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Roma-Juventus fa 101 all’Olimpico: numeri e precedenti

Roma-Juventus farà 101. Sono infatti finora cento le sfide disputate tra queste due formazioni all’Olimpico, con un bilancio casalingo che sorride ai giallorossi capaci di conquistare 36 vittorie, a fronte di 29 della Juve e 35 pareggi.

La sfida dello scorso anno terminò in parità (1-1), mentre l’ultima vittoria in ordine di tempo della Roma risale alla stagione 22-23′ grazie alla bordata dal limite dell’area di Gianluca Mancini.

L’ultimo successo bianconero è il clamoroso ribaltone del 21-22′, quando i bianconeri vinsero 4-3 in rimonta dopo il momentaneo 3-1 grazie alle reti di Dybala (oggi giallorosso ma assente domenica), Locatelli, Kulusevski (attualmente in forza al Tottenham) e De Sciglio, che oggi milita tra le fila dell’Empoli.

Il risultato più frequente nella storia di Roma-Juventus è l’1-1. La Roma ha ottenuto più volte il punteggio di 1-0, mentre la Juventus ha registrato diverse vittorie per 1-2. Il miglior marcatore della sfida è Francesco Totti, autore di sette reti all’Olimpico contro i bianconeri, inclusa una doppietta.

Claudio Ranieri è stato allenatore della Roma già due volte ma anche della Juventus nel biennio 2007-2009. Il tecnico Testaccino ha affrontato in assoluto i bianconeri due volte sulla panchina giallorossa con altrettanti successi: 2-1 in trasferta nel 2009-10, grazie al colpo di testa finale di Riise e 2-0 all’Olimpico nella stagione 2019-20, con le reti di Dzeko e Florenzi.

Allenatori a confronto

Per Ranieri sono 3 in assoluto le vittorie contro la Juventus, 5 i pareggi e 16 le sconfitte. Igor Tudor invece ha incrociato Ranieri una sola volta in carriera, quando allenava l’Udinese e perse 1-0 all’Olimpico contro i giallorossi nel 2019.

Per il tecnico croato in assoluto 5 i precedenti contro i giallorossi con 1 vittoria, 1 pareggio e 3 sconfitte (l’ultima in ordine di tempo nel derby di un anno fa contro la Roma di De Rossi).

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Roma, serve la svolta contro le big: solo 13 vittorie complessive negli ultimi 5 anni

Juventus, Lazio, Fiorentina, Atalanta e Milan. Nelle ultime 8 sfide di campionato la Roma affronterà cinque big match, cinque scontri diretti. Da quando c’è Ranieri i giallorossi, di fatto, hanno battuto solo la Lazio, perdendo contro Napoli e Atalanta, pareggiando contro Bologna e Milan.

Per centrare la qualificazione in Champions serve una svolta, in una particolare serie di partite nelle quali la Roma negli ultimi anni con Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric e lo stesso Ranieri, non è riuscita a tornare ai livelli del quinquennio precedente quando raramente steccava partite di questo spessore.

Considerando gli scontri in campionato contro Inter, Milan, Juventus, Napoli, Atalanta e Fiorentina (dunque escludendo il Bologna che solo in quest’ultimo biennio è entrato a far parte delle big), i giallorossi hanno finora disputato dalla stagione 20-21 ad oggi 64 partite con solo 13 vittorie, 18 pareggi e addirittura 33 sconfitte.

Quindi oltre il 50% sono state partite perse, alcune malamente dai giallorossi, che anche dopo l’arrivo di Ranieri su 7 scontri diretti ne hanno vinti solo uno – il derby – pareggiando con Milan e Napoli (oltre al 2-2 del Dall’Ara a Bologna) e perdendo con Atalanta e Napoli all’andata. Dunque un andamento similare a quello degli anni precedenti su cui servirà una vera e propria inversione di marcia.

La tabella completa:

  1. Fonseca – Stagione 20-21 – 3 vittorie, 4 pareggi, 7 sconfitte
  2. Mourinho – Stagione 21-21 – 4 vittorie, 2 pareggi, 8 sconfitte
  3. Mourinho – Stagione 22-23 – 3 vittorie, 3 pareggi, 8 sconfitte
  4. Mou-De Rossi – Stagione 23-24 – 2 vittorie, 6 pareggi, 6 sconfitte
  5. DDR-Juric-Ranieri 24-25*in corso – 1 vittoria, 3 pari, 4 sconfitte
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Roma, mini tabù da sfatare a Lecce: l’analisi

Sabato sera ripartirà la corsa ad un posto europeo per la Roma di Ranieri, che affronterà al Via del Mare il Lecce di Giampaolo.

I salentini non trovano la vittoria da diversi incontri: nelle ultime cinque gare di campionato hanno raccolto appena 1 punto, perdendo anche sfide dirette come quella col Genoa a Marassi (1-2).

