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De Rossi: “Di Bartolomei va onorato ogni volta che indossiamo la maglia della Roma”

Daniele De Rossi e Chris Smalling hanno parlato in conferenza stampa in Australia, a due giorni dalla sfida amichevole contro il Milan che sarà disputata anche nel ricordo di Agostino Di Bartolomei:

Siamo molto contenti di essere qui, grazie per questo invito, è sempre bello vivere un’esperienza di questo genere, siamo stati già con la Roma in Australia alcuni anni fa e mi fa piacere giocare questa partita contro il Milan”.

De Rossi ha aggiunto: “L’anniversario della morte di Ago è sempre triste per ogni romanista. Io ero molto piccolo e non l’ho vissuto, ma dai racconti di mio padre e dei miei amici più vecchi comprendo quanto sia forte il legame con ogni romanista. Lui ha lasciato l’esempio di cosa significhi essere romano e romanista. E dobbiamo onorarlo e ricordarlo ogni volta che indossiamo questa maglia”.

Al suo fianco ha parlato anche Chris Smalling: “Sono già stato qui in passato, lo stadio è stupendo e affascinante e sarà una bella partita anche per far divertire la gente, qui c’è entusiasmo per il calcio, i tifosi ti aspettano fuori dall’albergo per un autografo o una foto. È bello essere qui”.

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Ndicka blindato: la Roma ripartirà dall’ivoriano

Tante incertezze, tanti prestiti e giocatori che lasceranno la Roma, ma anche qualche conferma importante. Dopo Svilar probabilmente, per rendimento, uno dei calciatori che ha migliorato sensibilmente il suo status in campo e fuori all’interno della Roma nell’ultima stagione è Evan Ndicka.

L’inizio fu piuttosto tormentato. Taciturno già dal suo sbarco a Ciampino quando a sorpresa rispetto al solito protocollo chiese di non scattare foto e di essere ripreso dalle telecamere dei cronisti presenti al suo arrivo. L’ex Eintracht è entrato a fatica nei meccanismi difensivi della Roma, tanto che Mourinho all’inizio non lo impiegava. La difesa a tre allo start della stagione era composta da Llorente, Mancini e Smalling. Poi la sparizione dell’inglese spinse necessariamente Mou ad accelerare il percorso di inserimento dell’ivoriano che manifestò diverse difficoltà nelle letture preventive e nella velocità di esecuzione di alcuni movimenti.

Dall’autunno inoltrato però il primo salto di qualità. Piano piano Ndicka ha preso confidenza con il ruolo e tra derby e Roma-Napoli in marcatura su Osimhen, con tanto di assist nel finale a Lukaku, Evan ha cominciato a carburare. La vittoria della Coppa d’Africa gli ha dato quella consapevolezza internazionale e quella spinta mentale per riproporsi nella capitale in una Roma completamente diversa. Via Mourinho, dentro De Rossi, il passaggio alla difesa a 4 e nuovi meccanismi da oliare. Detto che il calciatore era stato abituato già in precedenza in Germania a giocare con tutti e due i sistemi difensivi, Ndicka non ha fatto fatica ad adattarsi alla coppia con Mancini, sfoderando ottime prove e alcuni assist importanti come quelli di Firenze e di Napoli per due gol che hanno portato punti preziosi (realizzati rispettivamente da Llorente e Abraham).

De Rossi vista l’età, il piede mancino, le caratteristiche in sensibile miglioramento soprattutto nelle marcature in area di rigore, vede in Ndicka un potenziale top player e vuole continuare a lavorarci. La società lo accontenterà. Salvo offerte fuori mercato, irrinunciabili, l’ivoriano rimarrà a Roma e sarà uno dei pilastri della ricostruzione.

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Ritiro Roma, possibile ritorno in montagna: le ultime

Dopo una prima parte di ritiro a Trigoria con il raduno previsto intorno al 10 luglio, la Roma quest’anno potrebbe tornare a lavorare in montagna. Laddove negli scorsi anni con Mourinho si scelse l’Algarve per il clou della preparazione, quest’estate De Rossi avrebbe chiesto alla società di tornare ad un ritiro vecchio stile.

