Metà febbraio potrebbe essere la data utile per la presentazione del progetto definitivo per il nuovo stadio della Roma a Pietralata.
Prosegue senza particolari intoppi la questione stadio della Roma a Pietralata. La società giallorossa fa sapere che «sta procedendo con gli ultimi passi che porteranno alla presentazione del progetto definitivo. Continuano le riunioni serrate con il Comune, con contatti quotidiani per chiudere le ultime tematiche aperte».
Insomma, a Trigoria si continua a lavorare con tutte le carte ancora coperte per portare il miglior dossier possibile in Aula Giulio Cesare.
Siamo alle ultime interlocuzioni tra Roma e l’ufficio mobilità per chiudere anche la questione viabilità. Il faldone firmato dagli architetti londinesi di Populous è praticamente pronto. Lo riferisce la Repubblica.
Domenico Lione, Prefetto di Udine, ieri ha firmato il decreto con il quale si dispone il divieto di vendita dei biglietti della partita Udinese-Roma, in programma al Bluenergy Stadium domenica 26 gennaio alle 15, ai residenti della regione Lazio.
“La disposizione – informa una nota della Prefettura friulana – è stata adottata in esecuzione alla determinazione con la quale il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive ha indicato che l’incontro è connotato da elevati profili di rischio, in relazione ai fatti avvenuti lo scorso 5 gennaio in occasione del derby Roma-Lazio”.
Il provvedimento in questo caso, come lo era anche a Bologna, appare comunque illegittimo e sintomo più della volontà di punire la tifoseria giallorossa per qualche accadimento del recente passato, piuttosto che legato a reali profili di rischi attuali. A Bologna i tifosi giallorossi presenti comunque in massa – 1500 nel settore – seppur non provenienti dalla Regione Lazio, non hanno recato alcun problema alla tifoseria avversaria o alle forze dell’ordine.
Molti di quei tifosi che avevano acquistato il biglietto per il Dall’Ara e che poi nell’immediatezza dell’evento si sono visti bloccare la trasferta, hanno comunque viaggiato alla volta di Bologna per non sprecare soldi di treni e alberghi, ma non hanno creato problemi.
In più c’è da aggiungere che tra le curve di Udinese e Roma c’è un’amicizia che è stata rinsaldata anche lo scorso anno quando ci fu l’episodio del malore di Ndicka.
“Battere il ferro finchè è caldo“. E’ un’antica battuta che Claudio Ranieri espresse più volte, anche in passato, quando gli si chiedeva in conferenza stampa lumi in merito alla possibilità di lasciare in panchina o preservare alcuni calciatori a rischio squalifica.
Il mister giallorosso ha sempre preferito mandare in campo la miglior formazione possibile: “Se lascio fuori un diffidato e poi questo si fa male durante la settimana lo perdo due volte”.
In casa Roma dopo le gare con Bologna e Lazio, è cresciuto il numero dei diffidati: a Cristante – assente dalla sfida casalinga con l’Atalanta – si sono aggiunti in rapida successione Konè, Mancini e Saelemaekers.
Difficile immaginare che contro il Genoa venerdì Ranieri possa però operare sostanziali cambi di formazione. Gli allenamenti saranno la principale bussula del tecnico come sempre per orientarsi verso l’undici titolare, ma l’unico dubbio resta il secondo trequartista da schierare alle spalle di Dovbyk, con Pisilli in vantaggio su Pellegrini ed El Shaarawy nel consueto bussolotto pre match.
“Il bicchiere dopo Bologna è mezzo pieno. Nella prima mezz’ora la squadra giallorossa era stata troppo remissiva, non mi era piaciuta per niente poi ha costruito tre grandi occasioni, ha segnato con Saelemaekers e in 5-6 minuti ha preso due gol, anche per bravura del Bologna. Il pari nel finale è meritato. Alla fine è andata bene, poteva andare peggio”.
Così Ciccio Graziani ai microfoni di Retesport sul momento giallorosso e sul mercato: “Nelle prossime 4 gare, tranne il Napoli, la Roma ha Genoa, Venezia e Udinese, tre partite nelle quali sei favorito ed è lì che dovrai fare obbligatoriamente punti. Bisogna cambiare registro, il sogno è fare il doppio dei punti dell’andata”.
“Mancano ancora 18 giornate – aggiunge l’ex centravanti giallorosso – bisogna pensare sempre in positivo. Le potenzialità la Roma le ha, deve tirarle fuori e fare risultati, perchè le chiacchiere se le porta via il vento. Non andare in Europa sarebbe un fallimento totale, anche perchèalcune di quelle che ti stanno davanti come Lazio, Fiorentina, lo stesso Bologna, ma anche Milan e Juve stanno balbettando parecchio”.
