NUMERI RS – La Roma oggi pomeriggio volerà in Austria per affrontare domani l’andata dei play-off di Europa League contro il Salisburgo. Dopo la modifica parziale dei tornei continentali e l’introduzione della Conference, i giallorossi affrontano questo turno di qualificazione per la prima volta nella loro storia. Assimilando però i play-off ai ‘vecchi’ sedicesimi di finale, i giallorossi hanno sempre superato il turno nelle ultime quattro occasioni. L’ultimo passo falso risale al 2009/2010 contro il Panathinaikos.
Quello di domani sarà il primo doppio incrocio europeo tra Roma e Salisburgo: i giallorossi hanno affrontato in tre occasioni formazioni austriache, ottenendo due vittorie e un pareggio, mentre i padroni di casa hanno ricevuto per 11 volte formazioni italiane, ottenendo 4 vittorie, 2 pareggi – l’ultimo l’1-1 contro il Milan in questa edizione della Champions League – e 5 sconfitte.
Vista la giovane età di Matthias Jaissle – tecnico del Salisburgo – non risultano precedenti contro Mourinho, che è imbattuto contro le formazioni austriache nei 4 incroci del passato: 2 successi contro il Wolfsberg e 2 contro l’Austria Vienna.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – A margine dell’affare Zaniolo e delle cifre ottenute dalla Roma (più articolate e migliori rispetto a ciò che era emerso fino a ieri mattina), Tiago Pinto è riuscito ad ottenere una corsia preferenziale su due giovani talenti del Galatasaray. Una sorta di diritto d’opzione che il club giallorosso vanterà la prossima estate su Yusuf Demir e Efe Akman. Andiamo a scoprire chi sono questi due talenti turchi.
DEMIR – E’ un calciatore austriaco nato a Vienna da genitori di origine turca il 2 Giugno 2003. Trequartista, seconda punta, Demir cresce calcisticamente nelle giovanili del Rapid Vienna e fa il suo debutto il 14 Dicembre 2019 in un Rapid Vienna-Admira Wacker 3-0 diventando il più giovane debuttante del club bianco-verde.
Il 9 Luglio 2021 arriva il grande salto nel calcio europeo: viene acquistato dal Barcellona in prestito oneroso con diritto di riscatto. Nella prima parte della stagione ha modo di farsi apprezzare sotto la guida di Koeman ma con l’avvento di Xavi trova meno spazio e il 13 Gennaio 2022 interrompe il prestito e ritorna al Rapid Vienna, per poi passare al Galatasaray sei mesi fa per 6 milioni di euro.
Rapidità d’esecuzione, baricentro basso, colpi ad effetto e mancino naturale. Sono queste le caratteristiche tecniche e fisiche principali di Demir, che ha già assaggiato le difficoltà del calcio internazionale, mostrando dei sensibili miglioramenti nell’ultimo periodo. Estremamente coordinato, risulta naturalmente elegante nelle movenze e nell’esecuzione del gesto tecnico. Qualcuno in Turchia lo ha accostato a Dybala per alcune movenze.
Il 16 Marzo 2021, ha anche modo di esordire in nazionale maggiore con la maglia dell’Austria, contro le Fær Øer ed entra in pianta stabile nella rosa che si gioca la qualificazione al mondiale totalizzando in tutto 4 presenze (tutte da subentrato).
Il The Guardian, nel 2020, ha inserito Demir tra i migliori 50 talenti al mondo under 18; il 5 novembre 2020, invece, è diventato il più giovane marcatore in Europa League segnando contro il Dundalk a 17 anni, 5 mesi e 3 giorni. Con il debutto in Liga contro l’Athletic Bilbao, Yusuf a 18 anni e 80 giorni è diventato il più giovane straniero a giocare con la maglia del Barcellona dai tempi di Leo Messi che debuttò a 17 anni e 114 giorni.
