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El Shaarawy: “Corsa sotto la Sud liberatoria. Vittoria importantissima”

El Shaarawy ai microfoni di DAZN ha parlato così:

Il tuo gol e poi la corsa sotto la Curva?
“Emozioni fortissime, ho sempre vissuto per questo, per i gol e le gioie con i tifosi, penso sia stata una gioia incredibile oggi, il gol vittoria, un pianto liberatorio il mio, uno sfogo per questa settimana pesante”

Cosa c’era in quella corsa?
“C’era tutto, la voglia di far bene, di aiutare la mia squadra, la rabbia di aver sentito voci non vere, tutta quella emozione che mi ha sempre accompagnato da quando gioco a calcio. Sono sempre stato un professionista, non ho mai neanche pensato a mancare di rispetto allo sport che amo, alla mia passione”

Terza vittoria consecutiva?
“Credo che oggi abbiamo dimostrato con questa vittoria di avere una continuità, anche se dobbiamo migliorare tanto perchè senza il mio gol si sarebbe partito di altro, di un’altra Roma. Ci teniamo stretti i tre punti e dobbiamo continuare così”

L’Italia ci va all’Europeo?
“Assolutamente sì è un obiettivo mio quello di riconfermarmi e quello di centrare l’Europeo, perchè siamo una squadra forte”

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Mourinho: “Vittoria di cuore, ma abbiamo sbagliato troppo. Espulsione? Loro parlano troppo senza esperienza”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 1-0 sul Monza:

La vittoria della sofferenza.
“Il Monza non meritava di perdere. Sono felice per il risultato e perché la squadra è stata in difficoltà. Abbiamo sbagliato tanto e molti calciatori erano in difficoltà dal punto di vista fisico. Il Monza ha giocatori bravi e un allenatore bravo, ci ha messo in difficoltà. Abbiamo vinto con cuore e abbiamo fatto tutto il possibile per segnare. Partita di livello tecnico basso, ma alto dal punto di vista emotivo”.

La Roma deve migliorare nella comunicazione con la coppia di attaccanti?
“Senza Dybala e Pellegrini ci manca un collegamento tra centrocampo e attacco, ho provato a farlo con Aouar ma è un calciatore diverso. Con i due attaccanti abbiamo ottenuto risultati positivi. Quando però nessuno dei due è creativo, ma sono centravanti puri, è più difficile per noi. I loro centrali erano esperti, Mari sembrava un albero in senso positivo. Mota e Vignato soprattutto, che ha fatto benissimo, ci hanno creato difficoltà. Noi abbiamo rischiato per vincere, abbiamo perso compattezza e loro hanno messo giocatori bravi e veloci. È stata una partita durissima. Quando ho visto il palo di Azmoun ho detto ‘se non entra, non entra’. El Shaarawy ha il feeling con il gol all’ultimo”.

È stato vicino ad El Shaarawy in questo periodo?
“Sì, ma per due minuti. Ho un rapporto vero con i giocatori. Quando sono critico sono diretto, sanno che è meglio una verità brutta che una bugia bella. Quando mi hanno detto che non c’entrano nella vicenda allora mi sono fidato”.


MOURINHO A DAZN:

Partiamo dall’esultanza rabbiosa…
“Era un gol all’ultimo minuto, mi hai visto festeggiare così contro il Sassuolo l’anno scorso. Succede quando segni all’ultimo e senti che sia una partita difficile da vincere. Abbiamo preso due pali, grandi palle gol, ma si poteva anche perdere perché anche loro hanno tirato da posizione pericolosa. Era una partita difficile che si poteva anche perdere. Quando segni al 90′ mancano ancora i tempi supplementari, me senti che era un gol che potevano valere due punti”.

L’ingresso dei giocatori con la testa giusta: Azmoun, El Shaarawy e Zalewski.
“Sì, ma non abbiamo giocato bene. Come allenatore devo allenare più le cose che facciamo male, devo guardare il lato negativo della cosa. Non siamo stati bravi tecnicamente, fisicamente c’era gente in sofferenza, gente che è andata in Africa come Aouar e Ndicka, Paredes ha giocato poco con Argentina ma è andato lì e poi in Perù e ci ha messo 20 ore per tornare. Gente in sofferenza contro una squadra molto brava”.

