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De Rossi: “Dybala a Salerno ci sarà. Belotti? Esemplare”

Daniele De Rossi ha rilasciato le seguenti dichiarazioni dopo l’amichevole contro l’Al-Shabab in vista della sfida contro la Salernitana:

Come sta Dybala?
Si sta allenando, spero e penso che lo avremo con noi lunedì a Salerno

Sul mercato, si aspetta qualcosa?
Non voglio essere cattivo ma di questo preferisco non parlare. Voglio sottolineare un aspetto, però: il senso di professionalità e la partecipazione con cui Tiago Pinto mi è vicino. Tra un po’ di giorni andrà via e in una situazione del genere sarebbe anche umano essere un po’ distanti da vicende che poi non gli apparterranno: invece luì continua ad essere attivo e a starmi al fianco nella gestione della quotidianità

La prestazione e la posizione di Belotti?
Io conosco Andrea da anni, so che calciatore è e che ragazzo è. Chiaro che conto su di lui, ma non c’è neanche da sottolinearlo: lui è esemplare, a modo ed ha anche qualità che sono raccontate dalla sua storia personale

Verso la Salernitana, come ci si prepara?
Abbiamo due-tre allenamenti per prepararla dopo questa amichevole. Ma ho calciatori straordinari che hanno senso di sacrificio. Ora bisogna recuperare

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Zaniolo: “Amore gigantesco con la Roma finito male. Mourinho è stato fantastico”

“Quello con la Roma è stato un amore gigantesco, anche se finito male. Andare via è stata dura. A parte gli episodi degli ultimi giorni, tutti con me sono stati fantastici, così come lo è stato Mourinho. Rimpianti? Alla mia età non ha senso. Ho vissuto cose belle e cose brutte, ho fatto cose giuste e cose sbagliate, ma Roma è anche la città di mio figlio Tommaso. Solo per questo, sarà sempre un luogo speciale”. Così Nicolò Zaniolo, in uno stralcio dell’intervista rilasciata questa mattina ai microfoni de la Gazzetta dello Sport.

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Lukaku: “Dobbiamo risalire in classifica e riportare in alto la Roma”

 Romelu Lukaku ha parlato ai microfoni ufficiali della Roma dopo l’amichevole contro l’Al-Shabab:“Era importante vincere oggi. Per noi non esistono amichevoli, vogliamo vincere tutte le partite, anche in allenamento – le sue dichiarazioni -. Oggi abbiamo vinto, era un buon test per vedere a che punto siamo. Da domani, quando torniamo a Trigoria, dobbiamo prepararci per una partita difficile in programma lunedì”.

Come sono andati questi primi giorni con De Rossi?
“Molto bene. Abbiamo tutti la responsabilità di portare la Roma più in alto in classifica e arrivare più lontano possibile in Europa League. È il nostro obiettivo e ogni giorno lavoriamo per questo”.

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Lotito, altro veleno sulla Roma: “Dovevano essere già falliti”

LOTITO ROMA – L’occasione è stata offerta durante il congresso romano di Forza Italia, partito di cui il presidente della Lazio è senatore. La presenza al suo fianco di Maurizio Gasparri, noto esponente dello stesso partito e dichiarato sostenitore della Roma, ha reso l’ambiente propizio per esprimere le sue opinioni.

Dopo aver elogiato la scelta dei Friedkin di nominare Daniele De Rossi come allenatore (“una decisione intelligente, nonostante il suo particolare modo di fare…”), Lotito è stato netto riguardo alla situazione economica della squadra giallorossa: “Dovevano essere già falliti”.

Lotito ha poi aggiunto un commento sulla gestione finanziaria dei Friedkin: “Non è che non investono nella società. Il problema è che non trasformano quegli investimenti in capitale”. A questo punto, il senatore Gasparri ha avanzato un’ipotesi: “Secondo me, stanno vendendo, almeno così si dice”, ma Lotito non ha voluto approfondire.

