Evan Ndicka, dopo un primo periodo di adattamento, è andato in crescendo migliorando sensibilmente il livello delle sue prestazioni con la maglia della Roma.
Un primo approccio di crescita c’era stato poco prima di Natale con Mourinho in panchina, poi la Coppa d’Africa e la vittoria in finale contro la Nigeria ne ha consolidato capacità e leadership.
L’arrivo di De Rossi e il passaggio alla difesa a 4 hanno contribuito a mostrare anche le sue qualità in fase di impostazione. L’ivoriano, arrivato a costo zero la scorsa estate, è uno dei giocatori di maggior valore – in termini di patrimonializzazione – della rosa giallorossa.
Secondo il CIES dopo Scalvini e Bastoni, è il terzo centrale under25 in Serie A che ha la maggior valutazione economica in Italia, pari a 45 milioni di euro.
Prima giornata di lavoro reale in vista del match contro il Genoa. Paredes, Pellegrini e Karsdorp hanno svolto un lavoro individuale programmato, mentre Sanchez, Spinazzola e Dybala si sono allenati ancora a parte.
Spinazzola proverà a tornare in gruppo la settimana prossima: farà di tutto per esserci nell’ultima partita. Infine assente Boer stato febbrile
Un sogno spezzato a Leverkusen, dopo un altro percorso entusiasmante. La quarta semifinale europea consecutiva per la Roma è valsa tanto, tantissimo a livello di emozioni, ambizioni, ranking UEFA (giallorossi sesti attualmente) ma meno, molto meno sul piano economico.
La società giallorossa, che è complessivamente riuscita ad ottenere un risultato di bilancio migliore rispetto ad un anno fa, non godrà però di ricavi straordinari provenienti dall’ultima campagna europea. E la forbice, nel confronto con la massima competizione internazionale, rischia di allargarsi ancora.
In questa stagione solo come premi UEFA (esclusi dunque gli incassi da botteghino e i diritti televisivi) la Roma grazie alle semifinali di Europa League ha incassato circa 22 milioni di euro. Il premio di ingresso alla prossima Champions vale da solo 19 milioni.
La differenza dunque abissale tra le due competizioni non cambierà, nonostante i premi complessivi che l’UEFA erogherà dal prossimo anno alle squadre partecipanti alla prossima edizione dell’Europa League siano in leggero aumento (da 445 a 565 milioni).
IL NUOVO FORMAT – Come la Champions, anche l’Europa League sarà rivoluzionata. Le tre competizioni europee in generale viaggeranno su binari paralleli e non ci saranno spareggi e possibilità di essere retrocessi nella seconda fase di un’altra coppa.
Il nuovo format previsto per la seconda competizione europea è analogo a quello della nuova Champions. Si partirà con una formula ‘campionato’ formato da 36 squadre (4 in più degli anni passati). Ogni squadra affronterà 8 avversari giocando 4 volte in casa e 4 in trasferta.
Al termine delle 8 partite verrà stilata una classifica: le prime 8 conquisteranno direttamente gli ottavi di finale, le squadre posizionate dal nono al 21esimo posto si sfideranno negli spareggi mentre le restanti squadre saranno direttamente eliminate. Senza retrocessioni come detto nella competizione inferiore (in questo caso dall’Europa League alla Conference).
I PREMI – Per ogni partita della prima fase verranno assegnati dei bonus in base alle prestazioni: 450.000 euro per una vittoria (630.000 nel 2021/24) e 150.000 euro (210.000 nel 2021/24) per un pareggio.
Gli importi non distribuiti (150.000 euro rispetto a 210.000 euro nel 2018/21) saranno raccolti e ridistribuiti tra le squadre partecipanti alla prima fase con quote proporzionali al numero di vittorie.
Non ci saranno più i premi riservati alle vincitrici dei gironi (1,1 milioni di euro nel 2021/24) e alle seconde classificate (550.000 euro). .
Ecco invece quanto si incasserà dagli ottavi in poi, con un leggero aumento rispetto al triennio precedente:
Qualificazione agli ottavi di finale: 1,75 milioni (1,2 milioni nel 2021/24)
Qualificazione ai quarti di finale: 2,5 milioni (1,8 milioni nel 2021/24)
Qualificazione alle semifinali: 4,2 milioni (2,8 milioni nel 2021/24)
Qualificazione alla finale: 7 milioni (4,6 milioni nel 2021/24)
Vincente della finale: 7 milioni (4 milioni nel 2021/24)
“Futuro? Dybala è concentrato solamente sul finire il campionato nel migliore dei modi. Al momento non ci sono ulteriori commenti”. Così Jorge Antun, agente di Paulo Dybala sul futuro della Joya.