Sul mercato conclude:“Frattesi non credo arriverà. Serve un altro attaccante bravo da affiancare a Dovbyk, non si può andare avanti con Shomurodov in panchina. Ma per prendere i grandi attaccanti servono tanti soldi e la Roma non li ha. Serve competenza, bravura e un pizzico di fortuna nel scovare il calciatore giusto”.
A Bologna non è stato diverso da altre circostanze. Claudio Ranieri, che ha forse ritardato di qualche minuto i cambi, arrivati in prima battuta al 77′ – ben dieci giri di lancetta dopo la rete del 2-1 su rigore di Ferguson – non ha trovato reti o giocate decisive dalla panchina.
Nonostante il tecnico abbia elogiato lo spirito combattivo con cui sono entrati in campo i vari Pisilli, Baldanzi, Celik, El Shaarawy e Zalewski, nelle ultime settimane si è creato un evidente ‘solco‘ tra i titolari e riserve. Il che di per sè non è sbagliato, perchè nella Roma serviva dapprima porre delle basi solide e rintracciare un undici di valore in grado di prendersi le principali responsabilità della risalita in campionato.
Prima la Roma A, adesso serve quella B
Ranieri ha scelto sulla base del 3-4-2-1 di dare fiducia ai soliti tre difensori, capitanati e guidati da Hummels, in mezzo al campo al duo Paredes-Konè, all’insostituibile Angelino a sinistra, con Saelemaekers a destra (4 gol in 9 partite) e alla coppia Dybala-Dovbyk, la cui intesa appare crescere di partita in partita.
Varia solo un uomo mediamente: il secondo trequartista/mezzala offensiva a seconda delle caratteristiche con El Shaarawy prima, Pisilli poi e in ultimo Pellegrini che si sono alternati da titolari.
Questi sono i 14 di Ranieri, ma gli altri? Tra giocatori tagliati (Le Fèe) altri ritenuti forse ancora troppo acerbi (Soulè) e limiti dei singoli – Shomurodov non è un vero nove, Zalewski è a scadenza, Saud nonostante qualche squillo prima di Natale non è stato più impiegato, tanto per fare degli esempi, la Roma fa fatica a trovare la scossa dalla panchina. Hermoso quando ha giocato ha sempre mostrato evidenti difficoltà, El Shaarawy quando subentra quest’anno non ha praticamente mai inciso. Gli unici che danno l’idea di riuscire a dare una scossa sono Pisilli e Baldanzi. In generale, decisamente un po’ poco.
Il dato è riscontrabile anche nelle statistiche: da inizio campionato la Roma ha realizzato solo 5 gol attraverso i giocatori subentrati dalla panchina: 2 Pisilli, 1 Shomurodov, 1 Konè, 1 Baldanzi.
Di questi 5 gol solo 1 è stato decisivo: quello siglato da Pisilli contro il Venezia, valso 2 punti in più.
Foto Fraioli
In Serie A, Lazio (9) e Atalanta (8) sono primatiste, segue poi l’Hellas Verona (con 6e uno decisivo proprio contro la Roma), poi Parma, Bologna, Torino, Fiorentina come i giallorossi. Se si spalma il dato anche sulle coppe, a parte la rete di Shomurodov sostanzialmente inutile contro la Samp in Coppa Italia, contro Elfsborg, Athletic Bilbao, Dynamo Kiev, USG, Tottenham e Braga solo Hermoso contro i portoghesi, subentrato nel finale, è andato a segno. 1 rete in 6 gare.
Statistiche che descrivono le evidenti difficoltà della panchina giallorossa in termini di valori, ulteriore dettaglio che non può essere sfuggito a Ghisolfi e Ranieri.
Davide Frattesi vuole la Roma e la Roma vuole acquistarlo, ma solo a determinate condizioni. E’ questo il punto di partenza per capire cosa sta avvenendo anche in queste ore intorno al calciatore di Fidene, che attende notizie sul suo futuro.
La Roma per bocca di Ranieri ha mandato un messaggio chiaro a Marotta e co.: “A quelle cifre Frattesi non lo prendiamo”. 45 milioni è una richiesta fuori mercato, lo sa anche l’Inter che però ora ha anche un’esigenza di natura numerica perchè i recenti infortuni di Mkhitaryan e Calhanoglu, non gravi certo, nell’immediato pongono Inzaghi in difficoltà sulle scelte.
Domenica scorsa però Frattesi è entrato in corsa e non è stato un segnale positivo, anzi. Il ragazzo smania per giocare ma non sta facendo la guerra nello spogliatoio. Si allena al massimo, lavora con grande professionalità.
