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Tutto per il Mondiale: c’è l’ipotesi di spostare un turno di A per favorire gli azzurri

C’è in gioco il Mondiale e si pensa a tutte le soluzioni possibili. A due giorni dallo 0-0 di Belfast che ha fatto sfumare il pass diretto per il Qatar, l’Italia si giocherà tutto nei playoff di marzo (sorteggio il 26 novembre). E, come riporta La Gazzetta dello Sport – si studiano le soluzioni per favorire il ct Mancini. Un’idea realizzabile senza troppi problemi è uno stage a inizio febbraio, ma in queste ore si è fatta anche una proposta più forte: spostare la 30esima giornata di Serie A, in programma il 20 marzo, per concedere i giocatori a Mancini almeno il 18 marzo e dare così al ct azzurro almeno tre giorni in più per organizzare le sfide. Il calendario in teoria non avrebbe spazi liberi per eventuali turni infrasettimanali e il mercoledì precedente a quel turno ci sono gli ottavi di Champions. Ma la Lega si dice possibilista, vista anche l’entità della posta in gioco.

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Andrea Biondi (Il Sole 24 Ore) sul caso Dazn: “C’è un problema di pirateria, ma la situazione porterà disagi” – AUDIO

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Esclusiva Retesport, MEXES: “La Roma mi è rimasta nel cuore. Ricordo con affetto Franco Sensi. Mourinho può riportare i giallorossi dove meritano” (AUDIO)

“Vivo un po’ a Roma e un po’ in Francia, sono cresciuto nella capitale come uomo e come calciatore, sono rimasto legato a questa città affettivamente e sono contento di esser tornato qui”. Philippe Mexes, ex difensore della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport 104.2 nello spazio pomeridiano di 1927.

Queste le sue dichiarazioni tra passato e presente: “E’ indescrivibile ciò che ho provato nell’indossare questa maglia, era importante per me affermarmi qui a Roma, dopo un inizio di carriera in Francia, iniziai con difficoltà il primo anno, con tanti cambi di allenatori e poi ce l’ho fatta. Ho imparato tanto nella capitale”

“A Roma devi dare sempre soddisfazione ai tifosi, far vedere che dai tutto per questi colori, rappresenti la Roma in Italia e in Europa. La piazza è stupenda e con questa maglia, i tifosi ti danno grandi stimoli. E’ difficile gestire la pressione dell’ambiente, perchè ci sono grandi aspettative, quando vincemmo a Madrid era tutto moltiplicato per dieci. Totti ci ha insegnato a rispettare sempre questa maglia”

Il tuo ricordo più bello?
“Il mio ricordo più bello è il presidente Sensi: ero giovanissimo quando venni qui, lo conobbi e vederlo nello spogliatoio con la sua passione mi emozionava, ha dato tantissimo per la Roma, mai incontrato un presidente che ha dato così tanto per una società. Abbiamo sofferto tanto la sua scomparsa, abbiamo lottato per ritrovare una stabilità. Non è stato semplice neanche per noi quel periodo. Spalletti sicuramente ha dato una grande stabilità, costruendo un progetto tecnico importante, creando un grande gruppo e rialzando le sorti della Roma”

Se fossi un direttore sportivo, sceglieresti come coppia difensiva Mexes-Chivu o Mexes-Juan?
“Sceglierei Mexes-Chivu perchè sono un mancino e un destro, poi Juan era un grande, faceva pensare ad Aldair, ma Chivu era più completo, era una vera guida”

Mourinho a Roma cosa può fare?
“Ha tutte le qualità per portare la Roma a vincere, è un allenatore straordinario, spero che con la Roma riesca a fare ciò che fece col Porto, facendola crescere e riportandola dove merita”

Cosa accadde quella sera contro la Samp nel 2010
“E’ la partita che mi ha fatto più male di tutte, avevamo in mano lo Scudetto, ce lo meritavamo, sapevamo quanto contasse per la città che non vinceva dal 2001, secondo me abbiamo sottovalutato il secondo tempo, perchè nel primo eravamo in vantaggio. Commettemmo degli errori stupidi, un grande peccato”