Le tournée esotiche saranno, nel caso, giocate in un secondo momento. La preparazione si svolgerà in Italia, o al massimo in Austria: Predazzo, Bormio e Bad Waltersdorf le possibili sedi. 

De Rossi vuole mettere benzina nel motore dei suoi calciatori con un ritiro “vecchie maniere” e per questo ha scelto l’alta montagna come luogo ideale per lavorare sodo sulle gambe dei suoi ragazzi. Trovando l’ok della società, che ha intenzione di assecondare le richieste del tecnico. A riferirlo diversi quotidiani come la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport.

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Interviste

De Rossi: “Faremo riflessioni profonde sulla rosa”

Daniele De Rossi ha parlato così ai microfoni di DAZN:

Avete giocato una partita seria, rischiando di vincerla poi quella disattenzione finale sul gol dell’Empoli…
“La differenza la fanno tante cose nel calcio, non ci dobbiamo prendere una medaglia perchè abbiamo fatto una partita seria. Ci sono troppe cose da migliorare: l’attenzione difensiva, il grande possesso palla a fronte di pochi tiri, non si possono fare 6-7 contropiedi in superiorità numerica e non tirare mai in porta, bisognava segnare”.

Ripartirai da una Roma con un sistema di gioco più stabile?
“Valuteremo da tante cose, si parte riprogrammando da questa partita, non solo da qui, ma questa partita ci deve dire qualcosa. Iniziamo a 4 ma poi impostiamo a tre, lo abbiamo fatto spesso, il gol finale non si può concedere, non si può prendere un gol così in Serie A. Ci deve far riflettere, sulla costruzione della rosa del prossimo anno. Non volevo finire così la stagione, non mi importa cosa abbia fatto la Lazio”.

Ti sei già confrontato con il nuovo direttore sui profili da prendere?
“Sì abbiamo parlato, abbiamo passato un pomeriggio insieme, sia sul discorso di ruoli sia su qualche nuovo, c’è stata subito grande sintonia, ci sarà tempo per continuare ad approfondire. La partita che ho visto stasera non posso dire che non mi sia piaciuta ma non puoi perderla se vogliamo diventare grande”

Un messaggio a Di Francesco?
“Non penso voglia sentirlo, ho preparato la partita per giocare seriamente contro chiunque, non meritava di retrocedere il Frosinone per il lavoro fatto. Questo gol che abbiamo preso all’ultimo punisce un ragazzo e un allenatore che stimo enormemente, mi fa male ancora di più”.

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Empoli-Roma, domani pomeriggio l’ultima conferenza di De Rossi

Domani alle 15:00 Daniele De Rossi parlerà in conferenza stampa alla vigilia di Empoli-Roma.

L’ultimo appuntamento nella sala stampa di Trigoria prima del termine della stagione.

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De Rossi, occhi anche sulla Primavera: ecco i giovani che può lanciare

Mercato, rilancio e giovani da costruire. La Roma continuerà la sua politica di valorizzazione del settore giovanile con una spinta propulsiva in più. Perchè se è vero che Mourinho nei due anni e mezzo di lavoro nella capitale ne ha fatti esordire tanti e alcuni hanno portato anche capitali utili alla società (su tutti Tahirovic, Felix, Missori e Volpato), è altrettanto vero che su Calafiori soprattutto ma indirettamente anche su Frattesi le valutazioni di mercato fatte sono risultate errate.

Storie nettamente diverse: l’attuale centrocampista dell’Inter poteva tornare già 4 anni fa e 3 anni fa con una clausola di recompra accessibile ma lì l’errore lo fece il vecchio management. Poi Pinto lo voleva fortemente riportare a casa due estati fa, ma non si trovò la quadra col Sassuolo che chiedeva nell’affare tra gli altri anche Bove.

Riccardo Calafiori non è stato giudicato idoneo. La verità è molto più superficiale: nella Roma in parecchi, a cominciare dall’allenatore, non credevano che si sarebbe ripreso al 100% dopo i due gravi incidenti alle ginocchia. Spesso era fuori per infortunio muscolare, qualche dolore di troppo lo aveva anche quando giocava. Le potenzialità erano evidenti, ma le certezze agli occhi di chi lo ha valutato no. Errore enorme? Sì, a vederlo oggi varrà oltre 30 milioni sul mercato, ma il Calafiori di oggi è fisicamente e tatticamente molto più evoluto di quello che ha lasciato Roma.

