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Juric: “Grande calcio nel primo tempo, l’errore grave è non averla chiusa”

Ivan Juric ha commentato così il pari casalingo contro il Bilbao ai microfoni di Sky Sport:

È mancata più intensità fisica o mentale nel secondo tempo?
“Ci sono stati momenti di grande calcio, anche lo stadio lo percepiva. Nel secondo tempo loro sono una squadra che gioca molto e con palla lunga, quindi sono abituati a questo tipo di calcio e hanno iniziato a pressare. Abbiamo sofferto un po’ anche senza subire occasione. Un grande peccato, perché nel primo tempo abbiamo creato tanto, dovevamo essere più cinici e cattivi anche nell’occasione di Soulé. Ma ci sono state tante cose positive”.

Forse sul gol loro serviva un uomo più alto sul secondo palo?
“C’era Mario (Hermoso, ndr). Si vede bene, eravamo due contro uno. Angelino anche se è basso ne prende tante. Sono piccoli dettagli, peccato sia arrivato nel finale. I ragazzi hanno fatto di nuovo un’ottima partita”.

Gestione fisica per Dybala?
“Ha sentito un po’ di fastidio, ora vediamo. Non volevamo rischiare”.

Preoccupante?
“Vediamo domani, inutile parlare ora”.

L’hai preparata bene la partita, prendendo la loro linea. Complimenti…
“Forse nei primi 10 minuti siamo stati un po’ lenti, tornavamo indietro. Poi ci siamo sciolti e abbiamo fatto calcio, li abbiamo messi sotto. Dovevamo fare più gol, mi dispiace ma ho visto cose positive nelle ultime 2 partite. Dobbiamo mantenere questo atteggiamento, i ragazzi oggi hanno capito e hanno fatto bene”.

I cambi hanno un po’ condizionato il finale: la staffetta Dybala-Soulè?
“La staffetta non era pensata, il cambio è stata obbligato. Con Paulo volevamo fare 60-65 minuti. Saud invece deve abituarsi a tutti i concetti, ci vuole tempo. Finché siamo stati bene tanta roba, poi loro hanno inserito grandi giocatori, ma sono soddisfatto”.

Dove vedi Baldanzi?
“Ho 5-6 giocatori davvero interessanti, c’è tanto da lavorare. Baldanzi in 10 giorni mi ha fatto una grande impressione, fa tutte e due le fasi, ha gamba ed è completo. Sia trequartista che mezz’ala come lo usava Daniele, può farlo senza problemi. Come Pisilli, vogliono imparare, apprendono con un facilità enorme”.

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Athletic Club, Valverde: “Roma big d’Europa. E quel 3-0 di Champions…”

Ernesto Valverde, tecnico dell’Athletic Club di Bilbao, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma:

Quali sono le emozioni dello spogliatoio alla vigilia del match?
Sono tranquilli e con tanta voglia di giocare“.

Lei è la persona con maggiore esperienza in Europa. Allenare questa volta è diverso da allenare le altre volte?
No, l’unica differenza è che questa volta abbiamo giocatori molto giovani e non hanno esperienza in Europa, ma sono comunque giocatori che hanno giocato con le Nazionali che hanno vinto dei titoli. Giocare in Europa rappresenta uno stimolo in più ma dobbiamo non dobbiamo esagerare, sarà una partita di calcio contro una grande squadra d’Europa e d’Italia in uno stadio bellissimo“.

Questo è lo stadio in cui lei ha subito la sconfitta più dura della sua carriera con il Barcellona. È riuscito a digerire quella sconfitta?
La memoria è sempre selettiva, io purtroppo ho perso tante partite su tanti campi e alcune non le ricordo“.

Juric è l’allenatore della Roma da poco, per lei rappresenta una cosa negativa o positiva non sapere chi ha davanti?
La Roma ha cambiato l’allenatore dopo 4 partite di campionato e ha già fatto una grande partita con il nuovo allenatore contro l’Udinese, non saprei come valutarlo. Gli allenatori hanno bisogno di tempo ma spesso non ci viene dato, dipende sempre dai risultati. In ogni caso la Roma ha iniziato un nuovo ciclo giocando la prima partita giocandola bene, domani farà tutto il possibile“.

