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Rassegna stampa

Roma-Lazio, le probabili formazioni dei quotidiani

E’ il giorno del derby della capitale, la Roma affronta in casa la Lazio nella 31° giornata di Serie A.

Le probabili formazioni dei quotidiani:

CORRIERE DELLO SPORT
4-3-3 – Svilar, Celik, Mancini, Llorente, Spinazzola; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy, Lukaku

GAZZETTA DELLO SPORT
4-3-3 – Svilar, Celik, Mancini, Llorente, Spinazzola; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy, Lukaku

IL MESSAGGERO
4-3-3 – Svilar, Celik, Mancini, Llorente, Spinazzola; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy, Lukaku

IL TEMPO
4-3-3 – Svilar, Celik, Mancini, Llorente, Spinazzola; Cristante, Paredes, Pellegrini; Dybala, El Shaarawy, Lukaku

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Tifosi

Derby, Olimpico non ancora sold out: ecco perchè

Non ci sarà il tutto esaurito per il Derby. Se per parte romanista gli oltre 40 mila biglietti disponibili sono andati esauriti (compresa ovviamente la quota abbonati), fino a poche ore fa erano ancora disponibili poco meno di 1000 tagliandi per quanto concerne il lato laziale dell’Olimpico.

In più sono stati predisposti per motivi di ordine pubblico due cuscinetti che fungeranno da divisorio tra la Tribuna Tevere e i distinti Nord e tra la Monte Mario e la Curva Nord.

Circa 1500 posti che sono dunque rimasti invenduti per cercare di evitare il lancio di oggetti e fumogeni che si è verificato nell’ultima stracittadina di Coppa Italia a gennaio.

Attesi dunque circa 65 mila spettatori.

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APPROFONDIMENTI

Roma-Lazio, le probabili formazioni e come seguire il match

ROMA-LAZIO PROBABILI FORMAZIONI – Stadio Olimpico, ore 18.00. E’ già iniziato il countdown in vista del Derby di domani, la prima sfida in questa partita tra De Rossi e Tudor, con il tecnico croato sicuro di rigiocarlo anche l’anno prossimo visto il contratto di un anno e mezzo, mentre sul futuro di DDR ancora non c’è certezza alcuna.

Intanto però la Roma oggi svolgerà la rifinitura per approntare gli ultimi accorgimenti di natura tattica, ma salvo clamorose sorprese, la formazione è praticamente fatta: “Non penso che apporteremo particolari stravolgimenti, giocheremo più o meno come nelle ultime partite”, ha affermato il tecnico giallorosso in conferenza stampa.

Roma-Lazio, le probabili formazioni: Llorente-Huijsen il ballottaggio dietro, torna Spinazzola

QUI ROMA – 4-3-3 confermato per De Rossi, con Svilar tra i pali – al primo derby assoluto tra i giocatori – con Celik a destra e Spinazzola favorito sull’out mancino su Angelino. In mezzo Mancini e Llorente (più di Huijsen).

A centrocampo oltre a Paredes e Cristante, torna Pellegrini. In attacco Lukaku, Dybala ed El Shaarawy.

QUI LAZIO – 3-4-2-1 modulabile per Tudor invece, con Mandas tra i pali al posto di Provedel. Poi linea difensiva con Romagnoli, Patric, Gila e Marusic più alto a destra.

Al posto di Zaccagni ci sarà Felipe Anderson, con Cataldi e Guendouzi in mezzo, Luis Alberto alle spalle di Immobile e Pedro che potrebbe agire da trequartista per sostituire l’infortunato Zaccagni.

Come seguire Roma-Lazio

  • Roma (4-3-3): Svilar; Karsdorp, Mancini, Llorente, Angelino; Cristante, Paredes, Pellegrini Lo.; Dybala, Lukaku, El Shaarawy;
  • Lazio (3-4-2-1): Mandas, Gila, Romagnoli, Casale; Marusic, Guendouzi, Cataldi, Felipe Anderson.; Luis Alberto, Pedro; Immobile.

