Il mondo religioso e non è in lutto per la scomparsa di Papa Francesco. Il pontefice argentino si è spento lunedì mattina intorno alle 7:35 dopo aver regalato l’ultimo saluto ai fedeli nel giorno di Pasqua.
A partire dalle ore 9 di questa mattina, la bara del Papa (ora a Santa Marta) è stata traslata nella basilica di San Pietro per la camera ardente, dove i fedeli e non solo potranno portare l’ultimo saluto al Santo Padre fino a venerdì, in attesa dei funerali in programma sabato 26 aprile dalle ore 10.
Visto lo slittamento di Inter-Roma a domenica, anche il club giallorosso sta organizzando una delegazione che entro venerdì porterà l’ultimo saluto del club (ricevuto più volte in Vaticano in questi anni) a Papa Francesco. Possibile che la data scelta dalla Roma sia il 24 aprile.
La Roma potrebbe sfruttare alcuni vantaggi in vista della sfida di San Siro, dove la squadra giallorossa ha vinto l’ultima volta tre anni fa (2-1) grazie al sigillo di testa di Smalling nella ripresa.
In primis il fatto che i nerazzurri sono pienamente immersi nella lotta su tre fronti, quindi la sfida contro la Roma si disputerà a cavallo tra il derby di Coppa Italia e l’andata delle semifinali di Champions contro il Barcellona.
Poi il tema assenze: ai giallorossi ovviamente mancherà Dybala (autore di un gran gol nell’ultima vittoria in terra nerazzurra sopra citata), ma l’Inter non disporrà di Bastoni e Mkhitaryan. L’assenza dell’armeno potrebbe essere molto importante per Inzaghi, perchè l’ex giallorosso è un po’ l’equilibratore del centrocampo nerazzurro.
Rientrerà a disposizione Zielinski ma partirà dalla panchina, quindi presumibilmente ci sarà spazio per Frattesi. Per ovviare dunque ad una linea a tre che dovrebbe esser composta da Barella-Calhanoglu-Frattesi (a meno che Inzaghi non conceda un turno di riposo al turco schierando Asslani), Ranieri sta riflettendo in queste ore se tornare ad un centrocampo a tre puro, con diverse ipotesi potenzialmente utili.
Foto Fraioli
Nessuno è certo del posto da titolare
In primis Sir Claudio dovrà dipanare il dubbio Cristante-Paredes. Solo a Bilbao dall’inizio, il tecnico giallorosso, ha schierato insieme i due centrocampisti che in quell’occasione disputarono una prova di gran sacrificio. Konè non è apparso in formissima sabato scorso ma resta i vantaggio su tutti gli altri per comporre un’ipotetica linea a tre.
Pisilli ha perso molto terreno nelle gerarchie di Ranieri. E se tornasse titolare a sorpresa Pellegrini? Dopo il vuoto cosmico nell’ultimo derby, Ranieri non gli ha concesso neanche un minuto contro il Verona rinunciando addirittura all’ultimo cambio, forse per preservarlo dai fischi che nei confronti del capitano, all’Olimpico, quest’anno non sono mai mancati.
A San Siro però potrebbe essere un’altra storia. Si vocifera di un forte interesse dei nerazzurri per il 7 che a giugno deciderà definitivamente se lasciare la Roma oppure no. Potrebbe essere l’occasione per mettersi in mostra. Sullo sfondo le alternative Gourna-Douath e Baldanzi (come fu schierato in Spagna proprio vicino a Cristante e Paredes), ma sembrano parecchio defilate rispetto alle altre.
Da molte stagioni, c’è uno strano virus nella Roma, che diversi direttori sportivi e/o allenatori, non sono riusciti a curare. Fuori metafora medica, uno dei problemi principali in casa giallorossa negli ultimi anni sono state la fasce laterali.
Tra acquisti sbagliati, gravi infortuni, sparizioni improvvise, gli esterni in casa Roma sono sempre stati un capitolo complesso da scrivere.
A guardare semplicemente i numeri di questa stagione, non vi è dubbio che ci sia un calciatore che finalmente dopo anni di annosi tentativi, delle risposte importanti in termini di continuità le ha date: si tratta di Angelino.