Oggi la sensazione è che anche l’Olimpico abbia dato qualcosa in più…
“Sono onesto, se sono un tifoso e sono a casa e la mai squadra non sta giocando bene magari non ho il cuore e l’anima che hanno avuto di sostenere la squadra fino alla fine. Per questo sono speciali, per questo la squadra non giocando bene ha mantenuto sempre cuore e anima che è in difficoltà ma che cerca e capisce di poter vincere”.

Cosa intende per non giocare bene?
“È un discorso tecnico e fisico, anche nel modo di pressare già nel primo tempo. E anche in superiorità abbiamo risparmiato tanto le energie, siamo stati bravi nel primo tempo a difendere col blocco basso. Ma contro di loro se fai blocco bassa loro giocano. Se giochi a casa non puoi giocare come abbiamo fatto nel primo tempo. Poi nel secondo tempo ho rischiato cambiando la struttura con gente stanca, l’allenatore avversario è stato bravo e intelligente e ha messo in campo Mota e Vignato, che ha qualità tecnica fantastica, e ci hanno creato difficoltà. Se oggi fossi in loro, sarei dispiaciuto per gli zero punti”.

L’espulsione? La panchina del Monza?
“L’anno scorso non c’è stata nessuna tensione, ci sono stati commenti brutti e niente. Però è così, l’espulsione ho fatto il gesto di stare zitti e piangere, se l’arbitro pensa che sia espulsione non c’è problema”.

Le dispiace non essere in panchina a San Siro?
“Mi dispiace non andare in panchina in ogni partita in cui non ci vado

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Mourinho: “Smalling non è pronto, Llorente a disposizione. Sanches prossima settimana in gruppo”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho alla vigilia di Roma-Monza:

Il Monza?
“Anche noi arriviamo da tre vittorie di fila, anche noi stiamo bene. Hai ragione è una buona squadra, ha fatto un buon campionato l’anno scorso, hanno preso giocatori bravi, è un’ottima squadra, sarà una sfida difficile”

La condizione degli infortunati recuperati? Llorente e Smalling? Gli ultimi due mesi di Smalling?
“Non sono la persona ideale per spiegare nel dettaglio, quello che ho capito io parlando con il dipartimento medico e di qualche conoscenza che posso avere io di questi temi qui, è un infortunio quello di Smalling che provoca dolore. Dopo è difficile lavorare sul dolore, resistere al dolore, anche se è un tipo di infortunio che porta a giocare anche col dolore. In tanti club si utilizza un valore che si chiama VAS, a volte un tipo di dolore di 2-3-4 significa un gravissimo problema, in questo caso non è un problema che possa peggiorare l’infortunio, è più la capacità di sopportare il dolore. Lui ha passato questa limitazione, già dalla scorsa settimana ha lavorato da solo, ieri per la prima volta ha lavorato con noi ma in un allenamento con bassissima intensità, soprattutto tattico-didattico che lui ha fatto con noi, ma non sarà a disposizione con noi. Diego è a disposizione perchè ha fatto 3 giorni di lavoro, con 2 di lavoro intenso, quindi domani è con noi. Renato, Paulo e Lorenzo no, ovviamente Kumbulla e Tammy no, ma molto felice vedere Kumbulla e Tammy hanno passato un livello di grandissima difficoltà, hanno già messo il piede in campo. Dybala va in campo sì con i preparatori che recuperano infortuni, ma poco poco al momento”

Llorente può giocare dal primo minuto? Quando tornerà Sanches?
“Diego sta bene, sta a disposizione e può giocare, il volume di lavoro che ha fatto in questi ultimi giorni si assomiglia al volume di intensità che si fa in partita. Lui domani sarà a nostra disposizione. Renato continua a lavorare da solo, penso e spero che nella prossima settimana possa tornare al lavoro di squadra, per ora ha fatto lavoro in campo individuale”

L’ultima volta che avete incontrato il Monza ci sono state diverse polemiche, tornerei sulle dichiarazioni di Palladino che definì scandaloso il comportamento della panchina della Roma. Quando lei parla lo fa con criterio, un suo commento?
“Non voglio abbassare il mio livello, non sono disponibile a farlo e andare a questo livello di comunicazione. Non conosco tecnicamente Palladino, di solito quando non conosco gli allenatori conosco le squadre che di solito sono conseguenza del proprio potenziale e dell’allenatore. Una squadra come il Monza che ha fatto un ottimo campionato e anche quest’anno sta facendo un campionato di alta qualità è perchè sicuramente ha un bravo allenatore”