Alcune settimane fa il calciatore è stato seguito con interesse in Italia anche dal Sassuolo, club sempre molto attento ai giovani. Prima di finire a Barcellona, Demir era nel mirino di Borussia Dortmund e Lipsia. Insomma un giovane su cui la Roma potrebbe puntare già a giugno.
https://www.youtube.com/watch?v=OaTKyE6p23c
AKMAN – Ancora più giovane di Demir, Efe Akman è un classe 2006. In Turchia scrivono “nato per fare il playmaker”. Nato ad Instanbul. è il figlio dell’ex bandiera del Galatasaray e della nazionale turca Ahyan Akman. Vanta 25 presenze nelle nazionali giovanili turche, di cui 4 da capitano. Anche il fratello, Hamza Akman gioca nel Galatasaray ma nell’under 19 e si è affacciato in questa stagione in prima squadra.
Negli scorsi mesi il quotidiano sportivo Fanatik celebrava i due fratelli Akman per le rispettive vittorie in Under16 e Under19
👨👦👦Babalarını takip eden çocukları…
🏆Galatasaray'ın eski futbolcu Ayhan Akman'ın oğulları Hamza Yiğit Akman ve Efe Akman sezonu şampiyonlukla noktaladı.
È un centrocampista centrale, molto tecnico e dotato di ottima personalità. Agile col pallone tra i piedi, ama giocare a due tocchi, è molto intuitivo, mostra spiccate qualità in fase di posizionamento e lettura in mezzo al campo. Considerato uno dei migliori talenti turchi nonostante sia ancora molto giovane. Ha preso parte recentemente a 4 amichevoli con la prima squadra.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – “Qualcuno capisce, qualcuno no, qualcuno probabilmente non capisce i sacrifici che Lorenzo fa. Ha giocato 95’ mercoledì, ha giocato 94’ con l’Empoli e non è facile. Pellegrini sa comunque che ha un allenatore che lo rispetta e rispetta tutto quello che fa per la squadra. Su 60.000 persone, magari arrivano fischi da 20-30-50 persone, non contano molto”. Josè Mourinho, in una conferenza stampa piena di spunti su diverse tematiche tra presente e futuro, ha teso nuovamente una mano al suo capitano. In questa prima parte del 2023, Pellegrini non sta vivendo un momento semplice: la condizione fisica è evidentemente precaria, complice un problema accusato a metà gennaio che gli ha impedito inizialmente di correre per qualche giorno, poi di allenarsi con regolarità.
Mourinho, che in più di un’occasione ha definito il 7 giallorosso un calciatore fondamentale per la sua Roma (“E’ la luce insieme a Dybala”… “Se ne avessi 3 ne schiererei 3 in campo contemporaneamente”), sa che Pellegrini non è al top della condizione ma non vuole rinunciare a schierarlo, immaginando di riuscire a recuperarlo al 100% solo schierandolo con regolarità. Da inizio anno Lorenzo ha realizzato la rete vittoria contro il Bologna e due assist da calcio piazzato contro il Milan, poi lo stop in Coppa Italia ne ha compromesso condizione e capacità di incidere sul piano tecnico.
Diversi evidentemente i numeri di Dybala e Abraham: l’argentino ha siglato 3 gol e messo a segno 4 assist vincenti, mentre il centravanti inglese, rivitalizzato dopo la sosta Mondiale, è a quota 3 gol e 3 assist, oltre a quel salvataggio clamoroso nel finale del match contro il Bologna, valso i tre punti ai suoi.
I fischi, non assordanti, comunque udibili al 93′ in occasione del cambio chiamato da Mourinho (si poteva evitare a quel punto?) certamente non aiutano in questo momento un ragazzo che però è abituato a non fare polemiche e a rispondere sul campo. I numeri complessivi, costantemente in crescita, delle ultime stagioni, dimostrano l’importanza del calciatore nell’economia della produzione offensiva della Roma: la squadra giallorossa infatti negli ultimi 4 anni e mezzo, dal 2018-2019 in poi ha realizzato complessivamente 411 reti.Pellegrini tra gol e assist ne ha messi a segno o fatti segnare in totale 82.Dunque il 20% dei gol fatti dalla Roma provengono dai piedi del capitano giallorosso. Un dato che, aggiunto al dinamismo, alla duttilità in campo, alla capacità di cambiare più ruoli all’interno della partita, oltre alla generosità mostrata in fase difensiva, rende visibile a tutti il peso specifico del calciatore nello scacchiere tattico di Mourinho. L’obiettivo dunque è chiaro: recuperare il miglior Pellegrini.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Amsterdam, Londra, ora Parigi. Sullo sfondo, una cartolina del Colosseo e del centro di Roma, luoghi che Hakim Ziyech sperava di visitare magari nei prossimi giorni, in compagnia della sua famiglia, ma non in vacanza. Il marocchino, protagonista assoluto agli ultimi Mondiali in Qatar, ha sfiorato la maglia giallorossa, nuovamente, senza però ricevere l’ok per la fatidica firma sui contratti.
