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Dovbyk, la moglie svela: “Soffriamo ogni notte per i nostri cari sotto le bombe russe. Artem si riprenderà”

Yuliia Dovbyk, moglie e manager del calciatore ucraino, ha parlato ai microfoni de La Repubblica:

Come ha vissuto gli ultimi mesi suo marito?
“Con dignità e fiducia nelle proprie capacità. Io credo sempre in lui. La sua disciplina porterà sicuramente risultati”. 

Ne avete parlato a casa?
“Ne abbiamo parlato spesso. Credo che la cosa che conta di più sia davvero la testa. Con la giusta mentalità si fanno cose che sembrano miracoli anche quando il mondo ci rema contro. Questo momento difficile di Artem lo dimostra: poco importa quali traguardi siano stati raggiunti, capita di dover ripartire da zero, di dover tirare fuori carattere e resilienza e dimostrare chi è veramente. E io sono sicura che lui ci riuscirà”. 

Come vivete la guerra guardandola da Roma?
“È difficile. Non c’è un’altra parola per descrivere quello che viviamo. Ogni mattina inizia con le notizie e i messaggi dei nostri familiari. Anche la notte prima dell’ultima partita è stata difficile in Ucraina: i nostri cari erano sotto un terribile bombardamento a Kiev. Ogni volta ringraziamo Dio per essere vivi e al sicuro. Questa pressione costante non può non influenzare noi, la nostra vita e la nostra visione del mondo”. 

Avete sentito vicinanza a Roma?
“Parliamo spesso dell’Ucraina con i nostri amici romani. A volte ricordiamo come è stato il primo anno di guerra”.

Come va con l’italiano?
“Io parlo spagnolo e questo mi aiuta. Artem studia da quasi un anno. Comunica e si fa capire. Lo scorso anno aveva ottimi rapporti con Hummels e Shomurodov, anche per questioni di lingua”.

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Massara: “Teniamo all’Europa League. Rinnovo Pellegrini? Il calcio evolve, nessuno scenario è precluso”

Ricky Massara ha parlato ai microfoni di SKY prima di Nizza-Roma:

È un po’ una soddisfazione vedere i volti nuovi che ha scelto lei, no? Per esempio Tsimikas, per esempio El Aynaoui: significa che c’è sinergia con l’allenatore.
“Questo significa che si sta lavorando in maniera seria. È una soddisfazione vedere la Roma, qui non c’è nessuna dicotomia, giocatori nuovi, vecchi. C’è una squadra da costruire e noi abbiamo lavorato per cercare di allargare un pochettino l’organico e dare più scelte all’allenatore, che le sfrutterà durante la stagione. Siamo impegnati su più fronti, questa sera inizia una competizione alla quale teniamo molto e speriamo di fare bene”.

Il ritorno di Lorenzo Pellegrini è stato un problema giornalistico, non le posso non chiedere se questo cambia qualcosa nelle vostre intenzioni, lei aveva detto che non è previsto il rinnovo contrattuale, se le prestazioni in qualche modo potranno cambiare questo presupposto, se può succedere qualcosa in questo senso o se la scelta è fatta a prescindere?
“Il calcio evolve così rapidamente, nessun scenario può essere precluso, detto questo adesso siamo veramente concentrati sul campo, sulle partite, ce ne sono molte. Lorenzo è un giocatore forte che è molto attaccato a questa squadra, ha fatto delle cose molto importanti in passato e continuerà a farle, quindi noi adesso siamo veramente focalizzati sulle partite e sugli impegni a partire da stasera”.

La Roma ha uno status europeo importante, ha fatto bei risultati in questi anni. Gasperini, questa competizione, l’ha vinta, la Roma sembrerebbe una delle squadre più forti in corsa. Voglio sapere come la vede lei, quali sono le prospettive di questa stagione europea?
“Noi affrontiamo questa competizione con l’ambizione di fare bene, con la consapevolezza che abbiamo comunque un girone, una fase a girone molto difficile perché affrontiamo tutte le squadre di livello e quindi giocheremo una partita alla volta, però con l’ambizione di competere, così come ha già fatto la Roma in passato, vogliamo farlo anche quest’anno”.

