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Ranieri: “Mi mancheranno certe emozioni, ma è giusto smettere anche per il bene della Roma”

Claudio Ranieri ha parlato a DAZN dopo la vittoria sul Milan:

Che sensazioni prova?
“Ancora sto sotto l’effetto dell’adrenalina, in seguito quando rivedrò le immagini mi emozionerò. Essere apprezzati dalla propria gente è meraviglioso. Abbiamo iniziato in modo difficile, ma la squadra non si è mai disunita e non ha mai mollato. Non era facile, sono contento per i ragazzi, per i tifosi e per il presidente”.

La coreografia?
“Guardavo l’arbitro e gli dicevo di iniziare, invece gli avevano detto di aspettare ancora un minuto. Il calcio mi dà emozioni in positivo e in negativo, chiaramente quelle in positivo fanno più piacere”.

Che stagione è stata questa?
“Questi ragazzi mi hanno seguito dal primo giorno. Alcuni mi conoscevano, ho detto loro di aiutarmi perché da solo non ce l’avrei fatta. Sono stati intelligenti e bravi. Quando sono arrivato il morale era a terra. All’inizio in Napoli-Roma la squadra ha giocato bene e a Londra abbiamo fatto una grande partita pareggiando all’ultimo. Queste sono le cose che mi piacciono, lottare fino all’ultimo in modo che si esce dal campo con la consapevolezza che se hai perso è perché gli avversari sono stati più bravi. Posso solo accettare il responso del campo. Piano piano ci siamo quadrati sempre di più, inanellando questi 19 risultati consecutivi”.

Crede alla Champions?
“Non ho mai creduto a niente, solo nel lavoro e nella pulizia mentale dopo una vittoria o una sconfitta. Non guardiamo quello che abbiamo fatto, alleniamoci bene perché c’è un’altra partita. Dobbiamo essere pronti, credo nei miei giocatori. Ora andiamo a Torino contro una squadra compatta e vivace. Vedremo alla fine cosa saremmo riusciti a fare”.

RANIERI IN CONFERENZA STAMPA
Si porterà per sempre con lei le emozioni che le ha regalato questo stadio stasera?
“Sicuramente, sono state emozioni fortissime. Ho fatto questo mestiere proprio per le emozioni che il calcio riesce a regalare sia in positivo sia in negativo. Questa serata sarà da incorniciare per le emozioni e l’affetto che i tifosi mi hanno dimostrato. Sono contento che la squadra si sia fatta amare, nelle difficoltà non ha mai mollato. I ragazzi hanno saputo comprendere il mio linguaggio, pochissime volte ho dovuto alzare la voce e questo la dice lunga sull’intelligenza di questo spogliatoio”.

A 90 minuti dalla fine questa squadra si gioca la Champions. È un fatto eccezionale?
“È un fatto bello, finché non è finita non è finita. Dobbiamo lottare come oggi, consapevoli di aver fatto tutto. Parlando della partita avevamo iniziato molto bene, pressando e giocando in velocità. Dopo l’espulsione ci siamo rilassati pensando fosse facile. Il Milan ha una qualità indescrivibile, forse sono i più forti, magari non sono riusciti a fare squadra, ma quando trovano la quadra non ce n’è per nessuno. Siamo stati bravi nel secondo tempo a sfruttare l’uomo in più, cosa che nel primo tempo non abbiamo fatto”.

Ha rispolverato Paredes e Saelemaekers…
“Avevo bisogno di un filtro davanti alla difesa e di due mezzali che facessero da incursori. Ho chiesto a Cristante e Koné di andare vicino agli attaccanti tra le linee. Con Paredes avevamo bisogno di gestire la palla, sapevamo che il Milan non ci veniva a prendere alto, quindi potevamo far girare palla e imbucare le punte o le mezzali. Saelemaekers lo avevo visto bene già a Bergamo, contro la sua ex qualcosa era giusto dargli qualcosa, infatti ha fatto una bellissima partita”.