L’argentino ha ancora un anno di contratto fino al 2025 e una clausola da 12 milioni valida per l’estero solo nel mese di luglio. L’attaccante ha manifestato nelle ultime settimane l’intenzione di restare, ma servirà un incontro per capire se ci sono i margini per un prolungamento di contratto.
Sullo sfondo restano le sirene dell’Arabia Saudita e ieri dalla Spagna si è parlato anche di un interesse concreto dell’Atletico Madrid.
Pulizia totale. La Roma cambierà pelle sulla fascia destra, da troppo tempo il punto debole della squadra. Tra l’altro è una delle poche porzioni di campo dove le alternative non mancano, ma non c’è un vero e proprio titolare che dà garanzie. Traduzione: andranno via Celik, Kristensen e Karsdorp. Inizierà una nuova era.
Salutare Kristensen è la cosa più semplice. L’esterno è arrivato in giallorosso in prestito dal Leeds la scorsa estate. Tornerà alla base, in Inghilterra, e non sarà ridiscusso il prestito né un’altra forma di trasferimento.
Celik, invece, tornerà sul mercato come a gennaio. Se in inverno fosse arrivata l’offerta giusta, il turco sarebbe già un ex. E’ rimasto dando una mano alla causa nonostante gli interessamenti del Marsiglia e del Galatasaray. Anche la sua avventura in giallorosso non sarà ricordata: spesso è stato poco pungente in attacco e confusionario in difesa. La Roma tenterà di vederlo a una cifra simile, magari provando a centrare una piccola plusvalenza.
I titoli di coda scorrono lentamente dopo sette anni di agonia. Karsdorp è sul mercato. Pesano gli errori a raffica e le incomprensioni con i tifosi. Dopo l’applauso ironico indirizzato alla Curva Sud che lo fischiava al momento del cambio in Roma-Bayer Leverkusen, il terzino ha fatto infuriare i romanisti a Bergamo, quando è stato sorpreso dalle telecamere a ridere mentre la squadra stava perdendo il treno per la Champions. Lo scrive il Corriere dello Sport.
Edoardo Bove potrebbe lasciare la Roma nel prossimo mercato estivo.
Il centrocampista, frutto del vivaio giallorosso, con De Rossi non sta trovando molto spazio e potrebbe essere uno degli indiziati a partire nel mercato.
Sul giocatore c’è l’interesse del Leeds, che si sta giocando la promozione in Premier League nei play-off: il ritorno nel massimo campionato inglese renderebbe il trasferimento molto più semplice (domani ci sarà la seconda semifinale con il Norwich, dopo l’andata finita 0-0). Lo riporta il Tempo.
25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Ryan Dan Friedkin
(Foto Gino Mancini)
Risparmio di costi, fallimenti totali, mancati riscatti o rinnovi. In tutti i casi il volto della Roma della prossima stagione sarà decisamente diverso.
Le idee all’interno del club sono chiare. Ridurre la soglia del monte ingaggi è un obiettivo sensibile e raggiungibile anche complice diversi addii che sono scontati. Come la serie di prestiti fatti la scorsa estate, di cui forse solo Angelino e Llorente porteranno a nuovi accordi.
Huijsen tornerà alla Juve, Azmoun al Bayer, Lukaku al Chelsea, Kristensen al Leeds e Sanches al PSG. Non c’è alcuna chance o quasi per trattenerli, soprattutto il belga che ha chiuso la stagione negativamente.
Poi ci sono i mancati rinnovi: Spinazzola e Rui Patricio, che insieme pesano quasi 10 milioni per ingaggio al lordo.
Quindi ci saranno i tagli. Da Karsdorp, ad Aouar, da Zalewski e Smalling a Celik, forse anche Abraham. La Roma intende mettere sul mercato questi calciatori al pari dei vari Belotti, Kumbulla, Shomurodov e Solbakken che rientreranno dai rispettivi prestiti. Cederli tutti e a titolo definitivo sarà complicatissimo, ma se il nuovo Ds riuscisse nell’impresa, partirebbe con un grande bonus anche economico da poter giocare sul mercato.
Dopo lo scarico di ieri, De Rossi ha concesso un giorno di riposo alla squadra che tornerà domani ad allenarsi.
Per la prima volta dopo diverso tempo la squadra giallorossa avrà una settimana piena di lavoro. Domenica all’Olimpico arriva il Genoa, una delle squadre migliori per rendimento del campionato rispetto alle attese. Gilardino e la formazione rossoblù ha dimostrato di non concedere nulla a nessuno, dunque la Roma per vincere dovrà fare un ulteriore sforzo.
