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Monza-Roma, la probabile formazione e come seguire il match

La Roma domani cercherà a Monza di scrollarsi di dosso le scorie della brutta trasferta europea in Svezia e di centrare anche la terza vittoria consecutiva in campionato. Un successo che avvicinerebbe i giallorossi alle zone nobili della classifica.

Chiarissimo il messaggio in questo senso lanciato da Juric oggi in conferenza stampa: “Per noi è come una piccola finale, per chiudere bene questo ciclo di gare prima della sosta e ritornare lì su”.

La probabile formazione di Monza-Roma: pochi dubbi per Juric

In porta ovviamente Svilar, la linea difensiva sarà a tre con il rientrante Mancini al fianco di Ndicka e Angelino.

A centrocampo sugli esterni Celik ed El Shaarawy con Konè e Cristante in mezzo, entrambi di fatto tenuti a riposo giovedì.

Davanti vista la defezione di Dybala, spazio al duo Baldanzi-Pellegrini alle spalle di Dovbyk.

Come seguire il match

La sfida sarà visibile su DAZN ma soprattutto ascoltabile sulle frequenze di Retesport. Prepartita live sui 104.2 dalle 17:00, anche in streaming audio su retesport.it, APP, DAB, Alexa, Google Home e in visual radio sul nostro canale Twitch.

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L’Elfsborg di Hiljemark: intensità e ‘campo di plastica’

Prima trasferta europea, molto lontano da casa per la Roma. Domani i giallorossi voleranno in Svezia per sfidare nel secondo match della prima fase d’Europa League l’IF Elfsborg. Una gara fondamentale già per Juric, visto il pari all’esordio contro l’Athletic Bilbao.

Cenni storici e rendimento

L’Idrottsförening Elfsborg, meglio noto come IF Elfsborg, è una società calcistica svedese con sede nella città di Borås. Milita in Allsvenskan, la massima divisione del campionato svedese. Vanta in bacheca 6 campionati svedesi e due Svenska Cupen, oltre che la prima edizione della Supercoppa di Svezia.

In questa stagione, iniziata ovviamente molto presto viste le differenti condizioni climatiche rispetto all’Europa centrale e del sud, l’Elfsborg è attualmente 5° in classifica dopo 25 giornate, a -15 dal Malmo capolista. 12 successi, 5 pareggi e 8 sconfitte con 35 gol subiti e 48 segnati. Numeri che dipingono ad oggi il secondo miglior attacco del campionato ma anche una delle peggiori difese. Non casuale dunque il 3-2 contro l’AZ, con gli svedesi che se la sono giocata fino all’ultimo secondo perdendo di misura.

Vecchie conoscenze ed ‘alleati’

Per conoscere meglio l’Elfsborg, Dahl potrebbe essere un discreto alleato di Juric nonostante non faccia parte della lista UEFA, vista la provenienza del giovane terzino svedese ex Djurgarden.

Tornando però alla formazione che la Roma affronterà domani per la prima volta nella sua storia, si tratta di una squadra ovviamente giovane o relativamente giovane (media età 25 anni), allenata da una vecchia conoscenza del nostro calcio: Oscar Hiljemark, giovanissimo tecnico (ha solo 32 anni) che ha smesso di giocare molto in fretta ma nel nostro campionato non è stato una meteora, vista la lunga militanza con le maglie di Genoa e Palermo, soprattutto, e la curiosità dell’ultimo gol in A del centrocampista svedese segnato proprio contro la Roma diversi anni fa.

Hiljemark è subentrato in questa stagione sulla panchina dell’Elfsborg partito decisamente male e sta facendo bene: 21 partite ufficiali, solo due sconfitte e una serie di risultati utili consecutivi tra campionato e coppe spezzata solo dall’AZ.

Lo svedese applica un sistema di gioco speculare a quello di Juric – il 3-4-2-1 – predicando grande intensità e movimento costante con rotazioni che portano al tiro diversi calciatori.

Il miglior marcatore è Michael Baidoo, trequartista ghanese di 25 anni che in questa stagione ha messo insieme 13 gol e 7 assist. Occhio anche a Arbër Zeneli, tra i giocatori più esperti della squadra, con un passato in Olanda e in Francia, oltre all’altro ghanese Julal Abdulai, giovanissimo – 19 anni – che svaria sul fronte offensivo ed è andato a segno già 8 volte quest’anno.

A Boras la Roma troverà un ambiente caldo: lo stadio dell’Elfsborg conta 16 mila spettatori (saranno circa mille quelli della Roma), con un tifo sempre molto acceso come mostrano queste immagini reperibili su Youtube. Nulla di paragonabile comunque rispetto all’Olimpico. L’insidia più grande sarà campo, in sintetico, difficile da affrontare come spesso sostenuto da Mourinho negli scorsi anni, per le squadre non abituate.

