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Pellegrini: “Vogliamo coronare un anno di grande crescita. E’ la partita più importante della mia vita”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Lorenzo Pellegrini alla vigilia di Roma-Feyenoord:

Cosa ha in più la Roma rispetto al Feyenoord?
“E’ una finale, non mi sento di dire cosa abbiamo in più o in meno, è una finale e faremo di tutto per vincerla, coronando il percorso di crescita di questa stagione con una grande vittoria”

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Mourinho: “Mkhitaryan ok, può giocare. E’ una finale, va vissuta con gioia. Nessuna scaramanzia. Squadra concentrata”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho alla vigilia di Roma-Feyenoord:

E’ stato un lungo viaggio iniziato ad agosto, serata dai grandi significati per tutti?
“Sì è vero siamo arrivati alla fine del percorso di questa stagione, con due finali da giocare nel giro di quattro giorni, la prima finale ci dava quello che noi meritavamo, quello per cui abbiamo lavorato dal primo giorno, come target, cioè giocare l’Europa League nella prossima stagione, siamo riusciti a vincere quella finale lì. Per me quella finale lì era una finale dove non si poteva scrivere la storia, si poteva semplicemente finire il lavoro di una stagione, raggiungendo un obiettivo, però senza scrivere la storia. Per la Roma finale in una posizione di qualificazione all’Europa League è una cosa normale. Questa finale invece è storia, è storia che in parte abbiamo già scritto arrivando qui dopo tanti anni, però quando arrivi in finale, devi fare tutto il possibile per scrivere la storia e vincere la finale”.

Nell’ultima conferenza stampa devo recintare l’euforia. E’ riuscito? Come sta la squadra? Come sta Mkhitaryan?
“Lo abbiamo fatto prima di Torino, era una partita difficile, era importante essere focalizzati su quella sfida, sapere che giocare una finale con una doppia tensione sarebbe stato un problema, non avevamo bisogno di quella tensione extra della mancata qualificazione all’Europa League. Raggiunto quell’obiettivo ora pensiamo solo alla finale. Io e il mio staff già da venerdì sera stiamo insieme a Trigoria, non siamo mai usciti, siamo stati a casa, ovviamente ai giocatori sarebbe stato troppo chiedere questo, ma penso che loro stiano molto bene, la squadra è concentrata, con l’attenzione giusta, con la gioia perchè bisogna averla per giocare una partita così. Mkhitaryan si è allenato oggi per la prima volta con la squadra, una sessione molto piccola, senza nessun tipo di significato in termini di lavoro per la finale, perchè era aperta alla stampa, per lui importante per avere sensazioni positive o no, mi fido molto della sua esperienza, sa interpretare le sue sensazioni, alla fine dell’allenamento mi ha detto che si sente molto bene ed è a disposizione per giocare”

La sua esperienza internazionale, il suo carisma, possono fare la differenza al di là dei valori in campo?
“Penso di no, la gente sbaglia nell’analisi, perchè penso che l’unico motivo per cui esiste questo feeling pro Roma da parte degli albanesi è perchè abbiamo Kumbulla. Se la Roma vince, un albanese alza la Coppa e penso che questo abbia un significato. Ho giocato una Supercoppa Europea – United-Real Madrid – in Macedonia del Nord, è stato bellissimo, una città e un paese in festa, con un’opportunità unica di avere due grandi squadre, Tirana lo stesso. Siamo arrivati ed è facile capire che è un momento importante per loro, che meritano per la loro crescita, lo stadio è molto molto bello, peccato che la capienza sia minima, sono molto contento però di giocare qui questa finale. Di solito le finali sono le ultime partite stagionali, ormai il lavoro è fatto, principalmente per noi che abbiamo giocato venerdì, non c’era nulla da fare in questi 2-3 giorni. La leadership non è una cosa che si può mettere sul tavolo per due-tre giorni, domani è il giorno dei giocatori, gli allenatori sono fuori, cercheremo di aiutare i ragazzi a leggere la partita, ma il lavoro è fatto. Domani è l’ultima partita e fortunatamente è la finale, dico così perché può produrre solo felicità”