La serata più bella della sua carriera?
“Sicuramente quello che ho vissuto qua a Roma, con la Sud e tutto lo Stadio. Come ho detto prima forse ancora ho l’adrenalina dentro, me la godrò nei prossimi giorni quando rivedrò le immagini. Voglio rivedere come è stata la mia carriera, datemi ancora 7 giorni o 4, non so quando giocheremo”.

La prossima partita sarà la sua 501,e sul codice fiscale dei romani c’è scritto H501.
«Non me ne frega niente (ride, ndr)».

Qual è il segreto della sua gestione?
«Io cerco sempre di entrare in sintonia con la squadra, di creare un feeling. Credo molto, pur parlando poco, nel dialogo, nella lealtà e nel rispetto reciproco. Quando qualcuno mi fa notare questo, non so cosa rispondere. Io sono semplicemente me stesso. Parlo chiaramente in faccia, non ho paura di dire le cose quando sento che è il momento giusto per farlo. Non ho mai rimproverato un mio giocatore pubblicamente, non gli ho mai dato la colpa per far notare un errore. Si lavora sull’errore per migliorare, punto. È questo un segreto? Non lo so. Io cerco soltanto di tirare fuori il meglio da tutti. Cerco che i miei giocatori vengano ad allenarsi con il sorriso sulle labbra. Poi, certo, si lavora seriamente e duramente. Ma con voglia. Ci si diverte, tra virgolette. Non si deve venire al campo con noia o malumore. Questo sono io, sono stato così fin dall’inizio della mia carriera da allenatore. Non sono stato un grande calciatore, ero un giocatore normale. Ho militato per otto anni in una squadra che ha lottato, che è salita e scesa. Non ero al livello dei miei giocatori, quindi mi sono sempre immedesimato in loro. Non mi sono mai dimenticato com’ero io e com’erano i miei compagni. E questo mi ha aiutato a rapportarmi con i giocatori in una certa maniera».

Le mancheranno tutte queste emozioni?
«Mi mancheranno, ma credo che sia giusto dire basta, anche per il bene della Roma. Potrei restare, sì, ma no, c’è bisogno di un altro allenatore che prenda in mano questa squadra, altrimenti si rischierebbe di perdere un anno. E io questo non lo voglio, per la mia Roma, da tifoso».

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Mancini: “Il nuovo ruolo mi ha responsabilizzato”

Gianluca Mancini ha parlato in conferenza stampa dopo Roma-Milan. Ecco le sue dichiarazioni:

Se ti avessero detto a fine 2024 che a 90 minuti dalla fine la Roma sarebbe stata in corsa per la Champions cosa avresti pensato?

“Vuoi la verità o una burla? A parte gli scherzi, il percorso da dopo il derby a oggi è stato qualcosa di unico. Perché 23 punti all’andata erano davvero pochi, ma noi ci siamo sempre detti di pensare partita per partita, lo giuro. Abbiamo cercato di pensare domenica per domenica, il mister è stato molto bravo a girare tanti calciatori, a farci recuperare le forze.
Poi l’ultimo periodo, quando vincevi e non perdevi guardavi la classifica e dicevi
‘proviamoci’. Arrivare a 90 minuti così vicini è unico, siamo orgogliosi”.

Che valori lascia Ranieri?

“Il gruppo è stato sempre unito dall’inizio dell’anno. Sapete tutti da settembre a novembre che periodo abbiamo passato, ma il gruppo non si è mai disunito, mai una discussione, mai nervosismo, sempre uniti per fare risultato. Poi nel calcio ci vogliono tante cose per vincere le partite. Il mister ha trovato un gruppo davvero sano e unito, ci ha messo tanto tanto del suo, negli allenamenti, nel farci stare sereni. Andavamo a Trigoria col mal di stomaco prima, la vivevi male come giornata, perdevamo. Lui è arrivato e ci ha messo tranquillità e serenità. Ci sono partite in cui abbiamo perso o pareggiato come Napoli, Tottenham e Atalanta, a volte anche se perdi le prestazioni ti fanno capire che ci siamo. Quello che abbiamo fatto è unico, Ranieri lascia la famiglia che siamo, un gruppo ancora più unito”.