Cosa teme più della Roma?
“Basta guardare la campagna acquisti, la Roma ha soffiato alcuni giocatori. È una squadra in cui miitano giocatori come Dybala, Cristante, Mancini potrei proseguire con tutto l’elenco. È una grande squadra che negli ultimi anni è arrivata fino in fondo alle competizioni europee e vincerle, è una squadra costrutita per giocare la Champions League quindi ci sono molte ragioni per essere attenti e cauti. Domani giocheremo contro una squadra di grandi calciatori”.

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Hermoso: “Dobbiamo essere esigenti e alzare l’asticella, puntando ad essere una squadra da Champions”

Mario Hermoso, difensore centrale della Roma, ha parlato alla vigilia di Roma-Athletic Bilbao:

Il tuo livello di condizione? Come ti senti? Sei pronto per giocare dall’inizio?
“Sto entrando piano piano nei meccanismi, sto conoscendo i compagni, è un processo graduale, sto recuperando la miglior condizione, per poter competere ad un livello alto in una competizione così importante, recuperando il 100%, tutto procede da programma, mi sto adattando al meglio, vado acquisendo la fiducia necessaria per affrontare al meglio una competizione così importante”

Come hai vissuto queste settimane con il cambio d’allenatore?
“Uno dei motivi che mi ha convinto a venire era il progetto, un’ottima rosa e una grande campagna acquisti. Però ora dobbiamo imporci un livello d’esigenza molto alto, come club e come squadra, acquisendo una mentalità di un certo tipo, spero di poter aiutare i miei compagni in questo senso. Quando si inizia a vincere aumenta lo status del club, il nostro obiettivo deve essere quello di competere ai massimi livelli in tutte le competizioni, come ha detto il mister, crescendo di pari passo con le infrastrutture di primissimo livello del club. Daniele lo ringrazio perchè se sono qui lo devo a lui, sono felicissimo di essere qui con questa tifoseria fantastica, assimilabile a quella dell’Atletico Madrid, sono sicuro che faremo un grande cammino insieme”

Juric le ha chiesto consigli sul Bilbao?
“Conosco bene l’Athletic, l’ho affrontato tante volte, hanno una struttura forte, sono difficilissimi da affrontare, fatto della lotta e dell’impegno la loro forza, hanno un gruppo solido, in genere non fanno tanti cambi, hanno una struttura di squadra che lavora insieme da tanto tempo. E’ una formazione che ama giocare il pallone, giocano fino all’ultimo secondo, hanno tanti calciatori verticali e veloci. Ovviamente all’interno ho condiviso sia con lo staff sia con i compagni, sui loro punti di forza, su dove potergli fare male, li conosco bene. La cosa importante sarà quella di pareggiare il livello di grinta e di lotta nei duelli con loro, soprattutto in mezzo al campo”

Eri abituato a lottare per grandi obiettivi con l’Atletico Madrid. Quest’organico sarebbe già pronta per giocare la Champions?
“La nostra squadra ha un potenziale enorme, sono arrivati calciatori che non erano del tutto abituati a giocare ogni tre giorni, ovviamente la Champions è una competizione diversa dalle altre, ma dovremo abituarci a competere ad un livello altissimo ogni 2-3 giorni, per poter apprezzare una competizione speciale come la Champions, ci si rende conto dell’importanza di quei momenti e di certe notti che diventano speciali per noi e per i tifosi. Dobbiamo alzare l’asticella, porre quello come obiettivo”

Qualcuno della dirigenza ha chiesto a voi un parere su De Rossi prima dell’esonero?
“Da poco tempo sono qui, non conosco totalmente la struttura che è fuori dalla nostra attività sportiva, il nostro mondo è lo spogliatoio. Personalmente non so nulla di questo, non ho avuto alcun contatto diretto con la dirigenza per parlare di De Rossi, non sono neanche la persona giusta a cui chiedere questa cosa, ci sono qui giocatori più rappresentativi, che stanno qui da più anni, come capitano e vice-capitano e altri, che sicuramente possono rispondere a questo perchè sono loro poi i portavoce del gruppo”

Differenze tra Liga e Serie A?
“Per quello che ho visto mi sembra che le principali differenze riguardino il livello di esigenza e necessità fisica, questo italiano è un calcio più fisico, più duro, più tattico, con tanti duelli individuali, in Spagna forse più tecnico, si dà molta importanza al possesso del pallone, grazie ai successi anche della Nazionale, non si va molto in verticale, si pensa a giocare più in ampiezza, ad aggirare l’avversario, ad occupare con più giocatori la metà campo avversaria. Qui serve una concentrazione altissima, sulle posizioni, sulle preventive.