Sei entrato nel cuore dei tifosi, eri chiamato a sostituire un fenomeno come Samuel. Ti rivedi in qualcuno dell’attuale campionato italiano?
“Mi ritrovo un pochino in Kjaer nei suoi modi, nel suo look, ha fatto un percorso simile al mio con Roma e Milan”

Mancini può diventare un leader della Roma?
“Penso possa diventare un leader della difesa giallorossa”

Hai smesso relativamente giovane, come mai?
“Sono stato un po’ deluso dal calcio in generale, ero stanco di andare in allenamento e vedere gente giovane che non aveva la grinta di lavorare e allenarsi. Non mi andava di fare l’allenatore in campo, o di andare a svernare in campionati minori”

Pensavi di poter concludere la tua carriera con la Roma?
“A Roma potevo sicuramente concludere la mia carriera, poi ci sono stati vari episodi, c’è stata la cessione della società, ho avuto l’opportunità di andare al Milan in quel momento erano ad un livello superiore e ho deciso di andare lì. Ho visto come hanno trattato Francesco Totti o Daniele De Rossi a distanza di tempo, non si fa così, due bandiere, due grandi uomini, pensate come avrebbero trattato me…”

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Valentini: “Prima o poi sarebbe capitato, la Spagna è fortissima”

Antonello Valentini, ex Direttore Generale della FIGC e personaggio storico nella dirigenza azzurra è intervenuto a Retesport durante la trasmissione “Le Ragazze fantastiche”: “Dopo tante vittorie non è il caso di fare un dramma per la sconfitta con la Spagna, prima o poi doveva capitare ed è successo contro una squadra tecnicamente fortissima che in superiorità numerica ci ha fatto girare come delle trottole. Piuttosto c’è stato un paio di episodi che mi ha lasciato perplesso: l’espulsione di Bonucci ci sta, il secondo giallo è sacrosanto ma è il primo che mi lascia perplesso, fare 50 metri per protestare è esagerato. Mancini in Nazionale? Il ct è uno che esplora continuamente, per lui tornerà ad esserci una chance, anche se col Mondiale in Qatar tra 13 mesi spero ancora di rivedere Bonucci e Chiellini, poi per il futuro si attingerà dal serbatoio dei giovani. ” Sul Pallone d’oro: “Ho visto che ci sono diversi italiani in lista, il mio rimpianto su questa Nations League è per Jorginho, non vorrei che offuscasse la speranza del giocatore che lo merita avendo vinto con la Nazionale e con il club. Donnarumma? I fischi sono stati eccessivi e tristissimi, capisco il rammarico ma non li giustifico. Sulle scelte del giocatore invece penso che non esistono solo i soldi nelle scelte, avrebbe dovuto tenere conto anche di altri elementi. Il Milan lo ha cresciuto e coccolato, per una differenza di due milioni di euro avrebbe potuto fare diversamente. Per ora la sua stagione a Parigi non è il massimo, la situazione è delicata ma resta un punto fermo della Nazionale e credo che vincerà molto”. Una parola su Under 21 e Calafiori: “Secondo me Riccardo può diventare un giocatore di alto livello, deve crescere con Mourinho, poi la Nazionale serve per accrescere l’esperienza internazionale”. Su Zaniolo: “Trovo che sia una forza della natura, dal punto di vista tecnico è inappuntabile, ma per la sua crescita personale il tecnico della Nazionale e quello del club è fondamentale, a partire dalle giovanili. Anche per Kean vale lo stesso discorso, a pallone non si gioca solo con i piedi, ma con la testa. Bisogna sapersi comportare e capire i momenti”

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Esclusiva RS – Di Gennaro: “Critiche eccessive all’Italia. Donnarumma? Fischi ingenerosi. Pellegrini calciatore totale”