Questo suo modo di essere molto serio è perchè questa è una finale? O ha qualche pensiero in più?
“E’ una finale, fino a domani non c’è nessun’altra cosa nella mia testa, assolutamente niente, è solo la finale, è il mio modo di essere, l’esperienza non aiuta, pensavo il contrario invece no, il mio modo di sentire e di essere è uguale alla prima finale, non cambia 20 anni dopo. Se mi vedi più serio è concentrazione, un modo proprio di prepararmi alla partita, ma penso solo a questo veramente”

Lei è un allenatore scaramantico?
“No assolutamente no, sarò uno dei pochi nel calcio, a volte litigo con chi è scaramantico. Mi hanno chiesto con che maglia giocheremo domani, non lo voglio sapere, zero scaramanzie”

Non ha nulla da dire sul fatto che ci saranno 50 mila persone a Roma a vedere la partita all’Olimpico?
“La passione dell’Olimpico può fare solo bene, se la Roma ha perso delle partite con i tifosi allo stadio non è certamente colpa loro”

Come sta dopo il colpo ricevuto da Kumbulla? Cosa farà in futuro Marash?
“Marash mi ha fatto veramente male, scherzando di tutti i giocatori che ho lui dovrebbe essere l’ultimo, perchè è il più pesante di tutti. Pensavo di andare a vedere un evento con le infradito, poi mi sono messo una 44 anche se sono un 42. Marash è un bravo ragazzo, ha imparato tanto, è un bravo giocatore e il prossimo anno sarà con noi al 100% perchè ha grandi potenzialità per diventare ancora più forte”

Se vince domani ha vinto tutte le coppe europee esistenti prima e ora, è un record imbattibile?
“Se vincerò, non sono scaramantico, è la verità, se vinco. Non mi piacciono i se”

Oggi Rocchi le ha dato ragione su tutta la linea, no rigore a Firenze e gol irregolare a La Spezia. Comunque vada domani, la stagione della Roma è positiva?
“Per me sì, è positiva”

Spinazzola è rientrato prima, ha concrete chance domani di giocare?
“No non è un premio, è un giocatore disponibile per domani, ovviamente dopo 10 mesi fuori, è tanto, ha lavorato molto per tornare, gli mancavano i minuti in campo, le sensazione del campo, principalmente quello che ha fatto contro il Torino, 75 minuti in campo, quelle sensazioni sono state positive, domani è un’opzione per noi”


Queste le parole di Mourinho:

Alcuni non hanno mai vissuto una finale. Può fare un corso accelerato per gestire le emozioni per la finale?
“No, neanche la mia. Non lo so, magari gli altri con la mia stessa esperienza possono dire il contrario”.

Che errore non bisogna fare?
“C’è bisogno di fare tutto quello che fai in ogni partita. Per questo dico di pensare sempre alla prossima e la prossima è una finale, l’ultima della stagione, c’è qualcosa di speciale che è un trofeo. Ma si deve fare esattamente lo stesso”.

Sono momenti che aiutano per la mentalità?
“Ovviamente aiuta. Per il gruppo è una parte di un percorso, per i giocatori a livello individuale, per gente che gioca la finale è gente che cresce”.

Come si aspetta la partita? Si aspetta pressing?
“Non lo so, loro hanno avuto tanto tempo per lavorare. Non si sa mai se possono presentare qualcosa di diversa, nel loro percorso hanno avuto partite diverse. Col Marsiglia hanno fatto 0-0 ed era una partita diversa dalla loro filosofia. Non lo so, noi sappiamo come vogliano giocare”.

Mkhitaryan ha la condizione fisica per essere titolare?
“Ha la condizione fisica per aiutare la squadra, pensiamo di sì. Siamo ottimisti, senza squadra ieri ha fatto test veri e oggi con la squadra…sensazione positiva”.

