Eldor Shomurodov quando entra riesce sempre ad incidere. Lo ha fatto con i gol (è il miglior subentrante per media gol della Roma di questa stagione), con i suoi movimenti, sposandosi perfettamente per caratteristiche con Artem Dovbyk.
L’ucraino domenica scorsa ha lottato e tanto, ma nel primo tempo era spesso isolato. Quando Ranieri ha deciso di affiancargli l’uzbeko, l’ex Girona è riuscito a proteggere meglio alcuni palloni dialogando con il compagno di reparto.
Una soluzione a cui Ranieri sta pensando, come confermato anche dopo la sfida contro i bianconeri, con vista derby: “A me piacerebbe giocare con due attaccanti là davanti, però se uno si stanca, se uno ha un problema fisico, chi metto? Per questo preferisco fare certe scelte. Poi, mai dire mai, non voglio escludere nulla… Ma ci penso due volte, perché so che entrambi danno tanto. Tolgo un po’ di peso a Dovbyk, e Shomurodov meriterebbe di giocare sempre. Però anche così, quando entra a gara in corso, fa sempre bene la sua parte. E questo per me è motivo di soddisfazione: vedere che tutti quei ragazzi che non partono titolari, quando li inserisco, entrano sempre con grande voglia di aiutare la squadra. E questo, per me come per ogni allenatore, è molto importante”.
Il problema dunque non è tanto sulla struttura della coppia e sulle volontà del tecnico che storicamente ha quasi sempre giocato con due punte centrali e complementari come Dovbyk e Shomurodov, quanto nelle alternative che verrebbero meno in caso di sostituzione di uno dei due.
Nel derby però questa soluzione non va scartata: sicuro del ritorno da titolare Saelemaekers a destra, ma l’ipotesi di un 3-5-2 con un centrocampo più compatto e le due punte potrebbe offrire a Ranieri la possibilità nella ripresa di variare il sistema con Soulè, Baldanzi ed El Shaarawy pronti a subentrare per dare brio e soluzioni sia sulle fasce, sia in zona trequarti.
Lorenzo Pellegrini potrebbe giocare domenica il suo ultimo derby. Da titolare o riserva, quindi subentrante si capirà solo nel corso della sfida dell’Olimpico, poi al termine della stagione sarà approfondita la sua posizione.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, infatti anche il capitano della Roma (insieme ad Abraham) potrebbe essere inserito nell’affare che porterebbe il belga a restare con la maglia giallorossa anche il prossimo anno. Se ciò non dovesse avvenire e l’accordo dovesse mancare, su Saelemaekers ci sarebbe già l’interesse di almeno un paio di club stranieri.
70 anni fa nasceva Agostino Di Bartolomei, compianto capitano della Roma del secondo Scudetto e di un’epopea straordinaria, quella della squadra costruita dal presidente Viola capace di sfiorare con un dito il tetto d’Europa e del Mondo.
Scomparso tragicamente nel 1994, Ago è stato ed è ancora il simbolo iconico di un’intera generazione di tifosi.
Ecco il romantico ricordo della moglie Marisa sui social
Tu e i tuoi scarpini,io sfilavo i camperos per quegli stivaletti di pattinaggio a rotelle,fermi da troppo tempo.Tre Fontane attigua alla pista di pattinaggio,a rivederci ore13. Finalmente,alle 13,30 arrivasti con Alicicco e mentre io e lupo doloranti giacevamo… TU ridevi❤️ pic.twitter.com/3py6ePcnoF
Il pareggio contro la Juventus ha probabilmente spento, seppur in parte, quella fiammella Champions che si era riaccesa alla luce della sfilza di vittorie consecutive raccolte dalla Roma di Ranieri, ma il punto di ieri non ha impedito ai giallorossi di proseguire una striscia di risultati utili, salita grazie alla rete di Shomurodov a quota 15.
Come evidenziato da Opta si tratta di un traguardo significativo, che non veniva raggiunto da quasi un decennio.
Bisogna infatti tornare indietro alla stagione 2015/2016, specificamente al periodo tra gennaio e maggio 2016, per trovare una striscia di imbattibilità più lunga: in quell’occasione furono 17 le gare consecutive senza sconfitte, con Luciano Spalletti alla guida tecnica della squadra.
Dopo la clamorosa retrocessione con 7 giornate d’anticipo, si conclude ancora peggio l’orribile anno sportivo di Ivan Juric che ha lasciato il Southampton, come riferito da Sky Sport UK.
Sarà Simon Rusk a guidare la squadra in queste ultime sfide in Premier League, prima di scendere in Championship nella prossima stagione.
Claudio Ranieri, è stato costretto a causa dell’ennesima domanda sul suo futuro prossimo, a tornare nuovamente su un argomento che ormai è chiuso da tempo. Al termine della stagione andrà in pensione e non cambierà idea, nonostante il presunto o reale pressing della squadra avvenuto nei suoi confronti nelle scorse settimane.
“A 72 anni ho deciso di vivere la parte restante della mia vita, voglio conoscere il mondo e vedere cosa c’è oltre il calcio nonostante abbia girato tanto nella mia carriera”.