La Roma ha il secondo miglior coefficiente tra gol fatti ed expected gol. Cosa significa? Da quali fattori dipende? Domani Belotti al fianco di Lukaku?
“Faccio fatica a commentare questa domanda, perchè a volte faccio fatica a non capire perchè la squadra non riceve ciò che merita di ricevere. Abbiamo segnato gol di squadra bellissimi, fossimo un’altra squadra e un altro allenatore si parlerebbe di rivoluzioni, di record. Secondo me siamo una squadra che è migliorata a livello di costruzione. Quando siamo tutti e riusciamo a sviluppare qualcosa di oggettivo con tutti i giocatori qualitativi riusciamo fare un calcio di livello, giochiamo meglio dello scorso anno, ma poi la bellezza sono i punti. Lukaku è un giocatore che cambia i numeri, è uno da 20-25 gol a stagione, è oggettivo il miglioramento, poi Belotti dopo zero gol già ne ha fatti 3 in campionato. Stiamo segnando di più, non rispondo alla domanda se Belotti giocherà domani dall’inizio per non dare vantaggi all’avversario. Dybala è importante per tutto, per il suo posizionamento meno statico, ma davanti abbiamo tante opzioni, siamo messi bene anche senza Paulo”

Sulla vicenda scommesse? Un paio di ragazzi giallorossi è sono stati coinvolti dalle voci e c’è stata una reazione loro e della società…
“Io ho parlato con i miei, non devo parlare con gli altri. Con Zalewski abbiamo riso anche un po’ perchè sono stato il primo a parlare con lui e lui non sapeva neanche cosa fosse uscito. Ho riparlato con loro qui, sono molto felice di ciò che mi hanno detto, sono tranquillo. Sono un po’ triste, commentando con loro, perchè in Portogallo è stata fatta una prima pagina con un titolo tipo ‘un giocatore di Mourinho ha scommesso’, per cui l’inizio della storia ha una dimensione poi dopo si scopre che non è vero e la notizia ha un’altra dimensione. Si è fatto un danno a questi ragazzi. Loro hanno sufficiente rapporto con me per dirmi la verità, mi fido di loro e la Roma lo stesso. La Roma in genere non fa comunicati ufficiali, questa volta lo ha fatto e questo è accaduto perchè siamo tutti tranquilli. Sulla situazione in generale c’è un indirizzo giudiziario, bisogna fidarsi della giustizia e se qualcuno ha sbagliato pagherà, almeno di solito”

A che livello è Ndicka? Manterrà il posto con il rientro degli altri difensori?
“Difficile risponderti, negli ultimi 15 giorni è stato fuori, non ha lavorato con noi, ha giocato due partite da 90 minuti, un’ottima nazionale, una nazionale che gioca a 4, non è un dramma perchè migliora la cultura tattica di un giovane giocatore, sul piano tattico, è una crescita per lui. Non è perfetto, deve ancora imparare tanto da noi, ma se Mancini, Karsdorp che stanno qui con noi da 2 anni e mezzo, ogni tanto commettono errori di interpretazione, è normale che accada a Ndicka. Nelle ultime sfide ha fatto partite super equilibrate, soprattutto a Cagliari. Quando siamo tutti lì dietro siamo 5 però ora Kumbulla non c’è. Abbiamo tante partite da giocare, ogni tre giorni, il problema è adesso, con il rientro di Llorente meno, però è impossibile dire chi gioca e chi no, se fossero tutti a disposizione si potrebbe fare un po’ di turnover”

Cosa pensa di Guerrero della Primavera, visto che segue tanti ragazzi?
“E’ presto per me, è un ragazzo che è arrivato un paio di mesi fa, si è allenato con noi ogni tanto, ma quelli che si allenano con noi sistematicamente sono quelli che conosciamo meglio. Lo scorso anno c’erano altri, oggi sono Pagano, Pisilli e Costa. Però stavo lì a vedere la Primavera, come sempre, questo significa che ho un’attenzione importante per tutti i ragazzi. Ovviamente con il figlio di Julian non sarà diverso. Se lui sarà in grado avrà una chance, ma ora è presto per me”.