13.2.2022 Sassuolo vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Frattesi (Foto Gino Mancini)

De Rossi domenica in conferenza stampa ha espresso un pensiero condivisibile che probabilmente cela anche una piccola critica a chi ha gestito l’area sportiva della Roma nel recente passato. Fidarsi di più del parere di gente come Bruno Conti, Alberto De Rossi e di chi ha cresciuto questi ragazzi portandoli dagli esordienti spesso alla soglia della prima squadra potrebbe essere un valore aggiunto. E DDR, figlio di Alberto, sicuramente qualche consiglio lo ascolterà.

Chi potrebbe essere il nuovo Frattesi o il nuovo Calafiori? Sicuramente Joao Costa. Ala destra, classe 2005, brasiliano ma con passaporto anche portoghese, è nel giro delle nazionali giovanili carioca. Rapidissimo nello stretto, ama giocare a destra e rientrare sul mancino. Ha le caratteristiche perfette per essere un’ala di un 4-3-3 o di un 4-2-3-1. Sicuramente De Rossi, che lo ha avuto in rosa e in allenamento da gennaio ad oggi, lo porterà in ritiro e al 99.9% sarà uno dei giovani del vivaio che comporranno la rosa del prossimo anno.

Il secondo slot dovrebbe essere di Pisilli. Classe 2004, Mezzala, centrocampista, tuttocampista. La gamba c’è, il fisico però va rodato soprattutto sull’aspetto muscolare, sull’esplosività. Mourinho lo ha fatto esordire e il ragazzo è andato a segno in Europa League. Ha vinto con la nazionale Under19, ora è il momento di capire cosa fare da grandi. A 19 anni in altri campionati si è già titolari da due anni. De Rossi lo citò nella sua prima conferenza stampa, salvo poi rendersi conto che forse non era ancora prontissimo. L’estate porterà consiglio, ma Pisilli ha tutto per essere un nuovo Frattesi e la Roma non può permettersi di perderlo.

Come Mattia Mannini, due anni più giovane. E’ un esterno classe 2006 che ricorda per velocità il primo Florenzi. Fisico non aitante, ma una rapidità e una qualità nello stretto egregie. Così come la duttilità. Da ala destra o sinistra, mister Guidi lo sta impiegando anche da terzino fluidificante. Esperimenti da campionato Primavera, il calcio vero è un altro, ma c’è materiale importante su cui lavorare, con un pizzico di pazienza in più.

E’ invece un 2004 e di grande qualità Oliveras. Terzino mancino, spagnolo, che ha avuto un grave incidente un anno e mezzo fa che forse ne ha frenato l’esplosione definitiva. La più grande qualità è la conduzione del pallone. Elegante, diretta, senza fronzoli. Partecipa attivamente alla manovra offensiva, può modellarsi a livello fisico, ma ha 19 anni come Pisilli e in ritiro estivo probabilmente ci sarà per poi capire se puntarci su oppure no.

Scartati quasi certamente Golic e Keramitsis che finiranno sul mercato, così come Cherubini che doveva andare via a gennaio e che la Roma rischia di perdere a zero, un altro giovane che ha avuto uno strato excursus è Riccardo Pagano. Esordio con Mourinho, tutto il ritiro estivo con la prima squadra, diverse apparizioni nelle prime sfide di questa stagione poi è gradualmente e stranamente regredito. Sempre meno convocato con i grandi, è tornato a giocare con regolarità in Primavera. La sensazione è che con lui la Roma possa monetizzare, senza grossi rimpianti.

Una futura stella infine può essere Renato Marin. Portiere classe 2006, ha disputato un grandissimo campionato che si concluderà con le finali Scudetto per i giallorossi di Guidi a caccia di un successo tricolore che manca da diverse stagioni. Marin è brasiliano d’origine come Joao Costa, ma ha anche il passaporto italiano e ha già disputato 4 presenze con la maglia della nazionale under 19 azzurra. Chi si occupa di giovani lo considera uno dei migliori talenti del nostro calcio. La Roma però ora ha trovato Svilar e quindi Marin probabilmente disputerà un altro anno in Primavera poi ogni decisione sarà presa tra un anno.