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Juric: “Dybala sarà gestito. Futuro? E’ la gara di domani. I tifosi ci sosterranno se gli daremo prestazioni come domenica”

Ivan Juric  ha parlato alla vigilia di Roma-Athletic Bilbao:

Che gestione di Turnover pensa di fare? Soulè e Konè dal 1′ Minuto?
“Non abbiamo ancora deciso chi giocherà, lo capiremo domani mattina nell’ultima seduta. Faremo sicuramente alcuni cambi”

Esordio assoluto per lei da allenatore in una competizione europea, quali sono le sue emozioni? Vorrebbe fare un appello ai tifosi per aiutare la squadra dopo la contestazione dei tifosi?
“Come tutte le partite la prepariamo uguale, non cambiano niente, i concetti sono sempre gli stessi. Emozioni non ne ho, penso solo alla partita come le altre. Sui tifosi spero che con prestazioni come l’altro giorno stiano vicini alla squadra. Noi dobbiamo continuare a fare bene come l’altro giorno e sicuramente avremo l’appoggio giusto”

Mourinho è stato il capo popolo e l’allenatore inatteso che ha portato un trofeo, poi è arrivato De Rossi figlio di Roma e sappiamo anche qui come è andata a finire. Lei cosa pensa di poter diventare per la Roma? Non le sembra di essere un medico di guerra con intorno tanti problemi?
“Io con tutta sincerità spero di vincere domani. Pensiero unico al Bilbao, cercando di fare scelte giuste, con concentrazione. Voglio vincere domani, non penso ad altro”

Dybala come sarà gestito?
“Sì è una cosa che dobbiamo considerare, c’è un grande staff di preparatori fisici qui, dobbiamo stare molto attenti su questo aspetto, ha recuperato bene dalla partita, ma dobbiamo stare attenti, quando sta bene è veramente speciale, vorremmo che durasse sempre, che giochi sempre così. Vogliamo fare scelte partita per partita”

La proprietà le ha dato una priorità in base alle competizioni? L’obiettivo primario è qualificarsi in Champions tramite il campionato? Oppure se le hanno chiesto un grande percorso in Europa come negli ultimi anni?
“Non abbiamo affrontato l’argomento, non abbiamo parlato del fatto che sia più importante una cosa o l’altra. Io in questo momento penso alle prestazioni, voglio conoscere bene la rosa, quello che possono dare, preparando una gara alla volta”

Le sue sensazioni sulla sostanza e la qualità dell’organico dopo una settimana di allenamenti? Konè?
“Sulla rosa penso sia ottima, vorrei veramente arrivare ad usare 20 giocatori, sono soddisfatto ma ovviamente come avviene sempre non c’è la perfezione assoluta. Konè ha grande talento, voglia di lavorare, sono convinto che crescerà in tutti gli aspetti in cui penso possa crescere, Manu va bene come giocatore, come prospettiva, come tutto”

Soulè? In che ruolo lo vede?
“Lo vedo come trequartista, poi si può allargare però tutta-fascia lo vedo meno, è stato un grande salto per lui, è un ragazzo molto serio, che lavora, avrà le sue occasioni”

Zalewski è pronto per essere convocato? Saud a che punto è?
“No Zalewski non è ancora pronto. Sono d’accordo con Daniele sulle caratteristiche di Saud, ha bisogno di tempo, ha caratteristiche atletiche importanti, ma è un salto enorme, sta lavorando bene e sono convinto che potrà avere il suo spazio in futuro”

