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APPROFONDIMENTI

Roma, numeri strabilianti in Serie A: l’analisi

I numeri della Roma in questo 2025 e nel girone di ritorno sono strabilianti.

Ieri contro il Cagliari la formazione di Ranieri ha colto la sesta vittoria consecutiva in campionato. Il record del tecnico è di 7 successi consecutivi raccolti nella sua prima avventura (2009-2010).

Ai giallorossi non accadeva di vincerne sei di fila dalla stagione 2016 con Spalletti in panchina.

Si tratta del 13° risultato utile di fila in Serie A. Una serie che ha consentito ai giallorossi di recuperare oltre 70 punti su tutte le dirette contendenti alla zona europea.

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Interviste

Ranieri: “Espulsione di Hummels eccessiva. Saelemaekers e Konè sono centrali nella Roma del futuro. Dovbyk? Deve lottare di più”

Claudio Ranieri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Cagliari:

“Prima di iniziare volevo tornare sull’espulsione di Hummels, avevo visto l’immagine da un telefonino e non la dinamica dell’azione. Ci può stare l’espulsione, forse è un pochino forzata. Non ci sono tutti e quattro i parametri per dire che fosse una chiara occasione da gol. Credo che sia stato un pochino severo, la poteva dare come poteva dare il giallo. Una partita particolare come Bayern Monaco-Real Madrid, dopo 10 minuti, avrebbe dato il giallo e nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Vorrei sempre Turpin, come Letexier, sono arbitri decisionisti e bravissimi: a me piacciono questi tipi di arbitri. Non è andata per il verso giusto, siamo dispiaciuti e amareggiati, ma questo è il calcio. Non facciamo vittimismo, questo è il calcio. Ora possiamo andare sul Cagliari. Non faccio mai le interviste dopo la partita di coppa del giovedi, ma Cagliari è una città per me particolare: mi ha dato i natali come allenatore, mi piaceva ridirlo ancora una volta”.

Il poco impiego di Koné e Saelemaekers e i zero minuti di Pellegrini portano a ragionamenti?
“Ho a disposizione 26 giocatori e l’allenatore può fare 5 cambi. Per voi fa notizia ma per me fa plusvalenza, mi permette di cambiare la partita in corsa. Avevo bisogno di determinati tipi di giocatori, poi dopo 10 minuti salta tutto e non si può fare ciò che uno aveva in mente strategicamente. Sono giocatori fortissimi e sono nella mia mente per fare bene e forte la Roma, per me non c’è nessun problema”.

Su Dovbyk.
“L’ho cambiato quando ho ritenuto giusto cambiarlo perché vedevo che continuavano ad attaccare fin troppo. Ho messo Soulé perché ho dato più struttura alla squadra. Ho lasciato Dybala perché riusciva a farmi da riferimento avanzato, cosa che Dovbyk non riusciva a fare. Deve svegliarsi e far vedere di cosa è capace. Noi crediamo in lui e ora lui deve credere in noi”.

C’è qualcosa che sta cambiando anche nella sua testa per il futuro?
“Se c’è qualcosa, ve lo verrei a dire? Mi sembra prematuro, aspettate la fine del campionato e saprete il Presidente chi ha scelto. Io non cambio idea, ho un raggio d’azione e vedo. Ora il focus deve essere sulle 10 partite, è la cosa più importante per società, tifosi e tutti. Ne abbiamo 5 fuori e 5 in casa, 6 e 4 considerando con la Lazio. Raccoglieremo i punti che sapremo meritarci”.

Che vuol dire che Dovbyk deve credere in voi?
“Che noi abbiamo un modus di giocare aggressivo, con determinazione. Ho detto a lui: “Tu pensi al gol, io penso alla prestazione. Se tu non fai gol ma mi fai la prestazione uno ci può passare sopra, ma se non fai la prestazione né il gol uno ci comincia a pensare”. Chiedo sempre ai ragazzi la prestazione, poi uno non può stare sempre al 100%. Se non mi dai né la prestazione né il gol mi lasci con l’amaro in bocca. Deve lottare, come lottano tutti quanti. Non voglio credere che si sia arreso, non credo, ma me lo deve dimostrare. Se si arrende ho altri 25 che vogliono giocare”.