MONCHI, TOTTI, PASTORE E IL PRIMO STOP – Estate 2018. L’allora ds giallorosso Monchi pensa ad Hakim Ziyech, per regalare a Di Francesco un esterno di piede mancino, in grado di impreziosire la trequarti offensiva e raccogliere finalmente l’eredità di Salah, ceduto l’anno prima al Liverpool. La società incontra a giugno l’agente del calciatore e strappa un accordo sulla parola, poi inizia a lavorare con l’Ajax per arrivare alla fumata bianca. Anche Totti chiama – tramite Benatia – il ragazzo per spiegargli il progetto tecnico. La piazza giallorossa in quel momento era molto ambita, complice la finale di Champions League sfiorata qualche mese prima. La volontà del ragazzo c’è e la Roma arriva ad un passo dal chiudere la trattativa. Una ventina di milioni agli olandesi, in poche rate come da richiesta. Il calciatore prepara le valigie ma viene improvvisamente stoppato. Ai giallorossi viene infatti offerto Javier Pastoree Monchi cambia idea convincendo anche Di Francesco della bontà dell’operazione. ‘Meglio il rilancio del Flaco che a Parigi non trova più spazio e non il marocchino‘. Ruoli diversi, ma estro simile. Pallotta non autorizza l’affare con gli olandesi, nella Roma qualcuno storce il naso: è Francesco Totti, che suggerisce ai dirigenti di puntare sull’attaccante dell’Ajax e non sull’argentino. Consiglio che si perse nel vuoto, come lo stesso capitano romanista racconta in occasione della sua conferenza d’addio nel giugno 2019: “Mi hanno chiesto un parere su un giocatore e pensavo che non potesse far bene alla Roma, visti i tanti infortuni e il gioco di Di Francesco (Pastore, ndr). Alcuni dirigenti mi hanno detto che ero sempre contro di loro, ma io ho risposto sinceramente. Non chiedetemi il nome, ma io avrei fatto un’altra scelta. Chi è? Non lo dico. Ma è bravo. Gioca nell’Ajax (Ziyech)”. La storia dell’argentino a Roma si rivela un disastro e il marocchino, chiusa la finestra estiva, conferma sconsolato: “Avevo un accordo con la Roma, ma alla fine l’affare non è stato concluso. È un peccato, mi sarebbe piaciuto andare, ma non è stato possibile”.
IL GRAN RIFIUTO DI ZANIOLO E ORA PARIGI – Il 1 luglio del 2020 l‘Ajax cede al Chelsea il cartellino di Ziyech per 40 milioni di euro,mentre nella capitale Pastore somma settimane su settimane di stop in infermeria. E’ stato indubbiamente uno degli ultimi colpi dell’era Abramovich. L’attaccante marocchino gioca 98 partite con i Blues, realizzando 14 gol e 11 assist. Vive momenti di grande coinvolgimento a fasi di scarso impiego, ma gioca al top del calcio internazionale, arrivando col Chelsea sul tetto d’Europa e del Mondo. Gli ingenti investimenti della nuova proprietà americana, il cambio di allenatore in panchina, spostano sensibilmente gli equilibri della rosa. Ziyech finisce sul mercato, già a gennaio e la Roma torna su di lui. Questa volta la società (e Mourinho) sono tutti d’accordo ma il nuovo tentativo giallorosso va a vuoto per il rifiuto di Zaniolo di volare in Premier, sponda Bournemouth. Hakim incassa e rilancia, perchè in queste ore si trova a Parigi in attesa dell’accordo tra Chelsea e PSG. A questo punto è probabile che spedisca lui a Trigoria una cartolina della Tour Eiffel, perchè il matrimonio non s’ha da fare.