Sull’avversario, visto che tu il calcio francese lo conosci bene, che insidie ti può portare questa sera?
“Il Nizza è una squadra forte, una squadra che l’anno scorso ha fatto un ottimo campionato, è arrivata in fondo qualificandosi per il preliminare di Champions, quindi sappiamo di affrontare un avversario molto difficile. C’è stata qualche partenza questa estate, hanno iniziato il campionato magari in maniera meno positiva, però io conosco bene questa squadra, una squadra che giocherà in maniera speculare a noi, che è molto fisica, molto aggressiva e che davanti può fare male, quindi dovremmo stare molto attenti e affrontare la gara in maniera molto seria perché altrimenti potremmo avere delle difficoltà”.

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Alberto De Rossi: “Gasp fondamentale per i nostri giovani. Under 23? Valutazioni in corso”

Alberto De Rossi, storico allenatore della Roma Primavera e attuale Responsabile dello sviluppo e della formazione degli allenatori delle squadre nazionali, ha rilasciato un’intervista al portale tuttomercatoweb. Ecco un estratto:

È stato diciannove anni alla guida di una formazione, cosa ormai rara nel calcio moderno: cosa significano per Lei?
“Non solo. Si tratta del settore giovanile della tua città, della squadra per cui tifi, aggiungerei questa parte emotiva perché è forte. La prima parola che mi viene in mente è: ‘orgoglio’. Poi c’è la soddisfazione. Ho avuto l’enorme fortuna di partecipare attivamente alla vita del club, alla crescita di tantissimi ragazzi. Per me l’appartenenza è un concetto importante, che cerco di trasmettere e incentivare. La nostra volontà è sempre quella di partire dal nostro territorio, da Roma, dai ragazzi che vogliono diventare calciatori della Roma. Dobbiamo essere presenti sul territorio, mi piace che la maglia della Roma sia un sogno per i giovanissimi”.

A proposito di giovani e cambiamenti, anche in Italia si vedono formazioni Under 23. Per come è sviluppato il progetto, può essere funzionale nel nostro paese?
“In generale, qualcosa bisogna fare. La criticità maggiore per i ragazzi è il passaggio dalle giovanili alle prime squadre, dall’essere giovane all’essere adulto. Come AS Roma, stiamo valutando la creazione della formazione Under 23, vediamo che le altre società hanno ottenuto vantaggi. Ne stiamo parlando, vedremo come andrà avanti il progetto, è in discussione. Io però aggiungerei due aspetti strettamente personali inerenti al tema: come sistema calcio dovremmo dare un contributo per le seconde squadre e rivedere la questione Primavera. Non sono d’accordo sulla riforma attuata. Alzare l’età del campionato non è funzionale. E lo dico con cognizione, il campionato Primavera è stato la mia vita”.

I giovani italiani effettivamente faticano. E si attinge sempre di più agli stranieri…
“I ragazzi che vengono da campionati stranieri sono più pronti, non necessariamente più bravi, perché giocano prima, hanno avuto esperienze negative con gli adulti e ne hanno fatto tesoro. L’Italia è indietro in questo, lo vediamo. Prima non era così, basti ricordare il famoso mondiale del 1982, quello di Bruno Conti. Nel passato si lavorava sulla tecnica individuale, per la crescita dell’individuo, poi abbiamo visto e ammirato l’Olanda, l’Ajax, il Barcellona, tante realtà che si mettevano in mostra. Abbiamo perso un po’ della nostra cultura, avevamo una preparazione di base formidabile, ora paradossalmente la stiamo rincorrendo di nuovo, un cerchio che si chiude. La preparazione tecnica è fondamentale e l’abbiamo persa, passando alla tattica, al fisico, tralasciando la cosa più importante, che per me rimane la tecnica. Alla Roma pensiamo a un percorso diverso per i ragazzi: nel settore giovanile giocano sotto età e partono per fare esperienza fuori appena c’è la possibilità, così da essere più pronti ed esperti al loro ritorno. Pensiamo sia importante per la loro crescita e anche per il club”.

Si parlava prima di struttura fisica: i ragazzi sono sempre più strutturati, passano molto tempo in palestra, magari a discapito di un palleggio in più. Per lei è un fattore positivo?
“Togliere troppe ore al campo non mi piace. Noi siamo attenti a tutto qui alla Roma, dalla palestra alla dieta. La preparazione fisica è importante, ma l’aspetto tecnico rimane fondamentale, devi saper dominare la palla. Sembra banale ma siamo convinti che questa sia la strada giusta”.