Ha parlato con la proprietà per la conferenza di oggi?
“Non ho parlato con nessuno”.

Come ha reagito la squadra? Come ha visto Hummels?

“Si è scusato subito, il ragazzo è dispiaciutissimo. La squadra la vedremo domani, io reagisco subito e chiedo anche a loro di farlo. Dobbiamo stare sul pezzo, il Cagliari è una squadra quadrata e serve una grande partita. Verranno qui col coltello tra i denti, è una squadra che gioca molto in verticale”

Come sta Dybala? Sta ragionando sul suo futuro?

“Non sta al 100%. Per me è un punto fermo del prossimo anno, quando sta bene è una Roma differente, lo ribadisco. Dybala quando sta bene vale il prezzo del biglietto, fa giocate che altri non fanno”

Nella sua testa c’è una formazione base per le prossime 10 partite?

“Sicuramente non ci potrà essere la stessa alternanza vista finora, ma ci saranno comunque formazioni differenti e cambi differenti. Poi dipende sempre dalla partita e dalla settimana, ora possiamo lavorare tutti i giorni e sono sotto la lente di ingrandimento. Sta a me vedere se qualcuno scende di forma”

Ha notato una mancanza di concentrazione sulle palle inattive?

“Noi stiamo marcando ad uomo, avevo predisposto uomini alti come Dovbyk, Cristante e Hummels per controbattere la bravura dell’Athletic, ma questo non è stato possibile nel corso della partita”

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APPROFONDIMENTI

Roma, ora dieci gare per giocare ancora le Coppe

Amarezza, sgomento, dispiacere, frustrazione e tanto, tantissimo rammarico. La Roma in queste ore è tornata nella capitale dopo la sconfitta del San Mamès e l’uscita di scena anzitempo dall’Europa League.

Negli ultimi quattro anni i giallorossi non avevano mai abbandonato le coppe (Conference o Europa League) a marzo, riuscendo a centrare quattro semifinali e due finali consecutive.

Ora Claudio Ranieri dovrà riportare il gruppo sul livello massimo di concentrazione in vista della sfida di domenica col Cagliari. L’obiettivo è la sesta vittoria consecutiva in campionato (il record massimo di Ranieri con la Roma è di 7 e risale alla stagione 2009-2010), prima della sosta per le Nazionali.

Il tecnico giallorosso dovrà prima valutare le condizioni fisiche di chi ieri sera ha battagliato e provato a tenere testa, di fatto per quasi tutta la partita, all’Athletic in inferiorità numerica. Mancini ha giocato con un leggero fastidio muscolare, su cui la società giallorossa non ha inviato particolari indicazioni ma non è al 100%. Dybala è uscito ad inizio ripresa e domenica servirà anche la sua qualità per battere la formazione di Nicola.

Probabile l’impiego dall’inizio di diversi calciatori freschi come Konè, Saelemaekers, Soulè, Pisilli e Shomurodov. Difficile che Ranieri schieri dall’inizio Dovbyk, vista l’elevata dose di critiche che stanno piovendo sull’ucraino dopo la prestazione piuttosto sciapa di ieri sera.

Un dato è certo: dopo la grande scalata in classifica degli ultimi tre mesi, ora la Roma giocando una volta a settimana avrà modo di preparare al 100% le prossime dieci sfide di campionato, con l’obbligo morale di provare a vincerle tutte per centrare come minimo la qualificazione all’Europa League e come obiettivo massimo, ad oggi oggettivamente molto complicato, il piazzamento Champions.

