le sue, sono carezze mediatiche («Io, personalmente, ho un po’ smesso di interrogarmi, non capisco nulla. Non è però una critica a nessuno») rispetto a quello che vorrebbe lo Special.

Del resto, in estate José è stato chiaro: «In Italia mi sono sentito aggredito, qui non mi sento più a mio agio, ho paura di ricevere altre squalifiche appena parlo».
Ed è per questo che vorrebbe che ci fosse qualcuno che parlasse per lui. O quantomeno lo affiancasse. Totti, per José, sarebbe l’ideale. Ha appeal, buca lo schermo, sposta gli umori, si porta dietro quella ironia che spiazza anche il più intransigente dei commentatori in tv. Ha tra l’altro un passato da dirigente che lo ha formato, gli ha fatto capire gli errori commessi che non ripeterebbe. Una visione che al momento non ha trovato il via libera dei Friedkin.

Come scrive il Messaggero, la proprietà statunitense, almeno a livello dirigenziale, ha dimostrato in questo triennio di volersi circondare di persone poco inclini ad alzare la voce. Per quello, nella loro ottica, c’è Mou. Nel pacchetto Special è incluso tutto: campo e fuori. Una filosofia che ad oggi non lascia intendere inversioni ad U. Così il rischio che per Francesco il caffè sospeso con la proprietà possa diventare freddo, è dietro l’angolo. Anche perché qualora arrivasse lui o una figura simile, si schiarirebbe con largo anticipo il futuro di José. Al di là del campo, della qualificazione alla prossima Champions, dell’approdo o meno alla terza finale europea consecutiva o della decima coppa Italia.

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Mourinho vuole Totti alla Roma

L’avvio stentato della Roma sta suggerendo a José Mourinho un’idea. Che è già qualcosa in più di una suggestione. E che riguarda Francesco Totti. Come riferisce repubblica.it, da tempo, Mourinho avverte la necessità di una figura societaria che possa intervenire per far sentire la voce della Roma di fronte alle difficoltà con gli arbitri. E non solo.

Da sempre nelle sue squadre ha chiesto un giocatore ben inserito nell’ambiente, che lo conosca e sappia interagirci. Alla Roma fino a questo momento ha rinunciato a questa figura. Ma ora sarebbe tentato di chiedere la disponibilità per farlo a Francesco Totti. Non lo ha fatto, ma poter contare su Totti, sul suo peso mediatico, anche sui suoi consigli dentro lo spogliatoio, potrebbe rafforzarne la figura e non costringerlo più a interpretare ruoli diversi da quello di allenatore, posizioni che non ama ricoprire. Solo che i due non ne hanno mai parlato. E oggi sembra difficile che Totti possa accettare un ruolo diverso da uno operativo, anche in chiave mercato.

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Interviste

Totti: “Roma, obiettivo Champions con Lukaku e Dybala. Caffè con i Friedkin in sospeso, vediamo a settembre…”

Francesco Totti ha parlato a RadioSerieA, la radio ufficiale della Lega calcio, della Roma, di Dybala-Lukaku e della maglia numero 10. Ecco l’estratto legato ai colori giallorossi:

“Tante squadre hanno avuto un inizio inaspettato, mi dispiace che la Roma sia partita così e questo mi logora. Siamo soltanto all’inizio però, c’è tempo. Siamo abituati a certe situazioni, il campionato è lungo e l’obiettivo è tornare in Champions. Lukaku? Questa è la bellezza di noi romanisti, quando c’è una cosa grande diventa gigantesca. La passione che hanno i romanisti non si trova in  nessun’altra parte del mondo. Lukaku è un giocatore enorme che fa la differenza e speriamo possa trovare sintonia con Dybala. La coppia tra i due una delle più forti. Speriamo si trovino insieme il prima possibile”

Sulla maglia numero 10 ha detto: “Io non sono il proprietario, l’ho indossata con amore e con tutto me stesso. Il prossimo numero 10 deve saper portare rispetto alla Roma, alla società e ai tifosi. Deve essere un giocatore che starà qui per 20 anni, dare ad un giocatore la maglia numero 10 per un anno o due non è significativo, tantomeno per il calciatore. Paulo da professionista esemplare e persona intelligente qual è ha scelto un altro numero perché le responsabilità sono tante.