Foto Fraioli
Acquistato per 5 milioni come alternativa a Spinazzola, in pochi mesi si è dapprima conquistato il posto da titolare con De Rossi e poi l’arrivo di Ranieri lo ha riportato agli antichi splendori. Al netto del fisiologico calo di queste ultime sfide, Angelino è stato uno dei migliori interpreti della stagione giallorossa: 46 presenze, 3899 minuti disputati, 4 reti e 6 assist, con la prospettiva di poter migliorare questo score nel prossimo futuro considerando che nei primi tre mesi di questa stagione, l’ex Lipsia è stato schierato da terzo centrale della linea difensiva, allontanandolo dunque sensibilmente dalla zona dove riesce a rendere meglio, cioè quella offensiva.
Rebus Saelemaekers
Il secondo per rendimento è stato indiscutibilmente il belga che però ha vissuto di fatto tre stagioni in una: la prima parte fermo per infortunio, poi un grande ritorno in campo condito da gol e assist decisivi tra dicembre e inizio marzo, in seguito un periodo di calo vistoso in termini di rendimento. In totale ha partecipato a 12 reti giallorosse (6 gol e 6 assist), in quella che ad oggi è comunque la sua miglior stagione per rendimento sotto porta in Italia.
La domanda però che molti si pongono è: qual è il vero Saelemaekers. E soprattutto: quanto la Roma è disposta a spendere per il belga? Ghisolfi ha più volte sottolineato, così come Ranieri, che la volontà del club (e del ragazzo) è di concludere positivamente l’operazione col Milan. Ma tutto ha un prezzo e da Trigoria assicurano che non si sveneranno. Anche perchè Saelemaekers potrebbe tornare utile nella prossima stagione più come esterno offensivo, che come laterale o tutto fascia. Si vedrà.
I nuovi tra rimandati e bocciati
Il vero tema sono tutti gli altri. Rensch, Saud, Salah-Eddine, Zalewski (che dovrebbe restare all’Inter), Dahl, Celik. Nessuno di questi calciatori ha la certezza di restare o quantomeno di avere ad oggi uno spazio da titolare inamovibile nella Roma del futuro.
Certo sono d’uopo alcuni distinguo: il polacco come detto dovrebbe restare in nerazzurro, così come Dahl al Benfica e la Roma mira ad incassare una quindicina di milioni.
Devyne Rensch è sicuramente quello che ha più chance di ripartire nella prossima stagione, puntando a conquistarsi finalmente un posto da titolare. Acquistato dall’Ajax per pochi milioni di euro, è un ragazzo su cui la Roma punta molto e andrà rivisto con una preparazione adeguata, svolta tutta nella capitale, ma soprattutto in un contesto tattico che lo valorizzi al 100%. Rensch infatti non è quinto, non è un’ala, non un cursore abituato ad occuparsi in esclusiva della fascia destra. E’ un terzino, tipicamente olandese, quindi propenso a spingere, ma arrivando però in corsa e in sovrapposizione. Esempio? L’inserimento con assist vincente per Dovbyk in Roma-Como.
Foto Farioli
Dietro di lui solo dubbi, anzi diverse certezze: Saud è stato un esperimento oggettivamente più di marketing che giudicabile a livello calcistico (e Ranieri è riuscito anche a fargli segnare un gol comunque importante contro il Braga in Europa League…). Salah-Eddine sembra non aver convinto, al momento, soprattutto a livello caratteriale. Certo le chance concesse sono state pochissime e la Roma ha speso 8 milioni. Difficile credere che si possa metterlo sul mercato già a giugno, ma il nuovo tecnico valuterà come valorizzarlo. Celik per come sta rendendo da braccetto andrebbe solo promosso. Ha fatto gol, sfornato assist, partendo paradossalmente da più lontano. I pregi e i difetti del turco però sono chiari a tutti. Indiscutibilmente è un calciatore che in una rosa può starci, ma con un anno solo di contratto la Roma è più propensa a monetizzare piuttosto che rinnovare.
Morale della storia? La Roma potrebbe esser costretta a fare almeno un paio di investimenti sugli esterni, sicuramente su un terzino destro da affiancare a Rensch. A Ghisolfi l’arduo compito di provare a dipanare la matassa esterni.