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El Shaarawy: “Mou? Non era l’unico colpevole. De Rossi? Grandissima impressione”

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De Rossi: “Emozione grande, buona vittoria ma dovevamo far meglio nella ripresa. Dybala? Nulla di grave”

Le parole di Daniele De Rossi a DAZN dopo la vittoria per 2-1 col Verona:

Buona la prima?
“Sì buona la prima, buon risultato”

Il suo ritorno?
“E’ stato piacevole, l’affetto della gente lo vivo quotidianamente in città, non manca mai. Stasera grande emozione da allenatore e grande tensione perchè c’è un grande lavoro da fare. Ho voluto salutare la gente, perchè mi hanno chiamato più volte durante la partita”

Gran primo tempo, la palla viaggiava veloce, nel secondo tempo è mancata?
“Di base questo, mi è piaciuto molto il primo tempo, riguarderò la partita. Nel secondo tempo se la palla non corre veloce, vai lento, diventi prevedibile, loro hanno corsa e fisicità, bravi ad accorciare, ci hanno messo in difficoltà”

Spinazzola e Dybala?
“Paulo prima della partita sentiva qualcosina ma non era niente di grave, ha detto che non ha niente di grave neanche adesso ma si sente un po’ indolenzito, è stato fermo una decina di giorni, abbiamo caricato in questi giorni, ha detto che non ha niente di grave. Spina qualcosina si è fatto, ma non dovrebbe essere gravissimo”

Hai cambiato modulo, possesso palla, verticalizzazioni. Nel secondo gol c’è un punto di partenza sono i due tocchi e verticalizzazioni, cosa che non accadeva prima. Tre giocatori hanno riempito l’area di rigore. E’ la mentalità di andare lì?
“Sì è una delle prime cose su cui abbiamo lavorato, penso che sia importante il dominio del pallone, ma questa immagine ci deve far capire che se lo facciamo velocemente, ad un tocco, ha un senso altrimenti non addormentiamo la partita, ci addormentiamo noi. Se vai piano con il possesso palla ci ammazzano, se lo fai rapido, con voglia di andare oltre le linee di pressing, con i giocatori che abbiamo, ci divertiremo”

Il saluto alla Sud alla fine, che sapore ha?
“E’ uno dei momenti che verranno messi nell’album della mia vita e della mia carriera. Anni fa dissi che avrei donato due carriere alla Roma, la seconda mi è stata donata, vedremo quanto durerà, me la devo godere e giocare al 100%, perchè sulle nostre spalle c’è l’amore di questa gente che non mi ha fatto dimenticare l’amore ricevuto. Oggi sono andato lì per salutarli, perchè era giusto così per l’accoglienza ricevuta, poi ovviamente non andrò sempre”

Come si trasformano i fischi in applausi?
“Giocando meglio il secondo tempo, saremmo andati via più contenti. Ma bisogna pensare alla vittoria, giocando molto bene nei primi 60 minuti, poi meno bene nel finale, ma la squadra ha lottato e dimostrato di tenerci molto a vincere questa partita”

Pellegrini?
“E’ uno dei giocatori migliori che abbiamo, uno dei migliori talenti in Italia. Deve ritrovare la continuità delle partite, toccare tanti palloni e andare in area di rigore perchè può fare gol con facilità. E’ il capitano, è romano e quando le cose non vanno bene qui a Roma è giusto esser messi dinanzi alle proprie responsabilità, succede così, se ne fa carico, ho trovato un ragazzo molto maturato, cresciuto, si è comportato da vero leader in questa settimana. E’ calato anche lui nel secondo tempo, dobbiamo fare tutti meglio, ma nel primo mi è piaciuto tantissimo”

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De Rossi: “Obiettivo Champions. Non sarà difficile per i tifosi amare Mou ma anche me. Restare? Me la giocherò alla morte”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Daniele De Rossi in conferenza alla vigilia di Roma-Verona:

Un doppio coinvolgimento, emotivo forte lo immaginiamo e tecnico-tattico sul campo. Che tipo di lavoro hai impostato? Che Roma hai visto? Che Roma vorresti?
“Sorrido, non per la domanda, vedo facce a cui sono affezionato e non pensavo di trovare. Quando c’è il cambio di allenatore, che sia grande o mediocre, i giocatori vanno a tremila all’ora, è normale. I primi allenamenti ti danno risposte normali, poi bisogna vedere a lungo termine, comunque sono stati incredibili, stanno assorbendo i tre-quattro concetti iniziali che vogliamo dare, per evitare di infondere confusione nel gruppo”

Ha sentito Totti? 
“Ci siamo sentiti, mi ha mandato un messaggio di in bocca al lupo, mi ha dimostrato la sua felicità, il suo stupore, che era anche il mio inizialmente. Ci siamo sentiti due volte, passeremo presto del tempo insieme, dopo il suo impegno in Cina, ci fa sempre piacere vederci”