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‘Tammy un’altra chance’: De Rossi vuole rilanciare Abraham

Azmoun tornerà al Leverkusen, Lukaku al 99% non resterà alla Roma visti i costi proibitivi, Dybala dovrà decidere insieme alla società il suo futuro in base al progetto sportivo, Belotti e Shomurodov rientreranno dai prestiti ma non rientrano nei paini del club e Abraham?

E’ un asset della società, è costato 45 milioni due anni fa e pesa a bilancio circa 13 milioni annui tra ammortamento e ingaggio lordo. La sensazione è che sia impossibile o quasi da piazzare, a meno che a luglio non arrivi un club inglese che pensi di rilanciarlo e abbia cash importante da spendere su una scommessa, perchè tale è oggi Abraham.

Dopo i 27 gol (17 in campionato) della sua prima, entusiasmante stagione, lo scorso anno prima del gravissimo incidente accusato a 5 minuti dalla fine dell’ultima gara stagionale, Abraham ha faticato tantissimo. Solo 9 reti e tante, troppe prestazioni al di sotto del suo livello. Pochissimi lampi, diverse gare insufficienti e i fischi dell’Olimpico. Pinto aveva trovato una soluzione in Premier per cederlo e finanziare l’arrivo del sostituto (nelle idee del club Scamacca, in quelle di Mou un profilo diverso), ma l’infortunio grave ha bloccato tutto.

Recentemente Tammy è tornato in campo, segnando un gol prezioso a Napoli, conquistando un rigore poi inutile ai fini del risultato contro l’Atalanta, ma anche commesso tanti errori sotto porta. Contro Milan, Leverkusen e Juventus ha avuto tre grandi occasioni sciupate malamente. Però Abraham lì ci arriva sempre ed è questo, forse, l’aspetto che ha convinto De Rossi a riprovarci.

27.2.2022 Spezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Abraham esultta (Foto Gino Mancini)

L’attuale tecnico giallorosso vorrebbe ripartire in ritiro lavorando su Abraham, convinto che ‘la bestia’ come lo ha recentemente definito, abbia margini di miglioramento enormi. Ne ha parlato recentemente così in conferenza stampa. Certo, sarebbe un enorme rischio ripartire da Abraham, punto. La Roma dovrà trovare un sostituto all’altezza di Lukaku, chiarire quale sarà il futuro di Dybala e cercare degli esterni offensivi che completino il reparto. Ma Tammy – che a Empoli partirà titolare contro una squadra a cui ha segnato diversi gol – smania dalla voglia di riprendersi un ruolo da protagonista nella Roma.

Va ricalibrato, va ripulito da questi atteggiamenti eccessivi che in campo lo portano spesso a disperarsi per un pallone perso o ad intristirsi se un tiro finisce a lato. La sfida di DDR sarà quella di incanalare la frenesia di Abraham in scelte lucide, l’eccessiva generosità in corse utili alla squadra. Un lavoro che su basi e per motivazioni diverse Spalletti fece con Dzeko dopo un primo anno negativo del bosniaco a Roma e che lo portò a segnare 39 reti la stagione successiva.

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Calciomercato

De Rossi e lo ‘spoiler’ sulla durata del contratto: sarà un triennale

Sabato scorso Daniele De Rossi a domanda precisa sul rinnovo di contratto e sui relativi dettagli, soprattutto in merito alla durata, aveva glissato specificando però che ormai l’annuncio fosse imminente. “E’ bastata una stretta di mano, l’accordo economico e la durata sono termini su cui abbiamo trovato un’intesa in 10 minuti, il resto sta ai rispettivi avvocati, ma ci siamo”.

Ieri in conferenza stampa ad una domanda sulle tempistiche del suo progetto – medio o lungo termini – il tecnico giallorosso si è lasciato sfuggire involontariamente che il suo rinnovo sarà triennale: “In tutti i progetti, quando costruisci qualcosa con un contratto di 3 anni, la cosa più importante è il tempo. I giocatori forti li vogliono tutti, ma il tempo va guadagnato.”

L’annuncio potrebbe arrivare già questa settimana, al massimo all’inizio della prossima contestualmente all’ufficialità di Ghisolfi che ieri ha lasciato il Nizza al termine del campionato.