FOCUS RS – Nelle ultime ore si è sparsa la voce della possibile squalifica di Dybala, che al pari degli altri calciatori bianconeri e di Sarri, avrebbe aderito alla c.d. manovra stipendi, sotto la luce dei riflettori della Procura di Torino e degli organi federali come secondo filone d’inchiesta sul caso Juventus dopo quello legato alle plusvalenze.
LA VICENDA – Quando il campionato si è fermato a causa della prima pesantissima ondata Covid, la Juventus ha raggiunto l’intesa coi suoi tesserati sugli stipendi, pubblicata attraverso un comunicato ufficiale – come una rinuncia a quattro mensilità, con un risparmio contabilizzato di 90 milioni. Nei fatti la rinuncia è stata a una mensilità, con delle scritture private (anche per chi avrebbe lasciato il club) per riconoscere nelle stagioni successive gli altri tre stipendi, risparmiando dunque effettivamente solo 31 milioni e spalmando su altre annualità i restanti 59: da qui il nome di “manovre stipendi”, racchiudendo operazioni di tipo diverso articolate su due stagioni, il 2019-20 e il 2010-21. La Juventus, in quanto club quotato in Borsa, a livello penale avrebbe commesso un illecito perchè di fatto non avrebbe comunicato al mercato delle variazioni legate ai propri costi reali in maniera corretta. Ma sul piano sportivo cosa succede?
LE REGOLE FEDERALI – A livello sportivo, l’uso di “scritture private non depositate”, secondo l’ipotesi accusatoria della Procura Federale sarebbe in conflitto con l’articolo 31 del Codice di Giustizia che regola le “Violazioni in materia gestionale ed economica”. Secondo il comma 3 “la società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde comunque loro compensi, premi o indennità in violazione delle disposizioni federali vigenti, è punita con l’ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti in classifica”.
Oltre al club, anche i tesserati rischiano delle sanzioni. Sempre l’articolo 31 al comma 8 infatti allarga il perimetro delle responsabilità: “i tesserati che pattuiscono con la società o percepiscono comunque dalla stessa compensi, premi o indennità in violazione delle norme federali sono soggetti alla sanzione della squalifica di durata non inferiore a un mese”.
Entro 20 giorni dovrebbe arrivare la decisione della Procura Federale in merito a questo filone, parallelo rispetto al caso plusvalenze. Nel novero dei tesserati bianconeri all’epoca dei fatti, come noto, c’era anche Paulo Dybala, che secondo quanto riferito questa mattina da Paolo Ziliani (giornalista de il Fatto Quotidiano) rischia almeno un mese di squalifica. E arriviamo alla situazione dell’argentino.
LA SITUAZIONE DYBALA – A margine del rischio sanzionatorio nei confronti della Juventus, secondo quanto raccolto dalla redazione di Retesport, il club bianconero avrebbe depositato in FIGC il documento relativo al nuovo accordo con Paulo Dybala (sottoscritto in piena pandemia) e il calciatore avrebbe quindi percepito quanto dovuto e non soldi extra legati alle presunte scritture private. Per questo motivo, puramente formale, il calciatore non rischia alcuna squalifica. La questione ovviamente è molto intricata, con procedimenti sportivi e penali che si intersecano, ma l’argentino ad oggi non è a rischio stop.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – La coppia Dybala-Abraham, una difesa che concede sempre meno (la migliore nei top 5 campionati per expected goals difensivi) e in generale una ritrovata empatia del gruppo in campo. Il mese di gennaio finora è stato costellato solo da ottime notizie, considerando anche il percorso in Coppa Italia, potenzialmente spalancato dall’eliminazione prematura del super Napoli di Spalletti.
E’ la resa in campo della Roma che lascia ben sperare. Come avvenne nella seconda parte di stagione, la squadra di Mourinho sembra aver trovato finalmente la quadratura del cerchio. Davanti si crea e si realizza con formule anche diverse dai semplici calci piazzati. Dietro la compattezza è straordinaria, a tal punto da non aver concesso di fatto ieri a La Spezia neanche un tiro nello specchio alla squadra di Gotti.
