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Karsdorp: “Mourinho mi diede del traditore 8 volte. Dovevo andarmene già quel giorno”

A distanza di circa un anno, finalmente, Rick Karsdorp vuota il sacco e torna sull’episodio che lo vide protagonista di un fortissimo alterco con Mourinho all’interno dello spogliatoio.

Ai microfoni del portale nu.nl, l’ex terzino ha affermato: “Quando sono uscito dal campo nel derby contro la Lazio (novembre 2022, 0-1 per la Lazio gol di Felipe Anderson, ndr), sono andato a prendere il cappotto velocemente, e Mourinho era molto agitato. I risultati poi sono stati pessimi e credo che abbia voluto mandare un segnale usando me dopo la partita contro il Sassuolo (1-1, ndr). Se Mourinho si è scusato? No, non è quel tipo di uomo. Ho notato che ha cercato di ristabilire un rapporto ma io non ero d’accordo”.

“Nello spogliatoio mi ha chiamato traditore circa otto volte e lo può fare. Ma pubblicamente non avrebbe mai dovuto farlo, in quello ha sbagliato. Sono rimasto sorpreso dal suo gesto, ha esagerato. Dopo quella discussione, sarei dovuto andare via”.

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Sabatini affonda: “Il silenzio dei Friedkin è un atto di arroganza insopportabile”

Walter Sabatini ha parlato ai microfoni de il Messaggero. Ecco un estratto relativo anche alla Roma:

Per lei la Roma chiuderà davanti alla Lazio?
«Sulla carta dovrebbe, ma it d.s. Fabiani ha lavorato bene. Dele-Bashiru e Nuno Tavares, ad esempio, sono intuizioni gli attaccanti sono bravi. E una squadra forte, che migliora e ha tanti giocatori che risolvono, mentre nella Roma ne vedo pochi»

C’è più gap fra le rose di Roma e Inter o tra Marotta e Ghisolfi?
«Marotta è un grandissimo, Ghisolfi nella migliore delle ipotesi è un bravo giovane dirigente. Agli stranieri devi dare qualche mese per ambientarsi, anche se alla Roma ho l’impressione che ancora non abbiano capito dove sono, come non l’hanno capito i Friedkin, che non hanno mai parlato con la gente. È un atto di un’arroganza insopportabile»

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Juric: “Roma il mio paradiso. Pellegrini? Si muove da Dio, si sbloccherà. Vogliamo portare Dybala al top”

Ivan Juric ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport. Ecco un estratto delle sue parole:

Il tecnico dice di sentirsi in paradiso…

«Per quello che ho provato dentro, mi sento in paradiso. Sono consapevole di ciò che accade fuori, ma sono concentrato sul mio lavoro, che è entusiasmante. La squadra sta facendo un lavoro pazzesco, le prestazioni sono in netta crescita. A Trigoria mi muovo in condizioni fantastiche, ho solo sensazioni positive. Sapendo che fuori la situazione è quella che è, bisogna accettare e andare avanti. Non mi sono mai trovato in una situazione simile, ma altrettanto bella. Chi ama il calcio, qui si diverte… Sono sicuro che con i risultati le cose cambieranno anche all’esterno, sento il calore dei tifosi ad ogni passo».

Non temi che la protesta abbia radici più profonde? Inoltre, hai preso il posto di una figura importante della Roma, De Rossi cacciato dopo 4 partite.

«Non sono contaminato dalla negatività. Arrivo fresco e ti dico che stiamo alzando il livello del gioco, delle pressioni, della continuità nella partita. Le relazioni interne sono fantastiche, abbiamo un grande direttore con cui condividiamo tante cose, c’è un’ottima comunicazione. Sono concentrato su questo, mi interessa solo preparare la partita contro l’Inter, non voglio parlare di altre faccende o dinamiche».

Il tuo calcio si rifà a quello di Gasperini. In molti pensavano che la cilindrata di questa Roma non fosse compatibile con le tue idee, i ritmi e la pressione che pretendi.