Da verificare già da domani se Dybala tornerà in gruppo: l’argentino è fermo da sette-otto giorni per un stop muscolare non serio ma che si è riacutizzato almeno come fastidio almeno un paio di volte tra Leverkusen e Bergamo. La Roma però ora ha bisogno dell’argentino, come dell’altro Campione del Mondo in rosa. Paredes, apparso esasuto con l’Atalanta, è uscito anzitempo per alcune noie muscolari che saranno gestite, ma domenica ci sarà.
In attacco Lukaku sicuro del posto, ma occhio all’ipotesi doppia punta. La Roma deve vincere a tutti i costi per evitare di subire una ulteriore umiliazione dai cugini biancocelesti.
Josè Mourinho potrebbe ripartire dalla Turchia. Dopo l’improvvisa separazione con la Roma, il tecnico lusitano è in attesa di un nuovo progetto che possa stimolarlo.
Nelle scorse ore è emersa una concreta possibilità che porta al Fenerbahce. Ad annunciare il possibile accordo è uno dei candidati alla presidenza del club: Aziz Yıldırım, presidente del Fenerbahçe per 20 anni, ha deciso di ricandidarsi alle prossime elezioni e nel farlo ha iniziato a muoversi per portare in Turchia José Mourinho, l’ex allenatore della Roma. Ecco le parole di Yıldırım:
“Il Fenerbahçe ora deve competere con grandi allenatori. Ho incontrato José Mourinho faccia a faccia la settimana scorsa. Gli ho detto: ‘Il Fenerbahçe ha bisogno di te, anche tu hai bisogno del Fenerbahçe’. Acquisteremo giocatori in linea con i desideri di Mourinho, quanti ne vorrà. Molto probabilmente, se vinciamo, nominerò Mourinho alla guida del Fenerbahçe. Mourinho ha detto di aver visto la partita Konyaspor-Fenerbahçe dal vivo. Sta studiando il Fenerbahçe“.
12.5.2021 Inter vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Conte
(Foto Gino Mancini)
Sempre in attesa che venga formalizzato con firme in calce ad un contratto e foto di rito, la Roma tra mille incertezze ha però un punto fisso da cui ripartire: Daniele De Rossi.
La squadra giallorossa si è sfilata per tempo dal valzer delle panchine che invece coinvolge mezza serie A. Se il Genoa ha rinnovato il contratto di Gilardino e l’Inter ovviamente proseguirà con Inzaghi, con Tudor che sta stupendo alla Lazio dopo l’addio di Sarri, tanti altri club sono ancora in cerca della nuova guida tecnica.
Sembra scontato il passaggio di consegne a Torino, sponda bianconera, tra Allegri e Thiago Motta, nonostante ieri l’agente del tecnico italo-brasiliano abbia ribadito che la priorità del suo assistito è il Bologna, fresco di storica qualificazione alla prossima Champions League. Il club felsineo potrebbe ripartire da Italiano, ma occhio a Sarri.
Il Toro saluterà Juric e sonda varie opzioni per il futuro, con Vanoli emergente tecnico – ex componente dello staff di Conte – che potrebbe raccoglierne il testimone al termine dell’estenuante rincorsa alla Serie A con il Venezia, che passerà attraverso i play-off.
A Milano, in casa rossonera è il caos: da Conceicao, a Fonseca (vicinissimo al Marsiglia) alla suggestione Conte per arrivare a Gallardo. Il tecnico argentino è stato esonerato in Arabia Saudita e può essere un candidato fortissimo proprio in queste ore per iniziare un nuovo percorso al posto di Pioli.
Il Napoli invece alla fine potrebbe chiudere finalmente per Antonio Conte. Una lunghissima telenovela a colpi di smentite di rito e rilanci sull’ingaggio. Si viaggia verso un accordo almeno biennale da 6,5 milioni annui più bonus. La Fiorentina invece, in attesa di vivere un’altra finalissima di Conference, sta cercando di capire da dove ripartire. Italiano lascerà i viola a giugno, salvo clamorosi dietrofront, con Aquilani favorito per la sostituzione. Occhio però a Palladino, nome che a sorpresa potrebbe arrivare a Firenze nelle prossime settimane.
La Serie A il prossimo conoscerà anche un esordiente: Cesc Fabregas che a Como ha svolto un egregio lavoro portando la squadra lombarda in A a distanza di oltre 20 anni.