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Calciomercato

Roma-Milan, pranzo di mercato: sul tavolo diverse opzioni

Tiago Pinto continua il suo giro di incontri milanesi tra mercato in entrata e in uscita. Secondo quanto riferisce calciomercato.com, prima del vertice pomeridiano tra Vigorelli e Pinto, il G.M. giallorosso ha pranzato con Ricky Massara, ds del Milan.

Di sicuro si è parlato del riscatto vicinissimo di Florenzi ma una chiacchierata sarà stata fatta anche per Zaniolo. Il numero 22 piace molto a Maldini, ma il Milan non sembra intenzionato ad avvicinarsi alle cifre chieste della Roma e finora nessuna offerta era stata presentata.

Il club rossonero potrebbe però inserire alcune contropartite tecniche. L’affare resta difficile. Altri giocatori al centro del mirino rossonero sono Veretout e Cristante, ma solo il francese è sul mercato

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Rassegna stampa

Zaniolo, il Milan studia la strategia

Il Milan gioca su due tavoli, per vincere comunque: se da uno si alzerà senza nulla in tasca, sarà perché avrà portato a casa il piatto ricco dell’altro. Da una parte Nicolò Zaniolo, dall’altra Charles De Ketelaere del Bruges: entrambi sono l’ideale per vestire di fantasia, tecnica e gol la fascia destra della trequarti rossonera, motivo per cui entrambi sono evidentemente alternativi.

La strada che porta al gioiello della Roma e della Nazionale è tortuosa, soprattutto per motivi economici. La prima proposta del Milan, già respinta dalla Roma, è stata 25 milioni più il cartellino di Saelemaekers (valutato 20 milioni). Formula che non ha funzionato perché l’esterno belga non è il profilo più funzionale al progetto di Mourinho, che preferirebbe altri giocatori della rosa di Pioli: altri tentativi potranno essere fatti, provando a inserire nomi diversi nell’affare. Quel che è certo è che senza un accordo tra Zaniolo e la Roma sul rinnovo del contratto in scadenza nel 2024, i giallorossi ascolteranno con più attenzione le proposte in arrivo: i prossimi giorni serviranno a capire se qualcosa si smuoverà. Altra certezza: a breve Milan e Roma do vanno confrontarsi per discutere il riscatto di Florenzi. Occasione per i rossoneri per tornare sul discorso Zaniolo.

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Calciomercato Rassegna stampa

Il Milan in pressing su Zaniolo: offerti 25 milioni e Saelemaekers. La Roma dice no

Si segnalano contatti interessanti tra il Milan Nicolò Zaniolo. Come scrive La Gazzetta dello Sport, non è un mistero che Paolo Maldini e Ricky Massara lo considerino un talento su cui puntare, a dispetto dei gravi infortuni che ne hanno frenato l’ascesa negli ultimi due anni.

Ovviamente non è facile avviare il dialogo con la Roma, tutt’altro che disposta a cedere il suo gioiello a scatola chiusa. Eppure nelle ultime settimane c’è stato un primo contatto indiretto. Come sempre accade in questi casi sono gli intermediari a fare da ambasciatori tra le parti e a Trigoria è stata sussurrata un’idea: inserire il centrocampista esterno Alexis Saelemaekers nell’affare, in modo da far scendere l’entità della contropartita economica (il Milan è disposto ad arrivare a 30 milioni).

La prima risposta è stata negativa, visto che Mourinho ha bisogno di giocatori con caratteristiche differenti. Tuttavia questo approccio è la conferma di come il dialogo sia solo l’inizio ma è significativo che sia partito.

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Rassegna stampa

Totti: “La situazione di Ibra diversa dalla mia. Io fui messo subito da parte”

Ibra? Nessuno può capirlo più di me…”, dice Francesco Totti intervistato su La Gazzetta dello Sport. Continuare o dire basta? Per un paio di anni, gli ultimi di una carriera strepitosa, il tema che appassionava e divideva opinionisti e addetti ai lavori (non i tifosi della Roma che avrebbero voluto vederlo giocare fino a 50 anni) ha riguardato lui, Francesco Totti. Ora il Capitano ha passato il testimone a un altro gigante del calcio mondiale, Zlatan Ibrahimovic, alle prese con fastidi, infortuni, infiammazioni, risentimenti muscolari e tendinei che lo tormentano e gli impediscono da mesi di essere Ibra. Aveva 40 anni anche Totti il 28 maggio 2017 quando, nella più commovente ultima partita che il calcio ricordi, disse basta o forse sarebbe meglio dire fu spinto a dire basta… 

