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Infermeria

Roma, Celik ha recuperato: possibile rientro in gruppo entro fine settimana

Dopo lo stop muscolare e la lieve lesione accusata nel corso della sfida d’andata contro l’Athletic Bilbao, Zeki Celik – recentemente protagonista di grandi prestazioni con la maglia giallorosso – dovrebbe aver smaltito quasi del tutto il problema fisico.

Previsto già a partire da oggi un graduale ritorno in gruppo che dovrebbe completarsi entro fine settimana.

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NEWS

Roma, la Procura FIGC indaga sulle plusvalenze dell’era Pallotta

Sul tavolo del capo della Procura federale, Giuseppe Chinè, c’è anche il dossier Roma-plusvalenze. Dopo il rinvio a giudizio dell’ex presidente James Pallotta e di cinque ex dirigenti (Gandini, Fienga, Baldissoni, Malknecht e Francia) deciso dalla Procura di Roma, è stato aperto un fascicolo sui giallorossi, come già accaduto per il Napoli.

Secondo le accuse dei pm romani, Pallotta e gli altri avrebbero falsificato i bilanci tra il 2018 e il 2020, violando anche il testo unico dell’intermediazione finanziaria. Le presunte irregolarità avrebbero avuto ripercussioni sui bilanci fino al 2022.

Tuttavia, come riporta La Gazzetta dello Sport, la Roma, a differenza del Napoli, non è mai stata giudicata per le plusvalenze, quindi al momento non sembrano esserci elementi per la riapertura di un procedimento sportivo. L’indagine contesta una differenza di 21 milioni di euro nelle plusvalenze contabilizzate (60 milioni invece di 39), ma la giurisprudenza sportiva ha già stabilito che il valore di un calciatore resta soggettivo.

Le indagini si chiuderanno entro la fine di aprile. Al momento, la giustizia ordinaria preoccupa più di quella sportiva.

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Rassegna stampa

Tutti con Dybala: Friedkin al fianco della Joya. Nelle prossime ore la scelta sulla terapia

A Trigoria si entra nelle ore calde per il futuro di Paulo Dybala. L’argentino e la Roma sono chiamati a decidere quale strategia adottare per curare la lesione al tendine riportata domenica scorsa.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, lo staff medico giallorosso e quello del giocatore stanno collaborando per individuare la soluzione più efficace. Un ruolo chiave lo sta giocando anche il presidente Dan Friedkin, che sin dalle prime ore dopo l’infortunio è rimasto vicino al numero 21, attivando una rete di contatti con specialisti internazionali per valutare ogni possibile percorso di recupero.

Tre le opzioni sul tavolo: terapia conservativa classica, terapia con fattori di crescita o intervento chirurgico, quest’ultimo al momento considerato l’ultima spiaggia. Se tutto filerà liscio, Dybala potrebbe tornare in campo nelle ultime quattro giornate di campionato. Ma ogni passo dovrà essere perfetto.

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Infermeria

Dybala, attesi nuovi consulti: Novel è nella capitale. Si ventila l’ipotesi dell’operazione

Il colpo per Dybala è stato durissimo e le lacrime di sfogo nell’immediato lo hanno testimoniato subito. L’argentino domenica col Cagliari ha capito subito che si trattava di un problema serio e non di uno stop cautelativo. Di fatto, questa volta, non ha potuto fermarsi in tempo perchè in occasione di quel colpo di tacco ha sentito una fitta fortissima.

Dybala non si è fermato ovviamente solo agli esami strumentali che hanno purtroppo confermato la lesione tendinea tra muscolo e ginocchio, ma sta chiedendo e chiederà anche nelle prossime ore ulteriori consulti a specialisti che gli indichino la miglior terapia.

Per supportarlo, come riferito dal Corriere dello Sport, in queste ore è sbarcato nella capitale anche il suo amico-agente Carlos Novel.

La terapia più probabile sarà quella conservativa, ma non si esclude ad oggi, seppur in minima percentuale, l’ipotesi dell’operazione che però allungherebbe di fatto i tempi di recupero.

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APPROFONDIMENTI

Pellegrini ora o mai più: Ranieri ripartirà dal capitano. Poi a giugno sarà addio

E’ una vita sospesa quella di Lorenzo Pellegrini, in questa fase finale della sua esperienza romanista. Se appare chiaro da mesi che al termine di questa stagione, per la prima volta dopo diversi anni, le strade tra il capitano giallorosso e il club potranno seriamente divedersi, dopo l’infortunio di Dybala, uno dei primi pensieri di Ranieri è tornato a Lorenzo.

