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Roma quasi al completo: in gruppo anche Perez e Boer

Buone notizie per Mourinho che, dopo i recuperi di Zaniolo, Mkhitaryan, El Shaarawy e Shomurodov, ha riaccolto in gruppo oggi altri due calciatori: Carles Perez e Boer. Restano a parte solo Ibanez e Spinazzola.

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Serie A, il prossimo campionato inizierà il 14 Agosto. L’ufficialità della Lega

Le Società della Lega Serie A si sono riunite oggi in Assemblea nella sede di via Rosellini, dove sono intervenuti i rappresentanti di tutti i 20 Club. Il Vicepresidente Luca Percassi ha inizialmente informato i presenti su due importanti decisioni di carattere sportivo assunte nell’ultimo Consiglio di Lega: le date della prossima stagione sportiva, che inizierà il 14 agosto 2022, e la modifica della regola del gol doppio in trasferta, abolita, in uniformità con quanto già avviene nelle Coppe europee, dalla Coppa Italia 2022/2023. L’Amministratore Delegato Luigi De Siervo ha in seguito illustrato alle Società la progettualità della Lega Serie A per i prossimi mesi, nei quali sarà implementata e rafforzata la presenza della Lega in diversi mercati internazionali, con l’apertura di nuovi uffici di rappresentanza e la possibile disputa di un torneo negli Stati Uniti durante il fermo attività coincidente col Mondiale in Qatar.

Per quanto riguarda l’adeguamento dello Statuto ai Principi Informatori federali le Società hanno proseguito il lavoro svolto nei giorni scorsi dalle commissioni interne e hanno individuato una linea unanime su tutti i punti in esame, permanendo come unico tema da definire quello dei diritti collettivi NON-audiovisivi. In tale ottica i Club accompagneranno con spirito costruttivo nei prossimi giorni il lavoro del Commissario Ad Acta Terracciano per apportare le opportune modifiche allo Statuto.

Si è provveduto inoltre all’esame dei curricula e delle candidature alla carica di Presidente della Lega Serie A, la cui elezione sarà oggetto della prossima Assemblea già convocata per il 3 marzo. Per la nomina, come previsto dal vigente Statuto, servirà il voto favorevole della maggioranza semplice delle Associate aventi diritto al voto

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Tifosi

Roma-Vitesse, ecco quando saranno in vendita i biglietti per la sfida dell’Olimpico

Il 17 Marzo all’Olimpico, la Roma affronterà la sfida di ritorno di Conference League contro il Vitesse. La società giallorossa ha reso noto che i biglietti per la gara dell’Olimpico saranno messi in vendita dal prossimo 28 febbraio, a partire dalle 12.00.

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Interviste

Motta avverte lo Spezia: “Contro la Roma dobbiamo giocare con testa e attenzione”

Il tecnico dello Spezia, Thiago Motta, ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla sfida contro la Roma.

A Bologna il risultato è stato gestito in maniera meno proficua.
“Ogni partita ha una storia diversa, a Bologna è andata così, ci sono cose da migliorare. La gestione del pallone, anche se non siamo una squadra esperta per perdere il pallone, come il Bologna ha fatto alla fine, ti porta a dover continuare per la nostra strada per migliorare”

Domenica c’è la Roma, lo Spezia ha dimostrato di giocarsela con le big.
“L’importante è mantenere la continuità di lavoro mostrato nelle ultime partite. Come nei primi minuti a Bologna. Affrontiamo una squadra importante, costruita per andare in Europa. Noi facciamo un campionato diverso, giochiamo in casa e affronteremo la partita al massimo, cercando di portarla dalla nostra parte e se meritiamo porteremo a casa il risultato”

Come sta Kovalenko dopo le ultime ore?
“Si sta allenando bene, è un momento difficile per lui e per tutti noi. È una cosa di rilevanza mondiale, le guerre nella storia si è visto come vadano evitate. Dobbiamo stare vicino ad un ragazzo come Viktor, ha tutto il nostro sostegno. A livello sportivo, è una situazione particolare: devo valutare in modo diverso dagli altri”

