Questa sera andrà in scena all’Ariston la prima serata del 75° festival di Sanremo. La conduzione, dopo l’era gloriosa di Amadeus, passa tra le mani di un veterano RAi, Carlo Conti, grande tifoso viola.
A proposito dell’associazione calcio e Sanremo, la Roma tra i cantanti in gara sarà la squadra maggiormente rappresentata: sono 4 infatti gli interpreti – dichiaratamente romanisti – che questa sera faranno il loro esordio con i rispettivi brani.
Dalla sfegatata e quasi sempre presente all’Olimpico Noemi, al ritorno di Simone Cristicchi. Giallorossi anche Tony Effe e la splendida Elodie.
In questa simpatica classifica, la seconda squadra italiana più rappresentata sarà il Napoli con tre cantanti capitanati da Massimo Ranieri, come la Juventus (tra questi Gabbani) poi la Lazio con Giorgia e Achille Lauro, ma anche Milan e Inter con due interpreti.
Paulo Dybala e la sua compagna si sono profondamente legati a Roma. La decisione di rifiutare l’offerta dall’Arabia Saudita la scorsa estate, ribadita a dicembre con il no al Galatasaray, conferma la volontà dell’argentino di proseguire la sua avventura nella capitale.
Di recente è scattato il rinnovo automatico per un’altra stagione, ma Dybala desidera restare ancora più a lungo. Per questo, si sta valutando la possibilità di ridistribuire il suo ingaggio su un accordo biennale a partire da giugno.
Nel frattempo, come rivelato dal Corriere dello Sport, il fuoriclasse argentino è prossimo all’acquisto di una villa nella zona in cui già risiede, dove ha trovato il perfetto equilibrio tra privacy e comfort.
Se c’è un aspetto negativo nel sorteggio dei play-off di Europa League che ha messo di fronte ai giallorossi il Porto sulla strada verso Bilbao, è la serie di precedenti negativi con la formazione portoghese.
In tre diverse epoche la Roma infatti ha incrociato i lusitani in gare ad eliminazione diversa, riuscendo a vincere su sei partite una sola gara: quella dell’Olimpico per 2-1 della stagione 18-19′ in Champions, quando Zaniolo fece conoscere il suo nome a tutta l’Europa calcistica grazie alla doppietta nella ripresa, festeggiata sotto la Curva Sud.
Al ritorno – ultima gara in assoluto per i giallorossi in Champions – al Do Dragao la Roma non riuscì a difendere il risultato di vantaggio, perdendo 3-2 ai supplementari in una sfida contestatissima per l’arbitraggio del turco Cakir.
Un tabù che parte cronologicamente dalla stagione 1981-1982 con Liedholm in panchina. La Roma perde agli ottavi di Coppa delle Coppe proprio per mano dei portoghesi.
Il terzo confronto (secondo in ordine di tempo) che vide uscire di scena i giallorossi risale alla stagione 2016-17: preliminari estivi di Champions, all’andata in Portogallo la Roma raccoglie un prezioso pareggio in dieci contro undici per l’espulsione di Vermaelen, poi al ritorno crolla e perde 3-0 in casa con doppio rosso rifilato a De Rossi ed Emerson Palmieri.
Si riparte. Tra poco gli archeologi riprenderanno a scavare nell’area di Pietralata dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Radio Campidoglio indica che la prossima settimana è la data in cui il cantiere di Pietralata tornerà operativo. Questo sarà l’ultimo tassello prima del progetto definitivo.
Come scrive il Messaggero, il completamento degli scavi archeologici è un obbligo, essendo stato impartito dalla Soprintendenza come prescrizione. Al netto di cosa potrebbe emergere da questi scavi, il progetto non potrebbe essere presentato non essendo state completate le procedure previste in questa fase.
La previsione per completare gli scavi, è di meno di un mese. In tutto ci sono a fare circa 16 scavi. Insomma, il lavoro c’è ed è per questo che la previsione è che serva tempo per completare tutto. Nel frattempo, è stata pubblicata una relazione dell’agronomo della Roma che dopo aver analizzato i tipi di essenze arboree scrive che la vegetazione può essere stata compromessa ed esclude la presenza di un bosco.
(…) Terminati gli scavi e analizzati i suoi risultati, la Roma avrebbe completato tutte le prescrizioni imposte e potrebbe dunque procedere con il deposito del progetto definitivo.