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Totti: ”Vedo la Roma con alti e bassi ma sotto la guida di un grande allenatore come Mourinho”

Francesco Totti ha rilasciato un’intervista a Marca nella quale ha parlato del calcio moderno, della sua carriera e dell’attuale Roma di Mourinho. Di seguito le dichiarazioni dell’ex capitano giallorosso.

Ti piace il calcio che si gioca oggi?

“In generale il calcio mi è sempre piaciuto, anche se è evidente che adesso è un gioco diverso dal mio. Ai nostri tempi c’era più spirito di gruppo, di lotta. Adesso si pensa di più al proprio fisico… Ovviamente il gioco è cambiato”.

[…]

Eri un 10 leggendario e quella figura del ’10’ sembra già estinta. Cosa ne pensi?

“Forse prima era più importante il numero 10 di una squadra. Non direi che si sia estinto, ma il 10 ormai è quasi un numero come gli altri, senza più tanta rilevanza nella squadra”.

Il tuo primo grande amore è stato Roma. Come vedi l’attuale squadra di Mourinho?

“La vedo con alti e bassi, ma sempre sotto la guida di un grande allenatore, come José. Spero che possa portare la squadra al massimo livello possibile”.

L’altro giorno a Real Madrid TV hai dichiarato che, dopo la Roma, il tuo grande amore calcistico è il Real Madrid. Perché?

“Mi è sempre piaciuto, fin da quando ero piccolo. Quando ero ragazzino a Roma guardavo tutte le loro partite. Il Real Madrid in quel periodo era il club che mi ispirava, con tutti i suoi grandi giocatori. Vederli giocare per me è stata una grande emozione”.

Ma cosa ti ha affascinato, il suo spirito vincente, la sua storia…?

“Tutto, il fatto di essere il club più vincente del mondo, i tifosi, il Santiago Bernabéu, tutto questo mi affascinava”.

Hai giocato in grandi stadi, ma hai anche detto che, da tifoso, eri rimasto impressionato dal Bernabéu.

“Con la Roma ho passato 25 anni giocando in stadi diversi ma il Bernabéu per me era ed è diverso. È un’atmosfera diversa”.

[…]

Per chi pensi che Ancelotti sia più speciale, per gli italiani o per i tifosi del Real Madrid?

“Penso per entrambi. Stiamo parlando di uno dei migliori al mondo, che ha vinto in Italia, Germania, Francia e Spagna. E come persona è un gentiluomo. È perfetto. Io e Carlo abbiamo un ottimo rapporto. È una persona vera, che trasmette buone vibrazioni. E l’altro giorno ho avuto la gioia di andare a vedere la Città dello Sport del Real Madrid”.

Hai mai avuto l’opportunità di parlare con Florentino Pérez e chiedergli perché non poteva ingaggiarti in quel momento?

“Sì, l’ho incontrato un paio di volte e mi ha detto che l’unico neo della sua carriera è non avermi potuto avere al Real Madrid, che è stato il suo unico punto debole”.

Hai giocato solo in una squadra. Cosa ne pensi dell’attuale trasferimento dei giocatori in Arabia Saudita?

“La differenza tra questo calcio e il mio è che prima c’era più passione, più amore per la squadra, più disponibilità a stare nello stesso club e a portarle rispetto. Adesso i ragazzi vanno dove possono pagare di più”.

[…]

Quando rivedremo una Nazionale italiana forte?

“Speriamo presto. Ci sono già due Mondiali a cui non abbiamo partecipato e l’Italia non può permetterselo perché è uno dei Paesi più forti al mondo. Mi auguro che, con il nuovo allenatore Luciano Spalletti, si possa trovare al più presto la soluzione migliore”.

[…]

Hai visto grandi successi nella tua carriera. Sceglierne uno.

“Impossibile. Sarebbe ingiusto nei confronti degli altri”.

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Marcos Leonardo: ”Pronto per giocare in Europa. In estate sono stato vicino al trasferimento”

Marcos Leonardo, in estate, è stato molto vicino a vestire la maglia della Roma. Lo stesso Pinto ha ammesso la volontà del club giallorosso di acquistare l’attaccante del Santos. Il classe 2003 ha segnato 12 reti in 20 partite e sta trascinando la squadra verso la salvezza. Marcos Leonardo in un’intervista ad As si dice pronto per giocare in Europa. Di seguito le sue parole.