Bourabia come mai non sta giocando?
“Le scelte fatte sono state fatte sul momento, pensando alle partite da affrontare. Mehdi è un centrocampista in più, si è sempre allenato al massimo. Abbiamo ancora un allenamento prima della prossima partita, è un centrocampista in più a disposizione da valutare per vedere la squadra migliore dall’inizio”

Non ci sarà Manaj. Nzola come sta?
“Nzola sta bene, stava bene anche prima. Davanti a lui c’è un giocatore che sta facendo molto bene come Manaj. Non lo avremo per squalifica, la possibilità di giocare con Nzola c’è. È disponibile, vedremo come valutarlo dopo l’ultimo allenamento per mettere la squadra migliore”

Agudelo può essere decisivo anche dall’inizio?
“Agudelo ha fatto bene, sa che può fare ancora meglio, anche prima era pronto a giocare dall’inizio ma le scelte sono stare diverse. Lo valuteremo, vedremo se comincerà dall’inizio o se subentrerà”

Proverete ad attaccare alta la Roma?
“Abbiamo sempre voluto proporre gioco, a volte abbiamo fatto bene e altre meno, perché abbiamo avversari con caratteristiche diverse. Dobbiamo fare attenzione alla Roma. È vero che hanno trovato squadre che li mettono dietro e li fanno difendere, ma tutte le squadre di Mourinho sono squadre che sanno soffrire insieme per poi ripartire. Lì sono pericolosi, quando devono difendere lo fanno bene, anche dentro l’area, e poi sono bravi a ripartire. Dobbiamo giocare con equilibrio e testa, cercando di minimizzare le ripartenze”

La squadra è stanca?
“No, assolutamente no. Ogni partita ha una storia diversa, la stanchezza è normale ci sia ma fino ad un certo punto. Conta più l’anima e lo spirito e il fisico, alla fine sono cose che i giocatori a queste età arrivano alla stanchezza ma non conoscono i propri limiti. C’è chi ha giocato tanto, meritatamente, e sarà così fino alla fine. Il mio modo di vedere questo sport e gestire questo gruppo è valutarlo per affrontare al meglio la prossima partita. Magari chi inizia o chi subentra, con una strategia diversa, in funzione dell’avversario. Non vedo la squadra stanca, stanno tutti benissimo e ancora meglio ora che arriva il momento più importante della stagione. Li vedo più che al 100%”

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Roma, ecco il Vitesse di Letsch: numeri e curiosità

FOCUS Retesport (di Francesco Oddo Casano) – La Roma ha evitato i pericoli Marsiglia, Leicester e PSV, pescando per gli ottavi di finale di Conference League il Vitesse, attualmente sesta forza dell’Eredivise con 37 punti in classsifica.

La guida è tedesca

La squadra di Thomas Letsch ha conquistato il passaggio agli ottavi di finale dopo aver superato il Rapid Vienna, ma ha anche sostituito il Tottenham nelle qualificazioni ai turni ad eliminazione diretta, dopo che gli inglesi causa covid si erano rifiutati di scendere in campo nell’ultimo turno dei gironi, venendo poi squalificati dall’UEFA.

La formazione olandese gioca in genere con il 3-4-1-2, ma recentemente è passata al 4-3-3. In assoluto è una squadra che pratica un calcio molto rapido, con continue verticalizzazioni e uno stile di gioco aggressivo, frutto dell’esperienza del suo tecnico, tedesco di nascita e cresciuto dal punto di vista professionale tra Shalke 04 e Salisburgo, dunque nella galassia Red Bull che ha distribuito in giro per l’Europa decine di tecnici impostati su un determinato modello di lavoro tecnico-tattico e atletico.

Finora sono 77 le sfide affrontate sulla panchina del Vitesse da Letsch, con 41 vittorie, 14 pareggi e 22 sconfitte. E’ una squadra che ha segnato tanto – 116 reti – ma ha subito anche molto – 102 gol – sotto la gestione del manager teutonico. Il miglior marcatore stagionale del Vitesse è Lois Openda, belga ma di origini marocchine, a segno 16 volte in 33 incontri ufficiali. 