Tornare a lavorare sulla tecnica per lei è possibile?
“Noi alla Roma non abbiamo mai smesso di farlo e penso che anche in altre realtà d’Italia stiano capendo la centralità dell’aspetto tecnico. Ho visto Italia-Inghilterra Under 15, a esempio, e la nostra fisicità era inferiore. La domanda è: ‘come fai a giocare con un ragazzo più alto e strutturato fisicamente?’. Con la tecnica”.

C’è un calciatore, passata dalle vostre giovanili, che pensava potesse fare una carriera diversa?
“Non vorrei pressarlo tanto, ma l’ho già detto: Alessio Riccardi, ora al Latina. È ancora in tempo ovviamente. Giocava da protagonista con me, tre anni sotto età. Non lo vedevo solo io il talento di quel ragazzo, poi forse s’è inceppato qualcosa, soprattutto in se stesso. A un certo punto è stato utilizzato in varie formazioni, sono arrivate le richieste da fuori, cifre astronomiche, un ingaggio molto alto, forse tutto ciò ha alzato troppo la pressione sul ragazzo, che poi si è fermato nella crescita”. […]

Un altro tema importante, si lega anche alle strutture, soprattutto per il settore giovanile.
“Le strutture sono fondamentali. Su questo aspetto c’è poca cultura in Italia, è il problema più grande che abbiamo. Spesso mancano proprio gli spazi per giocare e allenarsi. Come fai a far allenare quattro squadre in un solo campo? Noi abbiamo 8 campi, non tutti hanno il privilegio di poter lavorare in queste condizioni in Italia. Ci sono stati investimenti importanti da parte della proprietà. Negli Stati Uniti le strutture sono fondamentali, la mentalità statunitense è diversa da quella italiana e grazie a questa mentalità la famiglia Friedkin ha investito tanto per migliorare Trigoria, per farci crescere. Il nostro centro sportivo è all’avanguardia e ci permette di lavorare nelle migliori condizioni. Abbiamo anche un liceo dentro Trigoria: per noi la formazione dell’essere umano è al primo posto. Non tutti i nostri giovani arrivano a essere professionisti, bisogna dare ai ragazzi gli strumenti necessari per affrontare la vita, è un aspetto fondamentale nella crescita”.

A proposito di figure di rilievo. Quale è il rapporto con due romanisti come Lei, Claudio Ranieri e Bruno Conti?
“Con Claudio c’è un ottimo rapporto, iniziato come uno splendido rapporto professionale. Ho lavorato insieme a lui e mi ha agevolato tantissimo nel mio lavoro. È importante per un allenatore Primavera avere il profilo giusto in prima squadra, se ti dà i giusti consigli, le giuste aperture, è più semplice. Poi, con il tempo, è maturato anche uno splendido rapporto umano. Su Bruno…che altro posso dire? Mi ha scelto lui alla Roma, mi ha dato i giusti consigli, poi insieme siamo arrivati fin qui, è una sorta di secondo fratello per me, davvero non saprei descriverlo in altro modo”.

Parlava di rapporto tra allenatore Primavera e quello della prima squadra. La scelta di Gasperini si inserisce anche in quest’ottica, considerando che per voi i giovani sono fondamentali, e il tecnico ha svolto un eccellente lavoro nella valorizzazione dei giovani dell’Atalanta, non ultimo con l’U23?
“Gasperini rappresenta una garanzia per il nostro settore giovanile, nella sua carriera ha fatto esordire tanti giocatori dal vivaio. Forse la considererete una risposta facile, ma è la verità, guardiamo i dati, i calciatori che ha fatto crescere e migliorare: per noi è un’autentica garanzia. Non servono le mie parole su di lui, è sotto gli occhi di tutti il suo lavoro”.

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Massara: “Il derby non è uno spartiacque della stagione”

Ricky Massara ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Lazio-Roma:

È vero che arriva solo alla quarta giornata ma per voi è un derby spartiacque?

