Italiani, stranieri, giochisti, pragmatici. Nell’annoso casting per la panchina giallorossa ce n’è veramente per tutti i gusti.
Friedkin ha deciso di non decidere: il post Mourinho e De Rossi era stato immediatamente comunicato. Questa volta sono trascorsi già due giorni e non è stato deciso nulla.
Nel novero dei nomi ‘nuovi’ spuntano anche Montella e Ten Hag. Il primo, ex centravanti giallorosso con un passaggio breve sulla panchina romanista nella primavera del 2010, si è ufficialmente autocandidato alcuni giorni sostenendo in un’intervista di poter esser messo in difficoltà se arrivare la chiamata della sua Roma. Attuale ct della Turchia, non avrebbe problemi a lasciare l’attuale incarico.
Poi c’è l’olandese, cacciato dallo United qualche giorno fa, sondato dalla Roma e che guadagna 6 milioni l’anno ma non ha nessuna intenzione di ripartire dalla capitale, secondo diverse fonti d’informazione.
5.3.2022 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Daniele De Rossi Roberto Mancini
(Foto Gino Mancini)
La Roma è a caccia del nuovo allenatore e in casa giallorossa sono ore bollenti, dopo l’esonero di Juric.
In pole resta Roberto Mancini col quale c’è già stato più di un contatto. L’ex ct azzurro verrebbe volentieri, ma ha richiesto un biennale da 6 milioni a stagione. Poco dietro di lui Edin Terzic e Rudi Garcia mentre sembra sfumata la possibilità dell’arrivo di Frank Lampard vicino al Coventry. Ma i Friedkin amano le sorprese e non è da escludere un nome diverso da quelli circolati finora.
Oltre al tecnico, arriverà l’annuncio anche del nuovo Ceo che potrebbe essere accompagnato anche da un direttore tecnico. La posizione di Ghisolfi, infatti, è a rischio. Per il primo nome si pensa a Giovanni Carnevali del Sassuolo. Vagliate anche le candidature di Alberto Uncini Manganelli, grande tifoso della Roma e Global GM adidas Running oltre a Marzio Perrelli, vice presidente Sky Executive. Lo riferisce leggo.it.
Frankie Lampard, secondo diverse fonti nazionali, sarebbe uno dei nomi vagliati dai Friedkin per sostituire Juric sulla panchina giallorossa.
Una candidatura straniera, di un tecnico giovane, che non ha però finora realizzato stagioni eccezionali in Inghilterra, che sarebbe stato suggerito ai Friedkin dalla CAA Base Ltd di Trimboli, agenti dell’ex centrocampista del Chelsea.
Secondo quanto riferisce Sky Sports UK, la candidatura di Lampard per la Roma sembra stia scemando. E’ improbabile che l’ex capitano del Chelsea sieda sulla panchina giallorossa.
Tra l’altro nelle scorse ore era emersa anche la concreta possibilità che da qui a pochi giorni Lampard sposi il progetto del Coventry City.
Contro il Bologna si è toccato il fondo, sul campo, portando all’esasperazione totale anche la tifoseria.
Quella stessa tifoseria che nel corso dell’intero scorso triennio aveva riempito all’inverosimile l’Olimpico, al di là dei risultati. Una sessantina di sold out consecutivi a cavallo tra l’esperienza di Mourinho e la coda finale diretta da De Rossi.
Pensare a quello stadio lì, pieno di passione, amore, cori, entusiasmo e paragonarlo allo spettarle Olimpico di ieri, semi vuoto già dall’inizio della ripresa, fa impressione.
La tifoseria della Roma, in primis la Curva Sud, ha tentato ogni strada: ha contestato aspramente il giorno dopo l’addio di De Rossi, ha scioperato in alcune partite casalinghe 10 minuti, 15 minuti, un intero tempo, è tornata a sostenere solo la maglia, riempiendo tutti i settori ospiti e ingoiando bocconi amari senza soluzione di continuità (Svezia, Firenze, Bruxelles e Verona).
Ieri la Curva ha iniziato richiamando all’ordine la squadra, poi ha sostenuto la squadra, ma la scintilla non si è mai accesa, anche perchè in campo l’undici scelto da Juric non ha dato mai la sensazione di voler lottare per vincere.
Ad inizio ripresa è iniziato lo sciopero e l’abbandono del tifo. Tra striscioni esposti in Sud e Tevere (indegni, tutti colpevoli, avete rotto il ca…), e un graduale svuotamento prima dei settori più caldi e poi di parte delle due tribune.
Molti tifosi si sono diretti verso il piazzale antistante la Monte Mario, ma poi l’iniziale ipotesi di contestazione si è spenta dinanzi all’ingente cordone di protezione predisposto dalla polizia all’uscita dei cancelli dello stadio, dove transitano autorità, dirigenti, il pullman della squadra e le auto private dei calciatori.
Al termine del match dopo un’altra sonora salva di fischi rivolta ai calciatori, lo stadio si è svuotato nel giro di pochi secondi. Fuori esposti striscioni contro la squadra. La gente è stanca e ora, per questi signori, ricostruire la propria credibilità agli occhi della tifoseria sarà veramente dura.
Dopo l’ennesima debacle stagionale e visto lo stato di crisi in cui versa la Roma, da ieri pomeriggio senza allenatore, la società ha deciso di lasciare libera la squadra per un paio di giorni.