Tra i calciatori in bilico, non con un ruolo di primo piano in termini di titolari inamovibili, ma con il rispetto dovuto ad un calciatore ancora utile alla causa, c’è la posizione di Stephan El Shaarawy.
Come sottolinea il Tempo è in arrivo per il Faraone il rinnovo di contratto per un’altra stagione a cifre sensibilmente ridotte: da 3.5 milioni attuali, El Shaarawy dovrebbe guadagnare 1.5 milioni.
Quanto costerà Gourna-Douath? E’ una domanda rimasta in sospeso nelle frenetiche ore finali del mercato invernale.
Il giovane centrocampista francese prelevato dal Salisburgo è arrivato in prestito oneroso da 400 mila euro con un diritto di riscatto che può diventare obbligo a determinate condizioni.
Come svela il Tempo, per tramutare il diritto in obbligo di riscatto Gourna-Douath deve giocare il 50% dei minuti (recuperi esclusi) di tutte le partite disputate dalla Roma dal momento del trasferimento fino a fine stagione. Ovviamente solo le gare di campionato, perchè in Europa League non è stato inserito.
Se dovesse scattare l’obbligo di riscatto, la Roma verserà 20 milioni se arriverà in classifica dal 7° posto compreso in giù. Se dovesse arrivare più su in classifica la cifra aumenterà di 500 mila euro ogni posizione fino ad un massimo di 21.5 milioni.
Nell’accordo con il Salisburgo sono inoltre previsti 2 milioni di bonus (solo se si materializzerà il riscatto) e il 10% su futura rivendita, ma come differenza tra il valore di cessione e quanto pagato dalla Roma.
E’ tema caldo nel mondo del tifo giallorosso la questione relativa al divieto di trasferta. Nelle ultime giornate lontane dall’Olimpico ai tifosi residenti nella regione Lazio è stato impedito di andare a Como prima di Natale, a Bologna e a Venezia, con la chiusura (parziale) del settore ospiti di Udine bloccata dal ricorso al TAR del Friuli Venezia Giulia.
La motivazione adottata dalle forze dell’ordine, su suggerimento dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, ufficialmente è riferita al pericolo (presunto) che una frangia del tifo romanista, segnalatosi secondo le autorità di pubblica sicurezza per intemperanze in occasione dell’ultimo derby, possa entrare in contatto con alcune tifoserie avversarie (Napoli su tutte) coalizzandosi con altre con cui intercorrono rapporti di amicizia (Udinese).
Ieri per esempio a Venezia è stato impedito ai residenti della Regione Lazio, ma anche ai residenti di Udine e Pordenone di seguire la Roma nel settore ospiti, dopo gli scontri tra i tifosi bianconeri e quelli veneziani andati in scena in precedenza.
Provvedimenti dall’elevato grado discriminatorio, contrastati dai tifosi grazie all’ausilio di un pool di avvocati e indirettamente anche dal club giallorosso che ha ad esempio sostenuto il ricorso avverso la chiusura del settore ospiti a Udine, vincendo al fianco dei tifosi la causa al TAR.
Domenica prossima alle 18:00 i giallorossi saranno di scena a Parma. Il club emiliano nel comunicato ufficiale relativo ai biglietti della sfida contro i giallorossi ha segnalato in un apposito paragrafo che il prezzo del Settore Ospiti è di 30,00 euro. La vendita sarà aperta alle ore 11:00 di lunedì 10 febbraio, in attesa di eventuali limitazioni stabilite nella Determinazione dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive (ONMS).
Bisognerà dunque attendere le determinazioni del CASMS per capire se il provvedimento cautelativo ma anche a stampo punitivo adottato nell’ultimo periodo nei confronti dei tifosi di Roma e Lazio (sanzionati con due giornate di stop consecutivi in trasferta) sarà momentaneamente messo da parte.
22.4.2021 Roma vs Atalanta (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Cristante Pellegrini esultano
(Foto Gino Mancini)
Per motivi diversi, chi più fisico, chi più emotivo, ma anche per l’inevitabile fine di un ciclo tecnico, sia Bryan Cristante che Lorenzo Pellegrini appaiono sempre più distanti dalla Roma.
In mezzo al campo la Roma ha iniziato a ristrutturare il reparto nevralgico della squadra con investimenti di varia natura, purtroppo non tutti riusciti: Le Fèe (23 milioni e ora in procinto di essere rivenduto per 24 milioni qualora il Sunderland tornerà in Premier), Konè (20 milioni), Gourna-Douath in prestito con diritto di riscatto che diventerà quasi certamente obbligo da 18 milioni, oltre alla promozione in prima squadra di Pisilli. Aggiunti a questi nelle idee della società c’è sempre l’acquisto di una mezzala offensiva ‘alla Frattesi’ e il possibile rinnovo di Paredes.