“No, alla quarta giornata non mi sento di parlare di partite spartiacque. Sappiamo bene che il derby è una gara speciale, densa di significato emotivo che può portare a un impulso positivo, ci auguriamo, a un progetto che abbiamo iniziato adesso e che vogliamo intraprendere”

Si ritorna a Ferguson oggi con la Lazio. Invece come sta progredendo il miglioramento che Gasperini vuole da Dovbyk?

“Ferguson e Dovbyk sono due giocatori con caratteristiche simili che sono molto diverse dagli altri attaccanti, che danno più peso e presenza offensiva, probabilmente anche in aria c’è maggiore presenza. Però tutte e due stanno facendo bene, stanno crescendo e stanno imparando i dettami dell’allenatore. Di volta in volta il tecnico saprà sfruttare tutto l’organico a seconda delle partite delle esigenze”

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El Shaarawy: “La fascia da capitano è un grande orgoglio. Vogliamo tornare in Champions”

Stephan El Shaarawy ha parlato ai microfoni di DAZN a due giorni dal Derby della capitale. Il suo primo pensiero è sulla fascia da capitano: “Provo un sentimento di gratificazione. Indossare la fascia da capitano della Roma è un orgoglio e un privilegio. Sono stati capitani sia Totti che De Rossi e non solo hanno fatto la storia della Roma, ma anche del calcio italiano, per cui la fascia è qualcosa di davvero speciale ed è una grande responsabilità, sia nei confronti del gruppo che dei tifosi. Io che sono qui da tanto tempo la sento questa responsabilità, ma è anche un qualcosa di cui vado fiero. Ho sempre detto di essermi trovato bene fin dal primo giorno. Roma mi ha accolto due volte, e in entrambe le occasioni l’ha fatto alla grande. Per questo sento un forte affetto, sia da parte della città che del club“.

Sulla concorrenza: Quando in una squadra ci sono tanti grandi giocatori ci si stimola a vicenda. Il mister ruota molto i giocatori, bisogna farsi trovare pronti sempre, sia quando si parte dall’inizio sia quando si entra dalla panchina. Nel calcio di oggi, tante partite sono decide da chi subentra“.

Su Gasperini: È un allenatore esigente, un grande maestro di calcio, soprattutto a livello tattico. Ma quello che è cambiato molto è anche il modo di allenarsi: è un allenatore che ti porta sempre al limite, giorno dopo giorno. È un lavoro che poi ti ritrovi durante la stagione, anche nei secondi tempi delle partite. Chiede tanta intensità e tanta aggressività, ma lo stiamo seguendo bene: abbiamo iniziato bene il campionato e siamo sulla strada giusta“.

Sui nuovi come Wesley e Ferguson: “Hanno avuto un bel impatto. Wesley, ad esempio, è riuscito a segnare già alla prima contro il Bologna e questo gli ha dato fiducia. Ferguson ha fatto bene anche in precampionato, mentre in campionato non è ancora riuscito a segnare, ma ha sempre dato un grande contributo di squadra. È un giocatore forte tecnicamente, potente e molto giovane: potrà essere un valore aggiunto importante per noi“.

Cosa rappresenta la Roma: “Per quanto riguarda me, la Roma è il club in cui sono stato più a lungo. Se mi guardo indietro penso che si possa sempre fare meglio, ma in generale sono soddisfatto del mio percorso. Come in ogni carriera ci sono stati alti e bassi, però ho sempre lavorato sia per me stesso che per il bene della squadra“.

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Gasperini: “Spero in un derby molto combattuto ma solo in campo. Impatto positivo, il gruppo lavora bene”

Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni alla vigilia del derby ai microfoni di DAZN

“Sarà un campionato difficile, sarà un campionato molto più equilibrato dell’anno scorso. Tante squadre si sono rinforzate, non solo le prime, ma anche le immediate inseguitrici, anche la parte bassa della classifica ci ha fatto vedere squadre che renderanno la vita difficile a tutte”.

Sul Derby: “È una partita importante, particolare, alcuni dicono giustamente che è una partita a sé, per quello che si porta dietro nelle settimane successive, in città c’è questa grande rivalità. Quello che mi auguro è che sia un derby sì combattuto, dove tutti cercheranno di fare il massimo, ma rispetto agli ultimi derby che ci sia un po’ più serenità fuori, prima e dopo le partite. Che prevalga lo sfottò ma che non si rimanga dei termini della violenza, è qualcosa che uccide il calcio”.

