Si terranno oggi i vertici in Questura e Prefettura per fissare il piano di vigilanza verso il derby. Potenziata la fase di filtraggio agli ingressi per non far introdurre petardi e fumogeni che nei derby di gennaio vennero lanciati tra i diversi settori.
Come riporta la Gazzetta dello Sport, in serata scatterà la fase di bonifica della zona dell’Olimpico partendo dal lungotevere. Saranno in servizio circa mille agenti delle Forze dell’ordine, oltre a quelli della Polizia municipale.
Sarà Marco Guida l’arbitro di Roma-Lazio, derby in programma sabato pomeriggio all’Olimpico. Gli assistenti saranno Di Iorio e Perrotti, IV Uomo Fabbri. Al VAR Irrati, Avar Maresca.
Sono 30 i precedenti con il fischietto della sezione di Torre Annunziata, con uno score molto negativo per i giallorossi nelle ultime stagioni. Una sola vittoria infatti negli ultimi 12 precedenti (Roma-Bologna 1-0 del 2021).
26.9.2021 Lazio vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Josè Mourinho contesta Marco Guida
(Foto Gino Mancini)
In carriera ha diretto due volte la stracittadina: una sconfitta nel 2021 per 3-2, al primo derby con Mourinho in panchina. Una giornata piena di polemiche per un rigore non concesso su Zaniolo da cui scaturì il contropiede del momentaneo 2-0 biancoceleste. Poi un pari – 1-1 – del settembre 2019.
SVILAR DERBY – Avrebbe dovuto giocare quello di Coppa Italia, ma per una strana scelta di Mourinho, fu lasciato in panchina per Rui Patricio, salvo disputare poi l’ultima gara assoluta del tecnico portoghese sulla panchina giallorossa, prima dell’esonero, cioè quella di San Siro col Milan.
Mile Svilar è pronto all’esordio assoluto nel Derby. Sarà l’unico calciatore della Roma, tra i titolari, a non aver mai giocato nemmeno un minuto in questa sfida. Un ulteriore step di crescita per il portiere belga della Roma, su cui il club quasi certamente punterà anche nella prossima stagione.
Foto Fraioli
Il rinnovo di contratto (guadagna poco meno di 1 milione netto attualmente più bonus) è una tematica che sarà trattata più avanti, quando la Roma sceglierà e annuncerà il nuovo direttore sportivo. Ma nel frattempo Svilar si è preso i pali della porta giallorossa e già gli basta. Tre rigori parati su cinque tra Serie A ed Europa League da quando gioca titolare e un’altra ottima prova a Lecce, al cospetto del dirimpettaio salentino – Falcone – di cui spesso si è parlato in chiave mercato per la prossima stagione.
7 gol subiti in 10 gare ufficiali da quando a Rotterdam, Daniele De Rossi ha deciso di affidargli il ruolo di titolare inamovibile. Una sola rete subita nelle ultime tre sfide, tre nelle ultime cinque se si allarga il campo alla sfida stravinta contro il Brighton all’Olimpico. Ma in generale, oltre ad una miglior propensione a giocare con i piedi rispetto a Rui Patricio, Svilar ha saputo trasferire sin da subito alla difesa e a tutto l’ambiente giallorosso una sensazione di maggior serenità.
Sui social è apprezzatissimo a tal punto che è stata riprodotta una sua immagine all’interno di una sorta di santino, con su scritto: “Ovunque proteggici”. Tra sacro e profano, ora è in arrivo il suo primo derby, come ennesimo battesimo del fuoco, per confermare una volta di più di essere l’uomo giusto al momento giusto.
Vincent Candela, intervenuto questa mattina ai microfoni di Retesport, ha analizzato il momento giallorosso con uno sguardo rivolto ovviamente al Derby di sabato prossimo:
“A Lecce forse ho visto la peggior Roma dell’era De Rossi. L’aspetto che mi ha preoccupato di più è stato quello fisico. La squadra è andata troppo in sofferenza al cospetto di una formazione, quella salentina, che ovviamente giocando in casa e dovendo salvarsi, l’ha messa tutta sul piano dell’intensità”.