Quando si subentra vuol dire che c’è un problema, vorrei chiederle quale è il problema principale da risolvere? Sarebbe contento alla fine stagione se…?”
“Sarei contento se fossimo tra le prime quattro della classifica, penso sia un obiettivo da puntare, non facile da raggiungere, ma assolutamente possibile. Quando cambi allenatore i problemi ci sono sempre, ci sono passato anche io un anno fa. Ci sono dei problemi da analizzare, ma alla fine devo partire da zero, dallo zero a zero, in tre-quattro giorni non si fa in tempo ad analizzare tutto. Sono fortunato perchè per motivi di tifo ho visto le partite della Roma, è la squadra che conosco di più al mondo, così abbiamo accorciato il periodo di studio”

Un paio di anni fa dicevi che prima di tornare alla Roma avresti dovuto fare un percorso. E’ il momento giusto per tornare?
“Era il momento giusto per rifiutare la Roma secondo te? Non si può rifiutare la Roma, è successo alla Juve con Pirlo, ci sono uomini che rifiutano, altri si buttano dentro. Ovviamente non è solo voler tornare a mettersi la felpa, non è una scelta nostalgica. Uno fa anche un’analisi veloce dei valori di questa squadra, avrei rifiutato solo se avessi pensato che la squadra fosse stata mediocre. Non vado a fare brutte figure. Penso che la Roma sia una squadra forte e per un mio sviluppo di carriera è importante. Dove lo vedremo tra qualche mese”

Per cosa le piacerebbe che fosse ricordato il calcio espresso dalla Roma di De Rossi?
“Il mio calcio è una frase che mi fa venire i brividi, l’ho sentita dire anche da tecnici che ammiro e persone a cui voglio bene. Il calcio non è mio, tuo, è di tutti. Allora Guardiola dovrebbe parlare di calcio quasi da solo, così come pochi altri. Non penso di essere al loro livello, ma penso che gli allenatori bravi, che non hanno inventato niente che li riconosci da come giocano le loro squadre, quasi ad occhi chiusi. Se la nostra squadra sarà organizzata, farà risultati e si riconoscerà questi valori mi farebbe contento. Venir ricordato perchè la tua squadra fa bene e vince mi basta e mi avanza”

Non ci sono condizioni nel tuo contratto oltre giugno 24′, ma c’è un bonus per il piazzamento della Champions. Si è parlato anche di traguardo Europa League? Per l’eventuale permanenza cosa ti hanno detto?
“I presidenti Friedkin sono stati chiarissimi sulla durata del contratto e sul tenore della mia permanenza qui. Io ho risposto ok, mettete voi la cifra, avrei firmato in bianco o quasi, ho chiesto un bonus per la Champions, ma anche un gesto dovuto per la mia carriera qui. Non ci sono condizioni, rinnovi automatici, ho detto loro che volevo giocarmi le mie carte, ho chiesto solo di trattarmi da allenatore, non da bandiera, o da immagine che faccia il giro di campo con Romolo. Loro sono d’accordo. Sanno dal primo secondo che mi hanno chiamato che io me la giocherò fino alla morte per rimanerci qui e penso che loro siano soddisfatti di questo, un allenatore che si gioca le sue carte senza pensare a quello che è stato da calciatore, penso sia apprezzato come atteggiamento, per me sarebbe un sogno”

Giocherà a 4 o a 3? Un’idea di base c’è?
“Nasco e mi innamoro di questo lavoro con Spalletti e successivamente con Luis Enrique. Per me questo tipo di allenatori che portano tanti giocatori in fase offensiva e che difendono a quattro sono la base del mio innamoramento per questo lavoro. Questa squadra è stata costruita a tre, gioca da tanti anni così, abbiamo provato diverse cose, stiamo lavorando su concetti anche di rotazione, che magari portano a difendere in un modo e attaccare in un altro. Non tolgo l’ipotesi che possa cambiare in corso di partita e in corso di stagione, magari dipenderà anche dall’avversario e dalle strategie di gara”