”Mi sento pronto a giocare in un grande club e in un grande campionato europeo. Naturalmente vedo altri giovani che si sono già trasferiti. Lo scorso agosto sono stato molto vicino al mio trasferimento. C’è stato un progetto sportivo interessante che mi è piaciuto. Le cose non sono andate a buon fine, ma sono molto professionale e continuerò a fare del mio meglio finché sarò qui. Il mio approccio è sempre stato questo. Fare il meglio che si può sul campo in modo professionale”.

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Mourinho: “Nel calcio la cosa più importante è vincere, non vendere filosofia”

Josè Mourinho ha parlato al portale ufficiale dell’ADIDAS. Una lunga intervista nel corso della quale ha parlato del ruolo dell’allenatore e del suo concetto di ‘vittoria’. Ecco un estratto:

Sulla laurea in economia…
“Ero uno studente abbastanza bravo. Ho ottenuto un posto all’Università di Economia e sono andato a lezione, ma dopo un paio di settimane ho deciso che non faceva per me. Prima di diventare un professionista del calcio ho imparato tante cose diverse. Ho anche insegnato ai bambini con la sindrome di Down, che è stata un’esperienza incredibile, e mi ha fatto capire così tanto”

Il rapporto con Bobby Robson e Van Gaal…
“Ho lavorato con Sir Bobby Robson in Portogallo e poi sono andato con lui a Barcellona nel 1996. Per un giovane come me è stata un’esperienza incredibile. Poi sono stato un assistente del signor Van Gaal, che era un allenatore completamente diverso da Sir Bobby e questo mi ha reso consapevole di due filosofie completamente diverse”.

L’importanza della vittoria…
“Vincere la Coppa UEFA è stato un bene per noi, ma non è stato un bene per il Porto. Il calciomercato ci ha portato via e il Porto ci ha perso. Abbiamo perso cinque, sei o sette giocatori chiave. La squadra del 2003 e del 2004 era una squadra che avrebbe continuato a fare la storia se fosse rimasta unita. Quando vedo i colleghi che combattono per non retrocedere e riescono a mantenere la loro squadra nella divisione, per me, questo è vincere. Vincere non significa necessariamente essere il ragazzo che ottiene la coppa. Vincere non significa portare a casa una medaglia o una coppa. La cosa più importante nel nostro sport è vincere e non vendere la filosofia. Non bisogna vendere scuse, ma essere un vincitore.”

Sulla figura dell’allenatore…
“Devi avere una forte personalità per dire: ‘ok, io sono il capo, faccio le decisioni. Questo non è negoziabile. Se le sessioni di allenamento iniziano alle 10 del mattino, non aspetto un solo minuto. Anche se sei Diego Maradona, che non ho mai avuto il piacere o l’onore di allenare, iniziare alle 10 è iniziare alle 10. La squadra è la cosa più importante. Anche se sei il miglior giocatore del mondo. Un giocatore con lo status più grande del club: la squadra è la cosa più importante. Ognuno deve seguire le regole e mostrare il rispetto per i colleghi. Come allenatore, devi essere morbido e forte. Forse soft non è la parola giusta – devi essere aperto, molto aperto a ciò che pensano i giocatori, a ciò che i giocatori sentono – e non solo attenerti alle tue idee, perché lavori con un gruppo. Il gruppo deve avere una voce; ha bisogno di avere un’opinione, ha bisogno di condividere. E devi essere aperto con i giocatori per farlo funzionare come una squadra.”

Sulla sconfitta…
“Vinci tre partite di fila, ma non è il paradiso… perché sta arrivando una sconfitta. Perdi due, tre partite di fila; non è nemmeno un inferno, perché uscirai da questo momento buio e vincerai di nuovo”.

È importante mantenere equilibrio…
È molto importante mantenere l’equilibrio e questo è qualcosa che ho imparato molto con l’esperienza. Penso che più esperienza hai, più sei equilibrato e i giocatori, ti guardano e vedono una roccia, ti vedono come qualcuno di cui possono fidarsi. Empatia significa tutti insieme nello stesso progetto. Un club è fatto di molte persone. Proprietari, direttori, allenatori, giocatori. Tutti. E l’empatia per me significa che tutti stanno andando nella stessa direzione”.

