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APPROFONDIMENTI

Inter, un punto debole c’è: nerazzurri più perforabili rispetto ad un anno fa

Roma-Inter sulla carta appare ovviamente una gara proibitiva. Non tanto per la distanza numerica in classifica (14 punti i nerazzurri, 10 i giallorossi) quanto per il valore delle due rose, l’abitudine dei nerazzurri che lavorano con Inzaghi da tre anni rispetto alla recentissima esperienza di Juric (5 gettoni sulla panchina romanista) e i differenti momenti.

Ma il calcio è strano e regala spesso storie incredibili, soprattutto se ridotto tutto a 90 minuti che spesso sono condizionati da mille variabili imponderabili.

L’Inter è fortissima, ha due rose, ma ha anche dei punti deboli. In questo primo scorcio di stagione la formazione nerazzurra ha palesato qualche scricchiolio di troppo in fase difensiva e la conferma arriva dai numeri.

L’Inter lo scorso anno ha subito 22 reti stagionali in campionato, quest’anno ne ha già incassate 9 di cui ben 5 negli ultimi 15 minuti. Non hanno influito tutte sul risultato finale (ad esempio il gol preso a Udine sul 3-1 o le reti prese in casa col Torino), ma in alcuni casi sì: il derby col Milan con il sigillo di Gabbia nel finale e quella di Messias su rigore a Genova nella prima giornata.

Insomma la formazione guidata da capitan Lautaro Martinez, appare oggi più perforabile rispetto ad un anno fa, nonostante sia riuscita però a tenere immolata la propria porta in Champions contro Slavia Praga e soprattutto Manchester City fuori casa, al cospetto di Halland e company.

Una speranza in più per i tifosi romanisti ma anche un dato che sicuramente Juric starà analizzando da giorni con il suo staff, immaginando magari delle strategie di gara diverse per provare a sorprendere il suo collega nerazzurro.

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NEWS

Friedkin sempre più ricco: il patrimonio personale sale a 7.6 miliardi. La classifica

Dan Friedkin sta raccogliendo frutti straordinari dai suoi investimenti. La diversificazione e la ripresa di diversi settori industriali post covid certamente ha agevolato la ripresa anche per l’imprenditore texano che quest’anno però ha fatto registrare un vero e proprio record di guadagni.

Secondo le stime della nota rivista internazionale forbes, il patrimonio netto del presidente della Roma è salito nell’ultimo anno da 5.5 miliardi di dollari a 7.6.

Attualmente il numero uno del club giallorosso si piazza in 390esima posizione nella classifica degli uomini più ricchi al mondo

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NEWS

Le Fèe è pronto: nella testa di Juric è un titolarissimo. Il retroscena

La Roma è pronta a scoprire Enzo Le Fèe. Dopo un lungo stop al ginocchio per un infortunio accusato contro l’Empoli a fine agosto, il centrocampista francese è finalmente guarito e da diversi giorni sta lavorando in gruppo.

Nonostante la diffidenza di molti in città, nella testa di Juric l’ex Rennes è un titolarissimo e il retroscena raccontato dal quotidiano La Repubblica questa mattina, affonda le radici ai tempi del Torino quando Juric, studiando a fondo le caratteristiche di Le Fèe e confrontandolo con i suoi centrocampisti, lo riteneva allora migliore di tutti i suoi mediani granata.

Ciò si sposa con le dichiarazioni rilasciate da Juric recentemente su Le Fèe: “E’ forte tecnicamente e a questo abbina una grande capacità di recuperare palla, una grande intensità, tutte qualità che gli sono state inculcate dagli allenatori avuti in passato”.

Dunque nella testa del tecnico giallorosso Le Fèe è un titolare, pronto a prendere il posto di Cristante in mezzo al campo, considerando che Konè e Pisilli sono le due alternative come mezzali di spinta e Pellegrini è considerato un trequartista.

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Infermeria

Dovbyk in dubbio per Roma-Inter

Artem Dovbyk non sta bene. Rientrato dagli impegni per la nazionale, l’attaccante ucraino ad oggi è in dubbio per la sfida contro i nerazzurri, come riferisce Sky Sport.