La partita sarà visibile in esclusiva su DAZN. In radio ovviamente vi aspettiamo dalle 16.00 con il lungo prepartita, poi la cronaca e il post fino alle 22.00 sui 104.2 FM di Retesport, ma anche su App, streaming audio su retesport.it, Twitch, Alexa, Google Home, Tunein.

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NEWS

Dopo il ‘danno’ a Lecce, De Rossi torna sugli arbitri: “Usassero gli ex calciatori per i regolamenti” – VIDEO

Alla vigilia di un Derby che si prospetta ‘pericoloso’ in chiave arbitrale, dopo le furenti polemiche di Lazio e Roma in questa stagione e in generale i precedenti di Guida nella stracittadina di due anni fa, Daniele De Rossi è tornato a parlare degli arbitri e in generale del suo rapporto con i fischietti di gara: “Io penso che non c’è una strategia ma una gestione degli arbitri a cui do il tempo che merita. Io non posso allenare gli arbitri e far si che prendano decisioni giuste. Quando capita quello che è successo a Lecce, che è un danno, si può analizzare o meno, altre volte non devi parlare dell’arbitro perchè ci sono tante altre cose da migliorare prima dell’arbitraggio. Credo di essere un allenatore che riesce a fare un discorso sano, che non si fa annebbiare da un risultato negativo. Credo che poter parlare anche con gli arbitri in campo, non protesto come fanno gli altri. Protesto solo davanti all’evidenza, ma a volte l’evidenza non è reale. Abbiamo i tablet e vedi subito tutto, quindi ti senti liberi di protestare un po’ di più. La società parla con me di questo quotidianamente, lo abbiamo fatto con Lina e Maurizio due giorni fa. Non è che uno prende una posizione e si mette di traverso se un episodio sfavorevole si ripete ogni settimana

Poi il riferimento ad una potenziale proposta su come analizzare e gestire i regolamenti, in funzione di chi ha la reale percezione di ciò che accade in campo in ogni partita, cioè i calciatori: “In Italia è stato il secondo episodio dopo Firenze, niente di clamoroso, non sono preoccupato. Sono più preoccupato della gestione del regolamento, i calciatori andrebbero usati quasi come cavie per far si che il calcio sia più giocabile. Nessuno può riconoscere la ‘tatticità’ di un fallo più di un giocatore. Andrebbe stilato insieme un regolamento più riconoscibile, le zone d’ombre sono quelle che creano più polemiche ed è pericoloso”.

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Le Voci di Retesport

Candela a RS: “De Rossi sul futuro troppo sereno. Mi aspettavo il rinnovo già durante la sosta”

Vincent Candela ha commentato così le parole di De Rossi sul futuro, in merito alla domanda che gli è stata posta in conferenza stampa sui rapporti con Friedkin:

“De Rossi diventerà un grande allenatore, ancora non lo è, ma oggi a domanda precisa sul futuro l’ho sentito molto sereno, forse troppo. Non rassegnato perchè mai lo sarà, ma forse si aspettava qualche indicazione in più su ciò che accadrà dopo maggio.

Personalmente credevo che il rinnovo o la certezza della sua permanenza sarebbe arrivata già durante la scorsa sosta, forse anche De Rossi nutre questo pensiero. Penso che ripartire oggi come oggi da un altro tecnico sarebbe un errore, Daniele merita la riconferma per quanto mostrato”.

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NEWS

Abraham, il semaforo verde dopo l’allenamento di oggi: le ultime – VIDEO

Tammy Abraham è pronto a tornare, ma soprattutto a sentirsi protagonista. Dopo la convocazione da ‘spettatore’ in occasione della sfida col Sassuolo, è arrivato un altro momentaneo stop non dovuto a questioni fisiche, ma legato alla scelta di completare al meglio il percorso di allenamenti con il gruppo.

Oggi De Rossi ha messo un altro tassello a domanda precisa sulla possibilità di rivederlo panchina, ma potenzialmente pronto all’uso questa volta: “Vediamo l’allenamento e quali saranno le direttive dei medici. Vediamo se ce lo lasciano convocare o ha bisogno di allenarsi ancora con la squadra. Con infortuni così lunghi, ci sono scadenze da rispettare, oggi capiremo, ma dal nostro punto di vista è pronto, perchè ormai da parecchi giorni sta facendo gli stessi allenamenti dei compagni”.