“Sono importanti i recuperi dei big nel derby, mi aspetto una Roma dal volto completamente diverso. Sono partite queste che si decidono spesso sugli episodi, servirà concentrazione massima e grande grinta”.
Infine un suo ricordo personale sui derby: “Erano partite straordinarie, soprattutto a cavallo degli anni 2000. Due grandi squadre che si affrontavano a viso aperto. Ricordo distintamente la serata del 5-1 non solo ovviamente per la gioia di quel risultato, ma perchè giocai con una serenità incredibile. Fummo talmente superiori che ho potuto godermi anche lo spettacolo sugli spalti, dei tifosi. Mi sono rimaste impresse tante immagini di quella serata”, ha concluso Candela.
FOCUS RS RINNOVO DE ROSSI (di Francesco Oddo Casano) – Arriverà, non arriverà, firmerà, non firmerà. E’ un tema ricorrente quello relativo al contratto di Daniele De Rossi. La piazza ovviamente è innamorata di DDR per i suoi trascorsi da calciatore e dopo aver digerito l’addio di Mourinho, ha anche iniziato ad apprezzarlo nel ruolo di tecnico, alla luce dei risultati della Roma fino a questo momento.
La media punti in campionato – scesa leggermente da 2.44 a 2.3 dopo il pari di Lecce – con relativa scalata in classifica dal nono al quinto posto con vista sul quarto e il doppio turno di coppa superato in Europa League hanno alimentato le speranze di vedere ancora De Rossi in panchina la prossima stagione.
Ma la Roma? Difficile capire cosa stia realmente accadendo all’interno di Trigoria in questo particolare momento storico. Tra silenzio come policy istituzionale ma anche riduzione sostanziale del personale, la società sembra aver messo in stand by qualsiasi decisione sul prossimo futuro. Dal direttore sportivo, al direttore generale dell’area sportiva (visto che Pinto aveva tale qualifica prima del suo addio), dall’area scouting, al settore giovanile o al responsabile della comunicazione, passando ovviamente – per gerarchie – anche alla scelta sul futuro tecnico.
Una cosa è certa: i rapporti tra De Rossi e la proprietà sono ottimi. Si racconta di una fortissima affinità tra Ryan Friedkin e Daniele De Rossi, complice magari la vicinanza di età e in generale l’eleganza con cui De Rossi si è presentato agli occhi della proprietà sin dai primi colloqui.
Foto Farioli
Souloukou e Friedkin, silenzio radio: il rinnovo di De Rossi non arriva
Non si conosce pubblicamente il pensiero di Lina Souloukou, attuale CEO e unica dirigente operativa a Trigoria e dintorni. La manager greca non si è mai espressa su aspetti calcistici e non ha mai rilasciato interviste alle tv nazionali su questioni sportive, parlando solo in due o tre situazioni istituzionali di materia finanziaria e amministrativa.
Di certo dunque ci sono i risultati ma, ufficialmente, l’assenza di un rinnovo che non è stato ancora mai affrontato come argomento all’ordine del giorno. De Rossi ha sempre respinto la tematica quando i cronisti televisivi gli hanno posto la questione, dribblando o spazzando via in profondità il pallone. Una situazione che però chiaramente comincia ad alimentare varie supposizioni, a cominciare dalla possibilità che diversi club di A si stiano informando sul futuro di De Rossi per capire se la sua priorità – restare alla Roma – sarà poi soddisfatta da una firma su un contratto pluriennale.
E i Friedkin? Come da loro abitudine attenderanno ancora. Glaciali e distaccati. Almeno questo sembra anche in questa occasione l’indirizzo. Lo avevano fatto su Mourinho e sul suo futuro, rimasto in bilico per tutta la parte finale dello scorso anno (ma c’era ancora un anno di contratto a loro tutela), lo faranno presumibilmente anche con De Rossi. I risultati a questo punto possono ancor di più soffiare sul possibile prolungamento di DDR, facendo ardere la fiamma della sua seconda carriera romanista o forse spegnere gli iniziali entusiasmi, qualora la Roma non dovesse centrare l’obiettivo Champions.