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Interviste

Ranieri: “In campo domani senza pensare al pari. Dybala leader assoluto”

Le parole di Claudio Ranieri in conferenza stampa alla vigilia di Athletic-Roma:

Una settimana fa la partita si è vinta anche dalla panchina. Cosa è cambiato del tuo lavoro con i cinque cambi?
“L’allenatore bravo è quello che fa meno danni, la nostra forza sono i calciatori. Ho la fortuna di avere buoni giocatori, ho la fortuna che mi seguono, sanno che se sbaglio lo faccio in buona fede, ho solo l’obiettivo di aiutarli con le mie conoscenze. Certo che se ho giocatori che non partono dall’inizio ma capiscono le dinamiche, hanno la mia fiducia, sanno di essere tutti diversi, per caratteristiche, sanno che in una gara ci sono più partite e loro quando entrano provano ad aiutarci sempre. La mia fortuna è averli a disposizione”

E’ riproponibile la partita dell’andata? Avete aspettato bene e avete aggredito al momento opportuno? Si aspetta una gara diversa?
“Dentro una partita ci sono tante partite, ogni gara è diversa. Domani sera con la spinta del proprio pubblico spingerà ancora di più l’Athletic, noi dovremo fare la nostra gara difendendo bene e attaccando bene”.

Ranieri su Dybala?
“Non è un leader tecnico o solo carismatico, è diventato un leader in tutto e per tutto, sulle sorti della squadra a 360 gradi, ho la fortuna di avere Paulo e altri suoi compagni così”

Domani la Roma giocherà per vincere?
“Dobbiamo fare il nostro gioco, sapendo che abbiamo di fronte una squadra tosta, dura, compatta. Se entriamo in campo pensando al pareggio, la perdiamo. Attacchiamo in undici, difendiamo in undici, sappiamo quali sono i nostri difetti e i nostri pregi, dobbiamo nascondere i nostri difetti”

In città c’è la percezione che questo passaggio del turno possa essere il bivio definitivo della stagione. Passare il turno potrebbe rappresentare la spinta per il rettilineo finale?
“Lo sapremo solo vivendo. Io chiedo ai ragazzi di cancellare ogni volta la partita precedente, a prescindere dal risultato. Quello che abbiamo fatto non macina più. Noi dobbiamo pensare a domani. Poi ci sarà il Cagliari, ho già pronti i video loro. Io non mi ricordo neanche chi ha giocato o cosa abbiamo fatto due giornate fa. Lo chiedo anche alla squadra. Abbiamo una grossa partita, poi domenica ce ne sarà un’altra”

Qui ha vinto a Bilbao nel 96′, Dybala aveva 3 anni, vinse col Valencia 3-0 fu memorabile. E’ orgoglioso oggi nel 2025 di essere qui? 
L’anno scorso sapevo di smettere, quando andavo all’Olimpico o San Siro pensavo che fosse l’ultima volta. Chi pensava di essere qui? Quando non allenerò più farò un consuntivo, guarderò soprattutto dove ho sbagliato, perchè io sono fatto così. Non mi pesano i risultati negativi, ne mi fanno volare le cose positive. Sono un uomo fortunato nell’allenare da tantissimo tempo, fortunato perchè faccio un lavoro che amo, resto giovane perchè sto con i giovani e sono contento”

Preso un gol all’andata su palla inattiva. Lei pensa di dover cambiare qualcosa? Sono 7 i gol presi su calcio piazzato. E’ una questione solo di concentrazione?
“Non si può cambiare dall’oggi al domani, ho fatto la zona e la marcatura a uomo. Quando parlo di difetti ci sta anche questa cosa qui, contro una squadra che fa dei calci di punizione il proprio fiore all’occhiello”.