Il giocatore è tornato a Trigoria con una infiammazione al ginocchio che sarà valutata nelle prossime ore e curata dallo staff medico, con la speranza di riaverlo disponibile domenica sera contro i nerazzurri.

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Interviste

Sabatini affonda: “Il silenzio dei Friedkin è un atto di arroganza insopportabile”

Walter Sabatini ha parlato ai microfoni de il Messaggero. Ecco un estratto relativo anche alla Roma:

Per lei la Roma chiuderà davanti alla Lazio?
«Sulla carta dovrebbe, ma it d.s. Fabiani ha lavorato bene. Dele-Bashiru e Nuno Tavares, ad esempio, sono intuizioni gli attaccanti sono bravi. E una squadra forte, che migliora e ha tanti giocatori che risolvono, mentre nella Roma ne vedo pochi»

C’è più gap fra le rose di Roma e Inter o tra Marotta e Ghisolfi?
«Marotta è un grandissimo, Ghisolfi nella migliore delle ipotesi è un bravo giovane dirigente. Agli stranieri devi dare qualche mese per ambientarsi, anche se alla Roma ho l’impressione che ancora non abbiano capito dove sono, come non l’hanno capito i Friedkin, che non hanno mai parlato con la gente. È un atto di un’arroganza insopportabile»

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Roma-Inter, arbitrerà Massa: l’ultima vittoria a San Siro contro i nerazzurri due anni fa

Sarà Davide Massa l’arbitro di Roma-Inter. Al VAR, Rocchi, ha scelto Di Bello.

La designazione completa:

ROMA – INTER     h. 20.45

MASSA (foto)

CARBONE – PERETTI

IV:       FELICIANI

VAR:      DI BELLO

AVAR:      DI PAOLO

Precedenti e numeri

La Roma ha incontrato il fischietto di Imperia per 29 volte per un bilancio di 10 vittorie, 12 pareggi e 7 sconfitte. L’ultimo precedente è la sconfitta di Empoli di fine campionato scorso.

È dal 2022 che la Roma non ottiene i 3 punti in una partita diretta da Massa, sono 5 le partite consecutive senza vittoria con Massa. L’ultima risale al 2-1 del Meazza contro l’Inter, con le reti di Dybala e Smalling. Da quel match lo score è di 2 pareggi e 1 sconfitta.

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Le Voci di Retesport

Colantuono a RS: “La Roma non parte battuta contro l’Inter. Le parole di Juric servono al gruppo”

Stefano Colantuono è intervenuto nel suo consueto spazio mattutino ai microfoni di Retesport. Ecco le sue parole in vista di Roma-Inter e non solo:

“Juric deve cercare di mantenere unito il gruppo. Credo che l’intervista sia stata per trasmettere serenità prima di un big match. La squadra per affrontare l’Inter deve essere serena e questo è il messaggio che l’allenatore ha voluto dare. L’ambiente è caldo, se esasperi gli animi non fai un buon servizio alla squadra”.

“Juric sa bene che l’ambiente è surriscaldato. Però non serve creare ulteriori tensioni perché ne risentirebbe la squadra. L’unica cosa che si può fare è avere un percorso di risultati importanti con la Roma che comunque è solo a 3 punti dalla Champions. Bisogna trasmettere positività anche ai calciatori come Pellegrini che sono nell’occhio del ciclone. La si mette a posto anche con chiarezza nella proprietà”.

Roma-Inter è una trappola più per i giallorossi o per i nerazzurri?
“Se si pensa allo svolgimento del campionato nessuno dei due. Per la partita in sé è molto interessante. Se l’Inter fa l’Inter è dura anche se ancora non è quella della scorsa stagione. I nerazzurri se trovano la giornata è dura per quasi tutte le squadre del campionato. Hanno due rose e grandi potenzialità. Sicuramente i giallorossi partono sotto perché l’Inter è consolidata con un percorso straordinario da svariati anni con questo allenatore. A Roma l’ambiente viene meno ma le partite vanno sempre giocate. Sulla carta sicuramente è favorita l’Inter. Se la Roma farà bene creando anche entusiasmo allo stadio potrà avere le sue chance”.