I calciatori non coinvolti dalle convocazioni delle rispettive nazionali, tra cui spiccano i nomi ‘illustri’ di Cristante, Mancini, Pellegrini, Dybala, Hummels, Hermoso, El Shaarawy ma anche Svilar, Angelino solo per citarne alcuni, non si alleneranno per due giorni.
La società fa sapere che la decisione era stata presa già prima dell’esonero di Juric.
Nel settembre 2020, in gran segreto, Dan e Ryan Friedkin – quando ancora il mondo era immerso nei postumi del primo lockdown e si preparava tristemente al secondo in autunno, affittarono in gran segreto una splendida struttura alberghiera prospicente al mare, nei pressi di Ladispoli.
All’epoca, nell’ilarità generale, diversi cronisti, una volta scoperta la notizia – rilanciata in esclusiva da Retesport – tentarono una serie di appostamenti e inseguimenti per scattare una foto o sperare di strappare una dichiarazioni ai neo proprietari della Roma.
Friedkin si muoveva in incognito e organizzò anche dei depistaggi facendo salire a bordo dell’auto che faceva la spola tra Trigoria e Ladispoli dei figuranti.
Storia vera che ora potrebbe ripetersi. Perchè il noto portale Dagospia ha svelato poco fa l’indiscrezione relativa alla presenza a Roma dei proprietari della Roma.
Friedkin sarebbe infatti già in Italia e allogerrebbe in un Hotel di Ladispoli, si tratta de “La Posta Vecchia”, un lussuoso albergo affacciato sul mare. Da qui, rivela il sito, la proprietà americana sceglierà il nuovo allenatore.
Il club giallorosso off records smentisce seccamente questa indiscrezione.
Dopo la surreale conferenza della vigilia, in cui il tecnico croato aveva decisamente mollato gli ormeggi, consapevole che avrebbe vissuto a dispetto del risultato finale, l’ultima domenica da allenatore della Roma, Ivan Juric c’ha comunque provato.
Con le sue idee, senza tradire il suo credo calcistico. Certo il risultato finale è stato deprimente come la sua intera breve esperienza sulla panchina romanista, ma nelle movenze ha dato l’idea di credere fortemente in quello che faceva.
Dopo aver rifiutato di parlare a DAZN prima del match, con la surreale marcia di Ghisolfi che si è avvicinato ai colleghi della tv per sottoporsi lue alle domande di rito pregara, scoprendo però che era troppo tardi e stava per iniziare la partita, Juric si è sfilato la giacca subito dopo il fischio d’inizio e ha vissuto con pathos tutti gli episodi chiave. Si è disperato per gli errori commessi dai suoi, ha creduto nella rimonta dopo il 2-3 di El Shaarawy.
Al triplice fischio è stato il primo ad abbandonare il campo, dirigendosi negli spogliatoi dove ad attenderlo c’era Ghisolfi con un telefono in mano: dall’altro capo del mondo il presidente Friedkin che gli ha comunicato immediatamente l’esonero.
Poi poche parole alla squadra nello spogliatoio, della serie: “Ho dato tutto, so di aver scontentato qualcuno, ma ho sempre fatto le scelte per il bene della Roma”. Successivamente ha abbandonato lo stadio, nell’anonimato più totale e in maniera mesta, come onestamente era arrivato.
Mentre la città si interroga su chi sarà il prossimo sul patibolo (o la panchina) della Roma, immaginando o forse sperando che la proprietà abbia compreso che servirebbero scelte normali per risalire la china e salvare il salvabile, di Dan Friedkin non c’è traccia.
L’unica comunicazione ufficiale si evince dallo stringato annuncio dell’esonero di Juric – nel quale la parola esonero neanche è scritta – “E’ iniziata la ricerca del nuovo responsabile dell’area tecnica…”
E’ iniziata nonostante siano almeno 15 giorni che Juric, dopo Firenze, era un man dead walking (a livello sportivo). La città spinge per manager e allenatore italiani, possibilmente accettabili anche a livello di simpatie e di tifo; i Friedkin tra un volo e l’altro invece hanno un’idea diversa.
Già dalla notte è emersa informalmente la volontà di affidare la panchina ad un tecnico straniero: da Lampard, a Terzic passando per Potter, con la solita, pericolosa, strategia: affidarsi ad un’agenzia straniera, la CAA Base, che ovviamente sta spingendo per i suoi assistiti che non hanno nulla a che fare con il calcio italiano e la realtà romana.
E’ apparso dopo la partita ai microfoni di DAZN, parlando rigorosamente in francese nonostante sia qui da diversi mesi. Sembra una sfumatura relativa, ma in realtà denota forse lo stato d’animo di un dirigente che sa già di essere di passaggio.
Florent Ghisolfi si è assunto a nome della Roma le responsabilità del crollo strutturale di un progetto, defenestrato dall’esonero di De Rossi.
Vorrebbe riportare Daniele in panchina, ha contattato (pare) anche Rudi Garcia, forse percependo la necessità del momento: un motivatore che ha capacità di farsi seguire da un gruppo dilaniato al suo interno.
Ma la decisione finale sarà solo dei Friedkin, perimetrando ancora di più ai margini della società il francese che probabilmente lascerà prima del tempo proprio perchè non sembra contare più di tanto nelle strategie decisionali e sportive del club…