Sullo staff’?
“Ho uno staff meraviglioso, io sono solo la punta di un iceberg, dietro di me c’è un gruppo di persone che lavora giorno e notte per far star bene i giocatori, non solo Paulo, studiamo insieme il tipo di riposo da concedere, un insieme di elementi che cercando di prevenire gli infortuni. Siamo la squadra con meno infortuni e appena abbiamo tirato fuori la statistica si è fatto male Celik. Questo è il calcio, mi auguro che siano solo piccole interruzioni senza mai grossi infortuni”

Saelemaekers?
“No è come Hummels, e altri. Ne ho tanti, giocano bene, se riposa qualcuno non succede nulla. Quando è entrato ha fatto bene assist o gol, sono contento così”

Ritorna a Bilbao. Che ricordo ha dell’ambiente qui?
“L’ambiente sarà fenomenale, uno stadio meraviglioso, una grande tifoseria. Le chiavi non lo so, spero sia italiana come squadra. Giocheremo contro una grande squadra, una squadra rapida, diretta, che non gioca il solito calcio spagnolo, che ama avere il pallone. Sappiamo i loro punti forti e punti deboli, vedremo come sarà domani”

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Allenamenti

Roma, rifinitura sotto la pioggia: out Celik alla vigilia del ritorno contro l’Athletic

La Roma è scesa in campo a Trigoria sotto una fitta pioggia alla vigilia di Athletic-Roma, gara di ritorno degli ottavi di finale di Europa League.

Tutti a disposizione di mister Ranieri, a parte Zeki Celik.

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Raddoppio su Nico: Rensch +… ecco le ipotesi per sostituire Celik

Strategie, piani gara e sviluppo. Tre opzioni intorno alle quali ruoterà la preparazione del return match a Bilbao da parte di Ranieri.

Dal ballottaggio in attacco, alla scelta della miglior coppia in mezzo al campo (o trio se dovesse optare per Pisilli piuttosto che Pellegrini nel ruolo di mezzala offensiva), ma anche valutazioni attente sulle principali fonti di gioco dell’Athletic.

In attesa di capire se al posto di Gomez tornerà titolare il bomber della formazione di Valverde – Sancet – Ranieri deve riflettere attentamente su come ridurre l’efficacia offensiva di Inaki e Nico Williams.

Foto Farioli

Se a sinistra la certezza è Angelino, con Ndicka in seconda battuto pronto a roddoppiare quando necessario e l’opzione di inserire al bosto di Baldanzi un calciatore più adatto a correre sulla corsia mancina oltre ad offendere quando possibile (El Shaarawy?), a destra resta il focus principale sul calciatore che più di tutti, se in serata, può far male alla difesa giallorossa: Nico Williams.

All’andata Ranieri optò per il duo Rensch-Celik. L’olandese fu la mossa a sorpresa rispetto già alla sorprendente ma non del tutto esclusione di Hummels, ad appannaggio del turco.

In fase di possesso la Roma sviluppava con una difesa a 4 chiarissima e visibile dall’alto, spingendo l’ex Ajax oltre la linea dei due mediani (Cristante-Pisilli) per combinare con Dybala e cercare il cross utile per Dovbyk. Poi in fase di non possesso, Rensch si schiacciava andando a contrastare in prima battuta Nico, usufruendo all’occorrenza del raddoppio di Celik.

Il turco ha mostrato grande fluidità di passo e duttilità nel giostrare da braccetto, da terzino e da fluidificante in sovrapposizione su Rensch (il gol di Angelino nasce da una sua discesa lunga sulla fascia). Ma senza Celik, sorgono diversi dubbi: schierare Hummels darebbe sicuramente maggiori certezze alla linea difensiva in termini di guida, ma imporrebbe a Mancini scalature costanti su un calciatore molto insidioso per le sue caratteristiche.

Un’altra opzione potrebbe essere quella di schierare Rensch al posto di Celik, quindi di partenza più basso, con Saelemaekers al posto dell’olandese rispetto alla gara d’andata, al quale Ranieri dovrebbe chiedere un grosso sacrificio in copertura. In questo caso la Roma perderebbe qualcosa in termini di gestione della linea, ma guadagnerebbe tanto in fase di possesso nella metà campo offensiva, considerando il numero di gol e assist totalizzati dal belga finora rispetto ai minuti giocati (1 ogni 120 minuti).