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Volpato: “Orgoglioso della Roma. Totti? E’ come un fratello maggiore”

Christian Volpato ha parlato ai microfoni di “OptusSport”. Dal suo arrivo a Roma al rapporto con Totti: “La prima volta che sono venuto a Roma ho detto a mia mamma ‘devo incontrare Totti’, lei mi ha detto ‘è un sogno’. Circa tre mesi dopo ci siamo visti e mi ha detto che stava aprendo una sua agenzia e che era interessato a me come primo giocatore, per me era un sogno. Lui è come un fratello più grande per me, parliamo spesso, mi da molti consigli e mi dice di restare con i piedi per terra”

Come hai fatto a passare dall’Asutralia a Roma?

“Non lo so, sono cose che succedono una volta sola. Quando si chiude una porta se ne apre sempre un’altra. Ognuno prima o poi ha la sua chance e questa era la mia. Tony Basha è la persona che mi ha portato a Roma, mise “mi piace” ad una mia foto su Instagram e mi disse “Ho un paio di uomini a Roma, avresti la scuola e allenamenti per sei mesi. Tre allenamenti a settimana, con sveglia alle 5 o alle 6.”

Pensi che Roma sia il posto migliore per fare il tuo calcio?

“La Roma ha uno dei migliori settori giovanili in Italia e nel mondo, in tutte le categorie. SOno orgoglioso di essere qui.

Questo club ha una storia pazzesca, ora anche Mourinho…

“Quando lo hanno anunciato ero felice, lo seguo fin da quando ero bambino. Ho sempre voluto lavorare con lui, e non lo dico solo perchè è qui”

L’esperienza con l’Italia u20?

“È sempre stato un sogno giocare per gli azzurri. E ricevere la chiamata dopo solo due anni qui è stato pazzesco”

Che esperienza è questa per un giovane ragazzo?

“Era la mia prima volta con una nazionale, stare lì con gli altri compagni, indossare lo stemma della nazionale è fantastico”

Se l’Australia ti chiamasse domani?

“Al momento mi sento italiano e penso e vorrei concludere con l’Italia, ma non si sa mai cosa riserva il futuro. Molte cose possono cambiare”

Come è nata la passione per il calcio?

“Grazie a mio nonno, che mi regalò un pallone e delle scare Nike”

Se non avessi fatto il calciatore?

“Avrei seguito mio padre”

Come ti vedi tra 10 anni?

“Come calciatore”

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Ancelotti: “Forza Mou! Resto un super tifoso della Roma, guarderò la finale”

Carlo Ancelotti ha commentato così la vigilia di Roma-Feyenoord, ai microfoni ufficiali dell’UEFA: “Ho vissuto 7-8 anni a Roma e sono stato alla grande, avevo 20 anni. Ancora ricordo molto bene quel periodo e rimango un super tifoso della Roma. Ora alla Roma c’è un allenatore che stimo molto oltre che un amico come Josè Mourinho. Certo che guarderò la finale”

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Berardi: “Mou è speciale. Rinnovo Mkhitaryan? Intanto speriamo recuperi per Tirana…”

ANSA – «Mourinho è straordinario, speciale. Vuole sempre vincere, è un grande maestro. Ho imparato molto lavorando con lui», ha detto il CEO della Roma, Pietro Berardi, ritirando il premio ‘Arancio’ dell’Ussi al circolo Aniene. «La società è concentrata al cento per cento per mercoledì sera – le sue dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa -. Rinnovo Mkhitaryan? Intanto speriamo di averlo mercoledì sera».

«Grazie per il premio, sono orgoglioso di ritirarlo a nome dei Friedkin che hanno investito molto nella squadra e per l’amore che hanno per la città. Più che parlare dei risultati sportivi siamo orgogliosi del rapporto con i nostri tifosi – ha aggiunto -. Tanti sold out nel corso della stagione e mercoledì chi non sarà a Tirana sarà all’Olimpico dove ci saranno circa 50 mila persone e questa è la dimostrazione del grande affetto dei tifosi verso la squadra. Per noi questo è motivo di grande orgoglio».