Francesco te la senti di riavvolgere il nastro?“Così mi vuoi male… (sorride, ndr ). Sono passati 5 anni ma le sensazioni me le ricordo tutte e guardando Ibra nell’ultimo periodo le rivivo. Anche se la mia situazione era un po’ diversa dalla sua. Io non avevo avuto particolari infortuni. Sentivo di poter ancora dare il mio contributo, ma fui messo subito da parte e se giochi tre minuti o cinque o dieci una volta ogni tanto diventa uno stillicidio. L’ultimo mio anno non lo auguro al mio peggior nemico. Fu pesantissimo a livello mentale. Logorante. Perché quando dopo una vita in campo non giochi con continuità, soprattutto a una certa età, il fisico non lo stai facendo riposare, lo stai facendo arrugginire. Quando ti abitui solo a subentrare, piano piano perdi il ritmo partita. E quando poi entri ti accorgi che arrivi secondo sul pallone, che stai perdendo quei centesimi di secondo che fanno la differenza. Perché la testa ti dice ancora perfettamente cosa fare, ma le gambe ci arrivano un attimo dopo. Tu lo sai di essere più bravo degli altri ma se il fisico non “resta in partita” diventa dura. Zlatan in questo momento gioca poco e mi immagino le sue difficoltà anche perché il suo corpo è una macchina impegnativa. Però rispetto a me ha una fortuna…“. 

Quale?Da quel che mi sembra dall’esterno la sua voglia di stare in campo è forte come quella del Milan di averlo ancora a disposizione. Il problema non è il tecnico o la società, sono il numero di minuti di gioco e cosa comportano per lui fisicamente nei giorni successivi, quando devi recuperare e subentrano fastidi che prima non avevi mai avuto” Io da amante del calcio spero che Ibra possa continuare. Che domani mattina i fastidi che lo stanno tenendo fuori così spesso possano sparire. Sarebbe un regalo non solo per lui, ma per tutti noi che seguiamo il calcio. Ibra è stato amatissimo dai suoi tifosi e ha fatto disperare (il termine è più colorito, ndr ) quelli avversari. Ma il giorno che dovesse dire basta, il dispiacere sarebbe di tutti. Un po’ come è successo con me“.

Il passaggio dal campo al bordo campo spesso è più complicato del previsto.Uno come Ibra, per l’immagine e l’impatto che ha, credo lo vorrebbero tutte le società. Certi atleti o ex atleti da soli hanno più seguito di un club intero. Ma bisogna stare attenti a non diventare un poster o una bandiera da sventolare solo quando serve. Io sono passato da un addio lacerante a fare subito il dirigente della Roma: un percorso che a tutti sembrava naturale e scontato, ma i ruoli non erano chiari. Lì per lì all’inizio ti senti in balia di tutto. Se sei stato un giocatore e hai vissuto sulla pelle le dinamiche del campo e dello spogliatoio ti rendi conto come ragioni in maniera totalmente diversa chi lavora accanto a te e il campo non l’ha mai calcato. Ignorano aspetti che invece nel calcio fanno la differenza. Forse anche per questo non ero mai realmente chiamato a partecipare e a decidere, perché le mie idee al momento delle scelte risultavano totalmente diverse dalle loro. Io ho cercato di calarmi in un nuovo ruolo con umiltà: non ho mai preteso di sapere di finanza, marketing, contratti, organizzazione come altri dirigenti esperti nella gestione aziendale, ma se parliamo di calcio, di giocatori, di tecnici, penso di saperne abbastanza per essere ascoltato… La sinergia tra uomini di campo e uomini d’azienda non è sempre facile. Ecco perché a Ibra ricordo, quando verrà il giorno, di fare quelle due domande“.

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Calciomercato

Florenzi, la Roma dice ‘no’ alla richiesta rossonera di sconto sul riscatto

26 presenze e 1 gol per Alessandro Florenzi in maglia rossonera. Il terzino azzurro ha fatto capire che vorrebbe restare ancora al Milan e Pioli ha chiesto il suo riscatto. La scorsa estate a corredo del prestito dalla Roma, è stata fissata una cifra intorno ai 4,5 milioni per il suo riscatto che il Milan però non vorrebbe pagare integralmente.