In assenza della Joya, Ranieri proverà infatti a tirare fuori giocate e gol da Pellegrini in questo rush finale di stagione. Il calciatore ha rispettato le decisioni del tecnico che recentemente lo ha di fatto relegato a rincalzo di campionato, in attesa dei match europei. Lui che per quattro anni consecutivi ha raggiunto, da protagonista, quattro semifinali e due finali, ha assistito alla precoce e sfortunata uscita di scena dei suoi compagni agli ottavi di finale, senza poter dare un contributo sensibile.

Da Lecce alla Juve, arrivando al Derby – unica gara in cui Pellegrini quest’anno ha tirato fuori un lampo della sua classe – il 7 giallorosso tornerà tra le prime scelte. Complice anche un assetto tattico che vedrà Soulè probabilmente favorito su Baldanzi come sostituto reale di Dybala, con Pellegrini sull’out mancino a cercare di creare spazi e passaggi utili per le due punte.

Foto Fraioli

Col Como una scialba prestazione e la sostituzione all’intervallo. Con l’Empoli un’ottima prova, un gol sbagliato ma anche un assist splendido vanificato da Shomurodov. Recentemente Ranieri ne ha criticato un aspetto su tutti: quello fisico. Ma non legato alla condizione, bensì all’incapacità del calciatore di reggere l’urto nei contrasti. “Sta spesso troppe volte per terra”, Sir Claudio dixit.

A giugno il futuro appare sempre più distante dalla Roma. Tra sirene arabe e concreto interesse dell’Inter, più per volontà di Inzaghi che della società, oltre al Napoli sullo sfondo che lo aveva cercato a gennaio. L’intenzione del club giallorosso, allo stato, è di non rinnovare il suo contratto e ad un anno dalla scadenza si cercherà una soluzione che accontenti tutti. Sempre che non arrivi un allenatore disposto a puntare forte sul suo rilancio. Il calcio d’altronde è una materia strana, in costante movimento. Intanto c’è questo finale di campionato dove le sue giocate potrebbero contribuire a raggiungere un piazzamento europeo, insperato fino a due mesi fa.

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Esclusive

Focus Dovbyk, Nicolini: “Artem esploderà, dategli fiducia. Lo seguo da quando giocava in Ucraina…”

Carlo Nicolini, per anni vice allenatore di Mircea Lucescu in Turchia, Ucraina e Russia, ma anche dirigente dello Shakhtar Donetsk fino allo scoppio del conflitto bellico sul territorio ucraino, è intervenuto ai microfoni di Retesport per parlare della sua esperienza e soprattutto di Artem Dovbyk:

“Negli ultimi anni dopo la mia esperienza da preparatore atletico, poi collaboratore tecnico e vice-allenatore con Lucescu, sono tornato allo Shakhtar dividendomi da Mircea. Il presidente mi conosceva bene, sapeva che tipo di conoscenze avessi del club, dei giocatori, della filosofia societaria e mi scelse affidandomi il compito di individuare l’allenatore. Fui io a portare De Zerbi in Ucraina. Peccato non abbia avuto il tempo di completare quella stagione, perchè dopo pochi mesi ci fu l’invasione russa e tutto è andato in malora. Resto molto legato al calcio ucraino. Allo Shakhtar abbiamo portato una quarantina di brasiliani, si sono affermati praticamente tutti. Senza dimenticare campioni del calibro di Mkhitaryan che ancora oggi fa la differenza. Penso che De Zerbi sia stato quasi costretto a lasciare momentaneamente il calcio italiano. Ora ci sono due-tre club che potrebbero puntare su di lui e so che ha in animo di tornare da noi”.