Sai chi sarà il nuovo allenatore?

“No, veramente, non lo so chi sia”.

Si conclude una stagione di grande continuità per te, forse la migliore.
Quanto incide il cambio di posizione?

“La continuità, diciamo che mi tocco (ride, ndr). A livello disciplinare sì, sono migliorato tanto, mi riguardo in tante partite, ne prendevo tanti di gialli, ancora posso migliorare, ho quei 2-3 secondi in cui mi parte la scintilla e sbaglio. Ma ora sono più lucido. La posizione cambia, da braccetto affrontavo esterni più rapidi di me, magari passava meno ossigeno in testa e partivano i seocndi di follia. Da centrale devo ragionare di più, anche lo spostamento mi ha responsabilizzato di più”.

Al posto di Spalletti ti chiameresti in Nazionale?

“Decide Spalletti, ogni sua decisione è sacra. La Nazionale è unica per tutti, se vengo chiamato sono il primo a prendere il treno, altrimenti sono il primo a tifare. Le scelte vanno accettate nel bene e nel male”.

Il contatto con Gimenez, di nuovo scintille dopo Roma-Feyenoord.

“Il contatto con Giemenz non c’era nulla, è stata un’azione di gioco in cui l’ho tenuto un pochino, ho visto la sua reazione della gomitata sul petto. Un gesto antisportivo, normale che sia punito”.

Se dovessi individuare la forza di Ranieri?

“Non c’è un segreto, altrimenti sarebbe facile. Se le cose andavano bene non si è mai esaltato troppo. Ci ha sempre detto che avevamo la me… sopra alla testa e dovevamo respirare. Ha sempre parlato bene, si arrabbiava quando c’era da farlo, come a Como. Ha trovato l’equilibrio come un bravo padre sa fare, bastone e carota, dialogo, ha reso partecipi tutti i giocatori. Poi gli allenamenti fatti a 2000 all’ora, sempre giusti, potrei stare qui ore. Non ha responsabilizzato troppo, ci ha lasciati tranquilli, rimarcando che dovevamo sempre dare il massimo. Potevamo sbagliare gesti tecnici e gol, ma dovevamo dare sempre il massimo. Non c’è stata una cosa segreta precisa, è un insieme di cose. Lui è arrivato nel momento del bisogno, bisogna solo ringraziarlo, noi bravi a seguirlo. Ci metto anche il pubblico, ci è stato sempre vicino, sempre con la spinta in più. Quando è tutto insieme è veramente tosta batterci. Contenti di aver vinto l’ultima casa, in vediamo l’anno prossimo all’Olimpico”.

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Ranieri saluta l’Olimpico: “Orgoglioso dei ragazzi. Grazie infinite a tutti”

Claudio Ranieri ha salutato il pubblico romanista accorso all’Olimpico per la celebrazione della sua penultima panchina da allenatore, l’ultima in assoluto qui in casa su quella giallorossa.

Dopo l’abbraccio e il saluto di tutta la squadra, dello staff e dei dirigenti, Lorenzo Pellegrini gli ha consegnato una lupa stilizzata all’interno di un cofanetto.

Il mister si è poi rivolto così al pubblico: “Buonasera, più di 60 anni fa stavo in mezzo a voi. io vi ringrazio e vi avevo chiesto aiuto, potevamo fare qualcosa di buono ma manca l’ultimo passo. Sono orgoglioso di questi ragazzi, mi hanno seguto da subito. Grazie del vostro supporto, infinitamente grazie”.

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Ghisolfi: “Ranieri grande uomo. Vogliamo tenere Saelemaekers”

Florent Ghisolfi ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Roma-Milan:

Come sarà lavorare con Ranieri dirigente?
“Prima parliamo di stasera. Ranieri è un grande allenatore e uomo. Si tratta di una serata importante perché è l’ultima all’Olimpico. Il migliore modo per salutare il mister è fare una grande partita, lui ama vedere che la squadra dia tutto. In futuro sarà il consigliere sportivo, avremo il tempo per parlare della nostra organizzazione”.