Cenni Storici e il legame col Chelsea

Lo stadio che ospiterà i giallorossi nella gara d’andata del 10 marzo è il GelreDome, con capienza di 21 mila posti. Il Vitesse (in francese velocità), è la squadra Arnhem, città del Basso Reno di 159 mila abitanti. Società antichissima (fondata nel 1892), il Vitesse ha raggiunto il suo miglior risultato in Eredivisie nel 97-98′ con un terzo posto in classifica. Nell’estate del 2010 il club venne acquistato dall’imprenditore georgiano Merab Jordania, amico del proprietario della squadra inglese del Chelsea, Roman Abramovich. Nel 2011 le due società si accordarono per un partenariato, ancora oggi in vigore, che prevede il passaggio in prestito al Vitesse di alcuni giovani calciatori del Chelsea. Poi il passaggio di quote all’oligarca russo Valeri Ojf, persona molto vicina ad Abramovich.

Il 30 aprile 2017, a due settimane dal 125º anniversario del club, il Vitesse conquistò il primo trofeo della sua storia, la Coppa d’Olanda, battendo in finale l’AZ Alkmaar per 2-0.

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Sorteggio ottavi Conference League: la Roma affronterà il Vitesse

A Nyon sono andati in scena i corteggi di Conference League, validi per gli ottavi di finale della terza competizione internazionale. Le gare si disputeranno il 10 e il 17 Marzo.

La Roma ha pescato dall’urna

Gli accoppiamenti completi

Marsiglia-Basilea
Leicester-Rennes
Paok-Gent
Vitesse-Roma

Copenhagen-PSV
Slavia Praga-Lask
Bodo/Glimt-AZ Alkmaar
Feyenoord-Partizan Belgrado

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Rassegna stampa

Mou pensa allo Spezia con un occhio al sorteggio

Con la testa allo Spezia e con l’occhio al sorteggio. A Trigoria si continua a preparare la sfida di campionato contro la squadra di Motta, ma oggi Mourinho concederà un break alla squadra per seguire il sorteggio di Conference: i giallorossi sono testa di serie e conosceranno l’avversario per le gare del 10 marzo e del 17 marzo.

Come riporta Repubblica, la priorità della Roma è quella di evitare il Marsiglia degli ex e il Leicester. Intanto il tecnico ha recuperato Zaniolo, El Shaarawy, Mancini, Shomurodov e Mkhitaryan, si attende solo il rientro di Carles Perez. Mourinho sta ragionando sulla possibilità di tornare alla difesa a 4 per dare più incisività offensiva alla sua squadra, ma la media punti da 1.96 con il 4-2-3-1 è un altro motivo per cambiare.

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Rassegna stampa

Roma attack, ora aggiusta pure la mira

Per sperare nella Champions, c’è bisogno di aggiustare la mira. Uno dei tanti paradossi della Roma è legato alle statistiche dei tiri in porta e gol segnati, una speciale classifica che mette in evidenza quanto i giallorossi siano imprecisi sotto rete.

La squadra di Mourinho, infatti, è la terza in Serie A per tiri verso la porta (412), ma è solo la settima per gol segnati (44 a pari merito con la Fiorentina). L’inter, ad esempio, è prima in entrambe le classifiche (430 tiri e 55 gol), mentre la Lazio si rivela precisissima: 286 tiri totali e 53 gol, ha la media di una rete ogni 5,3 tiri (la migliore in Italia), peccato però che di gol in campionato ne abbia subiti 40 (uno in meno del Bologna dodicesimo in classifica).

Gli unici a rispettare le attese sono stati Abraham e Mkhitaryan: Tammy, pagato 40 milioni, è il cannoniere con 11 gol in Serie A (la media di una rete ogni 2,6 tiri in porta) e 18 totali; l’armeno – nonostante l’età (33) e il contratto in scadenza – ha rappresentato l’anima della squadra, ha dato gioco e dinamicità e non a caso è il secondo calciatore che ha fornito più assist (7) dopo Veretout (9).

Parte delle responsabilità, scrive Il Messaggero, vanno cercate in Zaniolo e Pellegrini rispettivamente a quota 2 e 6 gol in campionato. Cosa ha inciso sul loro rendimento? La discontinuità. Nicolò ci ha messo alcuni mesi a carburare: inizialmente la paura lo dominava e non lo lasciava libero di giocare con scioltezza e serenità, poi sono sopraggiunti i problemi muscolari che gli hanno fatto saltare anche partite determinanti in Nazionale. Solo recentemente è tornato in forma, salvo poi fermarsi nuovamente nelle ultime settimane, sia per una squalifica sia per un problema muscolare. 