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Roma, finalmente si pensa all’Under 23: “E’ un costo, ma può portare solo benefici”

La Roma, seppur in ritardo, si apre all’ipotesi di costituire la sua Under 23. Come già avvenuto in casa Juventus cinque anni fa, recentemente anche per Atalanta e Milan, la società giallorossa, forse ha compreso il valore di questa scelta, visto l’elevato numero di calciatori giovani di qualità che ogni anno riesce a sfornare.

Pisilli in questo senso è l’esempio e l’espressione massima in questa fase dell’ultima nidiata. La conferma, in totale controtendenza con quanto dichiarava Pinto anni fa, è arrivata da Ghisolfi: “Ci stiamo pensando. È un costo per il club, ma le squadre che hanno fatto questa scelta ora vedono i risultati”.

Un dato eloquente: la Juventus la scorsa estate ha finanziato di fatto la sua campagna acquista, con cessioni di ragazzi provenienti dalla Next Gen che hanno prodotto più di 100 milioni di euro di plusvalenze.

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Roma, mercato maxi grazie al risparmio sui costi: l’analisi

La liquidità per i Friedkin non è mai stata un problema. Lo hanno dimostrato il primo anno investendo quasi 100 milioni sul mercato, hanno tenuto alti i costi della rosa anche nel biennio successivo quando le ristrettezze del fair play finanziario hanno imposto un lavoro di abbassamento della quota ammortamenti, ma dopo l’ingaggio di Mourinho, sono comunque arrivati Matic, Paredes, Wijnaldum, Dybala, Lukaku, Renato Sanches, calciatori che tra commissioni e ingaggi hanno rappresentato un reale investimento, purtroppo in parte vano.

La strategia della Roma è cambiata. Ottimizzare i costi, investire su giocatori affamati, motivati ma soprattutto di proprietà. Il diktat dei Friedkin è arrivato chiaro ad inizio mercato e per qualcuno sembrava impossibile tornare ad investire sui cartellini cifre superiori ai 20 milioni.

Invece la colonnina del monte ingaggi è scesa drasticamente, complice gli addii simultanei di Rui Patricio, Spinazzola, Llorente, Lukaku, Kristensen etc., dando spazio come costi ‘complessivi’ della rosa (quota ammortamenti, più ingaggi lordi e commissioni) ad investimenti importanti sui cartellini. Giocatori con ingaggi sostenibili (non sopra la soglia dei 4 milioni) e spalmatura in più annualità del valore dei cartellini.

Ecco Le Fèe a 23, Soulè a 30 comprensivi di bonus e prossimamente Dovbyk a circa 40. Impossibile? No.

Perchè come analizzato dal profilo @AsRomaData su X, la Roma dal 1 luglio ha ottenuto un risparmio di circa 70 milioni dalla serie di mancati di riscatti e addii e finora ha messo a bilancio un costo annuo (ammortamento più ingaggio lordo) pari a circa 30 milioni. C’è quindi un ampio differenziale ancora su cui lavorare, tenendo conto che altre uscite ci saranno e quindi ulteriori costi potranno essere sfruttati per calciatori più utili alla causa.

Un’attività perfetta per Ghisolfi, più talent scout rispetto a Tiago Pinto che in questi parametri si muove meglio, andando a scommettere anche su profili a bassissimo costo come Dahl.

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Caso Plusvalenze, ecco le operazioni contestate: valore complessivo di 178 milioni

Sono 12 le operazioni di mercato contestate dalla Procura di Roma al club giallorosso in merito al filone delle presunte plusvalenze fittizie.

Tutte realizzate nelle finestre di mercato tra il 2017 e il 2021. Per questo motivo i Friedkin sono stati prosciolti. L’attività sospetta infatti non ha prodotto sensibili variazioni sui bilanci successivi al passaggio di proprietà e sono state formalmente effettuate prima del closing tra Pallotta e il proprietario texano.

Queste le operazioni sotto accusa: Marchizza, Frattesi, Tumminello e Luca Pellegrini in uscita e Defrel, Spinazzola e Cristante in entrata. Sotto i riflettori anche la cessione di Nainggolan con il relativo acquisto di Zaniolo, oltre a Manolas e Diawara.

Il valore complessivo è di circa 178 milioni di euro.

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Lukaku sa come si fa: 2 gol e 2 assist in due semifinali europee

Romelu Lukaku questa sera giocherà per la terza volta una semifinale europea. Nelle due precedenti occasioni con la maglia dell’Inter ha conquistato entrambe le volte la finalissima, battendo dopo il lockdown lo Shakhtar in Europa League e lo scorso anno il Milan prima della finale col City in Champions League.