“Big Ben ha detto stop” 🥹🎤 Claudio #Ranieri emoziona parlando così del futuro:
Una frase, dal sapore anche della battuta elegante, rivolta ad un suo ex giocatore, Gigi Buffon, che super ospite di DAZN ha posto nuovamente il tema del suo futuro in panchina, al centro della Roma.
Poi in conferenza stampa Ranieri ha fatto un ragionamento diverso sul suo ruolo futuro, lasciando in questo caso aperte alcune interpretazioni: “Non credo che sarò un dirigente, bensì un consigliere del presidente. Cambiano le prospettive e la visione. Mi auguro che il presidente possa fidarsi ciecamente di me, io voglio solo il bene della Roma e se lo faccio è un bene anche per lui. Per il momento, poi Dio vedrà e provvederà”.
Nonostante di recente in realtà Ranieri, parlando ad esempio della questione allenatore, abbia lasciato intendere di essere centrale nell’indirizzare la proprietà verso un ventaglio di scelte non esotiche ma pensate e contattate da chi lavora a Trigoria, con questa dichiarazione Sir Claudio lascia aperta o apre in prospettiva una questione: quale sarà il peso specifico del suo ruolo dirigenziale nella Roma?
Anche il comunicato originario, pubblicato dal sito della Roma, cela in realtà un piccolo ossimoro: un conto è la qualifica di dirigente senior, che nelle aziende americane significa avere un ruolo apicale e importante nelle scelte dirigenziali; un altro è essere un ‘consigliere’, che teoricamente potrebbe operare anche a distanza. Un punto insomma che andrà chiarito già dalle prossime conferenze o magari un argomento aperto volontariamente da Ranieri, come messaggio indiretto ai Friedkin che prima o poi a Trigoria si spera possano tornare per iniziare ad impostare seriamente la prossima stagione.
Ha destato grande curiosità e ovviamente lasciato una scia di supposizioni, la presenza nella capitale ieri mattina e poi allo stadio in occasione di Roma-Juventus, dell’ex tecnico di Ajax e United – Erik ten Hag.
L’olandese, dapprima avvistato in mattinata in un noto albergo della capitale, ha raggiunto lo stadio Olimpico intorno alle 19.30 in compagnia del suo agente.
Dopo le smentite arrivate proprio dal suo entourage in merito ad un presunto interesse della Roma in vista della prossima stagione, anche il club giallorosso in prima mattinata ha confermato che ten Hag non rappresenta un’opzione per la prossima stagione.
Il motivo della visita? Oltre il classico aggiornamento professionale, ten Hag è stato invitato all’Olimpico dal suo agente, che è anche lo stesso di Rensch attuale terzino in forza ai giallorossi.
Tutto l’emisfero giallorosso, da Trigoria ai dintorni, che ruota intorno al settore giovanile della Roma è ormai allineato sullo stesso pensiero: alla Roma serve subito una Under 23, la famosa “seconda squadra” che ormai tante big hanno messo in piedi. In prima linea spingono Alberto De Rossi, colonna del vivaio giallorosso, Bruno Conti e il nuovo ds Florent Ghisolfi. Tutti compatti nel voler dare una nuova spinta al progetto giovani.
Come riferisce il Messaggero, la dirigenza è pronta, la volontà c’è. Ma manca ancora il semaforo verde dalla proprietà. L’investimento iniziale sarebbe di circa 15-20 milioni, ma con certezza di un rientro a medio a lungo termine e di un guadagno tenendo conto del bacino d’utenza a cui si rivolge annualmente la società giallorossa sul piano dello scouting.
Difficile vederla in campo già nella stagione 2025/26, molto più realistico l’esordio nel campionato di Serie C a partire dal 2026/27.
Il nodo principale? L’impianto dove giocare. A Roma la scelta non manca sulla carta, ma nessuno degli stadi attualmente disponibili ha i requisiti richiesti per ospitare gare di Lega Pro. Tradotto: anche pagando l’affitto, il club dovrebbe spostarsi fuori città per le partite casalinghe.
Un’opzione sul tavolo è lo stadio Domenico Francioni di Latina, già testato in passato per alcune amichevoli. Potrebbe essere una soluzione-tampone in attesa di ristrutturazioni altrove. Fuori causa invece l’Agostino Di Bartolomei del centro sportivo Fulvio Bernardini, bocciato per motivi di sicurezza, così come il Tre Fontane, ora casa della Roma Femminile in Champions. Tra le ipotesi più calde resta l’Anco Marzio di Ostia, dove gioca l’Ostiamare di Daniele De Rossi.
Al contrario di quanto ventilato alla vigilia, Dan e Ryan Friedkin non erano presenti all’Olimpico ieri sera.
I proprietari giallorossi secondo alcune fonti di informazione sono attesi nei prossimi giorni, tra stadio, derby e la scelta del prossimo allenatore, ma come sempre la loro agenda e i relativi piani di volo restano segretissimi.
Di certo, mentre il figlio Ryan recentemente in più di un’occasione ha assistito live alle sfide dei giallorossi all’Olimpico, il padre Dan è realmente assente da circa un anno. L’ultima apparizione allo stadio è stata in occasione di Roma-Sassuolo 1-0 dello scorso campionato.