«Se andiamo a vedere il Torino, non aveva la cilindrata per arrivare alla fine con gli stessi punti del Napoli. Qui la cilindrata c’è, sia dietro che al centro, penso a Koné e Pisilli che possiedono un grande talento. Non è vero che non c’è cilindrata, si parla sempre di questo ma bisogna perfezionare il senso del gioco, l’anticipo, la posizione. E’ fondamentale, a volte anche più della cilindrata pura».

(…)

Sorpreso come quando a Elfsborg ti dichiarasti soddisfatto della prestazione a parlasti di crescita. Io la trovai una prova inaccettabile.

«In tutta sincerità quella sera volli vedere in azione tutta la rosa, capire su chi contare, il tempo non è tanto e per me è importante. Penso che abbiamo fatto tante cose buone. La sconfitta non è accettabile, ne sono consapevole, ma la squadra è riuscita a muoversi bene. Siamo stati scadenti negli ultimi metri, con tante palle gol sprecate, abbiamo preso solo una traversa. li lato negativo sono statele ripartenze che abbiamo subito. Un difetto che deriva dalle posizioni dei centrocampisti, ma sono cose che si possono aggiustare, ci posso lavorare. Ho visto una base buona, abbiamo cticato tanto, abbiamo preso troppe ripartenze, dicevo, ma già a Monza abbiamo subito molto meno in questo senso. Lavorare sulle preventive e sulle posizioni è fondamentale. I centrocampisti devono garantire un certo equilibrio».

Ivan, a Pisilli che valore attribuisci?

«Ti innamori in poco tempo. giovane, deve crescere, viene da una famiglia diciamo intellettuale, lui è un piccolo intellettuale, è calmo, sereno, ragiona; ha un talento che finora non avevo mai riscontrato in ragazzi così giovani. Ha primo controllo, percezione delle cose, tecnica. Se continua così, la-vorando senza montarsi troppo, avrà una grande carriera».

Altri problemi di non facile soluzione sono la contestazione a Pellegrini e i flessori di Dybala.

«Pellegrini nelle ultime partite ha avuto 6-7 palle-gol. Cosa vuol dire? Che si muove da Dio, che sta bene, che corre tanto, che ha uno spirito fantastico e non si nasconde. Non ha fatto gol ed è un peccato. Ha avuto occasioni importanti, ha colpito una traversa. Lo vedo in allenamento, non si tira mai indietro. Può essere un momento negativo, il suo, anche in Nazionale ogni cosa che prova gli va storta. Ma lavorando come sta facendo, da capitano vero, arriverà a punto. Io vedo un giocatore a cui Spalletti dà la maglia numero 10. Sono convinto che si sbloccherà… Su Dybala … la prima partita è stata fantastica `anche il primo tempo con l’Athletic Club. Dopo l’Athletic ha avuto qualche problema. Con Mark (Sertori, head of performance, ndr), che ha grande esperienza, e tutto lo staff, cerchiamo di recuperarlo al 100% e per sempre. Vogliamo evitare le ricadute e gestirlo bene, ci siamo presi dei giorni per farlo. Quando Paulo gioca è una meraviglia, dobbiamo metterlo a posto, non come negli anni passati, vogliamo trovare una continuità con lui, magari non giocherà tutte le partite, ma l’obiettivo è aggiustarlo dal punto di vista muscolare».

I Friedkin almeno con te si fanno sentire?

«Sì, ci scambiamo messaggi. Per parte mia, lo ripeto, sono in paradiso. Condividiamo tutto, ho uno staff eccellente, nel recupero dei giocatori siamo a livelli top, abbiamo condizioni top. Ma poi questi ragazzi lavorano, non ho la sensazione che qui a Roma qualcuno faccia di meno. Lavorano forte, hanno tutti fame, vogliono cambiare la situazione, in quel senso là finora è tutto molto positivo».

(…)

Non avverti un senso di precarietà?