In questi giorni fuori da Trigoria c’è un clima particolare, un clima di malumore verso i giocatori e la società. C’è chi dice che lei è stato preso come effetto calmante. E’ destabilizzante o uno stimolo in più?
“Non ho bisogno di stimoli in più, non mi destabilizza per niente, non sono stupido. Quando sento parlare di effetto calmante è brutto, un po’ moscio per definire una scelta. Quando un dirigente decide di cambiare un allenatore così vincente e amato deve prendere in considerazione vari fattori. Non dico che io sia la scelta giusta, ma è normale che si valuti in base alle disponibilità allenatori meno riconosciuti che avrebbero portato effetti più devastanti. Penso che i sold-out, questo affetto gigante abbia portato punti alla Roma. Penso che non sia difficile per i nostri tifosi amare sia chi c’era come Mourinho, sia me. Dire calmante è brutto, è una scelta ponderata in base a fattori di leadership, ambientali etc. Sarà giusta? La scopriremo tra qualche tempo, io ho sfruttato l’occasione per diventare l’allenatore che voglio diventare”

Si aspettava di arrivare adesso alla Roma? Appena entrato nello spogliatoio si è sentito allenatore della Roma?
“Uno non si aspetta che mandino via l’allenatore più titolato della storia e che prendano te. Però ero consapevole, non mi hanno forzato, non mi hanno puntato una pistola alla tempia. Me lo aspettavo di tornare, in maniera più graduale ma è piena la storia di allenatori subentrati ad interim e poi sono rimasti. L’ultimo è stato Palladino che non era stato scelto a lungo termine e si sta dimostrando tra i migliori emergenti. Io mi sento allenatore della Roma, più in campo che nello spogliatoio, perchè non si toglie quel rapporto di confidenza con gran parte dello spogliatoio, ci può essere rispetto senza fingere, non fingo di voler bene a Pellegrini, Cristante etc. Una persona mi ha consigliato di non venire con la mia macchina, ma che devo fare finta che sono povero. Io mi sono sentito allenatore in campo, li guardo e loro mi ascoltano, gradiscono quello che dico poi saranno i punti la cosa più importante. Io non ho mai finto con nessuno”

Roma ha fatto stufare Mourinho? Vi siete sentiti?
“Ho mandato un messaggio a Mourinho non di circostanza, lui è stato uno dei primi a mandarmi un messaggio quando firmai con la SPAL, era un gesto dovuto. Non lo so se si è stufato, non mi permetto di dirlo, ma con tutto il rispetto non mi interessa molto. Devo pensare a quello che devo fare, a quello che devo cambiare e ti assicuro che in questi giorni ho dovuto parlare anche di altro oltre che di campo, tra firme, foto, burocrazia varia. Non vedo l’ora che questa situazione si normalizzi”

Quali sono stati i problemi principali della Roma? Chi l’ha stupita di più?
“Qualche problema è stato visibile guardando le partite, non è vero che la Roma abbia sempre giocato male, a volte ha fatto molto bene come con l’Atalanta e il Napoli, a volte male. La Roma non è stata allenata male, il problema è stato l’alternanza di rendimento in campo. Delle idee le ho, non le vengo a dire qui in conferenza ovviamente. Quando vedi dal vivo questi calciatori rimani impressionato, ne ho visti tanti nella mia carriera, da fuori è un conto, poi vedi toccare la palla a Dybala, Pellegrini etc. rimani ancor di più sorpreso. Sono rimasto stupito da Pisilli, che non conoscevo direttamente, vederlo dal vivo mi ha impressionato”

Cosa non dovete sottovalutare del Verona?
“Mille cose, il Verona che è una squadra solida, allenata da Baroni che stimo tanto come allenatore e uomo, che ha mantenuto la barra dritta nonostante la tempesta esterna tra mercato e voci societarie. Ammiro molto la sua eleganza, è una squadra solita, grande fisicità, gioco abbastanza definito e che sanno fare bene. L’emozione dell’esordio non deve fare brutti scherzi, ma sono tranquillo, soprattutto ai ragazzi, ci sarà un po’ di malumore, spero di no, servirà calma in campo e fuori”

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Nainggolan: “De Rossi ha grandi idee, sorprenderà da allenatore”

“Mi fa male vedere la Roma in questa posizione, sono andato tre volte allo stadio quest’anno e ho visto una squadra che non faceva un tiro in porta. I primi responsabili sono sempre i calciatori, solo che nel mondo del calcio si taglia sempre l’allenatore per primo. Sono convinto che Daniele sorprenderà: l’ho avuto e conosco le sue idee“. Così Radja Nainggolan, amico ed ex compagno di squadra di De Rossi in una diretta Instagram.