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Interviste

De Rossi: “I sesti posti non si festeggiano. Farò di tutto per migliorare la Roma”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 1-0 sul Genoa:

Vi ha messo un po’ in difficoltà il Genoa nel primo tempo? Meno male che poi ha aspettato El Shaarawy, si era arrabbiato con lui al momento del cambio?
“No, con me stesso. C’è stato un problema di comunicazione, non ho detto il suo nome anche se lo pensavo, ecco perché non si stava scaldando. Nelle ultime partite abbiamo subito troppi contropiedi e ripartenze, oggi abbiamo creato qualche occasione e tirato tantissime volte dal limite senza mai prendere la porta. Il Genoa è una squadra tosta e ha giocato come se fosse la partita della vita e questo mi piace. Questa vittoria dimostra che la squadra ha un cuore gigante, abbiamo trovato la zampata del campione”.

Sono stati gli ultimi minuti con la maglia della Roma per Lukaku? Farà di tutto per trattenerlo?
“Farò tutto quello che posso per rendere questa squadra migliore. Ogni anno l’allenatore si siede con i dirigenti per migliorare la squadra. Ci sono dei paletti e dei budget, ancora non ne abbiamo parlato nei dettagli, ma sicuramente cercheremo di rendere la Roma una squadra da qualche piazzamento più in su”.

Cos’è il sesto posto per la Roma?
“La Roma deve provare ad arrivare tra le prime quattro, ma non è così facile arrivarci. Ci sono tante squadre forti, ma noi dobbiamo lavorare per arrivare tra le prime quattro. Non è un traguardo impossibile, non ci sono tante squadre nettamente più forti di noi”.

Ha cercato di lavorare sulle ripartenze, il Genoa ripartiva con gamba e qualità.
“Pensavo che Gudmundsson potesse giocare addirittura da mezz’ala. L’obiettivo era rimanere corti come blocco squadra. Non è stato un grande primo tempo, ma abbiamo avuto le nostre occasioni, siamo stati poco qualitativi nell’ultima conclusione. Il Genoa è forte, è una squadra fastidiosa”.

Ha in testa dei profili in vista della prossima stagione per giocare il tuo calcio?
“Ne ho mille. Questo lavoro è tremendo, mi chiamano procuratori e giornalisti per sapere notizie. Non avevo tanto tempo e interesse per cercare altri profili, ma un po’ di sano scouting da solo l’ho fatto. Arriverà un direttore sportivo, se io ho mille nomi in testa lui ne avrà diecimila. Ho ben chiare le caratteristiche che questa rosa ha bisogno di mettere dentro. Non basta fare una lista di dieci nomi e prendere tutti i più forti, bisogna capire come incastrarli nella rosa”.

Questa rosa va puntellata o rivoluzionata?
“Questa è una rosa forte, ma ha pochi giocatori che dribblano e di grande gamba e proprio contro questi giocatori abbiamo sofferto. Poi vedremo chi vorrà rimanere o meno, non ne ho ancora parlato né con il ds né con la proprietà”.

Dybala?
“Sta benissimo, l’ho levato solo per un discorso tattico perché Gilardino aveva messo in campo Ankeye e quindi ho voluto inserire Kristensen per avere più centimetri. Dybala non aveva comunque più di mezz’ora di autonomia”

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Terzo sesto posto consecutivo. A livello ambientale è percepito positivamente, perché?
“Non lo so se c’è la percezione. Abbiamo avuto un periodo di vittorie, sarà quello. C’è il discorso provinciale, sei arrivato sopra la Lazio dopo qualche anno. Sono ottimista, ma non facciamo le feste, potevamo anche arrivare più su. Senza la cavalcata in Europa, avremmo giocato le ultime gare di campionato più leggeri”.

Sarà un lavoro a medio o breve termine?
“Tutti i progetti, quando costruisci qualcosa con un contratto di tre anni, la cosa più importante è il tempo. I giocatori forti li vogliono tutti, ma il tempo va guadagnato. Non si può fare una squadra di 18enni, ma magari tra qualche anno avremmo un asset per la società di giocatori fortissimi. Vanno valorizzati anche quelli che abbiamo, anche la Primavera… abbiamo perso Frattesi e ciò non mi va giù”.