Come riferisce calciomercato.com, Maldini e Massara nei giorni scorsi hanno provato a sondare il terreno con la Roma tramite l’agente del classe ’91 per abbassare a 3 milioni la cifra per il riscatto. Al momento c’è il ‘no’ dei giallorossi.

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NEWS

La corsa scudetto al rush finale: chi vincerà lo scudetto?

La Serie A si fa sempre più avvincente e combattuta. A poche giornate dalle fine, Milan, Napoli, Inter e sorprendentemente la Juventus, partita malissimo ma in fortissima ripresa nelle ultime settimane, si contenderanno il tricolore fino all’ultima giornata.

Per capire quale tra le contendenti ha più possibilità di vincere lo scudetto, si può guardare alle quote della vincente di Serie A dei maggiori bookmaker e scoprire come cambiano, giornata dopo giornata, i favoriti alla vittoria finale.

Se fino a qualche settimana fa sembrava che i campioni d’Italia in carica dell’Inter dovesse ripetersi senza troppe difficoltà, ora le cose sembrano essersi capovolte, con i cugini del Milan in testa alla classifica e decisamente più in palla degli uomini di Inzaghi, a detta del quale la squadra nerazzurra ha bisogno di “ritrovare entusiasmo”, come dichiarato al termine dello scialbo pareggio contro la Fiorentina.

Con sette punti in sette partite, i nerazzurri non appaiono più la squadra capace di creare un vuoto con un calcio propositivo e spettacolare. Il calo è coinciso con il girone di ritorno e un calendario complicato: ma resta bizzarro assistere all’involuzione di una squadra piena di certezze e capace di imporre il proprio gioco in casa e fuori.

I bookmaker, non a caso, non la considerano più la favorita alla vittoria finale; in cima alle preferenze oggi c’è il Milan. I rossoneri stanno mostrando una tenacia e una solidità da applausi, e la vittoria, sofferta ma cercata con le unghie e con i denti, contro il Cagliari grazie a un bel gol di Bennacer, non fa che dimostrare che gli uomini di Pioli, al di là delle dichiarazioni di rito, puntano in alto e vogliono giocarsi le possibilità di vincere lo scudetto fino all’ultimo.

Non molla neppure il Napoli di Spalletti, nell’ultima giornata vittorioso in casa contro l’Udinese. I partenopei hanno dovuto far di necessità virtù nel miglior momento della stagione, durante l’autunno e l’inverno, quando ha dovuto fare i conti con molte assenze che hanno influito negativamente sul percorso degli uomini dell’ex tecnico di Roma e Inter.
I bookmaker mettono gli azzurri tra i principali candidati allo scudetto, anche se dietro il Milan e, in taluni casi, anche dietro l’Inter. Uno scudetto sarebbe comunque un obiettivo incredibile per una città che non vive questa gioia dai tempi di Maradona.

Infine, la Juventus, al momento al quarto posto ma in netto recupero. Allegri si schermisce, dichiara che Milan e Inter sono le favorite, i bookmaker la mettono dietro alle altre, ma chissà: se i bianconeri dovessero continuare a macinare punti, potrebbe arrivare alle ultime giornate con diverse possibilità di vincere lo scudetto, uno scenario che avrebbe del clamoroso.

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APPROFONDIMENTI

Roma, 18 errori arbitrali in 10 match da inizio campionato (FOTO)

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Rigori solari non concessi, espulsioni eccessive, l’utilizzo sistematico del cartellino giallo a frenare l’impeto di alcuni calciatori. Ma soprattutto interventi del VAR ad intermittenza, con la sensazione che nel dubbio sarà quasi sempre una chiamata contro la Roma. Nessun complotto, nessuna strategia, ma si può affermare con certezza assoluta che la stagione arbitrale dei giallorossi sia stata funestata fin qui da tanti, troppi episodi controversi. L’ultimo in ordine di tempo all’Olimpico con il Genoa. Sono dieci fin qui gli incontri dell’attuale campionato (su 24 giornate complessive) condizionati da errori arbitrali che hanno più o meno inciso sull’andamento del match. Quantificare i punti realmente persi dai giallorossi è pratica decisamente complicata, ma di certo la Roma tra le big (o presunte tali) del nostro campionato è la squadra che è stata maggiormente danneggiata. Prova ne è lo stop da parte dei vertici arbitrali imposto a diversi fischietti di gara dopo aver arbitrato la Roma. Ma andiamo con ordine:

5° giornata, Roma-Udinese 1-0 – nei minuti finali del match contro i bianconeri, Pellegrini salta a contrasto con un avversario sfiorandolo con il braccio sinistro. Il movimento sembra congruo al salto in alto e al contrasto, da cui l’avversario non subisce contraccolpi particolari ma l’arbitro Rapuano, senza pensarci su, ammonisce per la seconda volta il capitano giallorosso e lo espelle. Pellegrini salterà il derby. Dalle immagini si nota l’eccessiva fiscalità del fischietto di gara, in un intervento che da diversi replay non appare nemmeno falloso.