Pellegrini, invece, ha avuto un’ottima resa fino a novembre inoltrato segnando 5 gol in campionato e giocando quasi sempre titolare, poi gli infortuni hanno avuto il sopravvento. A partire da dicembre, Lorenzo ha saltato 8 partite su 12 giocate in Serie A, assenze pesantissime considerando anche quanto Mourinho puntasse su di lui.

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Sabatini: “Mourinho? Mi pare tutto molto discutibile. Dzeko all’Inter? Orrido”

Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. L’ex direttore sportivo della Roma – ora alla Salernitana insieme agli ex giallorossi Fazio, Perotti e Gyomber – ha ripercorso l’esperienza romanista: PallottaBaldini e Mourinho. Questo e molto altro nelle parole di Sabatini.

Fazio e Perotti. Due giocatori importanti con una storia importante nella tua Roma. 

Una meraviglia averli qui. Sono venuti a stupire. Fazio è un capo, ha già superato le ruggini. Perotti, imprevedibilmente, è stato subito in grado di giocare. Era fermo da un anno. Ci sta mettendo un entusiasmo infantile.

Peggio Saputo o Pallotta? 

Per lungo tempo ho pensato meglio Saputo, poi ho dovuto ricredermi. Con Pallotta litigavo, ma almeno ci sentivamo. Con lui abbiamo messo su una Roma che ha giocato un grande calcio. E comunque non mi ha scandalizzato essere dimesso. Mi è successo anche con Zamparini.

L’esonero più doloroso? 

Tutti. Quando si esonera un allenatore è sempre una sconfitta personale. In assoluto, dico Rudi Garcia. Ma era un esonero inevitabile e giusto, aveva perso la spinta, l’appeal con la squadra.

Hai detto: un errore non prendere prima Spalletti. 

Mi spiace averlo detto, non si danno bastonate a chi sta fermo, mi ha dato fastidio averlo fatto. Ma era la verità. Se prendo Spalletti un mese prima, forse vinco il campionato con la Roma. Quell’anno aveva fatto 87 punti.

Dzeko con la maglia dell’Inter? 

Orrido. Io ho solo pensieri stupendi per lui. Gli auguro sempre il meglio. I tifosi della Roma non hanno capito che erano due o tre anni che lo volevano cacciare.

Alisson, Marquinhos, Benatia, Castan, Emerson Palmieri, Nainggolan, Pjanic, Salah, Dzeko. 

Perché mi fai questo?

Che ti suscita? 

Niente. Sai perché? La mia vita è stata la versione umana ddi Sisifo. Io non sono Sisifo invincibile a Zeus, sono il macigno che perpetuamente arriva in cima e poi cade a fondo.

L’esperienza più stremante? 

La Roma, nessun dubbio.

Finita perché? 

Pallotta aveva nominato Baldini come suo consulente personale. Può un direttore sportivo serio accettare una cosa del genere?

Interferiva molto Baldini? 

Non ci riusciva neanche a farlo, ma era un bordello. Gli agenti non sapevano da chi andare. Pallotta mi lasciò libero solo dopo aver portato a termine il mercato.

Il giocatore della tua storia di dirigente? 

Pastore. Giocatore e ragazzo meraviglioso. Una sconfitta penosa che la sua storia si sia interrotta. Sfortuna nera e lui s’è un po’ lasciato andare. Mi ha fatto male che i tifosi della Roma non l’abbiano conosciuto al suo meglio. Pastore non era un giocatore. Era un sogno in movimento.

Gioco di fantasia. Mourinho e Sabatini alla Roma. 

Come ti può venire in mente?

Addirittura? 

Mourinho è un teatrante di successo, io invece voglio fare il calcio vero. Lui potrà rispondere che ha vinto tutto e io niente. Avrebbe ragione, ma non cambio la mia risposta.

Non gli riconosci competenze calcistiche da allenatore top? 

Lui va bene per un certo tipo di squadra, un certo contesto, un certo tipo di obiettivo.

Sbagliato dunque per la Roma? 

Guardo i risultati. Lascia stare le partite perse. I giocatori messi al rogo, declassificati. Mi pare tutto molto discutibile.