I numeri confermano la crescita complessiva della squadra giallorossa che ha chiuso il girone d’andata a 37 punti, +5 rispetto allo scorso anno. Oggi la Roma è terza (in attesa di Lazio-Milan e Inter-Empoli) ma comunque pienamente dentro la zona Champions. Lo scorso anno era sesta a -6 dal quarto posto occupato dall’Atalanta.
Con questa proiezione di punti, la Roma chiuderebbe a 74 punti, +11 rispetto allo scorso anno (63 punti) ma soprattutto pienamente dentro l’obiettivo Champions. Nelle ultime stagioni sono serviti almeno 77-78 punti per arrivare in Champions, ma lo scorso anno alla Juve ne bastarono appena 70. C’è da aggiungere che rispetto ad un anno fa, a parte il Napoli che ha totalizzato 11 punti in più, la Roma è la squadra che ha fatto meglio con +5, mentre Atalanta, Milan, Inter e Juventus hanno conquistato meno punti. Questo dato, se mantenuto nelle prossime giornate, probabilmente, ridurrà la soglia Champions.
20.5.2022 Torino vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho indicazioni durante la sospensione per acqua
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Il mercato e le voci sul futuro societario, miste al fascicolo stadio. Si è parlato di tutto questa settimana, tranne che del prossimo impegno di campionato che vedrà protagonista la Roma in trasferta sul campo dello Spezia, reduce da una vittoria in campionato preziosissima a Torino per 1-0 ma anche dal ribaltone di Bergamo in Coppa Italia (5-2 per gli uomini di Gasp).
Josè Mourinho quasi certamente ripartirà dagli stessi undici schierati contro la Fiorentina: un 3-5-2 con Pellegrini, vicino al recupero, che farà la spola tra la zona trequarti e il centrocampo per dare sostegno a Bove e Cristante. La Roma però ha 5 diffidati: Smalling, Celik, Mancini, Zaniolo e Cristante.
Il 22 giallorosso è immerso nelle voci di mercato e potrebbe saltare il match di domenica. Se dovesse essere convocato, nonostante il pressing del suo entourage che sta cercando di rintracciare in Premier League un’offerta allettante per il club giallorosso, partirebbe dalla panchina. Il vero rebus riguarda la possibilità per Mou di far rifiatare alcuni titolarissimi a rischio squalifica. Il perché è banale: dopo lo Spezia, la Roma volerà a Napoli per affrontare la capolista.
Mourinho non è un allenatore che in genere fa particolari calcoli sui diffidati. Lo scorso anno prima del derby di ritorno schierò Pellegrini e Zaniolo titolari contro l’Udinese. Per lo Special One la partita più importante ‘è sempre la prossima’. In questo caso però potrebbe fare una piccola eccezione, considerando le alternative a disposizione. Contro lo Spezia Matic potrebbe giocare dall’inizio al posto di Cristante, così come Spinazzola sull’out mancino, con Zalewski dirottato a destra al posto di Celik. Difficile che il tecnico giallorosso lasci fuori Smalling, visto lo stato di forma straordinario di Nzola.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Questa mattina il quotidiano Tuttosport ha rivelato l’indiscrezione del possibile interesse di un nuovo investitore americano sulla Roma. Si tratta di Tom Barrack, 75 anni, uomo d’affari statunitense proprietario del Colony Capital e già noto al mondo del calcio per aver acquistato (e poi rivenduto dopo pochi anni) il Paris Saint Germain agli inizi degli anni 2000.
Formazione e aderenze politiche
Barrack, figlio di un droghiere di origini libanesi immigrato a Los Angeles, si è costruito dal basso, partendo da una formazione prettamente legale. Laureato in legge, il suo primo incarico professionale è stato nello studio legale di Kalmbach, storico avvocato del Presidente Nixon. Repubblicano convinto, è tornato in auge recentemente sulla scena politica americana, poichè grande amico e sostenitore di Donald Trump, conosciuto 30 anni fa durante un affare immobiliare. Thomas ha creato il super Pac Rebuilding America Now, e ha guidato una decina d’anni fa un gruppo di investitori nella raccolta di quasi 100 milioni di dollari a sostegno della campagna elettorale di Trump. Nel 2021 è stato incriminato, poi assolto, con l’accusa di aver agito come agente straniero tra il 2016 e il 2018 per conto degli Emirati Arabi Uniti, influenzando le posizioni di politica estera della campagna di Trump. Inoltre, è stato anche accusato di ostruzione alla giustizia e di aver rilasciato false dichiarazioni.