6° giornata, Lazio-Roma 3-2 – Al 19′ del primo tempo, Nicolò Zaniolo viene affossato in area da Hysaj, l’arbitro Guida lascia correre il gioco, la Lazio riparte e realizza la rete del 2-0 con Pedro. Il VAR Irrati non interviene per segnalare al fischietto di Torre Annunziata il fallo sul 22 giallorosso. Successivamente circolerà l’indiscrezione di un presunto fuorigioco del calciatore della Roma, mai accertato comunque nel corso della gara.

Nella ripresa a circa mezz’ora dalla fine, Lucas Leiva salta a metà campo e colpisce col gomito Mkhitaryan. Già ammonito, viene graziato da Guida.

8° giornata, Juventus-Roma 1-0: a Torino succede veramente di tutto e si arriva sfiorare la rivisitazione completa dei regolamenti. In occasione della rete dell’1-0 bianconero, Cuadrado stoppa con il braccio un pallone a trequarti campo, prima del lancio in diagonale per De Sciglio che produrrà l’assist del vantaggio. L’arbitro Orsato e il guardalinee, così come il VAR non ravvisano l’irregolarità del colombiano.



Al minuto 41′, Pellegrini serve in verticale Abraham, che viene fermato in area da una scivolata di Danilo. La palla poi arriva sulla destra sui piedi di Mkhitaryan, che era più avanti dell’ultimo difensore ma non giudicato in posizione di offside vista la deviazione del difensore bianconero. Szczesny in uscita lo stende, la palla viene respinta ancora da Abraham e carambola in rete, quando però Orsato aveva già fermato il gioco. Nel frattempo il guardalinee Bendoni aveva alzato la bandierina, probabilmente per segnalare la posizione di Mkhitaryan (da non considerare in fuorigioco). Dopo il fischio l’arbitro ammonisce Szczesny e concede il rigore, decisione poi confermata dal silent-check del VAR. Clamorosa la decisione di Orsato di fischiare un istante prima della ribattuta in rete di Abraham.

Da segnalare che nell’azione gli juventini lamentavano un fallo di mano dello stesso Mkhitaryan, nell’istante in cui avviene l’intervento di Szczesny. Dalle immagini non sembra esserci: Mkhitaryan scavalca il portiere avversario, poi cade e il pallone carambola sulla testa di Locatelli prima di finire sui piedi di Abraham. Anche se il tocco di mano ci fosse stato, il gol sarebbe stato comunque regolare. Lo permette la nuova regola introdotta in estate dall’Ifab: se il tocco è accidentale e porta a segnare un compagno di squadra (non lo stesso autore del fallo), non viene considerato come un’infrazione.

17.10.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho Orsato (Foto Gino Mancini)

L’errore di Orsato è da matita rossa, ma diventa da matita blu quando spiega – dimostrando di non conoscere il regolamento – nel sottopassaggio dello Stadium l’accaduto a Cristante: “Io fischio il rigore, si fermano tutti e poi segni… Il vantaggio sul rigore non si dà mai. E poi dai la colpa a me se lo sbagli…”. Giustificazione che però non regge. La norma del vantaggio, concessa a discrezione dell’arbitro in base alla fase di gioco e alla zona del campo in cui il potenziale fallo avviene, non ha infatti nessuna limitazione legata a un fallo da rigore.

La follia di quei minuti si conclude con un calcio di rigore, sbagliato da Veretout, che andava ripetuto per l’ingresso in area prima della battuta di Chiellini che tra l’altro ostacola Mancini nella possibile deviazione in rete dopo la respinta di Szczesny.

10° giornata, Cagliari-Roma 1-2 – Nel finale convulso, dopo la rimonta giallorossa, l’arbitro Pezzuto di Lecce non ravvisa un calcio di rigore solare a favore dei giallorossi, per un netto fallo di mano di Carboni su Felix.