«No, quello arriva da fuori, da dentro analizziamo bene le cose, so che l’ambiente è così, la pressione è questa, ma non mi tocca proprio. Io sento grandis-sima fiducia da parte di tutti»

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Dahl scommette ancora sulla Roma: “Presto avrò la mia chance”

Samuel Dahl non si è pentito di aver scelto la Roma, anzi. Dal ritiro della nazionale svedese ha rilanciato con personalità e forza la sua candidatura.

Il terzino non è stato mai preso in considerazione da De Rossi e Juric, anzi. Recentemente – su sua richiesta – è retrocesso in Primavera per mettere un po’ di minuti nelle gambe.

Ho fatto il passo troppo grande? No. Sono qui da due mesi e ho un contratto di cinque anni. Nella mia stessa situazione in molti avrebbero fatto questa scelta. E se presto avrò la possibilità di giocare, il minutaggio aumenterà molto rapidamente”.

Non c’è un piano in tal senso. È un dialogo che però sto portando avanti”, ha concluso il calciatore arrivato dal Djurgarden per circa 4 milioni di euro.

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Argentina, solo 5 minuti per Paredes

Leandro Paredes ha perso il ruolo da titolare nella Roma e il riflesso si vede anche in Nazionale. Questa notte il centrocampista giallorosso è subentrato nel finale (85′) della sfida tra Argentina e Bolivia al posto di Rodriguez, ovviamente senza particolari note da segnalare.

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Ranieri: “L’esonero di De Rossi una mancanza di programmazione”

In una lunga intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport, Claudio Ranieri, ex tecnico giallorosso, ha parlato del momento della Roma e l’avvicendamento in panchina tra Juric e De Rossi:

Da tifoso giallorosso ha sperato in una chiamata della Roma dopo l’esonero di De Rossi?
“No. Anche perché il problema mi sembra diverso”.

Cioè?
“Se tu fai firmare un contratto a lungo termine a un allenatore e poi dopo qualche partita andata male il progetto va a farsi benedire, beh c’è un problema. L’esonero di De Rossi mi è sembrato una mancanza di programmazione, soprattutto perché Daniele ha potuto allenare diversi giocatori soltanto a partire dagli ultimi giorni di mercato. Diciamo una situazione particolare. Troppo semplice dare tutta la colpa a De Rossi e alla Souloukou”.

A De Rossi cosa direbbe dopo un esonero così?
“Che le disavventure forgiano il carattere. Ma in questo caso, penso che Daniele non abbia avuto nemmeno il tempo di commettere degli errori”.

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Totti: “De Rossi dispiaciuto dell’esonero. Pisilli grande talento, spero Bove torni alla Roma”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni di tuttomercatoweb. Ecco le sue dichiarazioni:

La reunion dell’Italia del 2006?
“È stata una bella cena, eravamo tutti contenti e a disposizione, ritrovarsi dopo tanto tempo fa sempre piacere. La squadra era una delle più forti in circolazione ma quello che ci ha fatto diventare grandi era il gruppo, remavamo tutto dalla stessa parte”.

Contento per Pisilli?
“Stiamo parlando di un grande giovane promettente e sono contento che la Roma abbia trovato un grande talento. Un grande giocatore e un ragazzo educato con i piedi per terra”.

Anche Bove è un giovane di talento, che sta facendo bene alla Fiorentina.
“Un giocatore che poteva fare bene alla Roma, dispiace che sia stato ceduto, anche se è in prestito con diritto di riscatto. Spero che un giorno possa tornare alla Roma, anche perché è un giovane del vivaio”.

De Rossi ha superato lo shock per l’esonero?
“Nessuno conosce meglio di me Daniele. È dispiaciuto per come è andata, per i tempi e per i modi. Nel calcio succedono queste cose e dalle cose negative si può ripartire”.