Intervenuto nel corso de ‘La Mattina di Retesport’, Antonio Di Gennaro attuale seconda voce della Nazionale azzurra per Rai Sport, ha commentato così la sconfitta dell’Italia contro la Spagna, maturata ieri sera allo stadio San Siro: “Dopo tre anni che non si perdeva una partita, dopo la vittoria dell’Europeo, ci può stare di cadere contro una formazione forte come la Spagna, che ci aveva messo in difficoltà anche ad Euro2020. Ritengo eccessive le critiche che si sono levate in queste ore nei confronti degli azzurri. Mancini ha fatto delle scelte per cercare di non dare punti di riferimento, loro sono stati superiori, ma siamo rientrati in partita col cuore e con orgoglio. L’espulsione di Bonucci ci ha tagliato le gambe

Sui fischi a Donnarumma aggiunge: “In assoluto sono contrario ai fischi nei confronti di un calciatore che indossa la maglia della Nazionale. E’ un nostro connazionale che sta indossando i colori azzurri, ieri sera non c’è stato senso di responsabilità. Maldini e il Milan hanno fatto una scelta con questo ragazzo, che rientra però nell’ambito dei piani sportivi rossoneri. Queste storie non dovrebbero esser protagoniste quando gioca la Nazionale”

Pellegrini ha iniziato la stagione in maniera straordinaria – conclude Di Gennaro – gli infortuni che ha avuto in questi anni lo hanno spesso frenato, è arrivato ad una maturità tecnica importante, il rinnovo e la fascia da capitano lo hanno ancor più responsabilizzato, può giocare in tutti i ruoli del centrocampo, può ricoprire anche un ruolo più offensivo, abbina tutte le qualità del calciatore moderno: qualità, dinamismo, fa gol e assist, Mourinho lo consacrerà”

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Esclusiva Retesport – Infortuni Smalling, Dott. Avaldi (nutrizionista): “Il vegano se seguito correttamente può supportare l’attività agonistica senza problemi”

Il Dottor Francesco Avaldi, nutrizionista ed ex collaboratore di società del calibro di Milan, Real Madrid, PSG e Atalanta è intervenuto ai microfoni di Retesport 104.2 per analizzare alcuni aspetti della dieta alimentare dei calciatori oltre ad un focus specifico sulla situazione di Smalling:

Ha avuto esperienze importanti al Psg, al Milan, ma anche all’Atalanta, qual è l’equilibrio tra l’alimentazione e l’attività calcistica?
“Non ci sono grosse differenze tra gli sportivi e coloro che non fanno attività sportiva a livello agonistico. Sono stato tra i primi a lavorare sulla nutrizione nel calcio ai tempi di Ancelotti al Milan. Verificammo che c’era una monotonia nella dieta del calciatore, non ci spostava da alcuni alimenti fissi, quando invece ci sono altri prodotti come le verdure di stagione e alcuni cereali arricchiti che spesso vengono dimenticati. L’atleta oberato da impegni atletici e tecnico-tattici, oltre agli impegni extra calcistici, deve essere indirizzato affinché migliori la sua alimentazione. Considerando gli sforzi, i viaggi e i tanti impegni anche infrasettimanali, un aspetto importantissimo è l’iradratazione. Bere poco aumenta il rischio di infortuni”

Smalling è un calciatore vegano e da un anno ha avuto una serie di infortuni muscolari, questa tipologia di dieta può incidere sulle prestazioni dei calciatori?
“La letteratura scientifica dice che il carburante principale per uno sport come il calcio è il carboidrato. Un atleta vegano se ben condotto può sicuramente far fronte ad un impegno agonistico senza andare in deficit. Ho letto che Smalling ha avuto diversi problemi: sicuramente il vegano ha bisogno di un’integrazione come la creatina, che non è assolutamente doping e che sviluppa l’ipertrofia del muscolo, piuttosto che le vitamine B e B12, quest’ultima assimilabile solo con proteine animali. Nella Roma conosco Mancini e Spinazzola che sono due atletici che ho seguito all’Atalanta. Penso che un vegano possa affrontare tranquillamente l’attività agonistica, certamente serve una particolare attenzione sulla combinazione degli alimenti per i vegani e i vegetariani”