Se arriverà l’ok dei medici, Abraham sarà dunque in panchina per aiutare la squadra magari con un ingresso nei minuti finali. Ovviamente si spera solo per festeggiare con i suoi compagni il successo nel derby…

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Interviste

De Rossi: “Emozionato ma pronto. I ragazzi hanno tanta voglia di rivalsa. Friedkin? Parliamo solo di futuro a breve scadenza”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di De Rossi alla vigilia del Derby:

Come state approcciando al Derby? Quanto cambia da allenatore?
“Eh sì cambia, con gli anni ero diventato abbastanza bravo a gestirla, ma mi rendo conto che al di là del ruolo, sia un vantaggio dell’età. Sono sereno, ma anche un po’ emozionato ovviamente. I ragazzi stanno bene, stanno andando forte, cerchiamo di mantenere equilibrio per non disperdere energie ed evitare di arrivare troppo carichi in campo”.

C’è un derby in particolare che ti è rimasto dentro?
“Sono tanti. Tante notti fantastiche, altre meno belle. Se giochi 20 anni in un posto non puoi pretendere solo ricordi positivi, oggi è il primo e tendo a ripensare al primo che ho giocato, quando Mancini ha fatto gol di tacco. A fine partita pensavo di essere l’uomo più felice al mondo, è stata un’emozione bella, ero un ragazzo giovane. Sono cose che non dimentichi ma in mezzo c’è stato talmente tanto che tirare in ballo solo un episodio è riduttivo. Ricordo con piacere che nei primi lo soffrivo, entravo in campo un po’ testo ma poi con gli anni ho iniziato a giocarli. I primi 3-4 derby non li ho giocati veramente”

Si prepara più sul piano fisico o mentale?
“Devi preparare tutto, sapendo che è una partita che avrà conseguenze normali, c’è qualcosa di diverso. Abbiamo un passato non positivo nei derby recenti. C’è voglia di rivalsa nei ragazzi, ma senza andare oltre. C’è una partita di calcio da preparare e dobbiamo rimanere lucidi”.

Nelle ultime gare avete segnato poco. Come stanno gli attaccanti?
“Con il Lecce è stata tra le peggiori partite e abbiamo comunque creato alcune occasioni clamorose. Può succede, così come con il Sassuolo. Non ci sono problemi riguardo ai nostri attaccanti, stanno tutti bene a parte Azmoun. Non si fa comunque gol con gli attaccanti, con un solo reparto, ma con tutta la squadra. Abraham? Vediamo l’allenamento e quali saranno le direttive dei medici. Vediamo se ce lo lasciano convocare o ha bisogno di allenarsi ancora con la squadra. Con infortuni così lunghi, ci sono scadenze da rispettare, oggi capiremo”

La proprietà le ha parlato del futuro?
“Abbiamo parlato moto spesso, del futuro della Roma, di quello a breve termine. Ho capito la tua domanda ma la pausa delle nazionali ci è servita per far quadrare i conti e per capire il futuro nei prossimi due mesi, che è la cosa più importante”

Che Lazio si aspetta? La posizione di Felipe può influire sulle sue decisioni?
“Non sappiamo con certezza se Zaccagni ci sarà o meno. Abbiamo poco per fare ipotesi sulla Lazio, ci concentriamo su di noi, conoscendo comunque la filosofia di gioco di Tudor, sapendo che la Lazio non giocherà per 90 minuti come giocata l’Hellas Verona perché ci vuole tempo. Ipotesi vere e proprie sulla formazione non ne possiamo fare, abbiamo visto veramente poco finora. Ci sono tante cose che tu prepari, a volte in base agli avversari fai delle scelte, ma non ci stravolgiamo per gli avversari. Potrebbe succedere qualora dovessimo incontrare giocatori veramente unici, in futuro”

Che tipo di allenatore è Tudor?
“Entrambi siamo subentrati e non abbiamo avuto tanto tempo per lavorare, abbiamo fatto pochi allenamenti, lui meno di me. Ho una grande stima nei confronti di Igor, lo ritengo un allenatore importante, con un’idea precisa. Viene da una gruppo di allenatori che ha in Gasperini il capostipite, ma è un allenatore intelligente e sa che non con tutte le squadre può fare quel tipo di calcio, si adatterà alla squadra che ha trovato, almeno nel breve. È una persona che stimo e con la quale ho un bel rapporto”.