Il tuo feeling sulla partita? Dybala ha la fame che chiedi?
“Baldanzi doveva stare su Badelj. Il primo tempo è stato quello, abbiamo tenuto la palla, più solidità al centro ma senza ampiezza. A volte spari i tiri alti, ma devi farli per segnare. La squadra ha fatto una prestazione solida, io la preferisco a una più offensiva ma dove si concede tanto. Sapevo che Paulo poteva giocare 30 minuti, era una idea di arrivarci e poi con più qualità segnamo. Su Dybala, ho visto la sua fame per 4 mesi, non si è mai fermato. Si è allenato al massimo, ha alzato il livello delle sue prestazioni fisica. Ha avuto un intoppo recentemente, ma quando parlo di fame intendo la volotà di essere campioni. La fame è Dybala contro il Torino, noi dobbiamo fargli mettere la sua fame e penso che ce l’abbia”. 

Contento sulla stagione? La lotta alla salvezza?
“Non sono contento del sesto posto, ma lo sono per essermi dimostrato all’altezza. Ho vissuto serate che mi hanno dato una botta di vita incredibile, mi sono riappropriato di casa mia, che mi mancava tantissimo. Possiamo fare molto meglio, penso che abbiamo fatot un percorso interessante. Abbiamo tirato il collo ai ragazzi fino alla fine con l’Europa e un calendario difficile. Con un’altra partita potevamo arrivare quarti dicevo, ma con altre 3 potevmo diventare decimi. Non è mai facile con un cambio in panchina, sono soddisfatto. Potevamo fare di più, ma ci sono state squadra fortissime. La salvezza? Mi dispiace per i miei amici, ma andremo ad Empoli per fare il meglio. Il Genoa  ha fatto la sua partita, in Italia siamo cresciuti in questo, lo faremo anche noi ad Empoli. Stimo tutto il gruppone, ma è il calcio”. 

Qualche nome di ragazzi in Primavera che stai osservando?
“I calciatori non li valorizzi necessariamente portandoli in prima squadra. Calafiori non era questo. Io gli ho sempre detto che avrebbe fatto il centrale. Frattesi idem. Ci sta sempre un percorso. Non faccio nomi, l’ho fatto di Pisilli ma gli ho creato pressione che poi lui per fortuna non ha sentito. Non prenderò giocatori dall’U15, ma dovremmo tenerli d’occhio”. 

Cosa manca alla Roma per arrivare in Champions? Vi potete permettere solo top player da 15 partite a stagione?
“Mancano tanti punti, che si fanno adesso costruendo una squadra forte. Lavoriamo in una direzione intrapresi mesi fa. Arriverà una figura che avrà 1000 nomi. Dovremmo dare tanta qualità e caratteristiche diverse. La Roma non ha calciatori da sole 15 partite, tolti gli infortunati a lungo, abbiamo dei campioni che hanno fatto tanti minuti. Guardando i dati gps, adesso alcuni ragazzi fanno più chilometri: vanno coccolati e bastonati, sono pur sempre ragazzi giovani”. 

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Rassegna stampa

Roma promossa dall’UEFA: stop al paletto del Transfer Balance

Novità positiva in casa Roma che aiuterà sicuramente Ghisolfi a fare mercato.

Nella prossima stagione la società non avrà il fardello di uno dei tanti paletti del Fair Play Finanziario, quello relativo al Transfer Balance. In sostanza negli ultimi anni i giallorossi hanno avuto un rigoroso limite sui costi della lista Uefa, con un saldo – definito come la differenza tra i costi (somma di stipendio e ammortamento) dei giocatori in uscita e i costi dei calciatori in entrata – che doveva essere positivo.

Un «blocco» che non ha permesso di operare con libertà sul mercato. Nell’accordo con l’Uefa era stabilito che il Transfer Balance sarebbe decaduto alla fine della stagione 2023/24, applicandosi condizionatamente alle stagioni 2024/25, 2025/26 e/o 2026/27. I risultati del bilancio sono però rientrati negli obiettivi stabiliti da Nyon e quindi non scatterà la condizionale. Lo riferisce il Tempo.