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NEWS

Giudice Sportivo, anche Smalling diffidato: sono 5 i giocatori giallorossi a rischio squalifica

È stato pubblicato il comunicato del Giudice Sportivo di Serie A, relativo all’ultima giornata di campionato. Per la Roma, c’è da registrare l’entrata nella lista dei diffidati per Chris Smalling, che ha raggiunto la quarta ammonizione.

Diffidati oltre all’inglese anche Cristante, Mancini, Zaniolo e Celik

Prima sanzione, invece, per Edoardo Bove e Marash Kumbulla. Salterà un turno per squalifica Giovanni Cerra, collaboratore tecnico di José Mourinho, per contestato eccessivamente le decisioni arbitrali, nel tunnel degli spogliatoi dopo i primi 45 minuti.

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Interviste

Mkhitaryan: “Non rimpiango nessuna scelta, via da Roma a testa alta”

“Non rimpiango mai le mie scelte, sono contento di essere stato anni con la Roma e adesso sono all’Inter.” Così Mkhitaryan in conferenza stampa alla vigilia della finale di Supercoppa tra Inter e Milan.

“Fin dal primo giorno in cui sono arrivato a Roma mi sono detto che l’unico obiettivo era vincere con quel club e l’ho fatto, sono andato via a testa alta. Adesso penso all’Inter e a vincere con l’Inter perché alla fine è questo quello che conta”.

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APPROFONDIMENTI

Le aderenze nel mondo Arabo, il tentativo al PSG e la grande amicizia con Trump: ecco chi è Tom Barrack

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Questa mattina il quotidiano Tuttosport ha rivelato l’indiscrezione del possibile interesse di un nuovo investitore americano sulla Roma. Si tratta di Tom Barrack, 75 anni, uomo d’affari statunitense proprietario del Colony Capital e già noto al mondo del calcio per aver acquistato (e poi rivenduto dopo pochi anni) il Paris Saint Germain agli inizi degli anni 2000.

Formazione e aderenze politiche

Barrack, figlio di un droghiere di origini libanesi immigrato a Los Angeles, si è costruito dal basso, partendo da una formazione prettamente legale. Laureato in legge, il suo primo incarico professionale è stato nello studio legale di Kalmbach, storico avvocato del Presidente Nixon. Repubblicano convinto, è tornato in auge recentemente sulla scena politica americana, poichè grande amico e sostenitore di Donald Trump, conosciuto 30 anni fa durante un affare immobiliare. Thomas ha creato il super Pac Rebuilding America Now, e ha guidato una decina d’anni fa un gruppo di investitori nella raccolta di quasi 100 milioni di dollari a sostegno della campagna elettorale di Trump. Nel 2021 è stato incriminato, poi assolto, con l’accusa di aver agito come agente straniero tra il 2016 e il 2018 per conto degli Emirati Arabi Uniti, influenzando le posizioni di politica estera della campagna di Trump. Inoltre, è stato anche accusato di ostruzione alla giustizia e di aver rilasciato false dichiarazioni.

Gli Arabi nel destino

La vera attività di Barrack parte negli anni 70 con una serie di affari e investimenti immobiliari che si intrecciano anche con il mondo arabo. Il suo primo incarico è in Arabia Saudita dove sbarca per conto di un gigante edile, cliente dello studio legale. Qui apprende in fretta l’arabo, fa sua l’arte della contrattazione e inizia a giocare a squash con i principi sauditi. Furbo, metodico, instancabile, torna in America e fa fruttare quei contatti come vicesottogretario nel Dipartimento di Stato sotto l’amministrazione Reagan. Dopo una serie di maxi operazioni, tra le quali anche un paio con Trump, arriva la versa svolta finanziaria nel 1991 quando Barrack fonda il Colony Capital, un fondo di investimento immobiliare quotato in Borsa. La filosofia del finanziare americano è chiara: rintracciare sul mercato aziende in dismissione o in difficoltà, asset immobiliari venduti all’asta o da ristrutturare. case in rovina, aziende indebitate, acquistarle, riqualificarle e rivenderle. Crea un portafoglio d’investimenti pari a 25 miliardi di dollari e secondo le ultime stime vanta un patrimonio personale di circa 1 miliardo di dollari.