Ergo, a prescindere da chi sarà il prossimo allenatore giallorosso, le posizioni di Cristante e Pellegrini appaiono sempre più in bilico con dinamiche e risvolti diversi.
Sul 4, anche l’agente – Riso – si è espresso nelle scorse ore sottolineando il presunto interesse di Inter e Juventus, che potrebbe tornare a nuovo a giugno. Cristante ha ancora 2 anni di contratto, guadagna circa 3 milioni annui ma alla luce anche delle furenti contestazioni ricevute allo stadio ha maturato l’idea di lasciare la capitale. Attenzione anche all’opzione Como, che resta sullo sfondo. Bryan vorrebbe riavvicinarsi a parte della sua famiglia che si trova a Milano e dintorni.
Tema diverso capitan Pellegrini. Il 7 dall’arrivo di Ranieri ha smesso di essere considerato un titolare inamovibile. L’acuto – unico negli ultimi due mesi – è stato il gol del derby che sembrava poterlo rilanciare e invece le prestazioni sul campo sono state scadenti e parecchio al di sotto dei suoi standard. Rispetto a Cristante, la situazione contrattuale di Pellegrini è ancora più gravosa per la Roma: a giugno sarà ad un anno dalla scadenza e per una cifra pari a 4,5 netti più bonus l’anno. Trovare una sistemazione di alto livello in Italia (l’Inter?) è complicato a meno che non decida di abbassare le sue pretese. La Roma non ha proposto e non proporrà il rinnovo, quindi a giugno le percentuali di una separazione sono elevatissime.
Ad incentivare la Roma verso la cessione di questi due calciatori c’è anche la necessità di continuare il piano di risanamento dei costi con relativo abbassamento del monte ingaggi. Motivo in più per stringersi la mano e salutarsi anzitempo, senza grandi rimpianti.
“Le nostre certezze sono Konè, Dybala, Mancini, N’Dicka, Svilar e Paredes“. Florent Ghisolfi, non casualmente almeno leggendo tutto a distanza, ha espresso sabato ai microfoni de il Corriere della Sera, quali saranno le colonne portanti della Roma nella prossima stagione.
Quei giocatori su cui la società vorrebbe ricostruire il c.d. gruppo storico per aprire un nuovo ciclo. Al di là della dimenticanza (?) di uno come Angelino che per la crescita dimostrata, la leadership e le qualità tecniche, appare come uno dei migliori acquisti (qualità-prezzo) dell’ultimo decennio, ma anche della mancata (ma forse voluta?) indicazione del nome di Dovbyk, pagato l’estate scorsa 35 milioni, la Roma sembra avere le idee chiare su chi dovrà rappresentare un po’ l’architrave della squadra.
Cadute le candidature di Pellegrini e Cristante che la Roma vorrebbe accompagnare alla porta a giugno, dopo aver cercato invano di cederli a gennaio e considerando i giovani chiaramente un gradino sotto il livello di personalità e spessore dei calciatori citati da Ghisolfi, è necessario che il club definisca le posizioni dei suoi leader (o presunti tali) il prima possibile per non avere brutte sorprese.
Foto Fraioli
A cominciare da Mile Svilar che attende ancora la chiamata decisiva per il rinnovo di contratto. Il ragazzo è sereno, pubblicamente ha più volte detto che non ci saranno particolari problemi, di voler restare e di voler crescere con la Roma, ma le tempistiche che lo stesso Ranieri aveva indicato ad inizio gennaio sul suo prolungamento (e su quello di Pisilli) non sono state finora rispettate dalla direzione sportiva. Più trascorrono le settimane e più sale il rischio che qualche club straniero possa bussare alla porta di Trigoria, considerando che la Roma per provare a limitare i danni in termini di deficit di bilancio, qualche cessione dovrà farla tra giugno prossimo e giugno 2026.
