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Roma-Genoa, De Rossi chiede spazio all’amico Gila: le quote

Dopo la sconfitta 2-1 a Bergamo contro l’Atalanta, che ha complicato la qualificazione diretta in Champions League, la Roma ospita domenica sera il Genoa nella penultima giornata di campionato, con un occhio anche al sesto posto attaccato dalla Lazio, lontana solo un punto in classifica. Secondo gli analisti di Snai e 888sport, la Roma ritroverà la vittoria che manca dal recupero di Udine: il segno «1» è infatti quotato tra 1,50 e 1,53, Sale a 4,30 il pareggio, mentre il colpo esterno degli uomini di Gilardino, assente addirittura dal 1990, vale 6,50 volte la posta.

Nella lavagna dei bookmaker l’Over, come nella gara di andata, a 1,84, è leggermente in vantaggio sull’Under – che ha prevalso però quattro volte su cinque negli ultimi scontri diretti – proposto a 1,95. L’1-0 – finale delle ultime due vittorie capitoline – a 6,75, è in pole fra i risultati esatti, seguito dal 2-0 a 7,25. Il successo genoano per 0-1 è fissato a quota 11.

I goal decisivi potrebbero arrivare da Lukaku, primo in lavagna a quota 2,25, seguito da Retegui – già a segno nella gara di andata – a 3,50 insieme all’ex El Shaarawy. Occhi puntati anche su Gudmundsson, miglior marcatore stagionale dei liguri, dato a 4.

Fonte: agipronews

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Calciomercato

Ghisolfi-Roma, è fatta: annuncio a breve. De Rossi firmerà un triennale

La Roma ha scelto Florent Ghisolfi come nuovo direttore sportivo.

Il dirigente francese si libererà a breve dal Nizza e lavorerà a stretto contatto con la CEO Souloukou e Daniele De Rossi che secondo quanto riporta Sky Sport firmerà un rinnovo triennale.

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Serie A, panchine bollenti: il Napoli si avvicina a Conte, c’è Gallardo per il Milan. Vanoli al Toro e Motta alla Juve

Sempre in attesa che venga formalizzato con firme in calce ad un contratto e foto di rito, la Roma tra mille incertezze ha però un punto fisso da cui ripartire: Daniele De Rossi.

La squadra giallorossa si è sfilata per tempo dal valzer delle panchine che invece coinvolge mezza serie A. Se il Genoa ha rinnovato il contratto di Gilardino e l’Inter ovviamente proseguirà con Inzaghi, con Tudor che sta stupendo alla Lazio dopo l’addio di Sarri, tanti altri club sono ancora in cerca della nuova guida tecnica.

Sembra scontato il passaggio di consegne a Torino, sponda bianconera, tra Allegri e Thiago Motta, nonostante ieri l’agente del tecnico italo-brasiliano abbia ribadito che la priorità del suo assistito è il Bologna, fresco di storica qualificazione alla prossima Champions League. Il club felsineo potrebbe ripartire da Italiano, ma occhio a Sarri.

Il Toro saluterà Juric e sonda varie opzioni per il futuro, con Vanoli emergente tecnico – ex componente dello staff di Conte – che potrebbe raccoglierne il testimone al termine dell’estenuante rincorsa alla Serie A con il Venezia, che passerà attraverso i play-off.

A Milano, in casa rossonera è il caos: da Conceicao, a Fonseca (vicinissimo al Marsiglia) alla suggestione Conte per arrivare a Gallardo. Il tecnico argentino è stato esonerato in Arabia Saudita e può essere un candidato fortissimo proprio in queste ore per iniziare un nuovo percorso al posto di Pioli.

Il Napoli invece alla fine potrebbe chiudere finalmente per Antonio Conte. Una lunghissima telenovela a colpi di smentite di rito e rilanci sull’ingaggio. Si viaggia verso un accordo almeno biennale da 6,5 milioni annui più bonus. La Fiorentina invece, in attesa di vivere un’altra finalissima di Conference, sta cercando di capire da dove ripartire. Italiano lascerà i viola a giugno, salvo clamorosi dietrofront, con Aquilani favorito per la sostituzione. Occhio però a Palladino, nome che a sorpresa potrebbe arrivare a Firenze nelle prossime settimane.