Il tecnico salentino proverà ad affidarsi al fattore campo: 14 dei 25 punti attuali sono stati conquistati dai pugliesi tra le mura amiche.

L’andata è terminata 4-1 a favore della Roma di Ranieri: fu una delle prime vittorie della squadra di Sir Claudio, che ha aperto di fatto un ciclo lungo di risultati positivi (tranne la sconfitta in trasferta a Como).

Il Via del Mare però è uno stadio poco felice per i giallorossi negli ultimi anni. Sia Mourinho che De Rossi infatti si sono fermati con rispettivi pareggi in casa del Lecce. L’ultimo successo risale addirittura alla stagione 2019-20, quando la Roma di Fonseca vinse di misura, 1-0, grazie al sigillo di testa di Dzeko su assist di Mkhitaryan.

Su 37 confronti diretti in A, i numero però sorridono ai capitolini: 25 vittorie, 10 pareggi e 2 sconfitte.

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Senza Joya la Roma ha vinto di più: la media punti sorprendente

Senza Dybala sarà più difficile dovremo dare tutti di più“. Il monito chiaro di Ranieri che ieri sera ha ribadito la necessità che la squadra si compatti, tenendo leggera la mente, per puntare ad un obiettivo Champions che fino a due mesi fa sembrava impensabile.

L’infortunio accusato dall’argentino è certamente una tegola tecnica importante. Dybala rischia di saltare almeno 3-4 partite e comunque di non rientrare al top prima di 40 giorni.

Ma esiste una Roma performante senza Dybala? I numeri di quest’anno, in controtendenza rispetto alla scorsa stagione raccontano che seppur in una serie di partite numericamente inferiori rispetto a quelle giocate con la Joya in campo, la squadra giallorossa ha saputo vincere, anche in trasferta.

L’argentino, infatti, ha saltato finora 5 delle 29 partite di A ed in queste la Roma ha portato a casa tre vittorie, un pareggio e una sconfitta (10 punti, media di 2 a gara). Con Dybala in campo, invece, 11 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte (media 1,62 in 24 partite).

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Dovbyk fa 10 in A: è il terzo in doppia cifra con la Roma, al suo primo anno dal 2000 ad oggi

Artem Dovbyk ieri ha siglato un altro gol da tre punti, pesantissimo tanto quanto realizzato contro il Como all’Olimpico un paio di settimana fa.

Il centravanti ucraino ha realizzato la decima rete in A e la quindicesima stagionale. Prima di lui, in doppia cifra al primo anno di Serie A dal 2000 ad oggi ci erano riusciti soltanto due attaccanti: Borja Mayoral (10 nel 2020/21) e Tammy Abraham (17 nel 2021/22).

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Angelino-gol, già a quota 3: meglio dell’85% dei terzini sinistri degli ultimi 15 anni della Roma

Tra investimenti sbagliati, scelte azzeccate a basso costo o protagonisti importanti ma di una sola stagione, o quasi, la fascia sinistra della Roma negli ultimi 15 anni ha cambiato diversi padroni.

Da Ranieri (2010) a Ranieri oggi, tralasciando i terzini destri saltuariamente adattati sulla fascia sinistra (es. Santon o Torosidis), sono stati 10 i calciatori che si sono interfacciati sull’out mancino come titolari.

A cominciare da John Arne Riise che a tratti fu un dominatore nel ruolo per rendimento nel nostro campionato. L’ultimo in ordine di tempo è ovviamente l’attuale dominus della corsia mancina, Angelino.

Arrivato a gennaio 2024 per 5 milioni di euro, lo spagnolo dapprima ha convissuto sulla fascia nell’alternanza con Spinazzola, poi ha dovuto superare l’arretramento in nella difesa a tre (follia totale…) imposta da Juric, prima di tornare con Ranieri ad essere protagonista su tutta la fascia nell’attuale 3-4-2-1.

Da lì l’ex Lipsia è letteralmente esploso. Praticamente sempre presente da inizio stagione in tutte le partite, tranne un paio in cui ha osservato un doveroso riposo, contro il Monza lunedì ha siglato la sua terza rete stagionale (con 6 assist all’attivo).

Sul piano realizzativo Angelino ha dimostrato non solo di aver aggiustato la mira, ma di arrivare con notevole frequenza al tiro in queste ultime settimane. Merito sicuramente anche di una strategia tattica imposta spesso e volentieri da Ranieri, con la ricerca costante dell’ampiezza sia sul lato dello spagnolo, sia su quello di Saelemaekers (al top in termini realizzativi non a caso come Angelino).

Guardando indietro nel tempo solo due calciatori dei 10 terzini sinistri sopra citati negli ultimi 15 anni giallorossi hanno fatto meglio di Angelino, in una singola stagione, sotto porta: Riise con 8 reti nel primo anno di Ranieri (2009-2010) e Kolarov a segno 9 volte nel 2018 e 7 l’anno successivo (*il serbo tirava però punizioni come il norvegese, oltre a diversi rigori).