Lorenzo Pellegrini come sta? A livello mentale come sta?
“Non ci sarà domani, già la precedente ha giocato a rischio ma voleva esserci ad ogni costo, spero ci sia domenica. Lo vedo sereno, vedo tutto il gruppo sereno in questi giorni, hanno lavorato bene, un bell’ambiente, sono contento di lui e degli altri. Questa partita ci ha dato tanta fiducia”

Contro squadre che giocano 4-2-3-1 spesso ha schierato un centrocampista in zona trequarti per abbassare il loro trequarti e seguirlo. Cristante può tornare in quella posizione?
“No lo vedo più come centrocampista centrale, come uomo d’ordine che comanda i movimenti, che capisce quello che succede, meno avanti, altri centrocampisti che abbiamo hanno più le caratteristiche che dici tu”

Angelino lo vede anche come quinto o solo come braccetto?
“Può fare tutti e due i ruoli, mi è piaciuto tanto domenica, ha difeso in modo aggressivo e ha una qualità eccellente con il pallone tra i piedi. Può fare tutti e due i ruoli senza problemi. E’ il mio Rodriguez? Direi Dimarco”

Quanto manca per vedere in campo Hummels?
“Spero poco, non è ancora al top, ma mi sembra un giocatore positivo, anche i gesti che ha fatto durante la partita, come si è inserito nello spogliatoio, abbiamo fatto con lui e con Mario allenamenti duri che un po’ li fanno soffrire ma sono convinto che lo vedremo presto in campo”

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Juric: “I Friedkin vogliono la Champions. La squadra era con De Rossi. Zalewski? Sarà importante per me”

Ivan Juric ha parlato in conferenza stampa, alla sua prima dopo l’annuncio dell’avvicendamento in panchina con De Rossi, alla vigilia di Roma-Udinese:

La Roma vuole la Champions. Cosa pensa di questa squadra e quali cambiamenti porterà?
“Penso che la Roma con Daniele ha fatto un bel calcio, abbiamo visto con lui in questi 8 mesi un bei concetti, intensità, c’è già tanto da prendere anche sul piano dell’aggressività”

Che partita sarà domani?
“L’Udinese in queste quattro partite ha cambiato mentalità, vanno molto forte, hanno grande potere fisico e tecnico, lo scorso anno stavano sotto performando, sono una delle squadre più forti in Serie A, sarà durissima affrontarli, stanno facendo tanti punti, stanno segnando in mille modi e hanno una struttura fisica impressionante”

Il Suo Torino è stata la seconda squadra dietro l’Atalanta per recupero palla nella metà campo avversaria. Questo tipo di gioco è applicabile anche a questa rosa?
“Quello che ho visto lo scorso anno nella prima fase di Daniele che è durata per un bel periodo, era una Roma molto aggressiva, mi sembrava che i giocatori lo potessero fare. C’è da riprendere questo discorso, c’è da lavorarci su, non è tanto una questione di forza fisica, ma di conoscenza e posizioni. Anche a Torino all’inizio c’erano giocatori che sembravano non adatti, ma poi lo hanno fatto assumendo le posizioni giuste. Quello che ho notato in questi primi giorni è che la squadra dovrà lavorarci, ma può farlo. Pressing alto, magari non sempre, ma l’aggressività è una caratteristica che mi piace tanto e serve applicarla”

Ha accettato un contratto breve, dopo 241 partite in A è la sua grande occasione della carriera?
“Sono 14 anni che lavoro, sono tutte grandi occasioni, ho lavorato con i giovani, in B, in A, sicuramente la Roma è la squadra è più grande della mia carriera. E’ una grandissima occasione, in questi casi non pensi ai contratti, pensi solo a dimostrare il tuo valore e che questa squadra sia quella giusta per me”

Cosa le ha chiesto la proprietà?
“Molto chiara, molto diretta, stanno facendo un cambiamento societario sulla rosa più giovane, con tanti giocatori da crescere, c’è un buon mix, c’è tanto da lavorare. Sicuramente mi hanno chiesto risultati e sviluppo giocatori, alzando il livello della rosa. L’obiettivo della Roma è tornare in Champions e rimanere in quella competizione, come obiettivo societario principale”