La Serie A il prossimo conoscerà anche un esordiente: Cesc Fabregas che a Como ha svolto un egregio lavoro portando la squadra lombarda in A a distanza di oltre 20 anni.

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Calciomercato

Nandez si svincola e la Roma ci pensa

Non solo nomi di prospettiva, ma anche calciatori utili per rinforzare la rosa. Nahitan Nandez non sarebbe un titolare, ma certamente una risorsa in più nei 18-20.

Calciatore duttile, intenso, grintoso, di gamba, come piace a De Rossi che ha dettato – almeno a parole – le linee guida per il prossimo mercato giallorosso. Il capitano del Cagliari, che si svincolerà a giugno, ha 28 anni e quest’anno è stato leader assoluto della formazione di Ranieri.

Due anni fa ha accettato di restare in Sardegna anche con la retrocessione in B, ha riportato la formazione rossoblu in Serie A ma adesso vuole fare il grande salto. Un accostamento con i colori giallorossi che ricorre spesso ma questa volta non ci sarebbe nessuno esborso economico sul cartellino a favorire l’accordo.

Dall’entourage del calciatore l’ipotesi della Roma viene ritenuta possibile, così come è altamente probabile che sia stato proposto al club giallorosso al pari di altri club in Italia. Al momento non risulta iniziata una vera e propria trattativa, ma è un nome da tenere in considerazione nell’ottica della ristrutturazione della rosa giallorossa che sarà azionata a giugno. Sulla sfondo anche l’opzione Arabia Saudita, ma vorrebbe dire staccare col calcio che conta e incassare. Scelta legittima, ci mancherebbe.

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Roma, maledizione scontri diretti: una miseria anche quest’anno

Il vulnus è sempre lo stesso. La Roma contro le grandi non sa vincere e in campionati o corse complesse alla Champions, se ci si gioca tutto o quasi in due-tre punti, la differenza negli scontri diretti diventa elemento fondamentale.

In questa stagione la Roma ha raccolto il misero bottino di 2 punti contro le cinque squadre che attualmente la precedono: 1 contro l’Atalanta all’andata con Mourinho in panchina, 1 contro la Juventus al ritorno con De Rossi. Per il resto 8 sconfitte, alcune anche nette come quelle col Bologna tra andata e ritorno.

In assoluto contando anche le sfide contro Fiorentina, Napoli e Lazio, i giallorossi hanno messo insieme complessivamente 12 punti su 48 disponibili. Una costante degli ultimi anni da Fonseca a Mourinho arrivando poi a De Rossi che incide pesantemente sulle classifiche finali della Roma.

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Roma, nessuna emergenza plusvalenze entro il 30 giugno: i dettagli

NEWS RS(Francesco Oddo Casano) – La Roma non avrà il fiato sul collo dell’UEFA in merito ad un eventuale sforamento di bilancio e non sarà costretta a realizzare plusvalenze per 50-60 milioni, come emerso fino a qualche giorno fa.

Questo è il dato che emerge in queste ore e che permetterà al nuovo direttore sportivo (probabilmente Ghisolfi) di lavorare con maggiore tranquillità.

La società giallorossa infatti, complice una serie di fattori sintetizzabili nell’aumento del fatturato a livello commerciale, negli incassi arrivati anche quest’anno dal botteghino, nei ricavi europei e le operazioni di mercato complessive realizzate in questa stagione, è riuscita a calmierare la cifra di plusvalenze da dover centrare entro fine giugno.

Un quantum che ancora non è stato precisamente calcolato a Trigoria, ma la proprietà come già avvenuto lo scorso anno è pronta eventualmente a pagare una leggera sanzione – che si sostanzierà in una trattenuta sui ricavi della prossima competizione internazionale – ma non è escluso che si eviti anche questo leggero rischio economico.