Foto Fraioli

Al pari di Angelino, c’è Lucas Digne nel 2015 con 3 reti, poi al di sotto dell’iberico, c’è Spinazzola – mai stato prolifico nella sua carriera con un massimo di 2 reti in un unico anno in giallorosso – oltre a Holebas, Palmieri e Balzaretti a quota 1. Inutile citare le meteore Cole e Josè Angel.

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Solo il Bayern meglio della Roma da inizio 2025

Roma seconda in Europa per punti complessivi in campionato. Prima dei giallorossi solo il Bayern Monaco che guarda con ottimismo al possibile double stagionale (campionato e Champions).

Numeri in totale controtendenza con la media punti e la resa, a tratti oscena, della squadra giallorossa nella prima parte di questa stagione.

Ora i giallorossi hanno quattro sfide di campionato, inframezzate dal delicatissimo doppio confronto con l’Athletic Bilbao, che potrebbero realmente cambiare i contorni di questo finale di stagione. Ieri sera Ranieri ha parlato di curvone e poi di rettilineo, con la speranza che i giallorossi arrivino di corsa e in volata al traguardo.

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Tabù Porto: la Roma cerca la qualificazione al quarto tentativo

Se c’è un aspetto negativo nel sorteggio dei play-off di Europa League che ha messo di fronte ai giallorossi il Porto sulla strada verso Bilbao, è la serie di precedenti negativi con la formazione portoghese.

In tre diverse epoche la Roma infatti ha incrociato i lusitani in gare ad eliminazione diversa, riuscendo a vincere su sei partite una sola gara: quella dell’Olimpico per 2-1 della stagione 18-19′ in Champions, quando Zaniolo fece conoscere il suo nome a tutta l’Europa calcistica grazie alla doppietta nella ripresa, festeggiata sotto la Curva Sud.

Al ritorno – ultima gara in assoluto per i giallorossi in Champions – al Do Dragao la Roma non riuscì a difendere il risultato di vantaggio, perdendo 3-2 ai supplementari in una sfida contestatissima per l’arbitraggio del turco Cakir.

Un tabù che parte cronologicamente dalla stagione 1981-1982 con Liedholm in panchina. La Roma perde agli ottavi di Coppa delle Coppe proprio per mano dei portoghesi.

Il terzo confronto (secondo in ordine di tempo) che vide uscire di scena i giallorossi risale alla stagione 2016-17: preliminari estivi di Champions, all’andata in Portogallo la Roma raccoglie un prezioso pareggio in dieci contro undici per l’espulsione di Vermaelen, poi al ritorno crolla e perde 3-0 in casa con doppio rosso rifilato a De Rossi ed Emerson Palmieri.

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Dybala cerca un’altra perla a San Siro

Negli occhi di tutti c’è ancora l’ultima gemma di Dybala a San Siro. Un gol al volo di destro su assist di Dovbyk altrettanto straordinario, che a fine anno ha regalato ai giallorossi non solo un punto effettivo in campionato ma anche l’ennesima giocata da campione contro i rossoneri.

Il conto della Joya col Milan infatti è ancora apertissimo: nelle ultime tre sfide contro la formazione milanese, Dybala ha messo a referto due reti e un assist. Giocate utili che sono coincise con tre risultati altrettanto importanti della Roma (due vittorie in Europa League lo scorso anno e il pari di questa stagione in A).

Cambia la competizione ma non la voglia di Dybala di fare la differenza. L’argentino, lasciato di fatto a riposo da Ranieri domenica scorsa nel big match dell’Olimpico contro il Napoli, in carriera ha segnato 10 reti e messo a segno 6 assist in 26 gare contro i rossoneri.

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Roma, in Olanda solo tre sorrisi. I precedenti

La Roma torna in terra d’Olanda, contro un avversario che finora non aveva mai affrontato.

In totale sono stati finora 15 gli incroci con squadre dell’Eredivisie: il bilancio è positivo, con 7 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte.

Negli ultimi quattro anni, i giallorossi hanno sempre affrontato una formazione olandese nelle coppe, con il Feyenoord ovviamente protagonista tre volte (la finale a Tirana su tutte) e poi il Vitesse battuto 1-0 grazie alla rete di Sergio Oliveira.

Il primo in assoluto fu con il PSV, tanto tempo fa: stagione 69-70, Coppa delle Coppe, sconfitta di misura in trasferta e ricorso alla monetina, visto l’1-0 a favore dei giallorossi, per decidere il vincitore finale. In quel caso la sorte sorrise alla Roma.

Poi in Champions l’Ajax e la Roma perse 2-1 nei primi anni 2000. Infine il primo viaggio a Rotterdam, nel 2015: vinse la squadra di Garcia 2-1 con le reti di Ljajic e Gervinho. Poi il successo di Fonseca grazie alla rete del 2-1 siglata da Ibanez contro l’Ajax nel 2021.