Gli Arabi nel destino
La vera attività di Barrack parte negli anni 70 con una serie di affari e investimenti immobiliari che si intrecciano anche con il mondo arabo. Il suo primo incarico è in Arabia Saudita dove sbarca per conto di un gigante edile, cliente dello studio legale. Qui apprende in fretta l’arabo, fa sua l’arte della contrattazione e inizia a giocare a squash con i principi sauditi. Furbo, metodico, instancabile, torna in America e fa fruttare quei contatti come vicesottogretario nel Dipartimento di Stato sotto l’amministrazione Reagan. Dopo una serie di maxi operazioni, tra le quali anche un paio con Trump, arriva la versa svolta finanziaria nel 1991 quando Barrack fonda il Colony Capital, un fondo di investimento immobiliare quotato in Borsa. La filosofia del finanziare americano è chiara: rintracciare sul mercato aziende in dismissione o in difficoltà, asset immobiliari venduti all’asta o da ristrutturare. case in rovina, aziende indebitate, acquistarle, riqualificarle e rivenderle. Crea un portafoglio d’investimenti pari a 25 miliardi di dollari e secondo le ultime stime vanta un patrimonio personale di circa 1 miliardo di dollari.
L’altro intreccio col mondo arabo riguarda anche l’intrattenimento, il turismo e lo sport, nello specifico il calcio. Investe 200 milioni nell’immobiliare in Medio Oriente e il doppio in Germania, compra dall’Aga Khan gli alberghi di lusso lungo la Costa Smeralda. Nel 2012, li rivende a un fondo sovrano del Qatar per 680 milioni di euro, senza pagare un euro di tasse. Nel 2004 Barrack acquista il Paris Saint Germain per 31 milioni di euro da Canal+, insieme ad altri due investitori/fondi e poi a distanza di un paio d’anni rileva l’intera quota salendo al 98% delle quote. L’interesse principale di Barrack è la costruzione di un nuovo stadio “è l’unico modo per fare soldi nel calcio”, ma la gestione del club dopo i primi anni viene fortemente contestata dai tifosi. Nel 2011 il Colony Capital, dopo aver risanato le finanze del club, cede le quote di maggioranza del PSG al fondo sovrano del Qatar per 70 milioni di euro (oggi il valore stimato è di 4 miliardi).
Altri investimenti di Barrack riguardano il mondo del cinema e dello spettacolo. Acquista per 600 milioni quella Miramax fondata dal genio di Harwey Weinstein, per poi rivenderla ai qatarioti. Nel 2008, chiamato da un amico comune, raggiunge nel suo ranch Michael Jackson, ormai incapace di sostenere economicamente la sua Neverland. Si offre di coprirgli il debito di 23 milioni. In cambio, chiede solo i diritti per l’intrattenimento serale del parco.
10.3.2022 Conference League : Vitesse vs Roma Nella foto: Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – ‘Eppur si muove‘. Tiago Pinto sta ascoltando, valutando e preparando le strategie del mercato di gennaio con un riflesso importante anche su giugno. Creare economia, abbassando i costi di gestione complessivi e tracciare la strada per possibili ingressi già a gennaio: è questo il piano di mercato della società giallorossa che dovrà necessariamente operare su due profili paralleli.
Gli esuberi da piazzare
Da una parte i calciatori attualmente in prestito che la Roma vuole vendere per abbassare ancora i costi complessivi della società e rispettare il piano di rientro stabilito con l’UEFA, legato allo scostamento di bilancio pari a -60 milioni nel triennio 2024-26′. La lista non è lunghissima ma Pinto è convinto di riuscire a piazzarli tutti tra gennaio e giugno: Carles Perez, Reynolds, Villar, Kluivert. Su questi nomi si sta ponendo in queste ore, il focus principale della società.