11° giornata, Roma-Milan 1-2 – Dopo Torino, l’Olimpico diventa teatro di un’altra serata parossistica. La direzione di gara di Maresca è provocatoria sin dal sesto minuto, quando ammonisce Zaniolo per una protesta giusta per un calcio d’angolo non concesso. La distribuzione dei fischi e dei cartellini è a senso unico, quello rossonero. Nella ripresa il primo fattaccio: al 56′ Ibanez va a contrasto con Ibra in area, ma con il destro arpiona e devia il pallone evitando la conclusione dello svedese. Maresca dopo qualche istante fischia correndo verso il dischetto il penalty a favore del Milan. Si accendono le proteste della panchina e dei calciatori in campo, il VAR Mazzoleni richiama Maresca al monitor e le immagini confermano la bontà dell’intervento del brasiliano, rispetto ad una dinamica di gioco e di contatto in area che non è mai o quasi rigore. Maresca non si convince e conferma la sua decisione.

Al 92′ Kalulu viene superato in area da Felix, dopo un contrasto il ghanese si rialza e viene sgambettato vistosamente dal difensore rossonero. L’arbitro non ravissa gli estremi per il rigore e il VAR non interviene. Stessa dinamica per il netto fallo di Kjaer su Pellegrini al 95′, che con un acrobazia anticipa il difensore danese che a sua volta lo colpisce con il collo del piede destro. Maresca non concede neanche qui un rigore, più chiaro di quello dato al Milan, sconfessando se stesso e la linea arbitrale della giornata precedente (Dumfries in Inter-Juventus).

12° giornata di Serie A, Venezia-Roma 3-2 – Torna in scena l’arbitro Aureliano, che pronti via distribuisce malamente fischi e cartellini. Concede un rigore alla Roma, giusto, per il fallo su Abraham, ma il VAR Fabbri interviene e cancella il penalty per un fuorigioco di Pellegrini. Dalle immagini però si noterà successivamente che dopo l’offside di Pellegrini (pochi centimetri), nel prosieguo dell’azione, Ampadu interviene sul 7 giallorosso direzionando lui il pallone in area e dando vita di fatto ad una nuova azione, da cui scaturisce il fallo di Abraham. In questa fattispecie il VAR da regolamento non sarebbe potuto intervenire.

Nella ripresa, sul risultato di 2-1 per i giallorossi, prima non ravvisa un netto calcio di rigore su Ibanez nell’area veneta poi intorno al 60′, Aureliano concede un calcio di rigore al Venezia per un presunto fallo di Cristante su Caldara: dalle immagini si nota un precedente spintone di Kiyine su Ibanez e un tocco lieve del 4 giallorosso, che voleva rinviare il pallone. Fattispecie assimilabile a quella di Pellegrini-Kjaer, Ibanez-Ibra, Dumfries-Dybala, comunque sempre a danno della Roma.

17° giornata – Roma-Spezia 2-0: All’Olimpico c’è l’esordiente Prontera che non dà mai la sensazione di avere in mano le redini del match. Troppe le chiamate errate, i falli invertiti e eccesiva fiscalità su Felix che dopo esser subentrato nella ripresa, colpisce con una spallata un avversario all’altezza della linea laterale. Un normale contrasto di gioco, che Prontera sanziona però con il giallo per l’attaccante che poi sarà espulso nel finale per aver propiziato la sua rete del 3-0 (annullata) con un fallo di braccio.

20° giornata – Milan-Roma 3-1: Per un mese fino alle festività natalizie la Roma riesce ad evitare arbitraggi controversi – al netto di qualche cartellino di troppo, ma è tendenza costante da inizio stagione. Dopo le vacanze natalizie si torna in campo a San Siro. E’ Chiffi il direttore di gara, al VAR c’è nuovamente Aureliano che dopo pochi minuti identifica una leggera deviazione di braccio di Abraham su una conclusione di Theo Hernandez. La traiettoria del pallone non cambia, ma Aureliano richiama Chiffi al monitor e viene concesso un calcio di rigore ai rossoneri. Verso la fine del primo tempo, clamorosa la spinta di Tonali su Zaniolo all’interno dell’area di rigore rossonera, Chiffi sorvola e non concede un penalty evidente, nessun intervento al VAR. Nella ripresa poi altro giallo in area di rigore milanista: Ibanez viene palesemente sgambettato da Ibra, ma l’arbitro fa segno di rialzarsi. Chiffi poi espellerà Karsdorp per doppia ammonizione e concederà ai rossoneri un rigore sul 3-1 per un presunto fallo di Mancini su Ibra, che lo stesso svedese però sbaglierà.