Perché non pensi che la Roma non possa vincere lo scudetto? “Perché sono realista. La Roma non è attrezzata per vincere lo scudetto e ci sono squadre più forti. Vedo bene la Juve, per me è la favorita anche perché non ha coppe. Mourinho dentro il tessuto della società? In questo è il numero 1, come gestore e come comunicatore. Dove è andato ha vinto, è l’arma in più per la Roma”

Infine un passaggio su Friedkin e il caffè in sospeso: “Per ora si, a settembre vediamo, magari ci sarà occasione allo stadio, vedremo cosa accadrà.”

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Finali BNL Padel, l’abbraccio tra Totti e De Rossi – FOTO

Francesco Totti, Daniele De Rossi e Marco Materazzi uno accanto all’altro, e il Foro Italico sembra Berlino. Tre campioni del mondo, due dei quali nella Capitale hanno scritto pagine indelebili della storia della Roma, in prima fila sul Centrale per le finali del BNL Italy Major Premier Padel. E con Totti, anche l’inseparabile compagna Noemi Bocchi. Tutti accomunati dall’amore per il padel, lo sport della seconda carriera dei calciatori che, una volta smesso di giocare, continuano a fare magie ma con la ‘pala’ in mano. Per De Rossi, tra l’altro, è la seconda presenza consecutiva sul Centrale: ieri aveva anche ricevuto la maglia da Martin Di Nenno, sconfitto in semifinale (in coppia con Franco Stupaczuk) da Arturo Coello e Agustin Tapia.

Oggi, con DDR, anche quello che prima di lui ha indossato la fascia di capitano della Roma e Marco Materazzi, che nella finale del luglio di 17 anni fa segnò di testa, prima di uno dei rigori trasformati proprio da De Rossi nella serie che ha incoronato l’Italia campione del mondo. E quando le telecamere hanno inquadrato il box – accanto a quello occupato dal presidente della FIP Luigi Carraro, immortalato dai fotografi con i campioni del mondo 2006 -, è partita l’ovazione del Centrale, che anche stasera per le finali (prima quella femminile tra Josemaria/Sanchez e Ortega/Triay, poi quella maschile tra Coello/Tapia e Chingotto/Navarro) si è riempito.

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Interviste

Totti: “I tifosi della Roma sono stati la mia forza per 20 anni”

Francesco Totti, intervistato da Sky Sport, nel corso dell’evento dedicato ai 20 anni dell’emittente satellitare, ha parlato anche dei tifosi giallorossi e del suo addio al calcio:

Nel giorno del tuo addio, hai detto davanti al tuo pubblico di aver bisogno della tua gente. Un gesto umano e profondamente vero
“Non sei mai pronto per quella giornata. C’è un inizio e una fine. Certo, rivedendo certe immagini mi fa venire voglia di rimettere gli scarpini e tornare in campo. Vedere le facce della gente, dei bambini, delle persone grandi… ho passato 20 anni con loro, è stato come vederli crescere. I tifosi sono stati la parte più importante di tutto, loro ci spingevano, mi aiutavano, mi sostenevano, mi facevano sentire un po’ diverso da tutti gli altri. Ho avuto loro come forza, come spinta”.

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Finisce un’era: Cristian al Frosinone, Roma senza un Totti

Tra pochi giorni si chiuderà definitivamente un’era. La più importante della storia della Roma. Dopo trentacinque anni non ci sarà più nessun Totti dentro Trigoria. Dopo l’addio di Francesco del 2019, adesso è il turno del figlio Cristian, vicinissimo a lasciare le giovanili giallorosse per andare a giocare con il Frosinone.

Come scrive la Repubblica, una soluzione che accontenterebbe tutti. Con la Roma svincolata da responsabilità ereditarie per devozione e non per meriti sportivi. La famiglia Totti che vedrebbe maggiormente utilizzato il proprio pupillo. E anche il Frosinone avrebbe i suoi benefici: di sicuro la presenza di Cristian accenderebbe molti riflettori sulla formazione ciociara la cui prima squadra l’anno prossimo giocherà in Serie A. Accogliendo a braccia aperte il ragazzo nella squadra giovanile ma soprattutto papà Francesco sulle tribune dello Stadio Benito Stirpe nell’anno della promozione nel campionato più importante.