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Interviste

De Rossi: “Partita a senso unico, non possiamo attaccarci alla stanchezza. Non meritiamo di arrivare davanti all’Atalanta”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta contro l’Atalanta:

La cosa buona di questa gara è che la squadra non molla mai…
“C’è stata una reazione alla fine, dopo il rigore, però dovevamo reagire prima. Loro sono forti e vanno il doppio rispetto a tanti in Italia e in Europa. Le reazioni mentali esistono, quella spinta dobbiamo trovarla dentro di noi. Non possiamo aspettare un rigore per riaprire la partita. Dopo il primo gol ci siamo sciolti, so che non è facile giocare qui in questo momento. Abbiamo rischiato di prendere troppi gol e non va bene”.

Dentro un’altra punta nel secondo tempo. È mancato coraggio?
“Non è questione di coraggio. Contro l’Atalanta che ti viene a prendere forte è difficile, sapevamo che Lukaku e Hien avrebbero giocato uomo contro uomo. Quando andavamo in verticale dovevamo andare a sostegno di Romelu e questo lo abbiamo fatto poche volte nel primo tempo. Con un altro attaccante forse ho pensato che potessimo riuscirci meglio”.

Hai un po’ di rammarico per il secondo tempo?
“Secondo me il cambio di passo è stato mentale, abbiamo avuto uno spiraglio per riaprirla nonostante non lo meritassimo. Abbiamo giocato meglio nell’ultima mezz’ora, ma anche loro ne avevano. Avevamo preparato la partita solo per giocare in verticale, il possesso poteva essere fine a se stesso contro di loro. Quando vai in verticale devi tenerla e riuscire ad andare in profondità, noi non siamo una squadra che può andare in profondità”.

La differenza l’ha fatta una forma fisica diversa tra le due squadre? Ora vi serve tanto riposo..
“Sì, dobbiamo ritrovare le energie perse, ci sono due gare importanti. Dobbiamo per forza arrivare sesti, i ragazzi lo meritano. Non meritiamo certo di arrivare davanti a questa Atalanta, nelle ultime partite è stata tosta per i ragazzi. Ora ci riposeremo e costruiremo qualcosa di più per affrontare questo calcio. Le squadre forti giocano ogni 3 giorni, non possiamo attaccarci alla stanchezza. Loro vanno il doppio, se vogliamo raggiungerli dobbiamo essere più pronti”.

Con la difesa a 3 cercavate una comfort zone?
“No, è legato al fatto che volevamo giocare a specchio. Nel secondo tempo eravamo con due punte ma la gara alla fine è stata simile. La reazione c’è stata per un rigore abbastanza casuale che ci ha svegliato. Non faccio un discorso di difesa a 3 o a 4, spesso mettiamo un terzino a fare il centrale, ogni tanto costruiamo con il quarto. Credo che questa partita abbia detto poco dal punto di vista tattico”.

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Lazio-Empoli, cori dei laziali contro la madre di De Rossi

Nel giorno della festa della mamma all’Olimpico una parte dei tifosi laziali si è distinta nuovamente per grande eleganza (eufemismo).

Durante il match vinto contro l’Empoli 2-0 si sono levati dei cori contro De Rossi e soprattutto la madre dell’allenatore giallorosso, del tutto immeritati visto che mai in questa stagione, anche a ridosso e dopo l’ultimo derby vinto dalla Roma, ci sono state affermazioni contro la Lazio da parte dell’allenatore.

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Interviste

De Rossi: “Due-tre dubbi di formazione per Atalanta-Roma”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni della Roma alla vigilia del match contro l’Atalanta:

“Sappiamo quanto è importante per noi e per loro, sappiamo che sono in grande salute, ma anche che sono l’unica squadra ad aver giocato più di noi. Sarà una gara da diluire nei 90′, le forze potrebbero venire meno a noi e a loro. L’abbiamo preparata oggi per quello che si può preparare in 48 ore dopo una partita così intensa, siamo fiduciosi”.

Loro hanno un umore più alto, ma la Roma arriva incattivita.
“Avremmo preferito arrivarci con il loro stato d’animo. Hanno meritato di arrivare in finale, noi no, siamo stati molto bravi per me, abbiamo fatto due partite che potevano girare diversamente per gli episodi ma la gara ha decretato che la squadra migliore ha meritato. Questa è un’altra partita, devi essere bravo da allenatore e calciatore a far scivolare via le scorie che ti porti addosso. Altra competizione, ci giochiamo tantissimo”.