Che idea si è fatta delle prime 4 partite della Roma?
“A tratti ci sono state cose positive, a tratti negative, durante le stesse partite c’erano momenti di buon calcio e momenti dove no. C’è da migliorare questi aspetti, non è tutto da buttare, Daniele ha fatto un grandissimo lavoro, anche di organizzazione del lavoro, comportamento dei giocatori, sono abituati a lavorare bene, la squadra sta ad un buonissimo livello fisico. Vorrei introdurre ovviamente i miei concetti, che ho visto in passato e possiamo farle”

Ci sono casi in cui l’esonero arriva per lo scollamento con lo spogliatoio, non è questo il caso. Come ha trovato la squadra?
“Alla base degli esoneri ci sono sempre i risultati, è quello che mi insegna la carriera, come è avvenuto a me a Genoa. La mia sensazione è che la squadra abbia dato tutto a Daniele, a volte subentri e percepisci problemi, qui non l’ho notato. Secondo me è solo una questione di risultati, come tutti gli allenatori del mondo”

Dybala? Come lo vede collocato?
“Paulo è intelligente, lavora bene anche a livello difensivo, sempre posizionato bene. Lo vorrei fare giocare da attaccante destro che rientra verso il centro, non deve fare le corse di 100 metri, ma fa bene anche la parte difensiva, non vedo nessun problema con quella parte del gioco. Sta bene e davanti ha grandissime qualità”

Soulè e Dybala hanno giocato da titolari insieme solo una volta. Possono giocare insieme a Dovbyk?
“Possono giocare insieme, Dybala non ha giocato anche per le vicende che aveva, penso assolutamente di sì, senza problemi”

La difesa a 3 è il suo marchio di fabbrica, come ha trovato la difesa della Roma in generale? Hermoso?
“La difesa è strutturata bene, alcuni sono abituati a giocare a 3. Hermoso e Hummels hanno fatto buonissimi allenamenti, non sono ancora al top ma avranno occasioni in queste tre partite. A volte si parla sempre di fisicità, ma ad esempio c’è Rodriguez che senza fisicità ma con l’intelligenza fa tre anni al top. A volte giocatori con meno forza fisica sanno interpretare benissimo un ruolo, è altrettanto importante l’intelligenza dei giocatori”.

Ha parlato con Zalewski? Se lo aspetta in rosa?
“La cosa si sta risolvendo nel modo giusto, è un giocatore che mi piace, ha iniziato ad allenarsi con la squadra, penso sia sulla direzione giusta. Può essere veramente importante per me per lo sviluppo della stagione”

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Colantuono a RS: “A De Rossi non è stato dato tempo. Juric è un allenatore molto forte”

Stefano Colantuono è intervenuto ai microfoni di Retesport. Ecco l’analisi del mister sull’esonero di De Rossi e l’arrivo di Juric:

“I rapporti nel calcio sono sempre stati fondamentali, soprattutto tra dirigenti, allenatori e giocatori solo che oggi più di ieri, c’è sempre meno pazienza. Nel caso di De Rossi però è oggettivo che il problema non siano i risultati, ma l’esonero dipenda da un rapporto logoro tra l’allenatore e qualcuno dentro il club. L’errore è che certe dinamiche andavano chiarite prima, ad inizio estate o magari prima di rinnovare il contratto per tre anni”

De Rossi non aveva ancora potuto mettere in pratica appieno ciò che aveva in testa, era partito dal 4-3-3 ma poi domenica ha cambiato. Juric è un allenatore molto bravo, intensità, aggressività, è un figlio di Gasperini calcisticamente, ha quel credo lì, un calcio pieno di corsa, che parte dalla difesa a 3 poi vedremo come sistemerà davanti, varierà dai due trequartisti dietro la punta alla mezza punta dietro al centravanti, ma queste sono sfumature. E’ difficile dire che sarà una Roma diversa, perchè a De Rossi non è stato dato il tempo per mettere sul campo quello che voleva fare”.