L’altro intreccio col mondo arabo riguarda anche l’intrattenimento, il turismo e lo sport, nello specifico il calcio. Investe 200 milioni nell’immobiliare in Medio Oriente e il doppio in Germania, compra dall’Aga Khan gli alberghi di lusso lungo la Costa Smeralda. Nel 2012, li rivende a un fondo sovrano del Qatar per 680 milioni di euro, senza pagare un euro di tasse. Nel 2004 Barrack acquista il Paris Saint Germain per 31 milioni di euro da Canal+, insieme ad altri due investitori/fondi e poi a distanza di un paio d’anni rileva l’intera quota salendo al 98% delle quote. L’interesse principale di Barrack è la costruzione di un nuovo stadio “è l’unico modo per fare soldi nel calcio”, ma la gestione del club dopo i primi anni viene fortemente contestata dai tifosi. Nel 2011 il Colony Capital, dopo aver risanato le finanze del club, cede le quote di maggioranza del PSG al fondo sovrano del Qatar per 70 milioni di euro (oggi il valore stimato è di 4 miliardi).

Altri investimenti di Barrack riguardano il mondo del cinema e dello spettacolo. Acquista per 600 milioni quella Miramax fondata dal genio di Harwey Weinstein, per poi rivenderla ai qatarioti. Nel 2008, chiamato da un amico comune, raggiunge nel suo ranch Michael Jackson, ormai incapace di sostenere economicamente la sua Neverland. Si offre di coprirgli il debito di 23 milioni. In cambio, chiede solo i diritti per l’intrattenimento serale del parco. 

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Tifosi

Roma, previsti già oltre 50 mila spettatori per le gare di febbraio all’Olimpico

La passione dei tifosi della Roma e la presenza massiccia allo stadio non si arresta. Anche a febbraio sono previsti nuovi sold-out visto che ad oggi, in base a quanto appreso dalla biglietteria, per le gare contro Empoli, Verona e Salisburgo previste il prossimo mese sono attese già oltre 50 mila spettatori.

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Rassegna stampa

Zaniolo già corre per battere i mugugni

Fa parlare di sé quando gioca e soprattutto quando non gioca. Nicolò Zaniolo è un caso a prescindere, non gode del diritto alla normalità. È il destino dei personaggi diversi dalla media. Stavolta un malessere gli ha impedito di essere convocato per la partita con la fiorentina. Eppure il chiacchiericcio dentro e fuori Trigoria impazza: fosse stata la finale di Conference League, che ha deciso con un gol bellissimo nonostante una microfrattura alla caviglia, sarebbe rimasto fuori?

Come scrive il Corriere dello Sport, posto che Mourinho probabilmente lo avrebbe lasciato in panchina, dopo una serie di partite deludenti e i primi fischi dell’Olimpico, l’influenza di Zaniolo alimenta anche a distanza di ore il dibattito perché il general manager Tiago Pinto ha palesato una certa rimostranza domenica davanti alla telecamere di Dazn: “Nicolò ci ha detto che aveva la febbre, lo visiteremo e vedremo“. Che significa “ci ha detto?”. La Roma delle parole del suo giocatore?

Da oggi capire meglio come la Roma gestirà la vicenda. Ma di sicuro Zaniolo non vuole perdere tempo. Ieri, nella giornata di riposo, è andato a Trigoria per svolgere un allenamento personalizzato, dimostrando di aver smaltito ogni acciacco. Tiene molto a giocare nella sua Spezia dopo essere stato escluso dalla formazione titolare nella trasferta dello scorso anno.

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Rassegna stampa

Roma, il peso di una Joya

Non gliene importa nulla. Nemmeno se qualcuno, magari anche dentro Trigoria, può sentirsi tirato in ballo. Quando parla di Dybala, Mourinho ritrova il sorriso, il buon umore, la voglia di parlare di calcio. Così nessuno si stupisca se l’ultimo aneddoto tirato fuori su Paulo reciti che «con lui la palla resta sempre rotonda, con altri è quadrata». Difficile dargli torto. Sedici presenze stagionali e 10 gol, di cui 7 in campionato in appena 12 appari-zioni. C’è chi in serie A segna di più ma nella corsa alla Champions nessuno incide come la Joya.

Come scrive il Messaggero, in questa trasformazione da uomo-assist a bomber si porta dietro anche un’altra peculiarità. Quando trova il gol, non segna quasi mai reti banali. Del tipo: il 3-0 di una partita senza storia. Dybala, tolti i 2-0 siglati a Fiorentina e Monza, ha sempre fatto centro sbloccando le partite, recuperandole o segnando il gol decisivo. È accaduto proprio con i viola e i lombardi ma anche con l’Empoli, senza contare le coppe dove ha siglato l’1-0 sia nel match con l’Hjk che con il Betis all’Olimpico (poi perso) per poi garantire il passaggio del turno in coppa Italia con la rete al Genoa. A Milano, contro l’Inter, ha segnato invece il gol del pareggio poi bissato nella ripresa da Smalling mentre con il Lecce ha trasformato il rigore del 2-1 che lo ha costretto, suo malgrado, a rincorrere il mondiale in Qatar poi vinto trionfalmente. Come la giri o la rigiri, ad oggi non c’è Roma senza Dybala.