21° giornata Roma-Juventus 3-4 – Big match diretto da Massa, con la Roma che domina per 70 minuti portandosi sul 3-1. Poi il noto ribaltone bianconero. Dopo la rete del vantaggio di Abraham, Massa non ravvisa gli estremi di un calcio di rigore a seguito di un netto fallo di mano di De Ligt. Il fischietto dice subito a Pellegrini – autore della conclusione diretta verso lo specchio della porta avversaria – che il tocco col braccio è avvenuto dopo una deviazione del pallone sul corpo del difensore olandese. In realtà il regolamento è chiaro e parla solo di ‘posizione innaturale del braccio’. Il VAR non interviene per rivedere l’indicazione di Massa. Nella ripresa concesso invece il penalty (poi sbagliato da Pellegrini) per il netto fallo di mano dello stesso De Ligt che verrà espulso.

24° giornata Roma-Genoa 0-0 – L’arbitro del match è Abisso. La direzione di gara scivola via correttamente, anche se stona il numero di falli commessi dalle due squadre in proporzione ai cartellini sventolati (23 falli del Genoa contro gli 8 della Roma, due gialli per ciascuna squadra). Al 54′ Oliveira entra in area sotto tribuna Tevere, Vasquez scivola per terra e tentando di rialzarsi sposta nettamente col braccio il pallone. Nasca verifica al VAR ma non richiama Abisso per visionare le immagini. Minuto 68′, espulso Östigard che blocca Afena-Gyan lanciato a rete. Il giocatore del Genoa lo cintura al collo ed è una chiara occasione da gol: giusto il rosso. Al 91′ Nicolò Zaniolo realizza la rete del vantaggio, corre sotto la Sud per esultare e si sfila la maglia (sarà ammonito), intanto Abisso dice ai calciatori del Genoa di non aver ravvisato alcuna irregolarità. Nel frattempo, trascorsi due minuti, inizia la revisione del VAR: possibile fallo in attacco. Nasca considera falloso l’intervento di Abraham su Vasquez, sullo sviluppo dell’azione che porterà alla rete di Zaniolo. Il centrale messicano anticipa l’inglese in un contrasto di gioco, che in presa diretta appare tale e Abisso per questo aveva giustamente fatto proseguire, ma al fermo immagine viene ravvisato il pestone dell’inglese, che sarà ammonito. Abisso richiamato al monitor annulla il gol di Zaniolo, che successivamente verrà espulso per aver chiesto in maniera veemente ma non insultante all’arbitro che cosa avesse fischiato.

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Interviste

Milan, Pioli: “La Roma è cambiata, grande lavoro di Mou. Ibra disponibile”

Stefano Pioli ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Roma. Queste le parole del tecnico rossonero:

Stretti i denti fino a Natale, il Milan torna ad avere una rosa più ampia numericamente. Da qui ad avanti, qual è il progetto?
“Il nostro progetto è avere tutti i giocatori a disposizione. Avevamo bisogno di riposare e poi di lavoro bene, abbiamo fatto bene entrambe le cose. Abbiamo recuperato tanti giocatori che non possono essere già al 100%, ma presto arriveranno a quel livello di condizione”.

Come si fa ad allenare sapendo che un giorno alleni una squadra, un altro giorno con alcuni assenti?
“Non è una situazione normale per nessuno. Tutti stiamo vivendo un momento particolare e il primo obiettivo è preservare la salute di tutti: stiamo molto attenti a fare la vita adeguata in questo momento. Dobbiamo alzare tutti di molto l’attenzione nel lavoro perché può succedere che qualcuno non abbia la possibilità di giocare”.

Parte da domani la rincorsa all’Inter?
“Parte da domani l’obiettivo di vincere più partite possibili per fare tanti punti e più punti del campionato scorso. Dobbiamo andare a grossa velocità: sarebbe già molto importante cominciare già da domani”.

Come stanno Rebic e Leao?
“Nessuno di quelli che rientrerà domani ha i 90 minuti nella gambe. Sono giocatori che stanno ritrovando il ritmo e avranno bisogno di giocare dei minuti per cercare di migliorare la loro condizione”.