“Konè può essere un giocatore molto utile a Juric, perchè abbina tecnica a fisicità, a corse in avanti. Ma penso che tutti dovranno adattarsi alle sue richieste, il materiale per fare bene lo ha. Soulè? Come Dybala, Baldanzi etc sono punte esterne o mezze punte, o trequartisti che possono giocare alle spalle di Dovbyk con caratteristiche diverse”

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De Rossi: “Totti? Anche io per lui darei un braccio”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Genoa-Roma

Hermoso ha bisogno ancora di tempo?
“Di poco tempo, è pronto e può giocare. Metterlo dall’inizio significava avere già un cambio assicurato, non sapevamo come avrebbe potuto reagire in un nuovo stadio e in un nuovo campionato. Sicuramente entrerà a partita in corso e ci darà una grande mano come Mats. Siamo contenti di questa formazione, sono fiducioso. Meglio far esordire Hermoso e Hummels in casa”.

Roma a trazione offensiva oggi.
“Il Genoa ti lascia giocare nella sua metà campo ma devi essere bravo a non perdere spesso il pallone. Giocare a tre con i quinti aperti mi piace se sono offensivi o con quinti abbassati a terzini quando si incontrano squadre particolarmente offensive. Era giusto dare minuti a El Shaarawy, aveva alcune difficoltà in allenamento all’inizio e ora ha dato segni di crescita”.

Le parole di Totti?
“Totti fa sempre rumore, specialmente a Roma perché quando parla lui si girano tutti. Oggi pensiamo alla partita. Dico che lui darebbe un braccio per me e io lo darei per lui”.

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Bove non ci sta: “Cane malato soprannome limitante per me”

Edoardo Bove ha parlato in conferenza stampa a Firenze, post Nazionale Under21. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Sarà un passo importante per la mia carriera, ho già avuto modo di vedere le strutture ed è fantastico essere qui, ce l’hanno solo certe squadre in Premier, abbiamo tempo e modo di lavorare per togliermi tante soddisfazioni“.

Sull’addio alla Roma…

Per me importante dare tutto per la maglia, poi non hai nulla da recriminarti ed è quello che ho cercato di fare sempre anche con la maglia della Roma. Sento qui un tipo di calore che ci servirà tantissimo, che ti spinge a fare sempre meglio. Senza pressioni è un po’ deleterio“.

Sul soprannome di Mourinho…

Cane malato? I soprannomi li lascio a tifosi e allenatori. Gran parte delle persone non ha ancora visto le mie potenzialità, quel soprannome può essere limitante ma grazie a Mourinho sono migliorato molto sotto certi punti di vista, io sono consapevole dei miei mezzi. Lo ringrazio“.

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Totti: “De Rossi rischia di essere un parafulmine come Mou. Pellegrini? Non sta giocando come dovrebbe”

Dopo le parole rilasciate a Sky Sport, questa mattina il Messaggero ha pubblicato un’altra intervista a Francesco Totti, realizzata ieri pomeriggio a margine di un evento organizzato da un suo sponsor.

Ecco un estratto:

Perché Totti non è nella Roma? Che cosa c’è di sbagliato in lei?
“Non lo so, forse troppa lealtà, eccessiva sincerità. Forse sono una figura ingombrante. Quello che dico io viene preso in considerazione, quello che dicono altri, meno. È come se avessero paura di avere una figura importante dentro la società, credono che non possa aiutare e invece uno potrebbe farlo”.

Ha rivelato di essersi sentito spesso al telefono con De Rossi nell’ultimo mese. Non sarebbe più utile farlo come un referente tecnico?
“Sì, ma non è una mia decisione. Se nessuno mi chiama… Non sono io che vado a bussare alla porta”.

In che ruolo si vedrebbe?
“Direttore sportivo non lo farei mai, però magari mi vedrei in un ruolo come quello ricoperto da Ibrahimovic o Zanetti: un riferimento tra società, squadra e allenatore. In poche parole, una figura come quella del direttore tecnico. Uno che ci mette la faccia, che dice le cose come stanno, è semplicissimo. Un incarico operativo, non uno da chiamare solo quando ci sono dei problemi”.

Con De Rossi sareste una bella coppia.
“Con Daniele non ho mai avuto problemi. Per lui non darei una mano, ma un braccio, per farlo stare bene e tranquillo. Anche perché, come è giusto che sia, se lavorassi per la società è come se lavorassi per Daniele. Cammineremmo insieme”.

