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Rassegna stampa

Roma, svolta per Dovbyk: possibile passaggio al 3-4-2-1

Artem Dovbyk deve sbloccarsi e trovare finalmente il gol, dopo esser rimasto a secco nelle prime tre giornate con la Roma. De Rossi lo ha pià volte difeso, sostenendo che di gol ne farà tanti. Come scrive la Gazzetta dello Sport, il tecnico giallorosso sta immaginando in questi giorni una variazione di modulo, che consentirebbe all’ucraino sulla carta di ricevere maggiori rifornimenti.

Prima dovrà certamente recuperare dall’affaticamento muscolare accusato nei giorni scorsi ma a Trigoria sono tutti fiduciosi sul fatto che a Genova ci sarà.

Per sbloccare Artem, De Rossi sta pensando di passare al 3-4-2-1 più o meno il modulo che spesso anche il Girona ha fatto lo scorso anno con Savingho e Martin alle spalle di Dovbyk. In questo caso la coppia sarebbe tutta argentina e composta da Dybala e Soulè.

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Calciomercato

Zalewski, c’è il Galatasaray: possibile cessione a titolo definitivo

Le buone prestazioni di questo inizio di stagione hanno attirato su Nicola Zalewski l’interesse del Galatasaray.

Come riferito prima dalla Turchia e poi confermato da Sky Sport, il club turco sta lavorando in queste ore alla chiusura dell’affare a titolo definitivo con la Roma.

In Turchia il mercato chiude il 13 settembre quindi c’è tutto il tempo per imbastire l’operazione. Zalewski a fine agosto ha rifiutato un’ottima proposta dal PSV e potrebbe quindi escludere anche l’ipotesi turca.

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Infermeria

Pellegrini, contrattura e a rischio per Genoa-Roma

Lorenzo Pellegrini ha accusato una contrattura muscolare nel corso di Francia-Italia.

Oggi Luciano Spalletti verificherà se potrà scendere in campo ma difficilmente sarà rischiato contro Israele. Al suo ritorno a Roma si faranno ulteriori valutazioni. Fortunatamente De Rossi dovrebbe avere a disposizione altri sei elementi per il centrocampo e quindi per evitare lesioni gravi, potrebbe lasciarlo a casa.

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Nazionali

Zalewski, altra linfa dalla Polonia: due rigori conquistati e rete decisiva del 3-2

E’ stata una vera e propria battaglia la sfida tra Scozia e Polonia, vinta in extremis dalla formazione di Nicola Zalewski grazie proprio ad una rete dal dischetto del giovane attaccante giallorosso.

Zalewski ha conquistato i due penalty per i suoi e poi realizzato con freddezza quello nel finale che ha regalato il successo alla Polonia.

Ulteriori segnali positivi dunque sul calciatore nato a Tivoli, che De Rossi sta cercando di rilanciare in un ruolo più offensivo rispetto al recente passato.

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Interviste

Beccaccioli: “10 anni fa De Rossi aveva già le idee chiare da allenatore”

Simone Beccaccioli, collaboratore tecnico dello staff di mister De Rossi, si è raccontato attraverso una lunga intervista al sito del club giallorosso. È tornato nella Roma dopo circa cinque anni tra Cagliari e Napoli. Le sue parole: “Nel 2019 andai via. E mi dispiacque. Ma sapevo che prima o poi, almeno con Daniele, ci saremmo incrociati di nuovo…”.

E alla fine è tornato a Trigoria, proprio con il suo amico De Rossi in panchina.

“Da tanti anni parliamo con Daniele che avremmo lavorato insieme, una volta che lui sarebbe diventato allenatore. Me lo diceva già nel 2014, dieci anni fa. Lui aveva già le idee chiarissime su quello che voleva fare e come lo doveva fare”.

Inoltre, avete condiviso anche anni di settore giovanile nella Roma, entrambi da calciatori, entrambi del 1983. 

“Sì, ci conosciamo da poco meno di trent’anni. Con lui e anche con Lele Mancini. Siamo dello stesso anno. Ovviamente, da piccoli giocavamo a due sport diversi… Daniele ha fatto una carriera nel calcio, io un’altra. Ma, come già detto, l’obiettivo di entrambi era di ricongiungersi prima o poi. Ringrazio lui e la Proprietà del Club per questa opportunità. E la mia gratitudine va anche al resto dello staff, un gruppo di lavoro molto affiatato, che ha già vissuto delle esperienze intense insieme, ma mi ha accolto da subito come se fossi uno di loro da sempre. C’è stata fin da subito grande intesa tra di noi, per me è un onore far parte di questo gruppo, guidato da mister De Rossi”.