Ti aspetti una risposta immediata alle voci che parlano di un possibile nuovo calo del Milan?
“Mi interessa poco ciò che si dice fuori Milanello, io vedo grande convinzione e determinazione. Vincere sarebbe una impresa straordinaria, ma ci dobbiamo credere mantenendo il nostro equilibrio; abbiamo voluto queste pressioni, vogliamo essere ambiziosi e cercare di far più punti del girone d’andata”.

Al Milan servirebbe qualcosa oltre al difensore?
“Le idee sono chiare e condivise. L’infortunio di Kjaer ci costringe ad avere un occhio di riguardo in difesa. Non ho fatto altre richieste, credo che la squadra sia completa così”.

Bakayoko è pronto?
“Siamo rimasti con tre centrocampisti, anche se Florenzi, Calabria e Saelemaekers potrebbero adattarsi nel ruolo. Bakayoko è un giocatore forte, mi aspetto che faccia bene”.

Da chi si aspetta qualcosa in più nel ritorno?
“Mi aspetto tantissimo da tutti, sia negli atteggiamenti che nell’attenzione massimale”.

Da cosa dipenderà la scelta tra Ibrahimovic e Giroud?
“Le mie scelte dipenderanno dalle condizioni fisiche e poi dall’adattamento alla singola partita. Entrambi hanno avuto qualche problema. Olivier era partito molto bene, da lui mi aspetto. molto:è intelligente, può fare anche di più anche se sta già facendo bene. Due punte? È una soluzione che abbiamo già adottato, vedremo di partita in partita”.

C’è la necessita di cambiare qualcosa rispetto al passato?
“Molti si soffermano sulle nostre posizioni statiche iniziali, ma abbiamo un sistema non prevedibile per gli avversari. Spesso cambiamo le posizioni. Trovo nella squadre grande partecipazioni: continueremo così. Siamo pronti anche per cambiare qualcosa”.

Cosa ti aspetti da Brahim Diaz?
“Gli è mancata un po’ di brillantezza dal punto di vista fisico. La sosta gli ha fatto molto bene, l’ho visto pimpante e brillante e penso che possa tornare ad essere il giocatore di inizio campionato”.

Che tipo di difensore state cercando?
“Stiamo cercando un difensore completo, cioè che possa essere in grado di accettare gli 1 vs 1 difensivi con grande tempismo e buona disposizione al coraggio nella fase difensiva. Poi i difensori sono diventate i veri registi di inizio azione,, che abbia la capacità di fare la scelta giusta. anche in possesso di palla. Non sarà un mercato scoppiettante, ma è chiaro che troveremo il giocatore giusto per noi”.

Che Roma si aspetta domani?
“A Roma abbiamo giocato un ottimo calcio e in parità numerica eravamo stati nettamente superiori. La Roma è cambiata, Mourinho ha fatto un grande lavoro; è una Roma forte che deve ambire a giocare in Champions League. Tutte le partite pesano tanto, il match di domani vale tre punti pesanti”.

Ibrahimovic è pronto per replicare la sfida di andata?
“Era stata una delle migliori, attaccando benissimo la profondità. Zlatan è pronto per giocare, come anche Giroud: vedremo che scelte fare dall’inizio”.

Cosa ne pensa dell’attuale situazione covid legata al calcio?
“Tutte le squadre in Serie A sono molto attenti a rispettare i protocolli, poi noi facciamo ciò che le regole impongono. Dobbiamo stare molto attenti, proteggere anche gli altri. Dispiace che allo stadio verranno meno tifosi, ma affinché aumenti il numero bisogna stare tutti attenti”.

Che squadra vuole vedere nel 2022?
“Voglio vedere una squadra con energia, che porti questa energia per tutta la partita senza timori. Le squadre forti tengono il loro gioco per 90 minuti, vanno oltre anche agli errori gravi”.

Che squadra ha trovato nel nuovo anno?
“Ho visto partecipazione e disponibilità, con l’entusiasmo e l’attenzione adatti”.

Cosa potranno dare i rientri di Leao e Rebic?
“Se sei statico le difese avversarie non le apri. Dobbiamo avere la possibilità di attaccare la profondità e Leao e Rebic hanno queste caratteristiche”.

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Dalot, il terzino ‘esploratore’ che Mou vuole riabbracciare a Roma (VIDEO)

Diogo Dalot è l’opzione numero uno per la fascia destra della Roma a gennaio. Non è difficile capire da chi provenga l’indicazione tecnica, considerato che Mourinho lo ha già incrociato nella sua carriera da allenatore, oltre a condividerne ovviamente la nazionalità. Ma andiamo con ordine.