Era difficile accontentare tutti, ma ieri è stata una giornata furente in Lega per ovviare alla serie di rinvii e slittamenti di diverse gare di Serie A, a seguito della scomparsa di sua Santità Papa Francesco.
Telefonate, ribaltoni, comunicazioni ufficiose e poi l’ufficialità serale della Lega, ma sullo sfondo tantissima confusione.
Situazione nella quale è emersa la forte presa di posizione di Lotito e della Lazio contro le decisioni della Lega: ““La Lazio esprime il proprio profondo rammarico in merito alle modalità con cui la Lega Serie A ha gestito la decisione di spostare la gara biancoceleste a Genova. La società considera approssimative e poco rispettose le modalità di comunicazione e gestione di tale decisione, la cui inefficienza è risultata evidente e ampiamente riscontrabile, non soltanto dal punto di vista logistico, ma soprattutto alla luce della portata emotiva e spirituale che l’evento straordinario riveste per la nostra città e per ciò che il Club rappresenta“.
La Roma e Mile Svilar sono sempre più vicini alla fumata bianca sul rinnovo contrattuale.
Dopo qualche frizione iniziale per via di un primissimo approccio oggettivamente al ribasso da parte del club giallorosso, ora i dirigenti di Trigoria hanno alzato il pressing sull’estremo difensore belga dando seguito anche alle recenti dichiarazioni di Ghisolfi.
La nuova offerta
“Mile sta mostrando grandissima professionalità e merita il rinnovo. Avrà il suo contratto”. Chiaro, diretto, senza tentennamenti il ds francese ai microfoni delle tv nazionali a margine di Roma-Verona, partita nella quale Svilar ha chiuso con il 13° clean sheet stagionale, recordman in A fino a questo momento.
Nelle ultime ore la Roma ha presentato una nuova offerta al giocatore, alzando sia la parte fissa, sia la parte variabile. Nel particolare, la Roma ha messo sul piatto circa 4 milioni di euro, bonus inclusi. La base si aggirerebbe attorno ai 3 milioni più circa un milione di euro di bonus.
Per Svilar, si tratterebbe di un riconoscimento importante visti gli attuali 800.000 euro annui che percepisce. Il portiere belga firmerebbe un quinquennale fino al 2030.
Ci sarebbe ancora da sistemare il capitolo clausola rescissoria: con un contratto così oneroso, la Roma vorrebbe inserire una clausola, valida solo per l’estero, molto elevata. Discussioni in corso, con l’obiettivo di provare a chiudere entro pochi giorni.
In vista della sfida di San Siro di domenica alle 15:00 (slittata di un giorno per via dei funerali di Papa Francesco), Simone Inzaghi da una parte dovrà ovviare a due assenze molto importanti – Mkhitaryan e Bastoni – dall’altra però può sorridere in vista dei prossimi impegni.
Il tecnico nerazzurro infatti da domenica avrà di nuovo a disposizione Dumfries e Zielinski. I due calciatori faranno un test con la Primavera prima di riaggregarsi al gruppo proprio per la sfida contro i giallorossi.
Claudio Ranieri sarà consulente della proprietà o senior advisor. Al di là delle qualifiche formali, la Roma dovrebbe sfruttare un vantaggio nella costruzione della squadra del prossimo anno: la valutazione approfondita che da allenatore Sir Claudio ha fatto della rosa.
Recentemente il mister ha dichiarato: “Ormai dopo 5 mesi li conosco bene…” una frase che lascia presagire che Ranieri darà al prossimo allenatore delle indicazioni chiare su chi poter puntare, su chi rimandare e chi eventualmente bocciare.
Secondo la Gazzetta dello Sport, i promossi sono i seguenti: la certezza principale è Mile Svilar. Certe anche le conferme di Ndicka, Mancini e del terzetto argentino formato da Dybala, Paredes e Soulé. Insieme a loro anche Angelino, a meno che per questi giocatori non arrivi un’offerta irrinunciabile. Da confermare anche Manu Koné così come Pisilli e Baldanzi.
I dubbi: i primi due sulla lista sono Pellegrini e Cristante. Va risolto, inoltre, il rebus Saelemaekers, che è solo in prestito dal Milan. Da capire, poi, il futuro di Gollini, Shomurodov e Dovbyk. La realtà è che la Roma valuterà se cederli o meno solo davanti ad offerte eque. In bilico ci sono anche Rensch, Celik ed El Shaarawy.