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Pellegrini: “Un sogno poter regalare alla mia città un trofeo” – VIDEO

 “Credo che avere la possibilità di vincere questo trofeo, di regalare questa coppa alla mia città sia già un sogno. Dobbiamo vivere al 100% questo sogno e cercare di vincere questa coppa a tutti i costi. Noi la vogliamo portare qui a Roma, sarà il nostro obiettivo il 25 maggio”. Così Lorenzo Pellegrini, in un’intervista ai microfoni dell’UEFA in vista della finale di Conference League.

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Sneijder: “Feyenoord meno stanco della Roma? Gioco psicologico di Mou”

“Sinceramente mi è venuto da ridere quando ho letto che Mourinho ha ritenuto ingiusto che il Feyenoord abbia una settimana in più per preparare la finale di Tirana. La Roma stava ancora giocando in campionato”. Così Wesley Sneijder, ex giocatore di Mourinho all’Inter ai microfoni del de Telegraph.

E poi ha aggiunto: “Nel 2017 era arrabbiato per il fatto che l’Ajax potesse permettersi dodici giorni per la partita contro il Manchester United e che potesse preparare la sua squadra solo per tre giorni. È un gioco psicologico. Fa capire ai suoi giocatori quanto sia tutto ingiusto e li motiva affinché ‘puniscano l’ingiustizia'”.

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Mourinho: “Finale da 50 e 50. Non pensiamo alla storia della Roma, ma solo a vincere la finale”

Josè Mourinho ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’UEFA in vista della finale di Tirana:

Sul Feyenoord:
Hanno disputato 14 partite come noi e hanno superato avversarie difficili. Ad esempio, la semifinale con il Marsiglia – una squadra che ha una storia europea e lo Stade Vélodrome, che è uno dei posti più affascinanti e difficili in cui giocare da avversario. Puoi solo riconoscere i loro meriti. Le finali sono 50-50 ma faremo del nostro meglio per portarla a 51-49 per noi. Deve accadere durante la partita, non prima. Il lavoro che porta alla finale nell’arco di diversi mesi è la base per quei 90 o 120 minuti. È il giorno dei giocatori, noi siamo lì solo per dare un piccolo aiuto. Finora sono stato fortunato vincendo tutte le mie finali europee: i miei giocatori hanno dato il meglio nelle finali che abbiamo raggiunto. Nel momento della verità, si sono fatti trovare pronti.

Sulla Conference League:
Sono un allenatore con una storia e la Roma è un grande club. Ho sentito un po’ di responsabilità nel cercare di rendere la prima edizione del torneo una grande competizione. Così, a poco a poco, siamo andati a realizzare la nostra ambizione di andare il più lontano possibile. Poi, con orgoglio, abbiamo visto che le due semifinali si sono giocate in stadi gremiti, con un totale di 170.000 tifosi presenti. La Conference League è la nostra UEFA Champions League. Questo è il livello in cui siamo, la competizione in cui stiamo giocando. Il club non raggiunge una partita come questa da molto tempo.

Sulla possibilità di vincere il primo trofeo con la Roma:
Dobbiamo dimenticare il fatto che potremmo vincere il nostro primo trofeo UEFA. Per me, devi trattare una finale come un partita secca che porta pressione, tensione e senso di responsabilità. Dobbiamo solo pensare alla finale e all’avversario che affrontiamo, e dimenticarci la storia della Roma. Poi ovviamente sarebbe meraviglioso vincere per la città, il club e tutti noi.

Sul fatto di essere il primo tecnico ad aver raggiunto la finale in ogni competizione europea:
Se riuscirò a vincere quattro competizioni europee con quattro squadre diverse, non dimenticherò mai la prima, che è stata la Coppa delle Coppe [1996/97] UEFA come assistente del compianto e grande Bobby Robson al Barcellona. Ogni volta che mi sedevo accanto a lui in panchina, mi sentivo molto orgoglioso. Ogni nuovo traguardo significa più del precedente? Sì è così. Vincere il primo può succedere facendosi trovare nel posto giusto al momento giusto. Vincere la seconda volta è più difficile della prima volta e vincere la terza volta è più difficile della seconda. Una cosa è raggiungere il successo e vincere in un determinato periodo di tempo, un’altra è raggiungere il successo e vincere continuamente per tutta la tua carriera.