Ti arrivasse una telefonata dai due americani: “Vieni alla Roma, a lavorare con noi e Mourinho?”

Gli farei un applauso, gli darei ragione, ma risponderei: “Rimango qua a Salerno dove la gente mi ama”.

Definisci la stagione di Mourinho fin qui. 

La considero un’annata interlocutoria. Roma è una realtà speciale. Va studiata, capita. Ora che l’ha fatto, Mourinho proverà a fare meglio, non certo con giocatori come Oliveira.

I tifosi lo amano senza riserve. 

Anche per colpa tua… Cazzo… Quell’Ave Mourinho…

La cosa più ignobile che hai fatto per portare a casa un giocatore? 

Ne ho fatte tante. Finte, bugie gravi, magheggi. Non farò nomi. Posso dire che per portare Salah alla Roma ho fatto un magheggio fantastico. Mentre gli altri dibattevano sul che fare a Firenze, io ero a Londra a chiudere con il giocatore.

Il colpo di cui fai più fiero? 

Marquinhos. Franco Baldini cercò di boicottare l’operazione. Lo fecero passare per uno troppo magro, fisicamente inadeguato. Non sapendo che avevo già concluso l’affare.

Plusvalenza notevole. 

M’ero impegnato con un obbligo d’acquisto a 4 milioni con il Corinthians. Quando ricevemmo un’offerta di 30 milioni dal Paris, la disapprovazione diventò gaudio.

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Pallotta: “Con me una Roma da vertice. La Juve ha fatto dei ‘giochini’ sul mercato“

James Pallotta ha parlato sulle frequenze della radio statunitense Sirius. Di seguito le parole dell’ex presidente della Roma.

“Abbiamo fatto delle cose interessanti a Roma, altre di cui sono meno contento. Mi piacerebbe che, quello che abbiamo costruito come club, venisse portato avanti per fare bene. Ovviamente vorrei vedere la squadra andare bene, sembra che ci sia ancora del lavoro da fare in campo e anche altri aspetti da sistemare, quindi non sono contento di vederli all’8° posto in classifica ma spero che lo capiscano”. 

Sente che il suo lavoro non sia stato apprezzato?

Molti dimenticano che dal 2012 al 2020, per nove anni, nessun’altra squadra a parte la Juventus ha vinto il campionato. Nove anni consecutivi in cui il club più ricco d’Italia – dotato di un proprio stadio – ha dominato. Nonostante tutto questo, siamo arrivati secondi per tre volte e terzi in altre due stagioni, oltre a raggiungere la semifinale di Champions League. Questo è probabilmente un andamento migliore rispetto qualsiasi altra rivale che abbiamo sfidato in Italia al di fuori della Juventus. Guardo alla squadra che avevamo messo insieme e, francamente, penso che se non fosse stato per il Fair Play Finanziario che ci ha costretto a dover vendere dei giocatori, quella Roma sarebbe al primo posto oggi. Nel corso degli anni abbiamo avuto Salah, Alisson, Nainggolan, Dzeko, Pjanic, Strootman, Paredes, Emerson Palmieri, Manolas, Benatia, Marquinhos. Walter Sabatini ha fatto un lavoro incredibile nello scovare talenti prima degli altri e sfortunatamente il modo in cui funziona il mondo del calcio – vendere per rispettare il Fair Play Finanziario o i giocatori che vogliono andarsene – è semplicemente la dura realtà della vita quando non sei uno dei club più ricchi al mondo.

Quindi il Fair Play Finanziario aiuta i club più ricchi a rimanere i più forti?

Non ci sono dubbi. Le grandi squadre sono riuscite a farla franca con ogni genere di cose. I proprietari possono ottenere tutto. Quando noi generavamo circa 200milioni di euro di ricavi, Real Madrid o Barcellona o altri club che volevano i nostri giocatori, avevano 800 o 900 milioni di entrate. Quindi è davvero difficile competere con loro senza fare trading di calciatori. In un certo senso, abbiamo costruito un modello come quello che sta usando l’Atalanta oggi e che tutti lodano. Prendevamo giocatori, migliorando la squadra, poi li vendevamo per bilanciare i conti, sapendo che persone come Sabatini e altri potevano trovare nuovi calciatori per mantenere la squadra competitiva. Solo così abbiamo potuto fare quello che abbiamo fatto – qualificandoci sempre per la Champions League finché non ho fatto una caz… prendendo Monchi.