Chi va sicuramente via: Hummels che ha da poco annunciato il suo ritiro, mentre, non sono piaciuti a Ranieri gli acquisti fatti nel mercato di gennaio. Nelsson, Salah-Eddine e Gourna-Douath non sono stati considerati all’altezza. Infine, via anche Saud e Sangaré, ritenuti inadeguati. Poi al resto ci penserà il nuovo tecnico.
La Roma potrebbe pescare nuovamente in Olanda. Dopo Rensch e Salah-Eddine, Ghisolfi sta seguendo con grande attenzione Sem Steijn, trequarti del Twente che in questa stagione ha confermato e addirittura migliorato i numeri da bomber.
Sono infatti 23 le reti in 28 partite in Eredivise in questa stagione (54 in 82 apparizioni complessive) per il classe 2003 del Twente che sa svariare da numero 10 di inserimento su tutto il fronte offensivo, realizzando gol con entrambi i piedi e anche su calcio piazzato.
Sul calciatore olandese ha messo gli occhi la Roma, così come il Feyenoord e l’Inter, secondo il De Telegraph quotidiano locale, con un vantaggio da poter sfruttare: una clausola rescissoria da 10 milioni, molto bassa rispetto al suo reale valore almeno raddoppiato in questa annata.
“La Champions è ancora possibile per la Roma, ci sono quattro scontri diretti che concedono ai giallorossi un’altra piccola chance. Certo la vittoria del Bologna ma anche quella dell’Atalanta hanno ridotto le possibilità. La vittoria striminzita col Verona? Non tutte le partite si possono giocare nello stesso modo. Indubbiamente i giallorossi non sono in un grandissimo periodo di forma, ma le vittorie sono vittorie sempre e danno continuità”.
Così Ciccio Graziani, in esclusiva a Retesport, sul momento attuale dei giallorossi: “Soulè ha qualità importanti, le aveva mostrate anche lo scorso anno a Frosinone. Quando è arrivato abbiamo sempre pensato che fosse il dopo-Dybala, poi non so chi arriverà come allenatore, ma sicuramente su questo ragazzo si può puntare. L’importante è che il suo talento venga valorizzato, senza chiedergli una fase difensiva estrema altrimenti si rischia di svilirlo. Sta superando una serie di esami, ma per arrivare alla laurea ci vuole ancora tanto, deve superare ancora diversi step di crescita, soprattutto in termini di responsabilità e personalità“.
Sul prossimo allenatore giallorosso, il vero rebus in casa Roma, almeno a livello mediatico e tra i tifosi, Graziani aggiunge: “Difficile dirlo, c’è chi dice Vieira, chi dice Farioli, altri sostengono che su Gasperini, Ranieri sia stato bugiardo. Difficile farsi un’idea”.
Samuel Dahl ha conquistato veramente tutti in Portogallo, soprattutto i tifosi del Benfica che sin dal suo arrivo ne hanno apprezzato qualità tecniche e di sacrificio sulla fascia mancina.
3 assist in 9 apparizioni con la maglia lusitana, per un totale di 820 minuti disputati sin qui. Da oggetto misterioso a titolare, quasi inamovibile della formazione di Lisbona, con i dirigenti ora pronti all’affondo decisivo con la Roma.
Questa mattina addirittura il quotidiano sportivo ‘A Bola’ ha dedicato l’intera prima pagina o quasi a Dahl: “E’ aposta” – “E’ una scommessa”, ma il Benfica, scrive il giornale sportivo, ha un’opzione di riscatto dalla Roma e non vuole perder tempo.ù
Questa opzione vale circa 10 milioni tra valore del riscatto (8) e bonus (2), su cui il club giallorosso vanta comunque un diritto di veto. Sarà dunque la direzione sportiva romanista e il nuovo allenatore a valutare il da farsi, tenendo conto però anche della volontà del ragazzo che recentemente ha lasciato intendere la sua intenzione di restare al Benfica. E per la Roma, l’eventuale cessione, varrebbe anche una discreta plusvalenza a bilancio.