La chiave del successo?
“Direi di prepararvi al meglio; Non abbiate fretta, perché è molto difficile. Quindi accetti il tuo primo lavoro da allenatore, devi essere pronto. Se non sei pronto alla stessa velocità con cui hai ottenuto il lavoro di allenatore lo perderai”.

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Corona, nuove accuse: “Zalewski scommette da anni, non mi querelerà”.

Ospite a Rai3 nella trasmissione Avanti Popolo, Fabrizio Corona ha parlato così del caso scommesse:

Il caso scommesse?
“Le società sapevano tutto, così come i procuratori di Fagioli e Zaniolo sapevano. E nessuno ha detto niente. L’agente di Zaniolo ha dato i soldi a lui per recuperare i debiti. Un vero uomo monetizza sul suo assistito o calciatore, non aspetta che va via in un’altra squadra per fare la morale. Gli strappa il contratto e gli dice di farsi curare. Ora il calcio è solo questione di soldi, il calcio vero non esiste più. Sono coinvolti il 30%-40% dei giocatori. Se l’inchiesta si può allargare? Dipende dalla voglia di indagare della Procura di Torino. Finisce la Serie A? Finisce la Nazionale?”.

La fonte?
“Questa persona aveva le prove oggettive di quello che diceva. Esiste una chiavetta, chiamiamola ‘Prova A’, che gli inquirenti non hanno”.

Zaniolo?
“Non ce l’ho con Zaniolo. Tonali e Fagioli si autodenunciano, lui no. Ma perché? Credono di essere al di sopra della legge, non immaginano che ci siano prove: ma se tu dai i soldi a un altro che scommette per te, con i tuoi soldi, non sei esente”.

Poi viene mandato in onda un video in cui la presunta fonte spiega il coinvolgimento di Zaniolo nella vicenda.
“Mio nipote giocava nell’Inter, poi ha smesso. Ha vissuto anche l’anno della Champions senza mai giocare. Zaniolo era nelle giovanili dell’Inter, poi è passato alla Roma e lui gli fa da procuratore. Hanno iniziato a giocare e gli mandava i soldi con la carta di credito. Su cosa scommettevano? Decideva Nicolò. Mio nipote ha fatto il banco clandestino a Roma. Mio nipote scommetteva per Zaniolo, con i suoi soldi, scommetteva su partite di calcio italiane. A un certo punto era sotto di oltre 200 mila euro, gli ho detto: ‘Vai a dirlo a Nicolò’. La mamma di Zaniolo si è messa di mezzo e gli ha detto di lasciare stare Nicolò. Mio nipote è poi stato picchiato, chi è stato non lo so ma ci sono due denunce in questura del padre. Ho ascoltato un audio in cui parlano questi 4 giocatori di quello che hanno scommesso in quei due giorni. Poi c’è Zaniolo, mio nipote e quest’ultimo dice ‘Non rischiate'”.

Totti?
“È agli atti, roba di un anno fa. Totti scommetteva tramite un amico, ma con i suoi soldi, ma l’inchiesta è finita lì perché era Totti. È stato detto che li ha prestati a un amico in difficoltà”.

Zalewski?
“Faccio una premessa, io voglio fermarmi prima in questa vicenda e non voglio andare oltre altrimenti mi metto sempre nei guai, perché mi voglio godere la vita, la fidanzata. Questa vicenda è legata a un’altra vicenda, perché poi nella mia vita è tutto scritto… Zalewski è fidanzato da due anni con una ragazzina che io mi sono cresciuto da quando aveva uno o due anni. La mamma di questa ragazza è una delle mie più care amiche, molto famosa a Roma, amica di una persona che mi ha fatto il più grande male della mia vita, con cui ero in buoni rapporti. Io conosco persone di questo giro che sono legate a un altro giro, ovvero il nucleo centrale. Zalewski gioca da anni. La querela non mi arriverà mai, scommetto tutto quello che volete. Ho le prove che lui gioca, scommette sempre, sempre, sempre. Lui è fotografato perennemente con questo gruppo di persone di cui non voglio fare il nome, perché non voglio entrare in quest’altra fase. Lui è il migliore amico di El Shaarawy, amicissimo di Zaniolo, amicissimo di tutto quel gruppo lì e scommette sempre. E non è una mia ricostruzione”.