Terza ed ultima soluzione, statisticamente la più improbabile: Nelsson al posto di Celik, con la conferma di Rensch alto in prima marcatura su Nico Williams.

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Eldor o Artem? La scelta di Ranieri dipenderà dalla strategia tattica ma non solo…

FOCUS RS (di Checco Oddo Casano) Shomurodov o Dovbyk? Eldor o Artem? Immaginare Ranieri in stile Amleto che rimugina su quale scelta fare in attacco domani sera, è esercizio poetico ma anche abbastanza realistico.

Perchè tra i tanti ballottaggi alla vigilia del return match contro l’Athletic, sarà fortemente dirimente la scelta di quale numero nove mandare in campo.

Le variabili che inizialmente spingeranno Ranieri a consegnare la maglia da titolare all’uno o all’altro, potrebbero essere le seguenti:

Stato di forma (Shomurodov in vantaggio su Dovbyk);
Efficacia dentro l’area di rigore (Dovbyk per caratteristiche superiore all’uzbeko);
La capacità di manovrare e lavorare per la squadra (Shomurodov superiore a Dovbyk);
Stato emotivo (In questo momento forse l’uzbeko ha mostrato maggiore freschezza mentale rispetto all’ucraino).

Oltre questi aspetti, c’è poi da valutare il tipo di strategia tattica che Sir Claudio vorrà applicare, tenendo conto anche qui del probabile sforzo che inizialmente l’Athletic farà per cercare di mettere subito in equilibrio il match. A Oporto, a sorpresa, la Roma andrò a pressare alta la formazione lusitana, pur giocando in trasferta. Ma era la gara d’andata e c’era forse una libertà mentale maggiore nel rischiare questo atteggiamento. Gli spagnoli sono bravi a palleggiare, sono molto compatti e ruvidi anche nella riconquista del pallone, ma non molto rapidi. Per questo Ranieri potrebbe optare per un atteggiamento che porti ad assorbire in zona bassa i tentativi offensivi dell’avversario per poi aprirsi degli spazi in contropiede.

Vista da questa latitudine, la scelta dovrebbe ricadere su Shomurodov ma ad esempio nel derby, la strategia tattica fu questa e in quel caso giocò (e bene) l’ucraino che sfruttando la sua fisicità su Gila aprì le due ripartenze da cui nacquero le reti di Pellegrini e Saelemaekers.

Il rebus dunque resta, ragionando d’insieme su diversi concetti, immaginando Shomurodov leggermente in vantaggio su Dovbyk. Ma Ranieri è pronto a sorprendere tutti, ancora una volta…


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Calciomercato

La Roma vuole convincere Ranieri ma Sir Claudio a giugno si fermerà: le ultime

Tra i tifosi giallorossi la domanda è sempre la stessa: perché non proseguire con Ranieri in panchina anche la prossima stagione?

La risposta è arrivata più volte dal diretto interessato. «A fine anno smetto», ha ripetuto anche recentemente il tecnico 73enne.

Un nome caldo in questo momento non c’è. Ghisolfi, recentemente, ha detto che il club «non ha fretta, c’è tempo». Sul tavolo le candidature sono tante e disparate. Ci sono grandi nomi, ambiti da Dan Friedkin che troverebbero l’approvazione del consulente Ranieri.

Massimiliano Allegri, su cui il Milan vorrebbe costruire il nuovo corso, e il sogno chiamato Carlo Ancelotti, sponsorizzato da Francesco Totti e da Bruno Conti sulle colonne di Repubblica. Parallelamente c’è la corrente “giovane” con i nomi di Farioli, Tedesco e Fabregas, già avvicinati dal club giallorosso nei mesi scorsi. Ma il nome che potrebbe mettere tutti d’accordo è quello di Vincenzo Montella. Lo scrive la Repubblica.