Se Gianluca Mancini di recente ha dichiarato che avendo ancora 2 anni di contratto è stato chiaro con i suoi agenti e indirettamente con la Roma, esprimendo il desiderio di proseguire qui almeno altre due stagioni, qualche dubbio sorge su Ndicka. Il classe 98′ – arrivato a zero dall’Eintracht Francoforte – è sicuramente migliorato rispetto agli esordi nelle prime settimane con Mou e ha un grande punto a favore: una condizione fisica e un atletismo che gli consente di giocare tutte le partite. Era titolare inamovibile con il lusitano dopo un periodo di apprendistato, lo è stato per De Rossi (con ottimi risultati nella difesa a quattro), poi anche con Juric e oggi con Ranieri. Ma resterà al 100%? La volontà della Roma è chiara, il mercato potrebbe dire qualcosa di diverso.
Dybala e la Roma sono tornati ad amarsi, dopo un momento in cui entrambe le parti si sono sentite tradite. La Joya ha oggettivamente da un paio di mesi volto e testa diverse. E’ più coinvolto e sente di esser tornato al centro della Roma. Ma il club giallorosso deve lavorare sui conti e non potrà permettersi un ingaggio lordo vicino ai 16 milioni annui. Nelle prossime settimane continuerà il dialogo con i suoi agenti sull’ipotesi di un biennale con spalmatura.
Da un argentino all’altro, la querelle Paredes è ancora in piedi e probabilmente rimarrà tale fino al termine della stagione. L’argentino ha il desiderio di tornare al Boca ma non vuole andare a giocare gratis. Il Santos dell’amico Neymar metterebbe già da adesso sul piatto un’offerta molto allettante, ma a Buenos Aires vivrebbero la sua eventuale scelta di andare in Brasile come un tradimento. Paredes ha recentemente rifiutato l’Arabia Saudita, forse perchè ha capito di poter essere ancora protagonista in Europa. Ghisolfi ha dichiarato pubblicamente che la Roma sta lavorando su un rinnovo annuale, mentre Ranieri – erroneamente – era andato dietro la voce non confermata dal club di un rinnovo automatico per un altro già scattato. Tenere o no Paredes dipenderà anche dal nuovo allenatore e dalle sue idee calcistiche. L’investimento su Konè prima, Gourna-Douath a gennaio e sulla futura mezzala (Frattesi o no) lascia pensare che la Roma si stia però cautelando.
Infine c’è proprio Konè nella lista ‘dei desideri’ di Ghisolfi. Prelevato dal Gladbach, la Roma punta tantissimo su Manu di cui Ranieri è letteralmente innamorato. Difficile che non lo sia anche il futuro tecnico giallorosso, considerando che Konè è un titolare del centrocampo della Francia vice-Campione del Mondo. 20 milioni circa spesi per il suo cartellino, oggi ne vale già il doppio sul mercato ma la Roma vorrà tenere duro almeno per un’altra stagione. Ma Konè è blindato da un contratto lungo, il più lungo dei citati, quindi i rischi sono relativi.
E’ caos totale in Turchia. Dopo settimane di aspre polemiche arbitrali e non, amplificate anche da diversi post social di Josè Mourinho, ieri è accaduto l’impensabile.
Nel corso del match tra Galatasaray e Adana Demirspor, l’arbitro concede un penalty inesistente per un presunto fallo su Mertens. Il VAR non interviene e il rigore convalidato, viene realizzato da Morata.
I giocatori della squadra avversaria per protesta abbandonano il campo e ovviamente perderanno la gara a tavolino. Le immagini a quel punto fanno il giro del web e sono l’ultimo, di una serie di episodi contestatissimi in Turchia.
Mourinho – che aveva definito ‘sporco’ il campionato così come la gestione delle dinamiche arbitrali da parte della federazione turca – ha probabilmente spinto il club a trascrivere sui social una nota durissima contro il Galatasaray: “Con i vostri contratti irregolari, i biglietti del mercato nero e le pubblicità di scommesse illegali, state danneggiando il nostro Stato e la Federazione calcistica turca. Con i vostri media corrotti e le vostre dichiarazioni non sincere, state ingannando il pubblico. Continuate a ingannare arbitri e tifosi di calcio con i vostri calciatori che da anni compiono mosse ingannevoli!
Grazie a voi non c’è più né fiducia né giustizia! Ma le persone più innocenti e vittime siete sempre voi! Congratulazioni, cosa avete fatto per il calcio turco? – termina la nota del Fenerbahce dritta al cuore del Galatasaray.
Le due formazioni sono in lotta per il campionato, con la squadra di Mou a -6 dalla vetta e con uno scontro diretto ancora da giocare in casa del Galatasaray. Se ne vedranno sicuramente delle belle…