Con Sassuolo, Lecce, Frosinone, Torino primi tempi non buoni. La preoccupa?

“Ne abbiamo parlato ma ci sono discorsi tattici da affrontare. All’inizio, quando sono arrivato, mi dicevate che calavamo nel secondo tempo, forse abbiamo puntato troppo nella ripresa ora (ride ndr). Anche la mia analisi post Fiorentina forse lascia il tempo che trova, quando parlavo della sofferenza con la difesa a tre. Parliamo comunque della Serie A: vedendo la situazione da dove siamo partiti, non è facile passeggiare a Firenze, Lecce, questi campi qui, forse solo l’Inter può passeggiare. Può essere normale soffrire un tempo a Firenze, poi è giusto pensare a noi, in ciò che potremmo migliorare. Con il Lecce è difficile giocare, campo difficile, la corsa salvezza, squadra difficile da affrontare. Nel primo tempo, abbiamo sofferto ma poi nella ripresa siamo stati un’altra squadra”.

Che tipo di approccio hai con gli arbitri? Ne hai parlato anche con la società?

“Io penso che non c’è una strategia ma una gestione degli arbitri a cui do il tempo che merita. Io non posso allenare gli arbitri e far si che prendano decisioni giuste. Quando capita quello che è successo a Lecce, che è un danno, si può analizzare o meno, altre volte non devi parlare dell’arbitro perchè ci sono tante altre cose da migliorare prima dell’arbitraggio. Credo di essere un allenatore che riesce a fare un discorso sano, che non si fa annebbiare da un risultato negativo. Credo che poter parlare anche con gli arbitri in campo, non protesto come fanno gli altri. Protesto solo davanti all’evidenza, ma a volte l’evidenza non è reale. Abbiamo i tablet e vedi subito tutto, quindi ti senti liberi di protestare un po di più. La società parla con me di questo quotidianamente, lo abbiamo fatto con Lina e Maurizio due giorni fa. Non è che uno prende una posizione e si mette di traverso se un episodio sfavorevole si ripete ogni settimana. In Italia è stato il secondo episodio dopo Firenze, niente di clamoroso, non sono preoccupato. Sono più preoccupato della gestione del regolamento, i calciatori andrebbero usati quasi come cavie per far si che il calcio sia più giocabile. Nessuno può riconoscere la tatticità di un fallo più di un giocatore. Andrebbe stilato insieme un regolamente più riconoscibile, le zone d’ombre sono quelle che creano più polemiche ed è pericoloso”

In questo periodo come si gestiscono giocatore come Dybala o Spinazzola, dal punto di vista fisico?

“Nei primi due mesi non ho gestito particolarmente i calciatori, se non i reduci dagli infortuni. Per il resto, lo stesso Dybala che tu hai citato l’ho spremuto abbastanza. la gestione nostra è quella di allenarlo affinché possa spingere senza sentire dolore. In queste fasi, cerchiamo di evitare di fargli fare 90 minuti ogni partita di seguito ma si gestisce il tutto con loro, sono persone adulte. Abbiamo comunque fiducia nella rosa, è una rosa ampia, abbiamo fiducia anche in chi potrebbe giocare al posto loro”

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APPROFONDIMENTI

Lazio, out Provedel e Zaccagni: le possibili mosse di Tudor

Subentrato in corsa, subito due scontri delicati con la Juve in 72 ore poi il derby. Per Igor Tudor è stata un’immersione immediata, senza possibilità di errore nel mondo Lazio e lo sarà a maggior ragione domani, come esordiente nella stracittadina.