Ha mai pensato di utilizzare le sue competenze in un altro club?
“Qualche squadra mi ha chiamato. Comunque no, come ho sempre dichiarato, io sono fedele alla Roma”.

Su Dybala si era espresso qualche tempo fa.
“E rimango del mio pensiero, anche perché non ho mai parlato male di Paulo. Ho sempre avuto massimo rispetto e ammirazione anche perché ho sempre detto che il giocatore più forte della Roma perciò va tutelato. Ma adesso vediamo come lo gestiranno. Quello che è accaduto ultimamente forse è stata un’incomprensione o un malinteso, vedremo”.

Crede che paradossalmente la sua permanenza nella Capitale possa complicare un po’ i piani di De Rossi che aveva lavorato per tutta l’estate su un determinato tipo di gioco e ora probabilmente dovrà cambiarlo?
“Diciamo che Daniele è l’unico che lo vede quotidianamente e lo sa gestire. E poi, quando lui reputerà di farlo giocare dal primo minuto, lo farà giocare, oppure lo metterà in panchina”.

Come si concilia la panchina per quello che lei ha definito il “calciatore più forte della Roma”?
“Va gestito, perché non può fare determinate partite ravvicinate. E non lo sostengo solo io”.

È la volta buona per arrivare in Champions?
“Vedendo le spese folli che ha fatto sul mercato, la Roma deve arrivarci, per forza. Se investi 100 milioni e non ci arrivi è un fallimento totale. Anche perché senza Champions, Daniele salta prima, non arriva fino alla fine”.

(…)

Altrimenti rischia di diventare un parafulmine.
“Daniele è il parafulmine. E chi ci rimette è lui. Però, ripeto, fortunatamente è uno che conosce tutto e tutti”.

Così non rischia di diventare il nuovo Mourinho?
“Certamente, anche se in questo momento è l’unico che può fare l’allenatore a Roma. Ma torniamo al solito discorso, se c’è la società forte che esce allo scoperto e parla chiaro sugli obiettivi, allora è tutto tranquillo. In questo modo la piazza sa tutto. Invece ora la colpa, nel caso le cose non dovessero andare bene, ricadrebbe tutta su Daniele. È quello che è accaduto a Mourinho, perché José ci metteva la faccia. Però nessuno lo aiutava, nessuno parlava. Dopo è dura eh, mettersi contro sei milioni di persone. E’ dura, perché puoi essere chi vuoi, se non porti risultati, diventi il capro espiatorio. Ma Daniele ne è consapevole”

Pellegrini è un capitano che divide la tifoseria com’era accaduto in passato a Giannini. Lei lo ha sempre sostenuto. Che ne pensa della sua situazione?
“A Lorenzo voglio bene, ma poi conta solo il rettangolo di gioco. Se non ti esprimi al meglio là dentro puoi essere chi ti pare. Ultimamente non ha giocato come dovrebbe. Purtroppo è la realtà dei fatti, Roma è una piazza particolare e le reazioni ci sono. La gente vuole l’attaccamento alla maglia, ma pure che giochi al cento per cento. E lui, essendo capitano, ha maggiori responsabilità rispetto agli altri”.

Lei che consiglio gli darebbe? Di restare o andare via?
“Difficile dirlo, se hai una tifoseria contro è complicato giocare. Lo è già salire le scalette dell’Olimpico. Ricordo i tempi di Tommasi, non guardava in faccia nessuno quando fischiavano, giocava e basta”.

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Baldanzi: “Felice di giocare trequartista”

Tommaso Baldanzi, dopo la tripletta alla Norvegia, ha rilasciato un’intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio:

Lei ha la 11, Gnonto la 10: dica la verità, ve la giocate quella maglia
“No, no, lui è 10 e io l’11. Per adesso. In campo però tutti e due giochiamo da dieci. Ci alleniamo sempre forte, vogliamo arrivare lontano”.

Cosa pensa quando sente dire che in Italia non ci sono talenti? 
“Che non è vero. Ci sono tanti giocatori forti: Ricci, Tonali, Frattesi”.

Nessuno è un trequartista come lei
“Magari è un ruolo un pò difficile, non tutte le squadre lo usano. Io ho sempre fatto quello e sono felice di ricoprire quel ruolo”.