A questo proposito, come l’ha ritrovato in questa nuova veste di allenatore?

“Lo dico sinceramente, sembra che faccia questo mestiere da 20 anni. È un vulcano di idee, è in controllo di ogni cosa, anche su aspetti che esternamente potrebbero sembrare marginali. A volte si abusa del termine “manager all’inglese”, ma in questo caso può starci per far capire il senso, per come Daniele sia davvero attento a qualsiasi dettaglio. Ha un’apertura mentale su tutto quanto. Io pensavo fosse interessato quasi esclusivamente al gioco, alla tattica, in realtà ha la capacità mentale di stare su ogni cosa. E poi, con noi dello staff non ti dico…”.

Dica pure, invece.

“Ascolta tutti, ci coinvolge di continuo, tutti lavorano su ogni cosa, in un ambiente ideale, dove è un piacere starci e confrontarsi. Ma, cosa ancora più importante, fa lo stesso con i calciatori. Con l’autorità giusta. Lui si rapporta allo stesso modo con chiunque, senza vedere il nome o la storia del giocatore. Sono davvero contento di essere tornato, sto vivendo un sogno”.

Nonostante, lei, arrivi dal Napoli, dove due anni fa ha fatto parte dello staff tecnico campione d’Italia di Luciano Spalletti.

“Vero, a Napoli ho vissuto qualcosa di eccezionale, grazie a mister Spalletti che mi ha voluto lì. Uno scudetto vinto in quella maniera… Poi, però, quando si è aperta la possibilità di tornare a Trigoria per lavorare con Daniele, non ci ho pensato nemmeno un secondo ed è diventato il mio unico desiderio, a qualsiasi costo. Dopo tanti giri, tanti allenatori ed esperienze diverse, lavorare con lui è la chiusura del cerchio, il passo che reputo più importante per migliorare e possibilmente completarmi. Farlo nella Roma è la ciliegina, ma con lui sarei andato in qualsiasi serie, a qualsiasi latitudine”.

Sentirlo da uno che ha lavorato con tanti e diversi allenatori, fa effetto. Anche perché ha avuto a che fare con professionisti del calibro di Ranieri, Montella, Luis Enrique, Zeman, Andreazzoli, Garcia, Spalletti, Di Francesco, ancora Ranieri. 

“Questi menzionati tutti nella Roma e con altri ci ho lavorato ancora anche altrove. Penso a Di Francesco a Cagliari, Spalletti e Garcia a Napoli. Ma è nella Roma che ho costruito la mia carriera, anche se in precedenza avevo già lavorato in Nazionale per 4 anni, dove avevo condiviso con Daniele anche quel periodo, vivendo pure il meraviglioso Mondiale del 2006, da giovane assistente nello staff di mister Lippi. Qui in giallorosso conservo tanti ricordi…”.

Se dovesse citarne solo uno?

“Beh, dico Roma-Barcellona 3-0 senza dubbio. Lì, mister Di Francesco, che per me è un ottimo allenatore di campo, ebbe l’intuizione della difesa a tre”.

Rispetto a quegli anni, il suo ruolo nello staff è cambiato?

“Adesso lavoro più sul campo rispetto a prima in cui ero più un match analyst, ma i due ruoli ormai possono essere sovrapponibili, sono molto vicini. Il passaggio dal video al campo ormai è una naturale conseguenza. La parte delle immagini è diventata fondamentale per dare ai calciatori tutti quegli strumenti per conoscere cosa devono fare in campo e come devono affrontare gli avversari. Lavori con l’allenatore, lo staff, il direttore sportivo. Per dire, benché lavorassi come match analyst, a Sabatini e allo scouting dedicavo il maggior numero ore di lavoro della mia giornata”.

Ora, invece, le sue ore di lavoro le dedicherà quasi solo a De Rossi.