Juric, lo scorso anno ha cambiato modulo contro l’Inter, come mai?
“Forse per andarli a prendere meglio dato che i quinti dell’Inter sono determinanti e magari si potrebbe lavorare di più in ampiezza dandogli più garanzie. Dimarco oggi è un giocatore che è più un’ala che un quinto. Possono essere tanti i motivi per un cambio di modulo ma lo capiremo solo ad inizio partita”.

Quante volte mister hai detto una cosa e pensato un’altra per lo spogliatoio?
“Questo è normale. Un allenatore deve mantenere la riservatezza. Tornando alla tattica potrebbe costringere i quinti avversari a giocare più in difesa con un 4-2-3-1 che potrebbe far aumentare il raggio d’azione degli esterni di Inzaghi. L’alternativa è far aprire di più i braccetti nel terzetto arretrato e questo non piace molto ai difensori. Magari Juric questa volta non farà così e manterrà con la difesa a 3”.

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Roma, tre ipotesi di difesa contro l’Inter: l’analisi

Lo spauracchio Thuram, la buona vena – ritrovata recentemente – di Lautaro Martinez, gli esterni con Dimarco su tutti in grandissima forma, gli inserimenti delle mezzali (Barella tornerà titolare). L’Inter di Inzaghi si muove su questi concetti, ormai mandati a memoria come meccanismi di un orologio perfetto o quasi.

La squadra nerazzurra in questo inizio di stagione si è prodotta in prestazioni eccellenti come quella di Manchester, in casa del City, dove avrebbe meritato il successo ma anche in cadute ‘anomale’ come nel derby col Milan, arrivato a quella sfida con Fonseca molto oltre la graticola, quasi cotto.

In questi giorni Juric ha avuto una piccola fortuna: lavorare fisicamente, tatticamente e tecnicamente su diversi titolari rimasti a Trigoria o rientrati prima del previsto.

Svilar, Angelino, Mancini, Hummels, Hermoso (gli ultimi due sperano in una maglia da titolare), poi ancora Cristante, Pellegrini oltre a Dybala e Soulè, con il primo argentino gradualmente di ritorno in gruppo.

Mancavano dunque Celik, Dovbyk e Konè come reali componenti dell’undici titolare maggiormente scelto finora dal tecnico croato. E in chiave difensiva, la Roma per provare a battere l’Inter, dovrà alzare la soglia dell’aggressività e della fisicità.

Per questo in vista della supersfida di domenica le opzioni dietro sono diverse: dal trio Mancini-Ndicka-Angelino che è stato quasi sempre scelto da Juric (tre volte in campionato su cinque complessive compresa l’Europa League), all’ipotesi di aggiungere fisicità con l’inserimento di Hermoso come braccetto mancino oppure di Hummels. In questo secondo caso, Ndicka slitterebbe nel ruolo di centrosinistra dove ha disputato parecchie partite già nella scorsa stagione, prima dell’arrivo di De Rossi e del ritorno alla difesa a 4.

Ma attenzione all’ipotesi, a sorpresa del cambio di modulo, sospinta o sussurrata da qualcuno alla lettura di ciò che è avvenuto lo scorso anno a Torino. Da allenatore dei granata, Juric ovviamente ha sempre impostato la squadra partendo dal 3-4-2-1 ma proprio in occasione delle due sfide contro i nerazzurri, schierò a sorpresa il 4-2-3-1. In questo caso – ipotesi però ad oggi peregrina – i quattro dietro sarebbero facili da individuare: Celik-Mancini-Ndicka-Angelino.

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APPROFONDIMENTI

Dybala (quasi) pronto: ecco come Juric intende gestirlo

La parola d’ordine è prevenire. Prevenire gli infortuni più gravi, che per Dybala sono le lesioni muscolari. Tra flessore (soprattutto) e adduttore, l’argentino da quando è a Roma ha accusato ufficialmente dieci stop di natura muscolare ma con diverse gradazioni, dall’affaticamento generico (almeno 2 gare di stop) alla lesione più grave (quella che nel primo anno lo tenne fuori per 33 giorni).