Non avrà a disposizione due titolarissimi come Provedel e Zaccagni, ma ha recuperato Rovella e Luca Pellegrini almeno per la panchina. Da qui le scelte di formazione improntate su questo 3-4-2-1 che in realtà assomiglia molto di più ad un 4-4-2 o 4-2-3-1 con Gila e Marusic larghi dietro, Romagnoli-Patric al centro, Guendouzi e Cataldi in mezzo al campo e poi spazio alla fantasia di Luis Alberto, con Anderson, Isaksen e una punta davanti.

Spera anche Pedro, già autore di ottime prestazioni e gol contro la Roma nei derby, così come Taty Castellanos al posto di Immobile. Occhio anche alla carta Kamada: Tudor potrebbe scegliere un centrocampista in più, per aggredire l’area di rigore in corsa con quegli inserimenti che infastidiscono molto la Roma.

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Rassegna stampa

Ultima chiamata per Lukaku e Immobile

Se non è un’ultima chiamata, poco ci manca. Appare strano se si parla di Lukaku utilizzare un’espressione di questo tipo, ma la stagione del belga in giallorosso dal nuovo anno in poi procede in maniera più lenta. Complice sicuramente una fisiologica condizione fisica in calo al quale va aggiunta la poca collaborazione del resto della squadra nel servirlo con palloni utilizzabili. Ma tant’è che l’ex Inter è fermo a dieci gol in campionato, che non sono certamente pochi, ma da un centravanti del suo calibro ci si aspettavano numeri differenti. La media, infatti, è scesa ad oggi a 0.37 gol a partita che in un campionato intero vorrebbero dire meno di 15 gol realizzati. Bottino magro, che Romelu ha saputo rimpolpare in Europa dove probabilmente ha trovato più spazi. Con 7 reti in 9 apparizioni è infatti il migliore per distacco della rosa giallorossa. ma oltre ai numeri, certamente importanti, ci sono le prestazioni.

Con l’arrivo di De Rossi Lukaku ha messo a segno soltanto due reti (contro Verona e Monza) e non iscrive il suo nome nel referti dei marcatori dallo scorso 2 marzo. Oltre a ciò, anche nell’ultima apparizione a Lecce, il numero novanta giallorosso sembra spento, svuotato. Seppur in diverse occasioni ha lavorato tanto nei duelli con i difensori avversari per pulire palloni, il suo apporto all’interno dei novanta minuti appare spesso insufficiente.

Come scrive il Tempo, poco importa del nome che porta dietro la maglia, al momento il belga sta deludendo, anche se De Rossi quando ne ha parlato lo ha sempre elogiato, soprattutto per l’atteggiamento. Le ultime fiammate in campionato sono arrivate in coppia con Dybala. Il loro duetto ha portato al terzo gol dell’argentino contro il Torino, su assist del belga. Con la Joya che ricambiò pochi giorni dopo a Monza per permettere a Lukaku di raddoppiare. (…)

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APPROFONDIMENTI

Roma, chiedi a El Shaarawy come si fa: è il più vincente nel derby

FOCUS RS – Gruppo storico, esperienza ma anche poche gioie nel derby. Sono diversi i calciatori che nella Roma conoscono ormai da anni le sensazioni della stracittadina, ma i recenti risultati negativi della squadra giallorossa in questa gara hanno alimentato l’idea che soffrano particolarmente questa partita.

Domani De Rossi proverà a spronare i suoi a togliersi di dosso questa etichetta, dopo quattro sfide consecutive con la Lazio, un pareggio e tre sconfitte.

Tra i senatori della Roma quello che ne ha vinti di più è Stephan El Shaarawy: 6 successi su 14 incroci con la maglia della Roma contro i biancocelesti, segnando anche un gol nel 4-1 del 2016.

Dopo il Faraone c’è Pellegrini con 4 vittorie. Male lo score di Mancini e Spinazzola (2 vittorie su 10 derby) e di Cristante (3 su 12).

L’elenco completo:

2 su 10 Mancini
2 su 10 Smalling
2 su 10 Spinazzola

3 su 9 Karsdorp
3 su 12 Cristante

3 su 8 Paredes
4 su 13 Pellegrini
6 su 14 El Shaarawy