Il centrocampista spagnolo tornerà al Getafe. Fallimentare la sua esperienza alla Samp, ma la differenza sarà nella formula finale del trasferimento. Dal prestito secco con diritto al prestito con obbligo di riscatto legato alla salvezza della società spagnola. La Roma spera di incassare almeno 5-6 milioni. Justin Kluivert invece vuole restare a Valencia. Gattuso lo stima, lo ritiene un prezioso pilastro del suo progetto tecnico. Il club iberico vanta un diritto di riscatto a giugno da 15 milioni ma vuole chiudere già a gennaio per circa 10. Da definire ancora diversi dettagli, ma questi soldi sarebbero ossigeno puro per il bilancio della Roma. Non utili però per alimentare il mercato in entrata.
Transfer Balance e Lista A
Il secondo filone, parallelo, su cui Pinto deve muoversi è quello dell’attuale rosa e del c.d. transfer balance. L’UEFA ha imposto alla Roma un paletto chiaro: iscrivere una lista A per le coppe composta da giocatori che non costino più di quelli dell’anno precedente. Ergo con l’arrivo di Solbakken e il subentro in corsa di Wijnaldum,la Roma deve in primo luogo operare delle cessioni per riequilibrare il computo complessivo dei costi dell’attuale rosa. Ecco perchè il telefono del GM giallorosso squilla di continuo: sul mercato Vina, Shomurodov, Karsdorp e Bove. Diversi i club interessati, ma al momento zero cash offerto. Le formule sono di prestito, qualcuna con diritto, l’obiettivo è fissare degli obblighi di riscatto che assicurino entrate certe. L’uzbeko vuole il Torino e gli agenti stanno lavorando per convincere Vagnati a sferrare l’affondo nei prossimi giorni. Su Vina c’è il Betis Siviglia che potrebbe fare un’offerta concreta una volta ceduto Alex Moreno all’Aston Villa. La vera spina è Karsdorp: vuole andare via, la Roma vuole cederlo, ma bisogna mettersi d’accordo e trovare una soluzione definitiva. Infine Bove che con la promozione di Tahirovic ha maturato l’idea di partire per trovare la sua dimensione. Cedendoli tutti a titolo definitivo Pinto riuscirebbe a compensare i ‘costi d’ingresso’ di Wijnaldum e Solbakken (pari a circa 5 milioni) e magari trovare una soluzione per migliorare la rosa. 20 giorni rimasti, ora Pinto deve accelerare.
(FOCUS RS di Francesco Oddo Casano) – Un anno con un titolo non può essere mai da bocciare, bensì da ricordare. Non fosse altro perchè non accadeva da 14 anni. L’esplosione di gioia dello scorso 25 maggio a Tirana, ma anche all’Olimpico, per le vie della capitale e in ogni parte del mondo dove un romanista ha alzato i pugni al cielo festeggiando la vittoria della Conference, è l’evento più importante e iconico del 2022 giallorosso. Non c’è dubbio e sarebbe quasi stucchevole soffermarsi troppo.
BEST MOMENTS
Gioia pura mista a lacrime quando Lorenzo Pellegrini, capitano romano alza al cielo e porta tra i romanisti quel trofeo internazionale che mancava da oltre 60 anni. Dopo tanto tempo non c’erano più polemiche, risentimenti, divisioni. Tutti insieme a festeggiare, tutti eroi dal Presidente all’ultimo dei collaboratori. Il quinto trionfo internazionale per Josè Mourinho, che ha confermato anche a Roma di essere un manager speciale, perchè capace sempre di fiutare la vittoria e centrarla quando intravede la possibilità.
Il racconto dei minuti finali e della premiazione di Retesport da Tirana
Qualche gradino più in basso, per lasciare giustamente la vetta più alta alla Conference, l’arrivo di Paulo Dybala strappato alla concorrenza del Napoli. Una decina di giorni di serrate trattative, condotte in porto con successo da Tiago Pinto, su forte spinta di Mou. Sembrava a tutti la svolta, per puntare al quarto tricolore. I festeggiamenti per la Conference mai terminati, hanno vissuto di un ultimo grande sussulto emotivo con la presentazione al Colosseo Quadrato dell’argentino. 12 mila persone in visibilio, la Roma su tutte le prime pagine online d’Italia e d’Europa. A completare il tris l’approdo di Wijnaldum, altro segnale di ambizione, dopo il fallimento della trattativa per Frattesi. Ma l’olandese poi è entrato purtroppo in un’altra classifica. Ne scriviamo dopo.