Avete trovato il nuovo allenatore?
“Stasera c’è tanta carne al fuoco. Vogliamo essere concentrati sulla partita e su Ranieri”.

Saelemaekers e Abraham?
“Vogliamo tenere Saelemakers, è un giocatore importante e ha un buon rapporto con tutti”.

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Farioli: “Ajax sempre nel mio cuore. Futuro? Ci penserò da domani”

L’Ajax di Farioli alla fine non ce l’ha fatta. Dopo aver dilapidato 9 punti di vantaggio e aver subito il sorpasso domenica scorsa dal PSV, la formazione del tecnico toscano ha concluso il campionato al secondo posto.

Spesso accostato alla panchina della Roma, Farioli ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di ESPN:

L’amore tra l’allenatore e la dirigenza c’è ancora?
“L’amore per questo club è qualcosa che mi rimarrà per sempre. La mia carriera da allenatore è iniziata da poco, ma ciò che mi ha dato questa squadra e come mi ha rappresentato è unico. Per me significa tutto”.

Quale può essere il prossimo step per l’Ajax?
“Amo voltare pagina e guardare al futuro, ma oggi permettetemi di concentrarmi su questo giorno davvero emozionante. Sto provando tante sensazioni. Il futuro? Ci penseremo da domani mattina”.

Non ha dubbi sul futuro dell’Ajax?
“Su quello dell’Ajax assolutamente no…”.

E sul suo futuro?
“Il futuro dell’Ajax è più importante”.

Non risponderà a questa domanda…
“Ti ho già dato una risposta…”.

Il legame con questo club?
“Supereremo questo momento, ma il legame con questa squadra resterà e va anche oltre l’aspetto professionale”.

Resterà all’Ajax?
“Ho già risposto a questa domanda”.

Cosa pensa della dirigenza?
“La fiducia c’è sempre stata. Oggi voglio concentrarmi sul mix di emozioni che sto provando”.

Ha dei dubbi sulla permanenza?
“Non preoccupatevi. Le persone che devono sapere già sanno”.

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Ranieri: “Costruiremo una Roma che renda orgogliosi i romanisti. Cedere i big? Ne parlate voi, non noi”

Claudio Ranieri ha parlato in conferenza stampa a due giorni da Roma-Milan:

Il reparto offensivo della Roma è d’altissima classifica o andrà fortemente potenziato?
“Ne parleremo a fine campionato, i fatti parlano chiaro per noi, quanti gol abbiamo fatto e quanti ne abbiamo sbagliati. Vedremo il da farsi a tempo debito”

Vuole tornare sull’episodio del rigore? Le parole del presidente dell’AIA?
“Resto della mia idea, non giudico se fosse rigore o no. Parlo di protocollo e uniformità d’intenti. Si è parlato sempre di chiaro ed evidente errore. Ci sono stati in Serie A e Champions League situazioni simili dove il VAR non è mai intervenuto. Solo per sapere cosa dire alla mia squadra. E’ normale che il presidente dell’AIA difenda i suoi, faccio lo stesso io con i miei, poi in camera caritatis si dicono cose diverse. Voglio solo capire quale sia il regolamento preciso, con molta tranquillità, per conoscenza ecco”

Domenica sarà l’ultima volta che salirà i gradini dell’Olimpico. Cosa le mancherà? Cosa direbbe ad un tecnico che non ha mai allenato la Roma in merito alle sensazioni dell’Olimpico?
“La sensazione è che io e Mazzone eravamo e siamo romani e romanisti. Mi ricordo che da ragazzino quando vedevo i più grandi allenarsi qui avevo un’emozione pazzesca, mi chiedevo se mai sarei arrivato a quei livelli. L’Olimpico in questi anni è sempre stato pieno, ti dà delle sensazioni bellissime”