Ronaldo?
“E’ un professionista a tutto tondo, si cura in maniera maniacale, cura ogni aspetto del suo fisico. A Madrid era il primo che arrivava e l’ultimo che lasciava la struttura sportiva. Lo si vede anche a occhio nudo. L’aspetto importante è capire l’attenzione che Ronaldo ha durante la partita, è sempre sul pezzo, il livello di concentrazione – a parte l’aspetto genetico – è migliorato attraverso l’alimentazione e la cura delle ore del sonno. Con lui c’era poco da fare, avevamo a che fare con una macchina di Formula1 i cui margini di modifica eran veramente pochi. Ricordo che tutte le volte che c’era l’integrazione mirata al singolo giocatore, lui faceva sempre l’integrazione, si affidava con professionalità perchè voleva raggiungere determinati obiettivi”

A chi è rimasto legato nel mondo del calcio?
“A Rino Gattuso, grande personaggio, grande uomo e grande atleta”

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Esclusiva Retesport – Gerolin: “Mourinho colpo sensazionale dei Friedkin. Abraham non farà rimpiangere Dzeko. Udinese avversario ostico” (AUDIO)

Manuel Gerolin, ex calciatore della Roma ed ex direttore sportivo dell’Udinese, è intervenuto ai microfoni di Retesport nello spazio pomeridiano 1927. Ecco le sue dichiarazioni:



“Roma-Udinese è una partita del cuore per me, ho trascorso 5 anni con i bianconeri e 6 anni con i giallorossi, da calciatore per me sono due squadre fondamentali per la mia carriera. Nell’81’ segnai il gol salvezza al mio primo anno di Serie A, e lo stesso anno da giovanissimo vinsi lo Scudetto Primavera in finale proprio contro la Roma. Il mio destino era legato a questi due club. Nella veste di direttore sportivo mi sono preso anche diverse soddisfazioni, con tanti calciatori scoperti in giro per il mondo, soprattutto nel ruolo di capo-scout: ho girato per il mondo e siamo riusciti per anni ad arrivare prima rispetto a grandi club su diversi calciatori come Muriel, Cuadrado o Sanchez”

La ferita da ex Roma è più aperta per l’86’ o per il 91′?
“Per l’86’, vincendo il campionato avremmo festeggiato un titolo e dopo avremmo giocato la Coppa Campioni, sarebbe stato fantastico giocare questa competizione. Poi sono riuscito a vincere comunque due coppe Italia. La Roma dell’86’ giocava un calcio moderno, pressavamo tantissimo e offrivamo grande spettacolo. Una tipologia di calcio molto vicina a quella ricercata oggi un po’ ovunque. Il sostegno della Curva Sud e i suoi cori per me sono stati motivo d’orgoglio”

L’arrivo di Mourinho?
“La presidenza è stata fenomenale, hanno lavorato in silenzio, portando nella capitale un top manager. E’ stato un colpo mediatico, soprattutto nel momento più delicato della scorsa stagione, con l’esperienza di Fonseca che si stava esaurendo malamente. E’ stata una mossa straordinaria dei Friedkin. In campo Mourinho sta mantenendo il grande nome e la grande fame che ha maturato negli anni, sta valorizzando l’organico e la Roma ha iniziato molto bene”

Ti rivedi in Karsdorp?
“Penso che lui abbia più forza, io un po’ più tecnico, ho giocato in tanti ruoli, anche da mezza punta. Forse mi rivedo un po’ più in Florenzi”

Dei calciatori presi dalla Roma, qual è quello che potrebbe fare la differenza in questa stagione?
“Penso che Abraham sia quello che possa lasciare il segno nel nostro campionato. La Roma senza Dzeko aveva bisogno di prendere un centravanti così, di prestanza fisica e di grande qualità”

Un giudizio sul campionato?
“E’ un torneo molto equilibrato, ci sono 5-6 squadre che possono vincere lo Scudetto. Il calcio più bello a mio giudizio lo sta esprimendo il Milan, il Napoli ora è in testa, ma Inter, Juve, Roma e Atalanta, così come la Lazio possono dire la loro. Saranno decisivi gli scontri diretti”