Terzo gradino del podio per tre successi sul campo: il 3-0 nel derby, con un primo tempo straordinario e un Abraham altrettanto famelico autore di una doppietta che entra nella storia. Così come il terzo gol di Pellegrini, una pennellata dipinta su un quadro praticamente perfetta. La banda di Sarri annichilita in 35 minuti, il resto fu dolce attesa fino al fischio finale.
20.3.2022 Roma vs Lazio (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: PELLEGRINI ESULTA
(Foto Gino Mancini)
Al pari della vittoria nella stracittadina, il successo di San Siro con protagonisti Dybala e Smalling, per valori espressi e rendimento, i migliori due calciatori del 2022 giallorosso. Un 2-1 in rimonta in perfetto stile Mourinhiano, alla Scala del Calcio, dove la Roma non vinceva dal 2017. Quasi un’eternità. Purtroppo un bonus di entusiasmo e consapevolezza, successivamente quasi del tutto disperso dal gruppo.
Infine il poker rifilato al Bodo/Glimt. La serata europea di Zaniolo per la tripletta realizzata, certamente seconda nel cuore del 22 alla rete di Tirana. Una Roma perfetta, sospinta da un Olimpico di assatanati, distrugge i norvegesi in appena 47 minuti. La rete del momentaneo 2-0 nata da una combinazione tutta di prima tra Abraham, Cristante, Mkhitaryan e Pellegrini a liberare Zaniolo, la perla di serata.
WORST MOMENTS
Lo scadimento tecnico-tattico della Roma dell’ultimo periodo. Una squadra dispersa, senza identità, senza gioco, lontanissima parente di quella assemblata con le giuste alchimie da Mourinho nella prima parte dell’anno solare. Le squadre vincenti necessitano di giocatori vincenti, non vi è dubbio, e per questo non si possono non citare gli infortuni prima di Wijnaldum (out da inizio stagione) poi di Dybala (out un mese e mezzo) che hanno impedito allo Special One di schierare con continuità quella Roma aggressiva e coraggiosa immaginata a Trigoria nel caldo agostano. E’ mancata forse anche qualche idea per trovare una formula, seppur momentanea, che non portasse la Roma a perdersi quasi del tutto.
Sul secondo gradino del podio negativo, la sconfitta contro la Juventus ad inizio 2022. Una rimonta incredibile subita dal 3-1 al 4-3 nel giro di un quarto d’ora. Segnò anche De Sciglio, fu forse la sera della prima rottura tra Mourinho e il gruppo storico (“Non sono io che devo scendere al livello dei giocatori ma loro salire al mio”). Certamente fu una sconfitta che fece cambiare mentalità alla squadra, cementandola ancor di più fino a Tirana. Aggiunta a questa altre due cocenti sconfitte entrambe per 1-0 contro Napoli e Lazio. Scontri diretti che hanno delegittimato le chance di vertice altissimo cullate dalla Roma fino ad ottobre in questa stagione.
9.1.2022 Roma vs Juventus (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Smalling delusione finale
(Foto Gino Mancini)
Sul terzo ed ultimo gradino negativo del podio giallorosso, ci sono necessariamente da una parte la sparizione di Abraham, vero mistero dell’autunno-inverno 2022 e il caso Karsdorp. L’inglese è il più grande ossimoro dell’anno romanista. Da cecchino implacabile a lontano, ad irritante e abulico calciatore nel giro di poche settimane. L’augurio è che Tammy ritrovi presto se stesso. Quella dell’olandese invece è una vicenda che finirà dinanzi ad un arbitrato, salvo un accordo per la cessione a titolo definitivo. Una storia che in assoluto non è stata gestita al meglio da nessuna delle tre componenti: calciatore, allenatore e dirigenza. La speranza è che a rimetterci non sia la Roma.