Sulla passione per il calcio:
Manchester United vs Real Madrid, ottavi di finale della UEFA Champions League 2012/13, all’Old Trafford. Prima della partita, Sir Alex Ferguson mi ha invitato nel suo ufficio, che poi è diventato il mio ufficio, e gli ho chiesto: “Com’è, boss? Cambia? Cambia nel corso degli anni?” Ha detto: “Lascia perdere. Non cambia niente. Resta uguale fino all’ultimo giorno”. Ecco perché continuo a dire che non posso credere di avere 59 anni. Non posso credere di avere una carriera di 21 o 22 anni come allenatore alle spalle. Non posso dirti quando mi fermerò perché non riesco a visualizzarlo. La passione non cambia.

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Smalling: “Vogliamo regalare un trofeo ai tifosi. Mou trasmette tranquillità”

Chris Smalling ha parlato ai microfoni della Roma in vista della finale di Tirana:

Quando sei arrivato hai detto che uno dei tuoi obiettivi era vincere un trofeo. Mercoledì ne avrai la possibilità: quanto sei contento e quanto pensi lo siano i tifosi?
Quando giro per Roma, fin da quando sono arrivato, tutti ti chiedono di vincere qualcosa dopo tanto tempo. Se cammini per la città o entri nei negozi sono tutti in fibrillazione, posso solo immaginare cosa significherebbe tornare a Roma con un trofeo. La gioia e i festeggiamenti sarebbero enormi. Quindi non vedo l’ora di scendere in campo e dare tutto

Terza stagione per te qui: la prima è andata molto bene, la seconda è stata rovinata dagli infortuni e in questa sei stato uno dei protagonisti nella cavalcata verso la finale. Come hai fatto a tornare in questo stato di forma? Sei nel momento migliore della carriera?
Sì penso che la scorsa stagione sia stata un po’deludente, soprattutto dopo che nella prima avevo giocato sempre. Dopo essere passato a titolo definitivo alla Roma mi sono infortunato al ginocchio e questo ha condizionato tutta la stagione. Ma essere diventato un giocatore della Roma a tutti gli effetti mi ha aiutato a guardare avanti. Quest’anno ho potuto essere più continuo, ho lavorato molto per essere sempre a disposizione e sono stato contento di poter dare il mio contributo in maniera costante

Immagino sia contento del tuo stato di forma e della tua continuità
Sì, siamo stati più continui al livello di squadra anche se dobbiamo ancora lavorare per poter lottare per le prime posizioni in campionato, ma se riusciamo a finire bene questa stagione potremo iniziare al meglio la preparazione e continuare quanto fatto finora.

Sei uno dei giocatori più esperti in termini di finali europee disputate: che consiglio daresti ai più giovani? 
Penso debbano godersi questo momento, devono pensare a divertirsi. Io ho giocato qualche finale e dico che bisogna godersele perchè non sai mai quando giocherai la prossima. La Roma non ne gioca una da tanto tempo e penso debbano semplicemente scendere in campo e divertirsi, giocando il calcio che hanno giocato per tutta la stagione. Giocatori come Zalewski, ad esempio, dovranno giocare come sanno e godersi questa occasione

Come si avvicina Mourinho a questo tipo di partite? 
Come sempre cura la preparazione in modo meticoloso. Ma ne ha vissute tante e ne ha vinte tante, e per questo trasmette alla squadra un senso di tranquillità. Per non farci agirare troppo e per distrarci un po’. Per toglierci un po’ la pressione di dosso. Sa gestire molto bene queste situazioni, vuole che i giocatori siano tranquilli quando scenderanno in campo e che possano essere pronti a godersi l’occasione