Che Udinese dovrà aspettarsi Mourinho?
“La solita Udinese, non sicuramente quella vista ieri sera contro il Napoli, una giornata decisamente storta, ma non dimentichiamo le grandi potenzialità del suo organico, è una formazione sempre sul pezzo, forte fisicamente, sanno subire le sconfitte e ripartire. Sarà un avversario ostico per i giallorossi”

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Esclusiva Retesport – Tempestilli: “Mou un colpo dei Friedkin, può riportare la Roma in vetta. Pellegrini? Ragazzo fantastico, è e sarà un grande capitano” (AUDIO)

Tonino Tempestilli, ex difensore e dirigente della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport 104.2 FM nel corso di 1927. Queste le sue parole:

Sulla carriera da calciatore alla Roma?
“Sono stato un privilegiato, da giocatore davo tutto in campo ma ho avuto la fortuna di giocare con la maglia della Roma. Auguro a qualsiasi giovane di ripetere una carriera da professionista come la mia. Sono stato allenato da ragazzino al Banco Roma da Giacomo Losi, ti inculcava la tigna, la voglia di vincere. Poi passai all’Inter, subito dopo il Como per finire alla Roma, dove mi sono tolto diverse belle soddisfazioni”

L’entusiasmo che si sta vivendo in questo momento, complice l’arrivo di Mourinho, ricorda tanto la stagione dell’89’ al Flaminio sul piano dell’empatia e dell’euforia. Trovi delle similitudini?
“Se devo esser sincero sì, va dato merito ai Friedkin di aver portato nella capitale Mourinho, che sta trasferendo a tutto l’ambiente la sua voglia di vincere e l’entusiasmo. Ci sono state delle difficoltà come l’infortunio di Spinazzola ma in silenzio la proprietà ha completato un mercato importante, rispetto ad una rosa che era già competitiva”

Mou-Capello, ci sono delle assonanze?
“Il 2001 fu un anno incredibile, costruimmo una squadra straordinaria che vinse meritatamente lo Scudetto. Mourinho e Capello sono diversi come allenatori, ma il percorso sembra simile, come quando Sensi scelse un top manager ora anche i Friedkin hanno deciso di ripartire da un allenatore straordinario. Mi auguro che si arrivi a dama, come avvenne 20 anni fa”

Pellegrini lo conosci da quando era ragazzino nelle giovanili. Totti ha detto che è e sarà un degno capitano della Roma. Sei d’accordo?
“Dissi in tempi non sospetti che Pellegrini sarebbe stato un degno capitano della Roma, un ragazzo fantastico, un calciatore straordinario, ha tutte le qualità morali per proseguire la tradizione dei capitani romani e romanisti. E’ successo anche a Francesco di vivere periodi di difficoltà rispetto ad una parte del pubblico, ma è fisiologico. Discutere Pellegrini è follia”

Zaniolo?
“Spero abbia messo alle spalle questi problemi fisici e possa tornare al top della condizione. Deve rimanere umile, continuare a lavorare e chi gli sta vicino mi auguro lo aiuti a non commettere errori”

Negli scorsi anni, c’è un calciatore su cui avresti scommesso tanto e invece non ha reso per quelle che erano le sue potenzialità?
“Cengiz Under, lo vedevo in allenamento ed era sorprendente: esplosività, gran corsa, tiro potente. Si è perso, è un peccato perchè pensavo realmente avrebbe sfondato nella capitale”

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Pellegrini, in corso l’incontro tra l’agente e Pinto per il rinnovo

“Lorenzo Pellegrini sarà il capitano della Roma per i prossimi anni”. Un tema molto caro a Josè Mourinho, che nelle ultime settimane ha rassicurato l’ambiente sull’imminente firma del centrocampista giallorosso, autore di un inizio di stagione straordinario.

Secondo quanto appreso nel corso del ‘Pomeriggio di Retesport’, è in corso l’incontro tra gli agenti del centrocampista e Tiago Pinto per definire i dettagli principali del rinnovo di contratto, attualmente in scadenza nel 2022.