Su Sarri: “Sarà bello incontrarci in questo derby di Roma, noi che ci affrontiamo da tanti anni, sempre con grande reciproco, sempre con la consapevolezza di incontrare un avversario difficile, una squadra organizzata, una squadra con dei concetti chiari. Mi auguro che venga fuori una partita molto bella per il pubblico, che possa onorare i concetti di entrambi degli allenatori”.

Sul gruppo: “Sono molto contento di come tutti hanno lavorato in questi primi due mesi, è stato importante stabilire un contatto efficace subito. Per me è sempre stato così, i risultati te li costruisci strada facendo. Inizialmente è difficile mettere degli obiettivi, man mano che metterai partite e capirai quanto miglioriamo noi e quanto sono forti gli avversari potrai avere idee più chiare”.

Sull’ambientamento: “Inizialmente è stato solo riferito al lavoro. Per me è stata una novità dopo 9 anni, rimettermi in gioco, riprovare con giocatori nuovi, solamente alcuni di questi li avevo allenati in passato, e quindi riproporre le mie idee e il mio calcio. Sotto questo aspetto è stato molto bello. Credo che adesso comincerò con la normalità del campionato, degli orari delle partite, a vivere anche la città e l’ambiente”.

Sullo stile Gasp: “Questa è la mia carriera. È stato così quando ho iniziato nel Crotone, a Genova, Bergamo, ovunque sono stato. I concetti che mi hanno permesso di arrivare fino a questo punto e quindi sono quelli che cercherò di proporre alla Roma anche se ovviamente il calcio va avanti, si aggiorna e bisogna essere sempre attenti a ogni piccolo cambiamento, attenti agli avversari, attenti alle caratteristiche dei propri allenatori”.

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Di Biagio: “Inaccettabile ciò che sta subendo Pellegrini. Cristante? Sempre titolare, molti non lo capiscono”

Parole dure, dritte che si inseriscono nel contesto di due polemiche che accompagnano la Roma ormai, da diversi mesi, forse anni. Pellegrini e Cristante, Cristante e Pellegrini, un refrain che circola con insistenza in città, nei bar, nelle radio, sui social ma anche allo stadio e su cui ha espresso un parere chiaro Gigi Di Biagio, ex allenatore dei due ragazzi nella nazionale Under 21:

«Mi faccia dire una cosa, prima di tutto: quello che sta subendo Pellegrini e inaccettabile. Qui un po’ tutti hanno la memoria corta: parliamo di un calciatore che con la Roma ha segnato 55 gol. Mica uno. E invece niente. Lorenzo ha alzato una coppa con la Roma, eh. Ce lo ricordiamo? E allora come funziona? Quella coppa l’ha vinta solo Mourinho, poi però quando si perdono le partita è colpa di Pellegrini. Non è giusto».

Vicino a Cristante e Koné ci starebbe benissimo Pellegrini. Non mi riferisco solo al derby, parlo proprio in assoluto. Perché aggiungerebbe caratteristiche che gli altri due non hanno».

Cristante, come ogni anno, è sempre titolare.
«E un motivo ci sarà o no? Se la Roma ha cambiato mille allenatori e tutti alla fine scelgono Cristante, cosa vuol dire? Che il ragazzo ha un valore che non tutti riescono a capire. Non toccatemi Cristante: è stato un mio ragazzo, divento pazzo quando accade».

(Estratto dal Corriere della Sera)

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Baroni: “Con la Roma sarà difficile, sono in testa da 8 mesi”

Mister Baroni, tecnico del Torino, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Roma:

Come immagina il secondo passo del suo Toro a Roma?
“La Roma non sta in questa condizione da solo due partite, è prima in classifica da otto mesi. Sappiamo le difficoltà, ma sono proprio queste le partite che devono anche testare il nostro livello. Serve una gara di personalità e spessore, con ritmo, non puoi giocare a ritmo basso”.

A che punto è la sua squadra?
“Si è sempre spesa tanto in campo, lo stiamo facendo sempre di più ed è ciò che mi ha colpito di questi ragazzi. Non voglio alibi, ma ci vuole tempo per assemblare. Ci sono cose che stiamo migliorando, se dovessi contare gli allenamenti non sono tanti. Siamo sulla strada giusta, lavoreremo forte per trovare la condizione massimale”.