Su Dovbyk, Nicolini ha affermato: “Artem è un grande calciatore, lo ha fatto vedere in Ucraina, poi in Spagna e ora in Italia ha comunque segnato 15 gol. Credo che le critiche che gli rivolge parte dell’ambiente romano siano dovute a due dinamiche: in primis perchè forse è stato pagato troppo e quel prezzo pesa sulle aspettative di tutti; poi la Roma ha avuto delle vicissitudini tecniche quest’anno con diversi allenatori cambiati e una squadra che ha iniziato a funzionare nella seconda parte di questa stagione. Questo ha inciso sul suo rendimento”

Da aggiungere a questo – prosegue Nicolini – la dinamica famigliare incide tantissimo: credetemi per me che conosco l’Ucraina, quel paese, quella gente lì, pesa nel cuore di questi ragazzi avere la famiglia lì e svegliarsi ogni giorno sperando che nessuno dei propri cari sia morto”.

Artem secondo me esploderà, punte come lui ce ne sono poche in Europa. Ha cambiato tre paesi in tre anni, quando l’ho visto qui col Dnipro faceva reparto da solo e a sportellate con tutti, non credo si sia rammollito tutto insieme. Ha un’indole diversa da quella che forse a tratti ha mostrato a Roma. E’ un momento che passerà, dategli fiducia e vedrete”

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APPROFONDIMENTI

Roma, la prossima estate una delle priorità sarà la difesa: l’analisi

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Due indizi non fanno una prova, ma quasi. La Roma nella prossima stagione per tutta una serie di ragioni dovrà contemplare tra i prioritari investimenti sul mercato, l’acquisto di almeno un difensore centrale.

Il problema è stato evidente soprattutto nel momento in cui dall’originaria impostazione a 4 su cui De Rossi aveva spinto e lavorato in estate, una serie di situazioni hanno sospinto anche l’ex capitano romanista a rivedere in parte le sue convinzioni, tornando al vecchio sistema a 3. Poi è arrivato Juric, affezionato cultore della linea a tre e lo stesso Ranieri, modulandola con l’utilizzo di un braccetto più terzino che centrale, non si è discostato molto da questa idea.

Foto Farioli

In attesa di capire chi sarà il nuovo allenatore che potrebbe proseguire con questa impostazione che di fatto perdura da almeno sei anni, oppure tornare a quattro, l’intenzione di Ghisolfi è quella di investire su un difensore centrale, con determinate caratteristiche.

Il primo problema da affrontare è quello numerico: la Roma quasi certamente perderà Hummels, che in queste ultime settimane ha mostrato delle palesi difficoltà psicofisiche e le sue problematiche private incideranno sulla scelta finale di tornare in Germania. Un altro capitolo è quello di Hermoso: non si è mai ambientato a Roma, è andato al Leverkusen in prestito dove ha giocato di più, senza clamorosi picchi ma si è anche rotto la spalla. Rimarrà fermo fino a fine stagione e tornerà nella capitale con un biglietto aperto per ripartire. Due anni di contratto pesanti, di cui la Roma vuole liberarsi, salvo clamorose riabilitazioni del prossimo tecnico giallorosso.

Saltato l’affare Danso ad agosto (giocatore che era stato prescelto per assumere il ruolo della guida, del leader difensivo), la Roma si ritrova dunque con Mancini, Ndicka e potenzialmente Kumbulla, che rientrerà dal prestito all’Espanyol. Il centrale albanese ha fatto molto bene, ha giocato praticamente tutte le partite, si è certamente riabilitato e messo in vetrina. Probabilmente almeno nelle intenzioni iniziali del club sarà una buona pedina da mettere in vendita per fare cassa e finanziare altre operazioni.

Foto Farioli

Ergo numericamente e qualitativamente serve almeno un innesto importante, se non due. Dipenderà dai moduli, ma la Roma è già a caccia da mesi di un titolare da inserire in rosa.

L’identikit? Un giocatore fisicamente aitante, forte di testa, uno che sappia marcare meglio di Mancini e soprattutto di Ndicka in area di rigore e che possa sensibilmente migliorare il rendimento del pacchetto difensivo, registrato di recente da Ranieri, ma spesso non in grado di reggere per 90 minuti in termini di concentrazione.

Negli ultimi giorni sono emersi dei nomi che vanno in questa direzione, per tipologia di difensore: Banks dell’Augsburg, Balerdi del Marsiglia già cercato a gennaio. Ci sarebbero anche profili interessanti nella nostra Serie A, ma Ranieri recentemente ha ammesso che nella ricerca nel calcio nostrano, ‘abbiamo qualche difficoltà in più’. Una frecciatina all’attuale direttore sportivo, che ama muoversi con i suoi canali privilegiati su Francia, Germania e Belgio preferibilmente.