La Roma l’anno prossimo può essere competitiva per stare nel range delle prime quattro, poter ambire ad entrare in Champions? Può essere costruita per lottare per lo Scudetto?
“L’ho spiegato quando sono arrivato. Abbiamo i prossimi due mercati dove saremo ristretti, cercheremo di sbagliare il meno possibile, poi vedremo. Tante volte non vince la più forte, ma quella che ha costruito un qualcosa. Abbiamo giocato a viso aperto contro una squadra formata in nove anni, allora mi verrebbe da dire che stiamo lì. No, io dico, dobbiamo lavorare, abbiamo iniziato a gettare le fondamenta, costruiremo piano piano una Roma che sia un orgoglio per i tifosi”

Saelemaekers? E’ cambiato qualcosa sul futuro?
“Quello che è il mercato non ne parlo. Per quanto riguarda me, col fatto che Soulè si è adattato bene su quella fascia e Alexis aveva fatto una combinazione con Dybala meravigliosa, scambi di palla, creavano problemi all’avversario, da quando è mancato Dybala ho visto che Alexis non fosse più lo stesso e quindi ha giocato meno. Per me resta un giocatore importante”

Quanto è importante raggiungere l’Europa sul piano finanziario?
“E’ importante, ma da allenatore voglio arrivarci, penso ai sacrifici dei ragazzi, al lavoro fatto, a quanto i tifosi ci tengano. Poi penserò anche a quanto sia importante per la società”

Come affronterà il Milan rispetto alla sfida contro l’Atalanta?
“Quando c’abbassiamo e stiamo attenti è difficile che ci facciano gol. Abbiamo preso il primo gol di Lookman, con una punizione da trequarti battuta veloce e non abbiamo chiuso, rimanendo aperti. Non sono io che dico ai ragazzi di abbassarsi, dipende dalla forza degli avversari. Poi bisogna vedere tatticamente la forza degli avversari. L’Atalanta è fortissima nelle ripartenze e lo sono stati anche lunedì, come noi siamo stati pericolosissimi. Se noi avessimo fatto il rigore o i gol che ci siamo mangiati, staremmo a riparlare della stessa partita di Milano contro l’Inter, grande Roma, che ha attaccato, ha sbandato un po’ ma ha vinto, invece è andata diversamente”

Paredes e Hummels, hanno giocato 209 minuti nelle ultime 8 partite. Come mai, soprattutto per l’argentino?
“Cosa abbiamo fatto nelle partite da lei citate? Vinto o pareggiato… Grazie”

Si cercherà in futuro di dare continuità al suo lavoro? Oppure una filosofia tattica diversa?
“Cercheremo di fare il meglio che possiamo fare, seguendo la linea dei giocatori che abbiamo senza stravolgere troppo”

Partita importantissima col Milan, sarà la sua 500esima da allenatore in A e l’ultima in casa all’Olimpico. Lo stadio le riserverà un tributo incredibile. La Roma ha organizzato uno spazio al termine della partita per salutare lo stadio? 
“Non lo so, se lo hanno fatto è giusto che non me lo dicano. 500 in Serie A, sono contento, anni fa entrai nella hall delle 1000 quando ero in Inghilterra, sono cose che rivedrò tra un mesetto, spero di avere tempo per farlo”

Ha parlato di ristrettezze sui prossimi due mercati. Dobbiamo aspettarci che la Roma possa sacrificare un big? 
“Onestamente ne avete parlato voi, non ne abbiamo parlato noi in società. I mercati sono sempre aperti a 1000 situazioni. Cercheremo di fare il nostro meglio per costruire una squadra competitiva. E’ importante lo zoccolo duro, la mentalità, quello che abbiamo costruito quest’anno. Questa è una squadra che fa squadra, che lavora sodo, non possiamo sbagliare i giocatori che arriveranno”

Compleanno di Bove… lo ha sentito?
“Gli devo mandare un messaggio d’auguri. Io chiesi a Josè Mourinho Bove, ma lui non me lo diede quando ero a Cagliari. Gli auguro una pronta guarigione, non lo conosco di persona bene ma ho visto le interviste e si percepisce la sua intelligenza”

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Ranieri non ha ancora digerito Bergamo: “Hanno aspettato le ultime due per farmi arrabbiare”