Sarebbe però fortemente ingiusto legare al piazzamento Champions il prolungamento di De Rossi, viste le poche giornate a disposizione e in generale il distacco netto che c’era dalle prime quando ha raccolto la squadra a gennaio.
In questo senso, l’aspetto forse più preoccupante è che in chiave di programmazione la sensazione – vivida anche ascoltando agenti e procuratori, quindi la c.d. radio mercato – è che la Roma stia cominciando ad accumulare un ritardo che ai fini della costruzione della rosa del prossimo anno potrebbe risultare decisivo.
Non resta che sperare che i Friedkin, nel loro consueto stile, stiano realmente decidendo tutto lontano dai fari della comunicazione e che in generale, si stia già lavorando per le prossime stagioni a prescindere dal risultato sportivo di questa, che non può essere decisivo in assoluto sulle sorti della squadra e in generale sulla filosofia calcistica da impostare dopo il percorso con Josè Mourinho, interrotto traumaticamente lo scorso 16 gennaio.
In una lunga intervista ai microfoni de il Corriere della Sera, Bruno Conti attuale dirigente dell’area sportiva giovanile giallorossa ha parlato del suo passato da calciatore ma anche del futuro di De Rossi.
Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: «Per me Daniele è sempre stato un allenatore in campo, per l’intelligenza tattica e per le scelte che faceva: quando vedevo Ancelotti in campo avevo la stessa sensazione. Poi è un grande uomo, mai banale: ha preso la squadra in un momento delicato e si sta dimostrando un allenatore vero, preparato in tutto. Sono contentissimo per lui».
C’è un ragazzo del settore giovanile delia Roma su cui non avrebbe scommesso e che invece è arrivalo in alto?
«Politano era considerato come me, troppo gracile. Nessuno ci credeva invece è arrivato dove è arrivato. Ma quello che mi ha dato più soddisfazione di tutti è proprio De Rossi: lo avevamo preso come attaccante, poi è stato spostato in mediana ed è diventato grande. Anche per questo vederlo oggi sulla panchina della Roma è speciale».
Lei ha debuttaio in A 19enne, 50 anni fa. Era già pronto o fu Lidholm a buttarla nella mischia?
«Non mi sentivo pronto, ma il Barone me lo disse all’ultimo, fu questo il segreto».
La Roma è ancora parte della sua vita, un caso unico.
«Soprattutto se penso che ho realizzato il sogno di mio padre, che era un tifoso romanista e ha cresciuto sette figli. Ho giocato, allenato i ragazzi, la prima squadra, ho fatto II direttore tecnico e del settore giovanile: quando potevo essere d’aiuto non mi sono mai tirato indietro».
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine della Giornata Nazionale dell’Impiantistica Sportiva, ha parlato così della Roma, del futuro stadio giallorosso e di De Rossi: “Non ci sono i progettisti del nuovo stadio della Roma? Si vede che stanno lavorando specificatamente per il progetto. So che le cose vanno avanti, non è un progetto che si sblocca in poche settimane. Ma non mi risultano passi indietro, nel modo più assolutio. Conosciamo le tempistiche del nostro paese, basta parlare con un imprenditore che vuole costruire una fabbrica o un supermercato. Immaginatevi lo stadio che è qualcosa di ancora più impattante. Ma non mi risultano elementi controindicativi”.
Poi sul derby e il rischio incidenti: “Disarmante l’allerta per il derby, qualcuno ancora non si rende conto del danno che fanno alle loro squadre e alla collettività. Condannarli è fin troppo poco, mi dispiace molto per le intemperanze avvenute nel derby di coppa Italia. Come vivrò il derby? Non ricordo da tempo un derby bello, poi negli ultimi la Roma ha sempre perso… De Rossi merita il rinnovo, visto il seguito che aveva Mourinho la scelta mi è sembrata intelligente per la piazza”.