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Pagelle

Empoli-Roma 0-1, le pagelle di Retesport

La Roma vince la quinta di seguito in Serie A e coglie il 12° risultato utile in campionato grazie al successo per 1-0 ad Empoli. Una gara a senso unico che poteva chiudersi già nel primo tempo con un risultato abbondante a favore dei giallorossi.

Le pagelle di Retesport

Svilar 6

Nelsson 6,5

Hummels 7

Ndicka 6,5

Saud 6

Paredes 7

Konè 7

Salah-Eddine 6,5

Soulè 7,5

Pellegrini 7

Shomurodov 6

Ranieri 7

Sost.:
Rensch 6,5
Cristante 6
Angelino 6
Dovbyk 6
Baldanzi 6,5

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APPROFONDIMENTI

Ampiezza ed esterni decisivi: Ranieri ‘riabilita’ il 3-5-2

Negli ultimi 5 anni, la Roma che – storicamente – aveva quasi sempre giocato con la difesa a quattro, per esigenze di varia natura e in alcuni casi per dogmatici convincimenti dei tecnici che si sono alternati sulla panchina giallorossa, è quasi sempre stata schierata a tre dietro.

A fare i moduli sono le caratteristiche dei giocatori e nel calcio di oggi non c’è un unico sistema di gioco, lo dimostra la Roma di Ranieri che con enorme duttilità e mutevolezza tattica, sa variare in corso di partita dai tre ai quattro in difesa, dalle due punte più centrali ai due trequartisti dietro il centravanti e così via.

Ma è indiscutibile che di base la Roma abbia quasi sempre giocato in questa stagione con tre centrali, di cui poi uno è stato spesso un terzino adattato e pronto a sganciarsi. Lo faceva Angelino ad inizio anno, lo fa costantemente Celik da un mese a questa parte.

Fonseca trovò nella sua seconda stagione una fisionomia fissa puntando su Ibanez-Smalling-Mancini con la catena di sinistra particolarmente efficace quando Spinazzola (al top della condizione) sfruttava i movimenti di Veretout e gli assist di Mkhitaryan per sfondare e creare tante occasioni da gol.

Con Mourinho il sistema è divenuto più rigido: grande compattezza in mezzo ma poco sfogo qualitativo sugli esterni, vero tallone d’Achille delle sue tre Roma.

De Rossi abbandonò gradualmente quel sistema, sostenendo che giocando a 4 dietro, si guadagnasse un uomo in più in mezzo al campo, ma allo stesso tempo chiese con largo anticipo diversi giocatori di gamba e di qualità sugli esterni.

Tralasciando il disastro di Juric, arriviamo dunque a Ranieri. 5 tecnici che hanno interpretato a modo loro il 3-4-2-1 (cangiante spesso nel 3-5-2) ma con risultati diversi.

Foto Farioli

Oggettivamente Sir Claudio è riuscito ad amplificare il gioco sulle corsie esterne. Tantissimi gol della Roma sono arrivati o su combinazioni tra i due c.d. quinti (es. Saelemaekers verso Angelino o viceversa), oppure su assist dei laterali per gli attaccanti/centrocampisti che hanno chiuso in area (es. gol di Roma-Como siglato da Dovbyk su assist di Rensch).

Migliorare il gioco sulle corsie laterali, ha spinto la Roma finalmente a sviluppare manovre più efficaci, con costanti sovrapposizioni che arrivano anche dalla difesa. Celik in questo senso, più di Mancini, ha migliorato le sue prestazioni e i suoi numeri individuali: solo nell’ultimo periodo 1 gol e 3 assist per il turco.

Oltre a Saud (assist per Pisilli in Roma-Lecce e gol con il Braga), Rensch ha messo palla utile come detto per Dovbyk, ma il dato evidente è la combinazione Angelino-Saelemaekers.

Lo spagnolo 4 gol e 6 assist; il belga 6 gol e 5 assist. Il totale fa 21 gol realizzati grazie alle giocate dei due calciatori, che più di tutti per minutaggio hanno occupato le corsie esterne nell’era Ranieri.