L’intesa con Abraham cresce. Ben 5 le reti costruite e realizzate in tandem (sempre senza Zaniolo), che hanno regalato 10 punti ai giallorossi. Contro la Juve (assist in semirovesciata) e l’Empoli è toccato a Paulo servire l’ex Chelsea che ha poi restituito il favore con il Monza e due volte domenica. Un 2023 nel quale Tammy dà finalmente segnali di risveglio: nelle tre gare di campionato sin qui disputate è sempre stato decisivo: con il Bologna salvando sulla linea al 94′, a Milano pareggiando in pieno recupero e contro la Fiorentina coni due assist. Dybala, invece, è fondamentale da inizio stagione. Tra tutti i numeri ce n’è uno che deve far riflettere: quando è partito titolare in campionato, la Roma ha vinto 8 volte, pareggiato 2 (in trasferta contro la Juve e il Milan) e perso a Udine.

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Calciomercato

José blocca i giovani. Shomu-Toro a oltranza

Proseguono le trattative con il Torino per la cessione di Shomurodov. L’attaccante fatica a trovare spazio nella Roma e vorrebbe trasferirsi in una squadra nella quale avere più chance di giocare. I granata sono pronti ad accoglierlo, hanno trovato anche l’accordo con l’uzbeko me manca quello tra i club. Pinto lo vuole cedere a titolo definitivo ad almeno 12 milioni, così da poter liberare uno slot in entrata. I giallorossi devono contenere i costi del parco calciatori per via dell’accordo firmato con la Uefa. Ecco perché non possono assecondare la richiesta di un prestito con diritto di riscatto. Come scrive il Messaggero, bloccate, invece, la cessioni dei giovani Bove, Volpato e Tahirovic. Per Mourinho sono fondamentali, anche se sono arrivate richieste sia dall’Italia che dall’estero già in questa sessione invernale.

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Infermeria

Wijnaldum ancora fermo ai box: il rientro slitta alla sfida col Verona

Parole dirette, dritte al cuore della vicenda. Sono quelle che José Mourinho ha rilasciato alla fine di Roma–Fiorentina, parlando di Gini Wijnaldum e dei suoi tempi di recupero. (…) “Gini lavora con il gruppo per una questione di gioia personale. Ma il primo passo è che sia guarito clinicamente, poi penseremo a quando potrà tornare a giocare“. Messa così, è durissima. Anche perché dal giorno della frattura della tibia destra sono oramai passati quasi 5 mesi e sapere che l’olandese nn è ancora del tutto guarito lascia perplessi.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, Gini dovrebbe aggregarsi al gruppo negli ultimi giorni di gennaio, per poi provare a tornare a disposizione di Mourinho per metà del mese prossimo. La gara giusta potrebbe essere quella con il Verona del 19 febbraio.

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NEWS

Roma, dagli USA spunta il miliardario Tom Barrack: dalla partnership all’ipotesi della cessione del club. Le ultime

Negli ultimi giorni,, ha preso consistenza l’ipotesi di una cessione della Roma da parte dei Friedkin a un altro investitore americano. In questo caso il condizionale è d’obbligo anche se c’è chi ha già tratteggiato l’identikit del possibile acquirente il cui profilo si avvicina moltissimo nientemeno che a quello di Tom Barrack, colui che che ha venduto il Psg alla Qatar Investmenet Authority di Al Khelaifi con cui Friedkin è in grandi rapporti professionali.

Come scrive Tuttosport, di certo l’attuale proprietà della Roma sta riflettendo sui termini economici dell’investimento (ultimo bilancio in rosso di 219, 3 milioni, il peggiore della storia giallorossa. Tra acquisto delle quote e successivi versamenti hanno già speso 817, 1 milioni di euro nel giro di poco più di due anni e mezzo), senza dimenticare le difficoltà per avviare il progetto stadio. Non è escluso, così, che l’interessamento di Barrack sia dettato proprio da questa opzione, considerato che il suo core business è quello immobiliare, e che si possa arrivare a una partnership.

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Calciomercato

Dybala, la Roma pensa al rinnovo fino al 2026: i dettagli

La Roma vuole blindare Paulo Dybala. La società giallorossa infatti vorrebbe proporre all’argentino un prolungamento di contratto fino al giugno 2026 con incremento dell’ingaggio a 6 milioni di euro annui e contestuale eliminazione della clausola rescissoria da 20 milioni. A riferire l’indiscrezione è Nicolò Schira, esperto di mercato, su Twitter.