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Calciomercato

Svilar, ecco la richiesta per il rinnovo

Mile Svilar dopo esser esploso a sorpresa a metà della scorsa stagione, ha confermato quest’anno – a parte un paio di sbavature che capitano a tutti – di essere uno dei migliori portieri della Serie A.

La Roma, seppur in ritardo, ha iniziato nelle ultime settimane i colloqui con l’agente del calciatore con vista sul rinnovo di contratto. La volontà del portiere è chiara ed è quella di restare, ma la richiesta fatta alla società è molto elevata.

Come riferisce il Tempo, la distanza tra domanda e offerta resta, visto che l’estremo difensore continua a chiedere tra i 4 e i 5 milioni a stagione oltre alle commissioni per l’entourage. Filtra comunque ottimismo da Trigoria.

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Calciomercato

Abraham vuole il Milan ma serve una condizione. Sullo sfondo la Premier

Tammy Abraham difficilmente anzi al 99% non giocherà nella Roma la prossima stagione.

L’inglese vuole restare al Milan, ma serve una condizione fondamentale: ridursi l’ingaggio.

Come riferisce Tuttosport Abraham, che spesso ha lasciato il segno in questa stagione, ma il cui ingaggio (5 milioni annui) appare fuori target. L’attaccante ha altri due anni di contratto con la Roma, ma non rientra nei piani giallorossi. Tradotto: per restare a Milano dovrebbe ridursi gli emolumenti spalmandoli su un possibile quadriennale. Al momento però il Milan è poco propenso a fare uno scambio con Saelemaekers come proposto dalla Roma. Occhio quindi a un possibile ritorno in Premier.

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Interviste

Ranieri ribadisce: “A giugno mi ritiro”

Non c’è possibilità di un ravvedimento. Ranieri ormai ha deciso di chiudere la sua carriera da allenatore a giugno. La Roma in panchina sarà la sua ultima squadra, come è stata la prima da giocatore. Poi rimarrà come dirigente, salvo stravolgimenti.

Sperava di vincere un trofeo per sugellare quest’amore infinito con un pubblico che, comunque andrà, gli tributerà un omaggio straordinario. Fuori da Coppa Italia ed Europa League, resta la corsa Champions o comunque ad un piazzamento europeo.

Ieri sera intanto – anche con sguardo indiretto alla scelta del prossimo allenatore – Ranieri a margine della consegna del Premio Maestrelli ha ribadito che a giugno andrà in pensione: “La pensione è cosa giusta”.


Le altre dichiarazioni:

La qualificazione in Champions League è possibile? Se l’aspettava o è rimasto stupito?
“Stupito non posso esserlo perché sono sempre positivo nel lavoro e nel gruppo dei giocatori che ho a disposizione. Ho trovato un gruppo forte ma che aveva perso autostima. Ho cercato di compattarlo e di dare a loro ciò che meritavano di avere. Si sono ritrovati e compattati, hanno fatto tanto ma adesso viene il bello e il difficile. Dobbiamo continuare con la leggerezza che ci ha contraddistinto e la voglia che ha fatto innamorare i nostri tifosi”.

Le fa piacere ricevere questo premio in un momento così bello della Roma?
“Ricevere premi fa sempre piacere, poi se la squadra va bene meglio ancora. Ora arriva il difficile perché il campionato è apertissimo per tutti e molto interessante”.

Si aspettava di essere l’allenatore della squadra che ha fatto più punti nel 2025 considerando anche gli altri campionati?
“Non me lo immaginavo. Quando sono arrivato ho pensato solo a far bene e a riportare autostima e positività ai ragazzi. La squadra è valida, ma i risultati erano negativi. C’è stato un grande sacrificio da parte di tutti i ragazzi che mi hanno seguito e ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma è come se non avessimo fatto tutto perché ora arriva il bello e il difficile”.

La perdita di Dybala quanto può incidere?
“Speriamo che la squadra si compatti ancora di più, perché senza un campione del genere dobbiamo fare qualcosa di più”.

Quanto le ha fatto piacere che Dovbyk ha risposto sul campo alle sue parole?
“Mi ha fatto piacere il pubblico e i suoi compagni di squadra, che sono corsi ad abbracciarlo dopo il gol. Lui è un ragazzo molto timido, che ha bisogno di comprensione e affetto da parte di tutti noi”.