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Sabatini: “Roma nel caos, si sono già pentiti dell’esonero di De Rossi”

Walter Sabatini ha parlato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport anche del momento della Roma. Ecco le sue parole:

La Roma si è già pentita di aver esonerato De Rossi?
“Penso di sì. Il minimo è pentirsi. Adesso manca chi comanda. Prima c’era la Souloukou che aveva carta bianca. C’è confusione. Bisogna ricordarsi che la Roma è la Roma: va trattata con rispetto. Con la città ti devi interfacciare, confrontare. Non puoi sottrarre la Roma ai romani: la mancata comunicazione è una scelta sbagliata e poco rispettosa”.

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Pisilli: “Vorrei diventare una bandiera della Roma, ma è ancora presto per dirlo”

Nicolò Pisilli ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della nazionale azzurra. Ecco le sue parole:

A chi pensi di somigliare? Che giocatore pensi di diventare da grande?
“Il mio obiettivo è migliorarmi giorno dopo giorno e imparare un po’ da tutti. Non me la sento di dire un nome, cerco di rubare un pezzettino da tutti i miei compagni”.

Hai un pensiero da dedicare a Mourinho e De Rossi? Quanto le Under sono state importanti per arrivare alla Nazionale maggiore?
“Ci tengo a ringraziare De Rossi, Mourinho e Juric, grazie a loro ho avuto l’opportunità di essere qui. Per quanto riguarda le Under dico che quando si veste la maglia della Nazionale è sempre un onore, sono state tutte esperienze che mi hanno arricchito. De Rossi e Mourinho mi hanno dato l’opportunità di giocare, che è la cosa più importante”.

Chi devi ringraziare per essere qui?
“Devo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi giorni”.

Cosa pensi di portare portare di più a questa Nazionale?
“La squadra è talmente forte che sarebbe irrispettoso dire di portare qualcosa in più, ma cercherò di dare tutto me stesso”.

Qual è il calciatore a cui ti ispiri?
“Non ho un nome preciso da fare. Nel mio ruolo cerco di imparare un po’ da tutti”.

Frattesi recentemente ti ha elogiato e ha detto che spera tu possa diventare un simbolo della Roma, ti piacerebbe?
“Le sue parole fanno moltissimo piacere, è fortissimo. Sulla Roma, essendo un tifoso romanista mi piacerebbe, ma è ancora presto per dire se potrò fare una intera carriera alla Roma”.
Qual è il giocatore che ti ha impressionato di più vedendolo dal campo?
“Non ho ancora tante partite, ma dalla panchina ho potuto vedere l’intensità con cui giocava Frattesi: mi ha impressionato molto”.

Hai come obiettivo quello di far parte del gruppo che tra due anni andrà al Mondiale?
“Giocare un Mondiale è il sogno più grande che ogni bambino può avere quando inizia giocare a calcio, me lo auguro con tutto me stesso”.

Dove senti di dover migliorare?
“Ancora su tanti aspetti. Forse sui contrasti fisici, devo ancora strutturarmi”.

Sei iscritto all’Università, a che punto sei e che valore dai allo studio? E poi è vero che ti sarebbe piaciuto fare il giornalista?
“La mia famiglia ci tiene tantissimo allo studio. Studio Scienze della Comunicazione, ora gioco a calcio e poi vedremo. Il giornalismo mi affascina, ma ora penso a giocare a calcio”

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Baldanzi svela: “L’arbitro mi ha detto che prima salta e poi mi pesta ma è tutto il contrario” – VIDEO

Tommaso Baldanzi ha commentato così l’episodio incriminato del calcio di rigore non fischiato ai suoi danni nei minuti finali di Monza-Roma:

L’episodio in area?
“È chiaro, mi pesta il piede. L’arbitro mi ha detto che prima è saltato e poi mi ha pestato il piede, io non potevo saperlo perché era dietro. Ho rivisto il video e prima mi pesta e poi mi salta. Quello è rigore. La nostra prestazione non dipende da quell’episodio, avremmo potuto segnare in altre occasioni, ma quell’episodio è rigore”.