Tre partite disputate, 2 gol e 2 assist. Un bottino importante sul quale Daniele De Rossi punterà nella doppia sfida col Leverkusen. Nelle stagioni trascorse in Premier, Romelu Lukaku ha avuto la sfortuna di non giocare nello United e nel Chelsea nelle stagioni giuste. Quando era all’Everton e successivamente era passato all’Inter, il Manchester e i blues hanno alzato al cielo rispettivamente l’Europa League (con Mourinho in panchina) e la Champions con Tuchel contro il City.

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Aouar, altro passaggio a vuoto: a giugno può partire

Il gol di Firenze sembrava il momento della svolta e invece Aouar ha nuovamente tradito le attese, soprattutto di De Rossi che ieri si aspettava dall’algerino una prestazione di livello. Sostituito poco prima del 60′ con Paulo Dybala, l’algerino non è riuscito ad incidere neanche quando è stato schierato da trequartista centrale nel 4-2-3-1 dopo una prima parte di gara giocata da mezzala offensiva nei due uomini dietro Lukaku.

Foto Fraioli

La realtà è che l’ex Lione, a parte rare eccezioni e lampi di qualità, nelle 23 presenze stagionali, non ha mai dato la sensazione di poter trovare continuità di rendimento e rendere come accaduto in Francia. Al netto delle rassicurazioni del suo preparato atletico in Nazionale – Rongoni – che in una recente intervista al Corriere dello Sport aveva dichiarato di aver rivisto l’Aouar di Lione, il centrocampista sta effettivamente bene fisicamente da diverse settimane ma fatica comunque a scalare le gerarchie di De Rossi. Ogni volta che viene schierato sembra andare in difficoltà sul piano del ritmo e della voglia di combattere. A Lecce l’errore gravissimo a tu per tu con Falcone, ieri un’altra prova incolore.

Ingaggiato a giugno a costo zero con l’idea di poter essere l’alter ego di Pellegrini, Houssem Aouar ieri ha nuovamente steccato a Udine. Compassato, timido, quasi sempre con la postura del corpo sbagliata, non è mai riuscito a rendersi pericoloso, al contrario di Baldanzi che infatti DDR aveva tenuto in campo con Dybala prima del malore accusato da Ndicka.

E’ presumibile immaginare che le prove d’appello per Aouar siano agli sgoccioli e che al termine della stagione si farà, a bocce ferme, una valutazione sul futuro dell’algerino. Un’offerta discreta magari da una formazione di buon livello, soprattutto in Francia, potrebbe spingere Roma e Aouar a salutarsi anzitempo rispetto ai 3 anni di contratto ancora in corso. Senza grandi rimpianti.

(di Francesco Oddo Casano)

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Sexgate Roma, dopo Scala attesa anche Souloukou in Procura. Chinè sta indagando sulla diffusione del video

Emergono nuovi dettagli relativi alla delicata vicenda del video intimo diffuso all’interno di Trigoria e che avrebbe portato al licenziamento di due dipendenti da parte della società giallorossa.

Ieri Vito Scala, dirigente e tuttofare nella Roma, è stato ascoltato dalla Procura Federale. Un’audizione lunga circa un’ora, nel corso della quale Vito Scala sarebbe stato incalzato su determinati elementi di una vicenda, ancora in parte oscura.

Dalle varie ricostruzioni emergerebbe come il video sia stato inoltrato nelle chat in due diverse circostanze: la prima un anno e mezzo fa – qui Scala avrebbe avuto un ruolo determinante nel frenare la diffusione dei contenuto, spiegando ai ragazzi le conseguenze dell’atto- e la seconda più recentemente, quando il video cioè ha fatto il giro degli smartphone. Nel colloquio con la procura, il dirigente avrebbe inoltre riferito di essersi rivolto ai piani alti per segnalare l’accaduto. 

Ma la Procura Federale su cosa realmente vuole fare luce? Non tanto sui motivi del licenziamento o sulle dinamiche che hanno spinto la società giallorossa ad adottare questi provvedimenti, perchè evidentemente materia di altra giurisdizione quanto sulla diffusione del video all’interno di Trigoria e del numero di tesserati che l’avrebbero alimentata. Su questo aspetto la giustizia sportiva potrebbe intervenire con sanzioni ex art. 4 e 6 del codice di giustiza sportiva.

L’intenzione di Chinè sarebbe quella di concludere a breve tutte le audizioni e formulare dunque una conclusione chiara dell’indagine federale. Dovrebbe essere convocato non solo il Primavera, autore del ‘latrocinio’ del video, ma anche la CEO della Roma Lina Souloukou.