Ismajli e Zapata possono giocare?
“Stanno bene entrambi, stanno lavorando. Ismajli è rientrato da questo piccolo stop, con Duvan parliamo e lavoriamo ogni giorno per ridurre il gap: è un professionista incredibile, sicuramente sono pronti per dare un contributo”.

Come stanno i giocatori rientrati dalle Nazionali?
“Stanno bene. Abbiamo recuperato Gineitis, che aveva un problemino, mentre non sarà disponibile Masina: è tornato con un affaticamento, abbiamo deciso insieme di non rischiare. Ha fatto solo terapie”.

Come sta Schuurs? E’ fuori dalla lista…
“Sono state fatte valutazioni. Ha una dedizione al lavoro pazzesca, ma è ancora lontano. Ci siamo presi questo tempo, non può essere utilizzato”.

Vlasic, Asllani e Adams hanno calciato rigori l’anno scorso: c’è una gerarchia?
“C’è, ma poi ci sono i momenti della partita. Mi piace essere squadra anche su questo: i tre elencati sono in grado di calciarli, poi ci sono le situazioni. E la graduatoria a seconda del momento e delle sensazioni, ci si prende la responsabilità”.

Come assemblerà il suo centrocampo?
“Asllani è un giocatore che ci mancava per caratteristiche. Ci sono giocatori più da spazio e di mobilità, con Asllani lavoriamo forte perché può ancora colmare i gap che possono aiutarlo. Non è l’unica fonte di gioco, deve esserlo la squadra: sarebbe troppo facile fermare un solo giocatore. Ma lui è quello che può darci soluzioni che non avevamo dopo la partenza di Ricci”.

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Soulè: “Sempre più a mio agio da interno. Gol all’Olimpico? Non vedo l’ora” – VIDEO

Matias Soulè, insieme a Gianluca Mancini, ha incontrato tutti i vincitori dell’evento Veni, Vidi, Vici dell’Adidas. A margine, il numero 18 giallorosso ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni dei cronisti presenti:

Sei pronto per ripartire? Ti sei allenato due settimane a Trigoria insieme a Paulo Dybala, avete affinato l’intesa per partire dall’inizio già domenica insieme?
“Abbiamo lavorato tanto durante la sosta, ci siamo allenati insieme, poi deciderà ovviamente il mister. Vogliamo partire come abbiamo finito le ultime due gare, sarà fondamentale continuare così”

Ci tieni far bene nella Roma anche in vista del Mondiale?
“Sì quello è un sogno, serve grande continuità qui, spero di far bene qui alla Roma e poi quello arriva da solo. Questa è l’unica strada per arrivare lì”

Ti manca il gol all’Olimpico contro un pubblico totalmente romanista, ci pensi?
“Sì ci penso tanto, spero arrivi il prima possibile, non so perché ho segnato solo fuori casa, esultare con i nostri tifosi sarebbe bellissimo e non vedo l’ora accada”

Sempre bello incontrare i tifosi, che consigli dai ai tifosi che ti hanno preso al fantacalcio?
“Rido quando me lo scrivono, mi chiedono consigli, mi dicono tante cose, spero di fare il massimo per aiutarli (ride ndr)”

Sul ruolo dove ti trovi più a tuo agio?
“Mi sto trovando bene più in mezzo al campo, prima giocavo più esterno, è questione di adattamento ma mi sto trovando molto bene e spero di migliorare sempre di più”

Ti senti di poter diventare un leader tecnico della Roma?
“Sì sicuramente voglio far bene, aiutare i compagni e la squadra, spero sia un anno bello nel quale riusciremo a centrare i nostri obiettivi”

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Konè: “Grazie alla Roma per la fiducia che mi ha dato nell’ultimo mercato”

 “Ho lasciato la Francia molto presto, ho giocato soltanto 6 mesi in Ligue 1 e un anno in Ligue 2. Ma quello che faccio in nazionale lo faccio da molto tempo, solo che avevo meno costanza. Oggi sono arrivato a un punto della mia carriera in cui, essendo alla Roma, ho trovato quella continuità. I giallorossi hanno dimostrato fiducia nei miei confronti nell’ultima sessione di calciomercato e io cerco di dare il massimo”, queste le parole di Manu Konè dopo la sfida vinta contro l’Islanda.