Sull’esperienza vissuta insieme a De Rossi alla Spal, quando Radja era calciatore di De Rossi: “Quando sono stato a Ferrara e lo hanno esonerato vedevo tutti i calciatori che piangevano per lui, perché l’importanza che Daniele dava ad ognuno di noi era incredibile. Si vedeva che voleva giocare in una certa maniera, ma non aveva i giocatori adatti. Questa è stata la ragione della sua fine con la Spal, perché tutti vedevano come voleva giocare, ma se poi non hai il materiale umano adatto diventa difficile”.

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Milan-Roma, i convocati: assenti Dybala, Sanches e Azmoun

La Roma ha diramato la lista dei convocati per la sfida contro il Milan di domani. Assenti Sanches, Dybala e Azmoun, oltre a Smalling, Abraham, Kumbulla, Aouar e Ndicka.

Rui Patricio
Boer
Svilar
Karsdorp
Huijsen
Llorente
Celik
Mancini
Spinazzola
Cristante
Pellegrini
Paredes
Kristensen
Bove
Zalewski
Pisilli
Belotti
Joao Costa
Lukaku
El Shaarawy

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Mourinho: “Dybala out. Ieri riunione dura con i giocatori, qualcuno deve dare di più. Mai umiliati nei derby”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Mourinho in conferenza stampa:

Inizia Mourinho: “Sono qui da due anni e cinque mesi e in questo periodo sono l’unica persona in questo palazzo che non ha perso neanche un minuto di una sessione d’allenamento. Per me non ci sono malattie, buon umore etc, in due anni e mezzo non ho sbagliato niente, neanche due settimane fa che ero l’unico a lavoro perchè erano tutti malati. Due mesi fa ho chiesto un giorno di stop per una situazione personale che non devo spiegare, ho spiegato alla proprietà e al direttore Pinto che il giorno giusto fosse dopo la partita in una settimana che si giocava mercoledì e domenica. Sono stato fuori Roma 14 ore, mi sembra ridicolo stare qui a giustificarmi, ma non accetto in nessun modo che la mia dignità, professionalità e il cuore per questo lavoro mio e verso il club, venga criticata. Non ho mai perso una partita in 23 anni, non sono mai stato malato e un allenamento di recupero per la gente che ha giocato, con 6 soli calciatori in campo che non hanno giocato, con l’assenza dell’allenatore permessa dalla società e dal direttore, mi sembra drammatico che io lo giustifichi”

Come si riparte?
“Facile, la partita è finita, abbiamo perso, abbiamo fatto tante cose bene nonostante le nostre limitazioni, altre cose non bene e le abbiamo analizzate ieri. Abbiamo parlato, abbiamo analizzato sempre con la voglia di migliorare dentro i nostri limiti. Si riparte, io dal mio punto di vista come riparto da 23 anni. Partita giocata, finita, analizzata e ora si pensa alla prossima. Non c’è altra storia”

Milan in difficoltà ma con grandi valori tecnici?
“Affrontiamo una squadra che ha vinto lo Scudetto due anni fa e gioca per vincere il titolo. Sembra che la distanza attuale tra loro e Inter-Juventus non sia facile da colmare, ma è quella squadra lì, che ha perso qualche giocatore importante per infortunio nella zona difensiva, ma a centrocampo e in attacco sono tutti i titolari, dietro non avranno due-tre giocatori ma ne ha presi già due per cercare di trovare la soluzione, come Terracciano e Gabbia. E’ una squadra che vuole sicuramente vincere dopo la sconfitta di Coppa, per loro era sicuramente un target soprattutto se non possono vincere lo Scudetto. Tutti conoscono le nostre difficoltà, magari non qualche commentatore o qualche giornalista, ma noi andremo là. Ho parlato con i giocatori dal punto di vista dell’analisi, del gioco, non gioco, non ho nessun tipo di problema, mi confronto con i miei calciatori, non c’è niente che qualche persona possa o vorrebbe dire ai miei giocatori che non ho detto. Per me è una cosa molto chiara la differenza tra le difficoltà e utilizzare le difficoltà che sono vere come un modo per giustificare chi non dà di più. Risparmio a voi i nomi, è una cosa interna, so perfettamente che alla fine nel calcio la responsabilità dei risultati globali sia dell’allenatore, ma nel rapporto che ho con i giocatori non risparmio niente. Ieri riunione dura, specialmente per qualcuno, perchè dal punto di vista collettivo sono stato chiaro, la squadra difensivamente è stata perfetta, non ha avuto problemi, prende un gol in quel modo che inizia con una rimessa laterale nostra, che non siamo neanche capaci di battere, trasformandola in un calcio d’angolo contro. Dopo arriva un rigore di un bambino di 18 anni con 55 minuti di Serie A, che continuo a dire – spero si sia capita la mia espressione – non ho mai detto che non fosse rigore, ma un rigore di tempi moderni, laddove l’arbitraggio oggi in termini di protezione del gioco è inferiore rispetto a 10 anni fa. Non ho risparmiato nulla a nessuno nella riunione. Poi nell’allenamento c’erano solo 6 giocatori, è difficile lavorare in campo e migliorare le cose così. Il messaggio è rimasto lì, c’è gente che individualmente deve dare di più”