Questa fragilità della Joya si infrange purtroppo con un altro dato inquietante: senza Dybala la Roma fatica, oltremodo, a vincere le partite. Con l’argentino in campo il rendimento è notevolmente migliore. E qui risiede il vero vulnus di tutta la questione. Il club giallorosso già dopo la prima stagione, avrebbe dovuto lavorare di concerto con Mourinho per costruire una squadra in grado di poter sopperire all’assenza della Joya. Costruire le fortune sportive esclusivamente intorno a Dybala è un errore in termini che ancora oggi la Roma rischia di pagare.

Tornando all’attualità, non è chiaro del tutto cosa abbia avuto negli ultimi 15 giorni. Contro l’Athletic Bilbao si è fermato dopo 45 minuti, avvertendo un dolore ai flessori. Gli esami strumentali hanno escluso lesioni e per precauzione è stato gestito saltando integralmente il Venezia. Poi c’è stato il subentro nei 20 minuti finali contro l’Elfsborg. E lì probabilmente c’è stata una piccola ricaduta, mai svelata però ufficialmente dalla società giallorossa. Out col Monza e una prima settimana di sosta vissuta tra fisioterapia e lavori individuali.

Purtroppo – per la Roma e i suoi risultati – il filo sottile della Joya viaggia dunque su due variabili chiarissime: dalla paura di farsi male alla fragilità cronica che lo ha, evidentemente, allontanato a 28 anni dalla Juventus.

Juric oggi ha ribadito in un’intervista che si sta lavorando nello specifico per averlo al top per sempre. La speranza è che Mark Sertori, nuovo collaboratore e responsabile dell’area medico-fisioterapica del club abbia forse trovato la strada giusta per curare i muscoli di Dybala, che con l’Inter tornerà disponibile. La gestione della Joya passa attraverso anche delle scelte drastiche in termini di minutaggio. Esempio? Titolare contro l’Inter, a riposo in coppa e nuovamente titolare contro la Fiorentina. Magari con una gradazione diversa, visto che contro i nerazzurri potrebbe giocare una sessantina di minuti al massimo.

Se Juric riuscisse ad avere un Dybala, al 70%-80% delle partite principali da qui alla fine della stagione, risolverebbe il rebus che né Mourinho (che cercava di sfruttarlo al massimo finchè stava bene), né De Rossi che provò a liberarlo di un ruolo difensivo, lasciandogli libertà totale in campo per evitare di affaticarlo troppo, sono stati in grado di decriptare.

D’altronde i numeri in maglia giallorossa sono chiari: su 118 partite, ne ha saltate 34 totali e in 16 è subentrato nella ripresa o ha giocato appena 45 minuti. Il problema infatti non è tanto o solo il numero di gare in cui è stato assente (e il conseguente crollo del rendimento della squadra), bensì la necessità per l’argentino di assestarsi e salire di condizione nelle primissime gare post stop ai box. Questo aspetto riduce la sua capacità di incidere. Ecco perchè la gestione del minutaggio – seguendo la traccia lasciata oggi da Juric – potrebbe essere la variabile finalmente decisiva.

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Nazionali

Nazionali, Paredes in campo nell’ultima mezz’ora. Zalewski in gol, riposo per Ndicka

Ultimo giro di impegni per i nazionali giallorossi che nelle scorse ore hanno completato il proprio percorso in giro per il mondo prima del rientro nella capitale.

Discreta mezz’ora finale per Paredes nel roboante successo per 6-0 contro la Bolivia.

Ottima prova ancora di Zalewski a segno nel rocambolesco 3-3 tra Polonia e Croazia.

Riposo totale invece per Evan Ndicka con la Costa d’Avorio. 80 minuti per Baldanzi con la maglia dell’Under21 nel pari contro la Repubblica d’Irlanda. Un rigore procurato e sbagliato poi da Gnonto per il folletto giallorosso, autore di un’ottima prova.