Come hai visto i ragazzi?
“Non felici, affranti. A un certo punto eravamo pari, mancavano pochi minuti, ripeto, loro hanno giocato bene ma abbiamo avuto tanti episodi, tra cui l’infortunio di Spinazzola che hanno cambiato il nostro piano di gara in momenti in cui le cose stavano andando bene. Riconosci meriti e bravura degli avversari, ma c’è senso di ingiustizia e fastidio per gli episodi girati in maniera contraria. Il loro gol è stato fortuito, i ragazzi sono sereni e hanno tutti quanti una sensazione di grande fiducia verso il futuro. Si rendono conto che abbiamo giocato alla pari contro una delle squadre più forti del mondo al momento”.

Formazione: quanti cambi?
“Ci sto pensando. Bene o male ce l’ho in mente, ho due-tre dubbi. Per le condizioni di alcuni e perché arrivano giocatori un po’ stanchi, hanno giocato tante partite, però è vero anche che è la prima volta che ci troviamo a giocare di domenica e poi abbiamo cinque-sei giorni. Non è un brutto pensare, avere una settimana libera dopo mi fa pensare che posso chiedere ancora qualcosa a questi giocatori”.

Cosa ti piace dell’Atalanta?
“Tante cose. Gasperini è tra i più innovativi, ora non più perché tanti si sono ispirati a lui, ma ha cambiato il calcio, anche riportando qualcosa che si esisteva già. Hanno giocatori con caratteristiche che permette loro di giocare così. Ho fermato Gasperini quando giocavo ancora per chiedergli se potevo andarlo a spiare, perché avevo in mente di fare questo mestiere e mi incuriosiva molto. L’Atalanta è qualcosa di unico, sta ispirando molti”.

Quanto è decisiva questa partita?
“Decisiva come lo sono tutti gli scontri diretti a fine campionato. Lo è ancora di più per il fatto che loro hanno una partita in meno e la recupereranno quando la testa dei giocatori della Fiorentina sarà altrove. Decisiva, se non ci riusciremo avremo altre opportunità perché il campionato non finisce, ma è uno snodo cruciale”.

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Dybala punta l’Atalanta ma De Rossi avverte: “Non sta bene ancora”

Ghiaccio e speranze. Il destino della Roma in Champions passa anche se non soprattutto i piedi di Paulo Dybala. Assente per infortunio contro il Leverkusen, ma presente nello spirito visto che è stato uno dei primi a scagliarsi contro la panchina tedesca nel finale incandescente ieri sera, per rispondere a qualche provocazione di troppo.

Daniele De Rossi non inserendolo sull’1-0 al 60′, prima del rigore del raddoppio, aveva già lanciato un segnale: Dybala in campo solo negli eventuali supplementari o addirittura a ridosso dei rigori. Non poteva giocare, nonostante il tecnico abbia cercato di mistificare un po’ la notizia per non dare un vantaggio alla vigilia a Xabi Alonso.

“Se fosse stata un’altra partita l’avremmo lasciato a casa. Ieri dopo 10 minuti aveva fastidio. Non c’è lesione. Non c’è niente di preoccupante ma quello che sente il giocatore è più importante di quello che dice una macchina. Ha fatto ghiaccio anche oggi, perchè non si sente ancora al 100%”, ha spiegato il tecnico privato del suo miglior giocatore nella partita dell’anno, almeno in campo europeo.

Perchè in terra nostrana, la finalissima è quella di Bergamo. Lo scorso anno Dybala proprio in casa dell’Atalanta subì da Palomino un’entrata killer che lo tenne ai box per oltre 20 giorni, facendogli saltare diverse partite in campionato e la doppia semifinale col Bayer. Ora l’argentino punta a tornare titolare per riprendersi, metaforicamente, il mal tolto un anno fa. Saranno ore decisive per capire se questo fastidio, con altri due giorni di lavoro e terapie scomparirà del tutto. La Roma ora ha bisogno della Joya.