La Roma proverà la strada di un prestito oneroso con obbligo di riscatto, dilazionando nel tempo un investimento oneroso ma non eccessivo intorno ai 30-35 milioni.
La sensazione è che la Roma corra oggi da sola, anche se il Napoli resta in agguato. L’Inter intanto prende tempo perchè non ha necessità di cedere in queste ore il centrocampista, sperando che si apra un’asta. Un braccio di ferro che Riso, agente di Frattesi, proverà a dipanare.
Non c’è pace in casa laziale. Dal derby in poi una serie di errori e guai mediatici come quella del video dei 125 con il coro storico del CUCS o la maglia celebrativa, segnalata sui social come replica in stile di un’antica maglia romanista. A tutto questo, ma anche al calo dei risultati della squadra di Baroni e l’ironia sulla coreografia del veliero con la scritta ‘Pippanera’, si è aggiunta la scabrosa vicenda del falconiere.
Juan Bernabè è stato protagonista in questi anni all’Olimpico nel volo di Olympia, l’aquila biancoceleste che però dalle prossime partite casalinghe non si alzerà più nel cielo dello stadio capitolino.
Il falconiere è stato licenziato dal club capitolino che non ha gradito immagini e video dell’uomo dopo essersi sottoposto ad un impianto di protesi peniena. L’uomo, operato lo scorso sabato a Roma, aveva pubblicato nelle ultime ore alcuni scatti sui propri canali social del post-operazione, mostrando immagini ‘hot’ del membro che hanno creato roventi reazioni e sdegno trasversale.
“La S.S. Lazio S.p.a., allibita nel vedere le immagini fotografiche e in video del sig. Juan Bernabè e nel leggere le dichiarazioni che le hanno accompagnate, comunica di avere interrotto, con effetto immediato, ogni rapporto con costui, attesa la gravità del suo comportamento. La Società si rende conto del dolore, peraltro condiviso, che ai tifosi provocherà la perdita dell’aquila nelle prossime gare casalinghe, ma ritiene che non è possibile essere associati, tutti, per di più con il simbolo storico dell’aquila, ad un soggetto che, con la sua iniziativa, ha reso inammissibile la prosecuzione del rapporto”.
Negli scorsi anni Bernabè si era reso protagonista di un’altra vicenda scabrosa: fu ripreso sotto tribuna Tevere mentre faceva il gesto del saluto romano di stampo fascista, di risposta ad alcuni tifosi laziali. La vicenda ebbe una grossa eco mediatica anche sui quotidiani nazionali e la Lazio annunciò il suo allontanamento, poi dimostratori parziale e temporaneo. Questa volta Lotito non ha potuto evitare il licenziamento in tronco.
Radja Nainggolan potrebbe tornare a vestire la maglia della Roma ma stavolta in un campo dalle misure più ridotte: il belga è infatti stato contattato dall’Asd Roma 1927 futsal.
Il Ninja si è dilettato in questo sport con l’Hassania Mechelen, squadra dilettantistica militante nella terza divisione belga. Da qui nasce l’idea della dirigenza giallorossa: caro Radja ma perché non farlo a Roma e con i colori che porti nel cuore?
Come scrive il Messaggero, la proprietà è pronta ad accontentarlo anche dal punto di vista economico. A “frenare” il sì è la proposta di una squadra professionistica di calcio a 11 arrivata al calciatore proprio in questi giorni.
La Roma ha individuato in Rensch l’uomo giusto per provare a sistemare la fascia destra.
Il terzino olandese, seguito già da diversi mesi andrà in scadenza a giugno e nelle ultime ore Ghisolfi ha trovato l’accordo sul contratto fino al 2029.
Da qui la voglia di provare ad anticipare l’operazione con l’Ajax che però valuta il suo cartellino circa 10 milioni. La Roma non ne offre più 4-5 ma attenzione alla variabile Dahl: la società olandese è interessata al terzino svedese e la Roma potrebbe pensare di inserirlo nell’operazione a parziale compensazione.
C’è un nome che aleggia da giorni in vista di una possibile sostituzione di Ghisolfi. Si tratta di Giovanni Sartori, attuale dt del Bologna.
Come specificato ieri da Fenucci sono iniziati i dialoghi per il rinnovo con la società emiliana, ma se non è ancora arrivata la firma sul rinnovo, a poche settimane dalla scadenza del contratto, è perché il futuro deve essere scritto.
Come riporta il Corriere dello Sport, Milan e Roma, in ordine alfabetico, lo stanno seguendo con attenzione. Qualche contatto, anche diretto, c’è già stato, più che altro per capire i margini di un eventuale accordo. Lui ascolta le proposte con orgoglio.