Le informazioni dell’informatore su Zalewski?
“È successa una cosa. Mi telefona questo signore, di cui ho pubblicato l’audio. Mi dice ‘Ti do un altro nome, Zalewski’, ma io lo sapevo. In un audio che ho messo su Telegram e che io ho censurato mi dice delle cose che si collegano all’inchiesta che ho fatto e che quadrano nei nomi e nelle cose che io ho censurato, perché non ci voglio entrare. Quando ho pubblicato l’audio, l’informatore mi ha chiamato e mi ha pregato più volte, ma io sono andato per la mia strada. Poi lui ha chiamato tutte le redazioni, anche Cruciani, e ha trovato questo che fa un podcast che lo ha intervistato, senza sapere chi fosse o senza conoscere l’inchiesta. Ha negato tutto, ma ci sono le prove oggettive”.

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Santon rivela: “Ricevo insulti a causa di Corona, ma mio Zio fa l’allevatore di vongole”

“Non sono io il calciatore a cui allude Corona, mio zio ha un allevamento di vongole”. Così Davide Santon in una lunga intervista ai microfoni de la Repubblica. L’ex terzino giallorosso ha risposto alle allusioni sul suo conto dopo la dichiarazione di Corona di qualche giorno fa in merito al caso scommesse (“il mio informatore è lo zio di un ex calciatore dell’Inter di Mourinho che si è trasferito a Roma…”).

“Mio zio non è l’informatore di Corona. Ha un allevamento di vongole. Non so nulla di queste scommesse. È una cosa che mi fa schifo. Lui non ha fatto il mio nome, ma i tifosi hanno pensato fossi io. Se Corona dice che il suo informatore è lo zio di un ex calciatore dell’Inter di Mourinho che si è trasferito alla Roma, è chiaro che i tifosi pensano a me. Ma io non c’entro niente. Non so nulla di chat e di scommesse. Ho letto che lui parla di un calciatore che si sarebbe aperto una bisca di scommesse illegali. Ma io gioco a padel, a breve aprirò un centro dalle mie parti, tra Comacchio e Ravenna”.

Quindi nessuno dei suoi zii conosce Corona?
“Ma quando mai, i miei zii abitano a Ferrara e di certo non si occupano di scommesse. Uno di loro ha un allevamento di vongole, ma con lui non parlo da anni. Figuriamoci se i miei zii conoscono Corona”.

Loro no, lei sì?
“Non ci ho mai parlato in vita mia. Cioè lo conosco perché è un personaggio pubblico, ma non è che abbiamo avuto una singola conversazione o una chiamata. Mai. E poi quando io ero all’Inter in Convitto lui era in carcere a San Vittore. Forse l’ho visto una volta allo stadio”.

Il profilo che traccia Corona è quello di un giocatore molto amico di Balotelli? Lei lo conosce?
“Con Balotelli non ci sentiamo da 7 o 8 anni. Forse anche dieci. Siamo stati amici ma non ci frequentiamo più. Non mi sento più con Mario anche perché lui cambia numero di cellulare ogni due settimane, quindi è impossibile contattarlo”. (…)

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Conte: ”Roma e Napoli due piazze che vorrei vivere. Mi auguro ci sia tale possibilità ma non in corsa”

Antonio Conte nelle scorse settimane è stato accostato alla panchina della Roma come possibile sostituto di José Mourinho. Il nome dell’ex tecnico della Juventus è stato fatto anche in ottica Napoli. Lo stesso allenatore, ora libero dopo la separazione dal Tottenham, pochi giorni fa ha chiuso a un’ipotesi in corsa. Conte, però, ha aperto alle due piazze in un’intervista al programma ‘Belve’ che andrà in onda domani sera su Rai2: Sicuramente Napoli e Roma sono due piazze che vorrei vivere per la passione che ti trasferiscono. Mi auguro che un domani ci sia la possibilità di fare quest’esperienza. Ma non prenderei una squadra in corsa perché sono situazioni create prima”.

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Gomez, punge la Roma: “Mou? Ricordo di aver vinto la Coppa contro di loro pochi mesi fa”

Alejandro Gomez, attaccante prelevato a costo zero dal Monza, ha affrontato la Roma recentemente nella finale di Europa League. L’ex atalantino è stato intervistato dal Corriere della Sera, ecco un passaggio sulla Roma.

Alla ripresa c’è la Roma di Mou: ha ricordi particolari?

“Uno solo, l’Europa League vinta con il Sviglia contro di lui pochi mesi fa”