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Il futuro della Roma è in Lina diretta

In tre giorni si costruisce il domani. Mourinho e Dan Friedkin ieri hanno avuto il primo contatto a Trigoria: un incontro di cinque minuti nel quale si sono salutati per la prima volta dopo la finale persa a Budapest, senza però ancora parlare di futuro e di prospettive per la prossima stagione.

Il colloquio con la proprietà è ovviamente dirimente per immaginare la Roma che verrà, anche sotto il profilo dirigenziale. Perché la presenza di una figura carismatica, che abbia un forte impatto mediatico e possa esprimere la linea politica del club nella situazioni delicate, è una delle richieste dell’allenatore. Un Totti che non sia per forza un Totti. In passato si era parlato di Zibì Boniek, che ha sempre smentito trattative ma tornerebbe volentieri alla Roma.

Come scrive il Corriere dello Sport, il quinto anno consecutivo senza Champions League rende più stringenti gli obiettivi. Il sesto posto, o comunque la conferma in Europa League, è diventato molto importante da un punto di vista finanziario.

Ai conti si sta interessando ora Lina Souloukou, l’amministratrice delegata, considerata una delle manager più preparate nel calcio internazionale. Ma Souloukou non si occupa solo di bilanci. Sceglie anche in prima persona i collaboratori. Così si spiegano le voci su un possibile arrivo alla Roma di Francois Modesto, ora direttore sportivo del Monza. I due hanno lavorato insieme all’Olympiakos. Al momento non c’è niente. Però è chiaro come la posizione di Tiago Pinto sia uno dei temi da affrontare.

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Totti: “Felice per Pellegrini. Mourinho? Comunicherà il suo futuro a fine campionato”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni di Sky prima della finale tra la Roma e il Siviglia. Queste le parole dell’ex capitano dei giallorossi

Com’è viverla così?
“Sono sensazioni diverse rispetto a Tirana. Anche quando giocavo erano le stesse ed era anche piu difficile”.

E’ più difficile rispetto a Tirana?
“Sono finali diverse, questa è più complicata perché il Siviglia è una squadra forte e abituata a questa partite”.

Vincerla significherebbe trattenere Mourinho?
“E’ significativa soprattutto per la Roma. Quello che farà Mourinho si saprà a fine campionato”.

Un messaggio a Pellegrini che porta quella fascia? Lo invidi?
“No non ho mai invidiato nessuno. Sono solo contento che c’è un altro romano che può alzare questo trofeo”.

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Interviste

Totti: “Mi sarebbe piaciuto avere Mourinho come allenatore”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni dell’UEFA. Ecco le parole dell’ex capitano romanista:

Due finali europee in due anni per la Roma.
“È stata una bellissima emozione vedere la Roma in finale, da tifoso romanista è una delle cose più belle. Raggiungere due finali consecutive è una sensazione indescrivibile, è la prima volta che accade in tanti anni. Speriamo vada tutto per il verso giusto, sarà una partita dura e può succedere di tutto”

Mourinho?
“Il Siviglia ha più esperienza in queste finali, ne hanno giocate 6 e le hanno vinte tutte. Prima o poi, magari con un po’ di sfortuna, perderanno. Con Mourinho abbiamo questa fantastica opportunità, è un allenatore con molta esperienza in questo tipo di partite, quindi l’affronterà nel miglior modo possibile. Con questo tipo di allenatore è più facile vincere, ha una forte personalità ed è abituato a vincere. Ha trasmesso mentalità vincente alla squadra. Ci ho parlato spesso e l’ho affrontato in passato, mi sarebbe piaciuto averlo come tecnico. Sfortunatamente, ha avuto altre opportunità lavorative”

Un giudizio su Bove?
“È un bravo ragazzo con una brava famiglia. Cerca sempre di fare il meglio per la squadra e si comporta correttamente. Sta dimostrando le sue capacità e sa che la squadra ha bisogno anche di lui. Mourinho sa cosa può dare e lo ha messo in campo in gare difficile come quella contro il Bayer Leverkusen, dove tra l’altro ha segnato il gol decisivo per la qualificazione”

Cosa rende diverso te, De Rossi e Pellegrini dagli altri?
“Un giocatore nato a Roma che diventa capitano della Roma è una cosa importante anche per i fan. È fondamentale che la Roma sia guidata da una figura del genere anche in Europa”