ORIGINI – Classe 99′, dunque 22 anni nato a Braga, Dalot è stato ingaggiato da Mou allo United nella stagione 2018-19. La necessità all’epoca per lo Special One era quella di trovare un possibile sostituto di Valencia e Young. Sei mesi di lavoro insieme, poi arrivò l’esonero del tecnico. Diogo – versione portoghese di Diego che significa esploratore erranteè cresciuto calcisticamente nel Porto e anche questa società in qualche modo lega i destini di Mou e del terzino lusitano, perchè da ragazzino – all’età di 8 anni – il Benfica lo notò per primo in un academy giovanile, il provino andò bene ma i genitori ritenevano eccesiva la distanza da Lisbona a Braga e quindi poi a spuntarla fu il Porto. La crescita nelle giovanili del club portoghese fu fulminea, tanto da allenarsi già in prima squadra all’età di 16 anni. 31 presenze all’età di 18 anni con la formazione bianco-azzurra allenata da Conceiaco, poi il trasferimento in Inghilterra per circa 22 milioni di euro.



IMPATTO CON LA SERIE A -Lo scorso anno nel Milan 33 presenze complessive per poco più di 2000 minuti disputati, 2 gol e 3 assist, all’inizio ha faticato un po’ a comprendere le difficoltà del calcio italiano, poi nella seconda parte di stagione ha preso confidenza con le richieste tattiche di Pioli e ha finito in crescendo. Piede destro, può giocare con enorme facilità anche a sinistra, è un terzino tutta fascia, con grandi abilità tecniche nel cross. Il Milan ha tentato di strappare nuovamente il prestito, ma non c’è riuscito e la scorsa estate ha poi virato su Florenzi.

LA TRATTATIVA – Gli intermediari che lo hanno offerto alla Roma sono personaggi vicini al club, con diverse operazioni concluse anche nell’ultima estate di mercato. Il terzino – titolare nell’ultima sfida con la maglia del Portogallo – guadagna 2,5 milioni di euro. Si lavora sulla formula del prestito, con diritto di riscatto che può diventare obbligo a determinate condizioni. Il contratto di Dalot con i Red Devils scadrà nel 2023. Ma per varie motivazioni, tecniche ed economiche, si può certamente affermare che Tiago Pinto cercherà di accontentare Mou.

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Esclusiva RS – Di Gennaro: “Critiche eccessive all’Italia. Donnarumma? Fischi ingenerosi. Pellegrini calciatore totale”

Intervenuto nel corso de ‘La Mattina di Retesport’, Antonio Di Gennaro attuale seconda voce della Nazionale azzurra per Rai Sport, ha commentato così la sconfitta dell’Italia contro la Spagna, maturata ieri sera allo stadio San Siro: “Dopo tre anni che non si perdeva una partita, dopo la vittoria dell’Europeo, ci può stare di cadere contro una formazione forte come la Spagna, che ci aveva messo in difficoltà anche ad Euro2020. Ritengo eccessive le critiche che si sono levate in queste ore nei confronti degli azzurri. Mancini ha fatto delle scelte per cercare di non dare punti di riferimento, loro sono stati superiori, ma siamo rientrati in partita col cuore e con orgoglio. L’espulsione di Bonucci ci ha tagliato le gambe

Sui fischi a Donnarumma aggiunge: “In assoluto sono contrario ai fischi nei confronti di un calciatore che indossa la maglia della Nazionale. E’ un nostro connazionale che sta indossando i colori azzurri, ieri sera non c’è stato senso di responsabilità. Maldini e il Milan hanno fatto una scelta con questo ragazzo, che rientra però nell’ambito dei piani sportivi rossoneri. Queste storie non dovrebbero esser protagoniste quando gioca la Nazionale”

Pellegrini ha iniziato la stagione in maniera straordinaria – conclude Di Gennaro – gli infortuni che ha avuto in questi anni lo hanno spesso frenato, è arrivato ad una maturità tecnica importante, il rinnovo e la fascia da capitano lo hanno ancor più responsabilizzato, può giocare in tutti i ruoli del centrocampo, può ricoprire anche un ruolo più offensivo, abbina tutte le qualità del calciatore moderno: qualità, dinamismo, fa gol e assist, Mourinho lo consacrerà”