“Mi ripeto: sto vivendo un momento molto bello. Da un punto di vista professionale, appagante. Abbiamo menzionato Spalletti, ci tengo a sottolineare un aspetto: la grandezza di Daniele – che ricorda molto il mister in questo – è quella di non avere dogmi calcistici. “Si fa ciò che serve”, ripete lui spesso senza legarsi a ideologie estreme.  Lavorare con un allenatore con un’apertura mentale a 360 gradi e che non esclude nulla a priori è il massimo per uno chi studia costantemente il calcio come me. Avere possibilità di proporre liberamente idee o possibili soluzioni è come per un bambino passare tutte le giornate al luna park, è davvero appagante. Anche in questo aspetto si capisce quanto sia meticoloso e geniale nel suo ruolo, perché Daniele qualsiasi cosa gli dici, te la ridà indietro sempre razionalizzata e perfezionata. Inoltre, vorrei sottolineare un altro concetto…”.

Prego.

“Ormai il calcio sta andando verso una dimensione “universale” in tutti i sensi… Per me, l’obiettivo di ogni squadra è trovare – a prescindere dalle ideologie – il proprio equilibrio, quello che l’allenatore ritiene opportuno, perfezionando sempre di più la fase “invisibile”, quella che divide la fase di non possesso e quella di possesso… e viceversa. È tutto talmente veloce che essere pronti a questo switch può diventare decisivo. Stiamo lavorando bene anche in questo senso”.

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Nazionali

Dybala, magia con l’Argentina: l’esultanza con la 10 – VIDEO

Paulo Dybala ha vissuto una serata speciale. Al suo ritorno con la maglia dell’Argentina è subentrato al 79′ con indosso la numero 10 concessa da Messi visto che è out per infortunio e dopo pochi minuti ha trovato il gran gol col mancino.

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Nazionali

Abdulhamid, discesa clamorosa poi un palo con l’Arabia Saudita – VIDEO

Simpatico ma forse anche utile in campo. Abdulhamid ieri sera è stato protagonista di un ingresso in campo con la maglia dell’Arabia Saudita e dopo aver colpito un palo di testa, al 93′ si è prodotto in un recupero basso e una conseguente discesa verticale di oltre 60 metri palla al piede, con tre avversari saltati e un assist verticale non sfruttato da un compagno.

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Interviste

Hummels: “Non vedo l’ora di giocare all’Olimpico. Sono cresciuto guardando la Roma di Totti e De Rossi”

Mats Hummels ha parlato ai microfoni ufficiali del club giallorosso. Ecco le sue parole:

Cosa significa per te questo trasferimento alla Roma?
“Per me è un trasferimento davvero importante e non vedo l’ora di vivere questa esperienza. Non vedevo l’ora di giocare per questa squadra, per questo club, davanti ai tifosi allo Stadio Olimpico. Da bambino sono cresciuto seguendo la Roma, in particolare Totti e il mio nuovo mister. Quando ero più giovane ho giocato contro De Rossi. Sono felicissimo di essere qui e di far parte di questo club”.

Hai atteso molto prima di scegliere il tuo nuovo club: lo hai fatto in modo da poter fare la scelta più giusta?
“Sì, volevo fare la scelta giusta. Sono davvero felice e convinto al 100%, non volevo trovarmi nella situazione di rimanere fermo e pensare che magari avrei dovuto aspettare. Sono felice della scelta che ho fatto e di essere qui ora. Onestamente avevo bisogno di tempo dopo l’ultima stagione, soprattutto dal punto di vista emotivo dato che ho lasciato il Borussia Dortmund dopo così tanto tempo. Dopo la finale di Champions League ci è voluto un po’ per riprendermi”.

Cosa ti aspetti dalla Serie A?
“Sono davvero curioso di scoprire la Serie A. Conosco le squadre, le ho affrontate in Champions League e in Europa League. Inoltre ho giocato contro l’Italia con la nazionale tedesca, a volte mi è andata bene e altre volte meno (ride, ndr). Sono molto curioso di scoprire gli stadi, le squadre, il modo di giocare, le differenze rispetto a quello a cui ero abituato in Bundesliga. Per me è bello essere ancora curioso verso il calcio alla mia età. Sono davvero felice di essere qui, sono convinto che tutto andrà per il meglio”.

Come ti senti dal punto di vista fisico? Quando pensi che sarai disponibile?
“Sono in buone condizioni, ho lavorato duramente in estate ma è diverso rispetto ad allenarsi con la squadra. Difficile rispondere, è una situazione nuova per me,  ma se dovessi descrivere come mi sento adesso ti dire che, dopo aver trascorso un periodo di vacanza, ho bisogno di alcune settimane per essere al 100%. Penso che ci vorranno 2/3 settimane per essere davvero pronto per giocare, poi spero di trovare davvero una buona condizione. Parlerò molto con lo staff tecnico, lavorerà duramente sia in campo sia in palestra. Voglio essere nelle condizioni migliori il prima possibile”.