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Esclusiva Retesport, Rizzitelli: “Amo la Roma e sarà sempre così. Serviva un condottiero come Mou. Abraham? Esordio importante” (AUDIO)

“Mi sono innamorato della Roma dopo pochi giorni e sempre la tiferò” Così Ruggiero Rizzitelli, ex attaccante della Roma di inizio anni 90′, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport.



Il tuo legame con la Roma come nasce?
“L’empatia che è nata tra me e i tifosi da quando arrivai nella capitale, capii cosa significasse indossare questa maglia, credere e giocare con questa maglia, sudare per questi colori. Appena arrivato i tifosi mi chiedevano di fare bene in una particolare data, all’inizio non capivo poi chiesi a Nela, Giannini etc., era la data del derby e mi resi conto della passione del tifoso della Roma. Amo la Roma, non l’ho mai nascosto e sarà sempre così”

Che idea ti sei fatto della nuova Roma di Mourinho?
“Un’ottima idea, Mourinho ha portato entusiasmo in città, noi avevamo bisogno di lui e credo che anche lui avesse bisogno della Roma. Dopo qualche annata complicata, aveva bisogno di una piazza calda, che lo stimolasse. E’ un vincente, lo ha già dimostrato, 4 successi nelle prime 4 partite. La Roma ha fatto un grande mercato, reso difficile dai tanti esuberi, vedo una squadra che ci crede e penso ci siano tanti margini di miglioramento. Poi c’è stato il ritorno di Zaniolo, fondamentale per questa Roma. Guardando la squadra in campo, noto che i giocatori stanno acquisendo la cattiveria mentale di Mourinho, si è visto già dalle prime amichevoli”

Abraham?
“Ha mostrato già qualità importanti, è forte fisicamente, è completo, è forte nell’allungo, fa la sponda, ma è giusto non dargli troppe pressioni. Mourinho ha un merito: lo ha fatto giocare subito, dopo pochi giorni, perchè ha percepito che il ragazzo avesse bisogno di rompere subito il ghiaccio con questa realtà. E’ un ottimo acquisto, si è presentato benissimo, ma calma. Ottimo l’inserimento di Shomurodov, che ha qualità fisiche e tecniche importanti”

Quel Roma-Brondby la tua serata più bella?
“Fu una serata incredibile, ricordo quel gol segnato con Voeller, un’emozione incredibile. Poi purtroppo la finale con l’Inter non ci regalò la gioia che avremmo meritato”

Gli obiettivi della Roma?
“Penso che senza grandi pressioni si possa lottare per un posto in Champions, poi vedremo nel corso della stagione quale sarà il rendimento delle altre formazioni che si trovano stabilmente nelle zone alte della classifica”

Dzeko via, dentro Abraham e Shomurodov?
“Edin ha fatto grandissime stagioni con la Roma, credo che abbia dato tanto ai colori giallorossi ma come tutte le storie prima o poi finiscono. Ora abbiamo due ragazzi giovani e importanti, più Mayoral che non va mai dimenticato, perchè lo scorso anno ha segnato tanti gol”

Hai un rimpianto nella tua carriera giallorossa?
“Non aver segnato i gol che invece ho realizzato a Torino. La mia soddisfazione non era solo il gol, ma la voglia di andare a recuperare un pallone, fare una scivolata, offrire un aiuto ad un mio compagno. A Torino io non mi divertivo per questo, alla Roma mi è riuscito questo giocando con Rudi, con lui mi facevo un mazzo incredibile ma ero felicissimo, purtroppo ho segnato meno di quanto potessi”

Lorenzo Pellegrini dovrebbe rinnovare con la Roma. Cosa pensi del suo rendimento giallorosso?
“Credo che Lorenzo paghi il paragone anche involontario con gente del calibro di Totti e De Rossi. Penso non sia giusto, perchè ognuno di noi ha qualità diverse. Ha fatto ottime partite, deve trovare la continuità assoluta, se si libera della pesantezza mentale della fascia e dei paragoni, può consacrarsi definitivamente”