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A un passo da tutto, un altro sogno svanito

IL GRAFFIO DI MAC (di Fabio Maccheroni) – A un passo da tutto. Poi Dybala, Azmoun infortunati, Zalewski e Lukaku espulsi. E Italiano: tocca sentire pure lui che parla di una Roma che ha pensato solo a difendersi, di una grande Fiorentina che però contro un avversario decimato da infortuni e cartellini, esce con un pareggio in rimonta. Ho visto altro. Un grande carattere e un altro sogno svanito, perché ora ci vuole un miracolo per restare in zona Champions senza i due giocatori più importanti. Va detto che le due espulsioni ci stanno: doppia ammonizione per Zalewski (la seconda stupidina), rosso diretto per Lukaku per un’entrata in trance agonistica. Mourinho non ha parlato, lasciando battutine ironiche alla combriccola Dazn.

Peccato perché per i pochi minuti in cui è stato in campo Dybala è sembrato in ripresa e l’assist per Lukaku è stato un gioiello. Mourinho era partito con Pellegrini dal primo minuto, e Zalewski a sinistra. Difficile dire che cosa sarebbe successo senza la grandinata di sfiga che ha travolto la Roma. Se non che Rui Patricio ha giocato forse la miglior partita della stagione. Che Pellegrini è ancora lontano parente del giocatore che servirebbe: e senza Dybala questo è un problema. Ma Mourinho è abituato ai problemi.

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Roma, dalla Champions non solo squali: le possibili avversarie ai play-off

Il pareggio di ieri a Ginevra e la contestuale vittoria in extremis dello Slavia Praga, consegnano un amaro verdetto alla Roma: la qualificazione alle fasi finali d’Europa League è stata raggiunta anche in questa stagione, ma purtroppo sarà quasi inevitabile ripassare dalla scure dei playoff.

I giallorossi dopo la sciagurata serata di Praga, nella quale hanno compromesso il proprio destino nel girone, non sono riusciti neanche a tenere viva l’unica ipotesi disponibile per centrare il primo posto: vincere ieri per caricare con lo Sheriff in casa all’ultima sfida e pensare alla goleada. Lo Slavia ora dovrebbe calcisticamente suicidarsi perdendo in casa con il Servette già sicuro della retrocessione in Conference. E’ veramente impossibile quasi pensarlo.

Doveroso dunque dare uno sguardo a chi scenderà dalla Champions. Lo scorso anno i giallorossi pescarono bene (il Salisburgo) rispetto ad altre ipotesi ben più complicate (United, Siviglia, Sporting Lisbona solo per citarne alcune scese dalla Champions).

Il quadro dell’attuale edizione non è ancora definito, anzi è piuttosto nebuloso ad un solo turno dal termine:

Nel gruppo A si potrebbe a sorpresa evitare uno degli ‘squali’ tanto cari a Mourinho. Attualmente infatti è corsa a tre per secondo e terzo posto, si deciderà tutto all’ultima giornata tra Manchester United – al momento ultimo –, Galatasaray e Copenaghen.

Dal gruppo B arriveranno una tra Lens e i campioni in carica del Siviglia, se gli spagnoli dovessero vincere contro i francesi all’ultima giornata conquisterebbero proprio il terzo posto, ma ad oggi sono favoriti i francesi.

Nel gruppo C quasi certamente la terza piazza spetterà al Braga (che la Roma ha già affrontato e superato quattro anni fa sempre in Europa League). Ai lusitani – incrociati anche recentemente in amichevole in Algarve – basterà che il Real faccia il suo contro l’Union Berlino.

Nel Gruppo D con ogni probabilità arriverà terzo il Salisburgo, il Benfica dovrebbe vincere con tre gol di scarto in Austria per scavalcare gli austriaci.

Altra vecchia conoscenza giallorossa (felice a dir poco) è il Feyenoord che nel gruppo E ha già conquistato aritmeticamente la qualificazione ai play-off di Europa League, ma la squadra di Slot – campione in carica in Olanda – è cresciuta tantissimo in questi ultimi mesi.

Il Gruppo F è un vero e proprio terno al lotto, visto che può succedere ancora di tutto. Il terzo posto è occupato attualmente dal Newcastle a pari punti con il Milan, l’ultima sfida vedrà scontrarsi proprio queste due squadre.

Nel gruppo G servirebbe un miracolo alla Stella Rossa per acciuffare il terzo posto dello Young Boys: i serbi dovrebbero battere il City di Guardiola e sperare che gli svizzeri perdano con il Lipsia.

Infine nel gruppo H Barcellona, Porto e Shaktar si contendono le prime tre posizioni con gli spagnoli favoriti per il primato e le altre due che si scontreranno nell’ultima giornata per decretare le altre due posizioni.