Hai già parlato con De Rossi: le tue impressioni?
“Bravissimo ragazzo, trasmette fiducia. Lo conoscevo quando giocava, ho sentito molto parlare di lui, anche prima di quest’anno. L’anno scorso ho visto molte partite in Europa League, soprattutto i quarti di finale e la semifinale. La prima impressione è che sia un bravissimo ragazzo. Mi chiede di lavorare tanto, come tutti gli altri, ed è quello che otterrà da me”.

La Curva Sud ti ricorda il ‘Muro Giallo’ del Borussia Dortmund?
“Per rispondere devo prima vivere questa esperienza. Non mi piace fare paragoni, ma so per certo che qui i tifosi sono straordinari. Non farò paragoni perché non voglio ferire nessuno. Ma non vedo l’ora di vivere l’atmosfera dello stadio”.

Con il tuo arrivo la Roma ha un reparto difensivo solido e completo: sei d’accordo?
“Lo spero e voglio farne parte. La difesa non ha subito gol in 2 partite su 3 quest’anno e questo è un ottimo dato, vuol dire che il reparto è già forte. Spero che io e Hermoso possiamo dare qualcosa in più alla difesa, ma vogliamo anche contribuire alla fase offensiva. Sono un difensore, ma mi affaccio spesso in avanti servendo assist o facendo gol. Voglio dare il mio contributo in entrambe le fasi, ma ovviamente è più importante difendere. La squadra ha già fatto un buon lavoro sotto questo aspetto e dobbiamo continuare così”.

Cosa ti aspetti dalla città di Roma?
“Ci sono già stato, amo questa città, è enorme e offre molto dal punto di vista culturale. La città è sempre molto vivace, con molte persone in giro. Mi piace vivere questa atmosfera ogni giorno. Ovviamente non è la prima priorità per cui ho scelto di venire qui, ma è un qualcosa in più”.

Chi vuoi ringraziare per essere qui?
“Molte persone. Voglio ringraziare i Friedkin e De Rossi, con cui ho parlato al telefono. Poi la mia famiglia, le persone con cui ho parlato di questo trasferimento. Grazie anche ai tifosi che mi hanno già accolto sui social, per le strade e in aeroporto. Sono stati molto carini e spero di riuscire a ripagarli”.

Un messaggio per i tifosi?
“Sono felicissimo di essere qui e di avervi visto in strada. Spero di vedervi anche allo stadio e di dare il 100% per questo grande club. Daje Roma daje, forza Roma”.

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NEWS

Frattesi: “Mi sono divertito a leggere che sarei tornato a Roma, nulla di vero”

In più di un’occasione durante il mercato estivo, si è parlato di un possibile ritorno nella capitale di Frattesi. Ecco le sue parole dal ritiro della nazionale: “No. Ero divertito per le voci, ma non c’era niente. Con i giovani bisogna essere la pazienza anche nei top team anche se non è facile. Ma ho visto che De Rossi ha fatto giocare Pisilli e spero si vada in questa direzione. Magari farlo esordire subito poi potrà magari crescere”.

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Calciomercato

Manolas, stop ad un passo dal ritorno: i motivi

Per qualche ora, nonostante la netta smentita sui social di ieri mattina, Kostas Manolas si è risentito un calciatore della Roma. D’altronde a sperarci e a lanciare qualche indizio in questo senso era stato proprio il calciatore – ancora molto legato affettivamente al club giallorosso come confermato ai nostri microfoni da Colantuono.

Il greco era stato individuato last minute per completare ulteriormente il reparto difensivo, con un’offerta contrattuale da 500 mila euro.

Rispetto a quanto stava maturando nella notte tra martedì e mercoledì, ieri mattina c’è stato un confronto interno a Trigoria e tra costi e benefici, non economici ma tecnici e la Roma ha deciso di ritirare la sua offerta.

La spinta sembra sia arrivata anche da De Rossi che, pur stimando il suo ex compagno, ha una grandissima considerazione di Nardin, giovane 2007 in rosa da quest’estate e vorrebbe gradualmente dargli spazio, come sta avvenendo già per Pisilli.

In più l’arrivo di Manolas avrebbe obbligato la società a dover escludere oltre Dahl, un altro calciatore dalla lista UEFA e il greco si sarebbe sommato ad Hermoso e Hummels che stanno lavorando atleticamente per rimettersi al pari dei compagni.