Dopo Budapest aveva chiesto il supporto di un dirigente che l’affiancasse in queste situazioni delicate. Vista la rabbia dei tifosi dopo il derby, perchè nessuno della società ha parlato? Cosa si sente di dire ai tifosi?
“Sono anche io la società, non sono un componente alto del club, ma la rappresento quando parlo, mentre sono qui mi considero società, con parole che immagino la gente voglia sentire là fuori. Voglio essere sempre leale corretto nel mio confronto con la società, è il mio dovere e il mio modo di essere. In questo momento qui le mie parole penso siano oggettive: non so quanti derby ho giocato 150-200, sono sempre state partite speciali, vincendo, pareggiando e perdendo, con un modo diverso di viverla. Ho sempre capito che per un tifoso del Chelsea giocare contro l’Arsenal è diverso dal City, così l’Inter contro la Juve rispetto alla Roma e qui ho capito ovviamente quello che significa il derby. Il derby che abbiamo vinto è pesante, perchè ci sono vittorie e sconfitte, ma anche umiliazioni, il derby vinto con 3-0 dopo 20 minuti potevano essere 4-5 i gol è stata un’umiliazione per loro. Quelli che abbiamo perso solo per un dettaglio, un errore nostro o arbitrale, ma sempre con la dignità di chi dà tutto. Siamo sempre usciti con la testa alta, dando tutto. Abbiamo perso in 10 contro 11 per 60 minuti dando tutti, anche in questa partita qui dove a mio giudizio qualcuno doveva obbligatoriamente dare di più, abbiamo finito la gara con due grandissime opportunità di pareggiare. L’orgoglio di essere romanisti, di lavorare per i romanisti è presente qui dentro, però è là dentro del campo che noi dobbiamo far vedere alla gente questo atteggiamento extra che va contro tutti. Capisco perfettamente che la gente non è contenta per qualche situazione che per me è fuori dal contesto ma che alla fine non è, perchè non è uno sport individuale ma collettivo. L’atteggiamento di A o B incide anche sugli altri. Di chi è questa responsabilità? Mia, individuale dei giocatori, della situazione in cui siamo dove non posso dire ad uno che non gioca più per far giocare un altro, perchè siamo pochi. Sono tanti i fattori, è difficile uscire da questa analisi. Qui dentro quando parlo penso che rimanga qui dentro, qualche volta esce qualcosa e non è vera, a volte sì, ma io qui dentro non risparmio nessuno e tante volte parlo anche di me stesso, perchè per chiedere ai giocatori un’autovalutazione, mi devo mettere anche io nella posizione similare, in modo tale che anche loro possano fare autocritica. Ieri ho detto ai giocatori una cosa oggettiva: ti ricordi quella partita là? Potevo fare meglio, anche i miei collaboratori. Ho identificato una partita in cui non ero contento con me stesso, quando vedo partite in cui siamo messi bene in campo, in cui credo che il mio lavoro sia stato fatto al 100%, dopo mi sento tradito per l’errore individuale che punisce la mia squadra. Noi abbiamo avuto due periodi difficili quest’anno: il primo ad inizio anno con un punto su 9 presi, con tanti infortunati e tanti giocatori indisponibili. In questo momento abbiamo 4 punti di differenza dalla Champions perdendone 8 su 9 nelle prime tre. Il secondo periodo durissimo è stato questo con tanti scontri diretti e un gruppo ridotto di calciatori. Le critiche a tutti noi sono giuste, ma dimenticare le difficoltà del nostro momento è una cosa pazzesca. Basta vedere la partita vinta contro la Cremonese, la linea difensiva di oggi, con Mancini che non si allena da un mese, Kristensen che non è un centrale, Llorente si infortuna poi non gioca il derby, domani è in dubbio, gioca un bambino titolare. Se la gente ignora questo non è giusto e qui devo difendere il nostro gruppo, incluso chi non sta ad un livello di performance accettabile, perchè in generale è un gruppo di gente seria, che soffre, che lavora duro. Abbiamo perso un derby, abbiamo un campionato da giocare, a 4 punti da un target che se non fossimo noi sarebbe impossibile per chiunque, perchè il vero potenziale delle prime quattro non è paragonabile a noi. Siamo noi, la Roma, una tifoseria incredibile che non ho mai visto nella mia vita, un allenatore che qualcuno pensa si chiami Josè Mourinho Potter non Felix, ma stiamo lottando ancora per qualcosa che è ancora molto difficile. La partita col Milan saremo là a metterci la faccia, mi dispiace che sarò in tribuna e non in panchina, in un habitat dove non sono il benvenuto ma darò tutto e andremo lì con tutto quello che abbiamo, con la certezza che i ragazzi daranno tutto”