Tutto su Dybala. L’argentino è il vero asso nelle mani di Daniele De Rossi per provare a vin-cere il suo primo derby della Capitale da allenatore. Dopo le assenze forzate contro Sassuolo e Lecce (seppur entrato per gli ultimissimi minuti) l’attaccante (ancora a secco nella stracittadina romana) sabato riprenderà il suo posto nell’undici titolare giallorosso per dare nuovo ossigeno a una squadra sembrata spenta nelle ultime uscite. (…)
Come scrive il Tempo, il ritorno di Dybala, peraltro, può dare nuova linfa anche a Lukaku, che negli ultimi mesi si è acceso solo quando è riuscito a dialogare col collega di reparto, e che nel nuovo anno è riuscito a incidere molto poco negli equilibri della Roma. L’altro ritorno importante è quello di Leonardo Spinazzola. Il laterale azzurro si era fermato nel primo tempo del match contro il Sassuolo, e ora ha ripreso il lavoro con i compagni.
Starà a De Rossi scegliere se impiegarlo o meno dall’inizio, certo è che, se in condizione, può regalare maggiore spinta sulla corsia mancina dove Angelino è sembrato abbastanza in difficoltà nelle ultime apparizioni.
Torna la rubrica dedicata al sondaggio del Gol più bello del mese di Marzo. In lizza le reti realizzate da Gianluca Mancini, in spaccata e al volo contro il Brighton; il sigillo di Diego Llorente su assist di Ndicka a Firenze contro la viola e infine lo splendido tiro a giro di Lorenzo Pellegrini che è valso i tre punti contro il Sassuolo.
Le splendide illustrazioni video del nostro amico Gabriel Boccuni
Guillermo Giacomazzi, componente dello staff di De Rossi, racconta il Daniele allenatore ai microfoni del quotidiano l’Ovacion: “Daniele è innanzitutto un amico. Ci siamo conosciuti cinque anni fa attraverso amici comuni, dopo la sua esperienza al Boca. Andiamo molto d’accordo sul piano personale ed è una persona eccezionale. Ci siamo ritrovati per caso due anni e mezzo fa a una cena a Roma. Da lì è nato tutto. Mi ha proposto di unirmi al suo gruppo di lavoro e di partire anche dalla Serie C o dalla Serie B”.
“Parliamo molto di lavoro e di calcio – ha detto l’ex giocatore del Lecce -. Oltre a un’intesa sul piano personale, condividiamo una visione calcistica. Daniele è un grande comunicatore e possiede la passione e la capacità di convincere gli altri delle proprie idee e poi di mostrarle sul campo. Lavoriamo duro: arriviamo alle 7 del mattino e ce ne andiamo alle 8 della sera, come facevamo già alla Spal. Credo che la chiave sia avere passione e crescere gradualmente. Finora non abbiamo avuto la possibilità di prendere una squadra dall’inizio della stagione, il che permette una pianificazione più serena. Siamo sempre arrivati in corsa con rose già formate, dovendo adattarci rapidamente alle necessità. E’ una sfida, ma siamo contenti dei progressi che stiamo osservando”, ha sottolineato Giacomazzi.
“Il rapporto con la tifoseria ci dà grandi stimoli. Non è facile, dipende molto dalla nostra prestazione sul campo. La passionalità dei tifosi della Roma è incredibile, simile a quella delle squadre sudamericane. Giocare davanti a 65.000 spettatori è un’esperienza unica. Nonostante vada mantenuta sempre la lucidità durante la partita, siamo sempre connessi con la tifoseria. All’interno dello staff ricerchiamo una comunicazione rapida per poi trasmettere i messaggi ai giocatori. La tifoseria della Roma è spettacolare: giocare allo Stadio Olimpico e ascoltare l’inno è un’esperienza indimenticabile”.