Adesso è la Juve che è peggiorata o gli altri club stanno facendo meglio?

Entrambe le cose. Pensavo che la Juventus fosse la squadra più forte degli ultimi nove anni, ma ora, quando guardi alle indagini in corso, inizio a metterlo in dubbio. Avevano il loro stadio e più del doppio dei nostri ricavi, ogni volta che avevamo un buon giocatore in rosa dovevamo preoccuparci se sarebbe arrivata la Juve a prenderselo. Lo hanno fatto con il Napoli, il Milan, lo hanno fatto con noi con Pjanic, e lo hanno appena fatto con la Fiorentina. Ma poi vedi le indagini in corso (sulle plusvalenze, ndr), non sappiamo cosa ne verrà fuori, ma sembra chiaro che la Juventus potrebbe aver fatto qualche “giochino” con il calciomercato. Altre squadre stanno andando meglio e il campionato è cresciuto, ma in generale penso che la Juventus non abbia più la stessa squadra di una volta.

Perché è stato così difficile lavorare a Roma?

Quando abbiamo acquistato la società, siamo stati i primi investitori stranieri nel calcio italiano. Il campionato era un disastro. Gli accordi televisivi a livello internazionale sembravano uno scherzo. C’era molta violenza e razzismo negli stadi. Sapevamo dai sondaggi che le famiglie non si sentivano al sicuro andando a vedere le partite, le presenze erano in calo. La Serie A si sentiva la migliore al mondo ma era diventata la terza o quarta Lega nel frattempo. Gli stadi erano vecchi allora, ora lo sono ancora di più. Il campionato italiano era probabilmente indietro di 20 anni rispetto alla Premier League. Rispetto a quello che abbiamo venduto, il club da noi acquistato nel 2011 era molto diverso. Non mi interessa cosa dicano i precedenti proprietari o altri, abbiamo ereditato una società che aveva debiti enormi, ricavi bassi ed era in bancarotta. So che mi prenderò altra mer.. dicendolo, ma abbiamo negoziato l’acquisto della Roma con Unicredit e se sto trattando con una banca, allora significa che la banca possiede quella squadra. Sono fatti.

Ora diversi investitori americani sono arrivati in Italia. Tornerà anche lei?

Può essere, potrei tornare.

Sarebbe più facile adesso?

È possibile. Eravamo soli in Serie A ed è stato davvero difficile, c’erano diverse fazioni e ognuna andava in una direzione diversa. È interessante quello che sta succedendo ora. Noi stiamo mettendo insieme un consistente fondo sportivo per fare cose interessanti nello sport e siamo proprio all’inizio del processo, ma penso che ci siano ancora alcune opportunità interessanti in Italia, situazioni particolari di cui non voglio parlare in questo momento, ma vedremo. È curioso che ci siano tutti questi americani che comprano squadre e io non ho parlato con nessuno di loro prima che acquistassero quei club.

Steve Pagliuca, che ha preso l’Atalanta, è suo amico?

Certo, facevamo parte dei primi tre azionisti dei Boston Celtics e lui ha comprato le mie quote quando le ho vendute. Perché non mi ha chiamato? Chiedete a lui, ma gli auguro il meglio lì. Ho un amico che ha comprato il Genoa ed è successo lo stesso. Ora guardo cosa sta accadendo, spero che non retrocedano in Serie B ma è difficile che si salvino.

Gli americani aiuteranno a valorizzare il brand della Serie A?

Fino a quando non arriverà qualcuno forte a gestire la Lega, non lo so. Ci sono alcuni proprietari che hanno punti di vista molto provinciali, amano avere il potere – sappiamo tutti chi sono – e gli piace lavorare con i piccoli club. Per certi versi è fantastico vedere arrivare tutti questi americani in Italia, ma per altri aspetti, sembra che ognuno pensi di sapere meglio di chiunque altro come gestire una squadra. Non si rendono conto di quanto sia complicato il calcio in Europa rispetto agli sport statunitensi.

Pronto a una nuova avventura nel calcio?

Ci sto lavorando.