Dybala?
“Penso non ci sarà”

Ha detto che senza Dybala ha sentito che nella testa della squadra qualcosa era cambiato. Come è possibile risolvere il problema di una Roma senza l’argentino, che mediamente salta la metà delle partite stagionali?
“Trovare la soluzione per giocare senza Dybala per noi è diverso di quello che Guardiola può fare con Alvarez al posto di Halaand. Per Pochettino se non gioca Sterling, c’è Mudryk. Per Klopp senza Jota c’è Nunez o Diaz. Ripeto mi rivolgo solo a chi non capisce. La Roma vive una situazione di Financial Fair Play per cui ha delle grandi limitazioni e questo si vede in campo, si vede durante la stagione con le difficoltà quando subentrano dei problemi, non c’è come nasconderle, dal momento che la Roma ha fatto uno sforzo economico per avere Smalling ora non ce l’ha e non può averne un altro. Stesso discorso per Sanches che non c’è mai e non possiamo averne due perchè i paletti del Ffp non ti permettono di avere un altro giocatore nella stessa posizione dello stesso valore. Dybala è un giocatore veramente speciale che ha giocato in una squadra con altri giocatori speciali come lui, qualche volta entrava, giocava, stava in panchina. Qui per le sue caratteristiche non abbiamo un sostituto. Partita contro la Fiorentina dopo 20 minuti sembrava da 3-0, finito lui abbiamo perso connessioni. Non lo fa Belotti, El Shaarawy, Joao Costa che domani sarà convocato, che magari domani gioca ma non ha la qualità pe fare quel lavoro lì. La Roma senza Dybala è diversa, ma se qualcuno non vuole capire non posso dire di più”

Ha parlato di delusione nei confronti di alcuni singoli, ci saranno scelte importanti domani? O è impossibile farlo?
“La squadra domani non sarà la stessa, Paulo non gioca titolare e già non è uguale. Farò qualche cambio, sicuramente sì, ma qui non esiste l’intenzione di punire nessuno o mettere attenzioni su determinati singoli, ma costruire un puzzle sul piano fisico, mentale e tattico che ci possa permettere di competere lì. La squadra più tattica di solito è la squadra con meno qualità tecnica, perchè al contrario quando hai tanta qualità, lavori meno tatticamente e ti focalizzi su come portare efficacia a quella qualità individuale. Noi siamo una squadra che si focalizza molto sul piano tattico, con principi su cui lavoriamo molto in campo, siamo pochissimi oggi, eravamo pochi ora senza Paulo e Azmoun altri due in meno. Sono qui con voi perchè non parlerò dopo la partita, prossima settimana non c’è partita e non sarò qui con voi e sono qui a rispondere a delle domande per dare risposte ai tifosi. Se c’è da dare delle risposte sono io che devo farlo a livello regolamentare”