A margine della cerimonia del premio Colaucci, mister Claudio Ranieri – che oggi interverrà ai microfoni in conferenza stampa a Trigoria – ha rilasciato delle brevi dichiarazioni che richiamano nuovamente la polemica arbitrale scatenatasi a Bergamo, sul rigore concesso e poi rimosso al VAR a favore dei giallorossi:

“È il momento giusto per questo riconoscimento perché sono giunto alla fine della mia carriera. Hanno aspettato le ultime due giornate per farmi arrabbiare (ride, ndr). Se ci spiegano che il protocollo Var va applicato in un certo modo, poi fanno il contrario e lo rivendicano pure una reazione come la mia è il minimo. Dobbiamo dare il massimo nelle ultime due partite, contro Milan e Torino, poi quel che sarà, sarà. Non ho visto la finale di Coppa Italia, anzi, per essere preciso ho visto solo l’ultimo quarto d’ora. Ma se il Milan sarà arrabbiato dopo questa sconfitta noi lo saremo ancora di più”.

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Ghisolfi: “Svilar è il futuro della Roma, merita il rinnovo”

Florent Ghisolfi ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Atalanta-Roma:

Avere Friedkin a Trigoria è stato un piacere, ma comunque è sempre con noi, anche a distanza. Abbiamo parlato del progetto, dell’allenatore, dell’organizzazione che vogliamo costruire con stabilità e coerenza. È una fortuna avere un proprietario discreto, ma brillante. Elemento importante nel calcio. Questa sarà una partita vibrante, non ci nascondiamo. Abbiamo attraversato la tempesta e una volta superata può essere solo che un fattore positivo. Abbiamo fame e vogliamo fare il massimo anche per i nostri tifosi che non sono qui stasera. Rinnovo Svilar? Stiamo parlando. Non c’è fretta. Lui è il futuro della Roma. Troveremo un equilibrio per l’accordo. Se lo merita”

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Spalletti: “Vorrei tornare a collaborare con Totti”

Luciano Spalletti a margine della presentazione del suo libro autobiografico, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Un estratto delle sue dichiarazioni è ancora dedicato a Francesco Totti:

Nel libro torni sul rapporto con Francesco Totti.

“Io gli voglio bene. Lui è il calcio, per me. Istinto, classe, intelligenza pure. Quando lo allenato, mi rassicurava pensare che il mio futuro dipendesse proprio da quei piedi lì. E mi piacerebbe, ora che è tutto chiarito, che pensassimo a qualche esperienza professionale, anche fuori dal calcio, da fare insieme”.

Ci dobbiamo aspettare un remake di “In viaggio con papà”? 

“No, questo no, ma sarebbe bello che noi tornassimo a fare cose insieme”.

Quanto ti pesarono i fischi dell’Olimpico, il giorno in cui Francesco diede l’addio al calcio?

“Mi sono pesati. Non riesco, non sono mai riuscito, a farmi scivolare le cose addosso. Mi restano dentro, mi attraversano, mi corrodono. E le vittorie più delle sconfitte. Io ho molto amato quegli anni a Roma. Ancora ricordo l’emozione che provai quando Bruno Conti mi propose, ero a Udine, di allenare i giallorosso. Quella emozione è indelebile, non si cancella, ti rimane addosso”.

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Hummels: “Roma straordinaria! Voglio chiudere con un lieto fine”

Mats Hummels dopo Bilbao ha annunciato il suo ritiro dal calcio. Ed è un po’ amaro immaginare che la sua carriera da calciatore di fatto si sia concluso con quella triste immagine dell’errore fatale in apertura di match e la conseguente espulsione.

Recentemente Ranieri ha fatto una scelta chiara, affidando la protezione della difesa al trio Celik, Mancini e Ndicka. Il tedesco non ha praticamente più giocato.

Ai microfoni de l’idealista.it, ha dichiarato: “È stata un’avventura meravigliosa. Sono legato a tutto quello che ho vissuto in questa stagione. Come ho ribadito più volte, voglio che sia una storia a lieto fine e voglio chiudere la stagione con la Roma in Europa.”