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Totti: “Lunedì incontro Dybala, proverò a convincerlo a venire a Roma”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni di Sky Sport a poche ore da Torino-Roma:

Come si gestiscono queste due partite?
“Sono due partite totalmente diverse, ma ti giochi l’Europa. Se vinci oggi, matematicamente vai in Europa, ma poi c’è una finale importantissima in cui ci si gioca anche un trofeo. Quando giochi una finale dai sempre il massimo per ottenere il risultato”

Mourinho è la persona migliore per gestire le partite?
“È l’allenatore che ha vinto di più al mondo, chi meglio di lui sa c osa significa questa finale. Non avrà la stessa risonanza di una finale di Champions League, ma va rispettata e va vinta. Il mister saprà gestire bene la situazione”

Uno stadio così te lo ricordavi?
“Sinceramente no. Da quando c’è questa iniziativa bellissima, la Roma ha preso un’altra strada. La spinta dei tifosi della Roma è diversa da ogni altra, con loro come dodicesimo uomo hai la voglia in più di portare in alto i colori della Roma”.

Avevi speso parole bellissime per Lorenzo Pellegrini. Lui ha vissuto, come te, dei momenti difficili. È l’uomo giusto?
“Anche io li ho avuti, tutti li abbiamo. Ma ho sempre detto, e sul calcio difficilmente posso sbagliarmi, che come figura è una persona che ha carisma, che ha positività, che ha romanismo, che ha tutto quello che deve avere un capitano. Penso che Roma debba essere contenta che dopo me e dopo Daniele sia arrivato un altro capitano di questa importanza”

Tornerai alla Roma?
“A chi non piacerebbe stare nella Roma? Conosciamo le mie problematiche che ci sono state, ma ora c’è una proprietà nuova, con altre idee e esigenze. I matrimoni si fanno in due”

Non ti hanno chiamato?
“C’è già gente importante, l’importante è che la Roma vada bene”

De Rossi era più bravo coi piedi o a padel?
“Correva per me, lo fa anche adesso (ride, ndr)”

C’è Kokcu nel Feyenoord, lo vuoi portare in Italia?
“Volevo portarlo alla Roma, ma la Roma non era propensa. È un giocatore importante, speriamo che contro la Roma non sia il giocatore che conosco io”

È come Totti?
“No. Ancora no. È un giocatore che crescerà, lo vedremo in grandi squadre europee”

La Roma vince la Conference?
“Per scaramanzia non dico niente, ma speriamo di vincere”

Sarai lì?
“Penso di sì, vediamo. Se trovo il volo, sì (ride, ndr)”

Milan-Inter per lo scudetto?
“Adesso sta tutto nelle mani del Milan, a loro basta un punto e difficilmente se lo faranno sfuggire. Due-tre settimane fa dissi che l’Inter era la favorita, poi c’è stato il passo falso di Bologna. Vediamo se il Milan saprà sfruttare questa occasione, penso di sì”

Chiellini ha lasciato la Juventus in modo molto sereno. Ti hanno invece stupito le lacrime di Dybala?
“Chiellini e Dybala sono due cose diverse. Chiellini è stato un monumento della Juventus, Dybala è un ragazzo più introverso, più freddo. Anche perché lui ha un’altra possibilità di poter continuare a giocare, sono cose diverse. Penso che quello che ha fatto vedere sia la dimostrazione che lui volesse rimanere, poi non c’è stato accordo. Vediamo se riusciamo a portarlo a Roma, lunedì lo incontro”.

Cosa gli dirai?
“Tante cose… siamo a Milano, faremo la partita di Eto’o e giocheremo insieme. Qualche cosa gliela metterò in testa, almeno cercherò di farlo. Speriamo di riuscirci, sempre che la Roma abbia la mia stessa idea. Sarebbe una pazzia se dicessimo che non piacerebbe”.

Quindi ci lasci questo titolo…
“È il titolo mio personale. Anche perché non so cosa pensino né lui, né la Roma. È il titolo di tutti i romanisti, io sono il capitano dei romanisti”.